Il pugilato, noto anche come boxe, è uno degli sport da combattimento più antichi e popolari al mondo. Si tratta di un confronto diretto tra due atleti all'interno di un'area designata chiamata ring. Questo articolo esplora in dettaglio il regolamento del pugilato professionistico, dalla storia alle tecniche, dalle categorie di peso ai requisiti per diventare un pugile professionista, con un focus particolare sulla Federazione Pugilistica Italiana (FPI).
Origini e Storia del Pugilato
Le prime testimonianze del pugilato risalgono al terzo millennio a.C., come dimostrato da un bassorilievo sumero trovato in Iraq. Ulteriori prove includono bassorilievi assiro-babilonesi e ittiti del secondo millennio a.C. A Tebe, in Egitto, una scultura del 1350 a.C. raffigura due pugili circondati da spettatori. Queste rappresentazioni mostrano combattimenti a mani nude o con i polsi fasciati da bende. L'introduzione dei guantoni risale al 1650 a.C.
Nell'antica Grecia, il pugilato era uno sport molto sviluppato e fu introdotto nella 23a Olimpiade del 688 a.C. I pugili utilizzavano fasce di cuoio attorno alle nocche per proteggere le mani. Gli incontri non avevano round e continuavano fino a quando uno dei contendenti si arrendeva o non era più in grado di proseguire.
Durante l'epoca romana, il pugilato era altrettanto popolare. I pugili utilizzavano fasce di cuoio sulle nocche, evolvendo poi verso protezioni più dure come il "cestus", che includeva pezzi di metallo tra le stringhe di cuoio. I combattimenti si svolgevano negli anfiteatri.
Nel XVI secolo, in Inghilterra, si riaccese l'interesse per il combattimento a mani nude, dando origine al "prizefighting". Questi incontri includevano anche l'uso di pugnali e bastoni. Il primo incontro organizzato di pugilato in Gran Bretagna si tenne il 6 gennaio 1681, organizzato dal duca di Albemarle Christopher Monck.
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La Codifica del Pugilato Moderno
Il primo regolamento per il pugilato fu stilato nel 1743 da Jack Broughton, introducendo importanti novità come la fine dell'incontro se un contendente cadeva a terra e non riprendeva il combattimento entro 30 secondi, il divieto di colpire l'avversario a terra e afferrarlo sotto la vita. Broughton promosse anche l'uso dei "muffers", una sorta di guanti o bendaggi per proteggere le mani durante gli allenamenti e i combattimenti amichevoli.
Nel 1866, il marchese di Queensberry introdusse regole che stabilivano l'uso obbligatorio dei guantoni e definivano i combattimenti come "regolari incontri di pugilato" in un quadrato di 24 piedi quadrati. I combattimenti furono divisi in round di tre minuti con un minuto di riposo, e ogni combattente aveva 10 secondi per riprendere l'incontro dopo essere stato atterrato, vietando qualsiasi colpo che non fosse un pugno diretto.
Principi e Valori del Pugilato
Come sport, il pugilato si è affermato come un mezzo di riscatto, offrendo a molti la possibilità di conquistare una vita migliore. Molti campioni provengono da contesti difficili e hanno trovato nel pugilato un modo per riscattarsi e imparare valori fondamentali. Il rispetto verso il maestro, l'avversario, l'arbitro e il regolamento sono valori base per un pugile. Dedizione e puntualità sono aspetti cruciali per la crescita dell'atleta, spendibili poi nella vita quotidiana.
Regolamento di Base del Pugilato
I pugili combattono su un ring di 5 metri per 5 metri, ridotto a 4 metri per 4 all'interno delle corde. Durante l'incontro, i contendenti cercano di colpirsi con pugni evitando di essere colpiti a loro volta. È vietato girare la schiena all'avversario, tenersi, spingersi, combattere corpo a corpo e voltarsi di lato.
Durante il combattimento, l'arbitro può iniziare il conteggio per dare un momento di pausa al pugile in difficoltà, con una durata minima di 8 secondi e massima di 10. Un incontro può terminare per KO, fine delle riprese previste, abbandono o intervento del medico. Il verdetto è stabilito dall'arbitro o dai giudici, che decretano il vincitore se l'incontro si svolge nella sua interezza.
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Protezioni e Equipaggiamento
Le protezioni previste dal regolamento sono obbligatorie. L'uso del casco, omologato, è necessario dopo essere saliti sul ring. I guantoni proteggono le mani e devono essere indossati prima di salire sul ring; toglierli prima della fine dell'incontro indica l'abbandono.
Tecniche di Attacco e Difesa
Nel pugilato, diverse tecniche di attacco e difesa sono fondamentali:
- Diretto: Conosciuto come Jab (sinistro leggero) e Cross (destro), è un colpo diretto volto all'azione di disturbo.
- Gancio: Colpo potente che trae la sua forza dalla leva della spalla, dalla rotazione dell'anca e dalla posizione ad angolo retto del braccio.
- Montante: Colpo circolare per allontanare un avversario che si avvicina troppo.
Le tecniche di difesa includono:
- Assorbimento: Riduzione dell'impatto del colpo.
- Abbassamento: Movimento per evitare il colpo.
- Copertura: Protezione del viso e del corpo con le braccia.
- Deviazione, Bloccaggio, Parata: Tecniche per neutralizzare i colpi.
- Piegamento, Sway Back, Slipping, Bob and Weave: Movimenti per schivare i colpi.
La guardia è un fattore tecnico cruciale che influenza le possibilità di attacco e difesa del pugile:
- Normale: Posizione standard.
- Guardia con sinistro in basso: Variazione tattica.
- Alta: Posizione difensiva.
- Guardia seduta: Posizione più bassa per favorire i colpi dal basso.
Durante l'approccio dell'avversario, è possibile cambiare guardia, anche ripetutamente, per confondere e sorprendere.
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Benefici della Pratica del Pugilato
Il pugilato offre molteplici benefici, sia fisici che mentali:
- Fisico asciutto e tonico: L'allenamento brucia molte calorie e rinforza muscoli e cuore.
- Rinforzo muscolare: Non solo gli arti inferiori, ma anche la parte superiore del corpo beneficia degli allenamenti, tonificando addominali e dorso.
- Allenamento cardiovascolare: Aiuta a bruciare grassi e migliorare la circolazione sanguigna.
- Resistenza: Il pugilato richiede sforzi aerobici e anaerobici.
- Soglia del dolore: Richiede un'alta sopportazione del dolore e della fatica.
Stili di Pugilato
Esistono diversi stili di pugilato, ognuno con le proprie caratteristiche:
- Cubano: Stile tecnico e agile.
- Europeo: Amalgama di stili diversificati.
- Russo: Derivato dallo stile sovietico, focalizzato su colpi decisi e mirati, con movimenti attivi e aggressivi.
- Stile statunitense: Riflette il retroterra culturale ed etnico di vari allenatori.
- Mexican style: Aggressivo, con colpi decisi e ricerca del corpo a corpo.
Inoltre, si possono distinguere diverse tipologie di pugili in base al loro approccio al combattimento:
- Stilista/Out-fighter: Rimane all'esterno della guardia dell'avversario, colpendolo con pugni veloci da lontano per distruggerne la resistenza.
- Boxer-Puncher: Combina tecnica, potenza e velocità nel boxare a distanza ravvicinata.
- Picchiatore/Slugger: Compensa la carenza tecnica con la forza delle gambe e dei pugni.
- Aggressore/In-Fighter: Aggredisce continuamente, boxando dall'interno della guardia dell'avversario con raffiche e combinazioni di ganci e montanti.
- Colpitore d'incontro/Counter puncher: Usa movimenti della testa e blocchi per contrastare l'avversario.
Infortuni nel Pugilato
Il pugilato è uno sport di contatto che comporta rischi di traumi, ferite e lesioni. Questi possono derivare dagli allenamenti o dagli incontri e includono:
- Concussione cerebrale: Derivata da colpi alla testa.
- Frattura della mandibola.
- Lesioni oculari, al naso o alla cuffia dei rotatori.
Il Pugilato Professionistico in Italia: La FPI
Per diventare un pugile professionista in Italia, è necessario seguire un percorso ben definito sotto l'egida della Federazione Pugilistica Italiana (FPI).
Requisiti per il Passaggio al Settore Pro
Secondo la FPI, possono richiedere il passaggio al Settore Pro e acquisire la qualifica di Pugile Pro 3^ Serie i pugili IBA (International Boxing Association) che soddisfano i seguenti requisiti:
- Appartenere alla qualifica Élite.
- Essere regolarmente tesserati per l'anno in corso.
- Aver disputato almeno 1 incontro nei dodici mesi precedenti l'inoltro della domanda.
- Non aver compiuto il quarantesimo anno di età.
Per i pugili uomini, è richiesto che:
- Nelle categorie di peso 48-51-54-57-92-+92 Kg, abbiano disputato almeno 25 incontri con il 40% di vittorie, o 20 incontri con il 60% di vittorie.
- Nelle categorie di peso 60-63,5-67-71-75-80-86Kg, abbiano disputato almeno 35 incontri con il 40% di vittorie, o 25 incontri con il 60% di vittorie.
I pareggi vengono valutati secondo il criterio: due pari equivalgono a una vittoria.
Qualifiche Superiori
Acquisiscono la qualifica di Pugile Pro 2^ Serie i pugili IBA uomini che, oltre ai requisiti sopra indicati, hanno conquistato la qualificazione a un'edizione dei Giochi Olimpici o una medaglia di Bronzo, Argento o Oro ai Campionati Europei.
Acquisiscono la qualifica di Pugile Pro 1^ Serie i pugili IBA uomini che, oltre ai requisiti base, hanno conquistato una medaglia di Bronzo, Argento o Oro ai Giochi Olimpici o ai Campionati Mondiali.
Procedura per la Domanda
La domanda per il passaggio al Settore Pro deve essere inoltrata tramite il Comitato Regionale competente ai Settori IBA e PRO, firmata dal legale rappresentante della ASD/SSD di appartenenza e dal tecnico titolare. La decisione è rimessa alla C.T.N. del Settore IBA, mentre per i pugili Pro tesserati all'estero è richiesto il parere del Comitato Tecnico Pro.
In caso di situazioni non contemplate nel regolamento, la decisione finale spetta al Consiglio Federale. L'accoglimento del passaggio al Settore Pro perde efficacia se il pugile non regolarizza il tesseramento alla FPI entro dodici mesi dalla data di presentazione della domanda.
Altri Aspetti Regolamentari
Negli incontri professionistici, due atleti si affrontano sul ring usando solo i pugni. Il match si disputa su una distanza massima di 12 riprese da 3 minuti ciascuna, con un intervallo di 1 minuto tra le riprese. I colpi devono essere portati sopra la cintura dell'avversario, mai sotto. Sono vietati i pugni alla nuca, alle spalle e ai reni, così come colpire con il palmo, il polso, il taglio o il dorso della mano, o con la testa, la spalla, l'avambraccio e il gomito.
L'avversario non può essere spinto, stretto o trattenuto, e non è consentito abbassare la testa sotto la sua cintura. Quando un pugile va al tappeto, l'avversario non può più colpirlo.
L'arbitro controlla lo svolgimento corretto del combattimento, coadiuvato da un massimo di 3 giudici di gara a bordo ring. Il conteggio dell'arbitro dura da un minimo di 8 secondi a un massimo di 10, scaduti i quali, se l'atleta non si rialza, l'arbitro decreta la vittoria per KO.
Se i pugili arrivano alla fine dell'incontro, la vittoria è assegnata ai punti, in base ai cartellini compilati dai giudici. Un match può concludersi per vittoria tecnica ai punti, per ferita, per squalifica, per abbandono dell'avversario o per getto della spugna.
Ulteriori Requisiti e Normative
Certificato Medico
Per espletare l'attività è necessario il Certificato Medico d'Idoneità non agonistica come da D.M. 24/04/13. Il tesseramento ha validità annuale a partire dalla data dell'iscrizione.
Competizioni di Boxe Competition
Possono partecipare alle competizioni di Boxe Competition tutti gli atleti iscritti, dai 13 anni in poi, che abbiano i requisiti previsti dall'Art.
Gli atleti devono presentarsi sul quadrato di gara muniti di casco (con possibilità di usare caschi con parazigomi, grata o maschera in plexiglas), paradenti, bendaggi per le mani, guantoni da 10 once e sospensorio.
Gli atleti si dividono in categorie di età e peso: Junior (13-20 anni), Senior (21-40 anni) e Master (41 anni e oltre). La competizione si disputa sulla distanza di 3 riprese da 2 minuti.
Comportamenti e Penalizzazioni
Sono considerati comportamenti soggetti a richiamo: colpire l'avversario nelle competizioni senza contatto, non avere il controllo dei colpi nelle competizioni con contatto controllato, operare un pressing continuo e assumere atteggiamenti provocatori o antisportivi. Il richiamo ufficiale dell'arbitro determina una penalizzazione di 2 punti, e tre richiami comportano la squalifica.
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