Tecniche di Soffocamento nel Judo: Nomi e Spiegazioni Dettagliate

Introduzione

Il Judo, che letteralmente significa "via dell'adattabilità", è un'arte marziale che, oltre alle proiezioni, include anche tecniche di controllo e, in particolare, di soffocamento. Queste tecniche, derivate dall'antico Jujitsu, sono state integrate nel Judo da Jigoro Kano, il fondatore di questa disciplina, che ha saputo trasformare un'arte di combattimento in un metodo educativo e di difesa personale.

Originariamente, solo la casta militare era autorizzata a portare armi. Tuttavia, anche i soldati dovevano disarmarsi in presenza di un dignitario, comprese le guardie di palazzo e gli impiegati. Questa situazione portò i più deboli a trovare modi per difendersi, e il Judo offre una di queste vie, basata sulla cedevolezza e l'adattabilità.

Fondamenti del Judo

Il Judo-gi e il Tatami

Per praticare il Judo, è necessario indossare il Judo-gi, un abito bianco composto da casacca e pantaloni, rigorosamente bianco per simboleggiare l'uguaglianza tra i contendenti. Il tessuto è in cotone e il taglio è di matrice giapponese. Il terreno di lotta è chiamato tatami, un tappeto elastico che permette di continuare la lotta anche a terra, dove si cerca di immobilizzare l'avversario.

Terminologia

I combattenti sono chiamati Tori, colui che esegue l'azione, e Uke, colui che la subisce. Il Judo riconosce diversi gradi di capacità, chiamati Dan, che vanno dal bianco (esordiente) al marrone, passando per il giallo, l'arancio, il verde e il blu.

Katame-Waza: L'Arte delle Immobilizzazioni

Il Katame-Waza comprende le varie tipologie di immobilizzazioni derivanti dall'antico Jujitsu della scuola Tenshin-shin-yo-ryu, specializzata nel controllo e nell'Atemi-Waza, tecniche di colpi nei punti vitali. Secondo Jigoro Kano, questa tecnica si esplica per il 20% nelle posizioni erette e per l'80% a terra sul tatami.

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Kata nel Judo

I Kata sono forme preordinate di movimenti che servono a preservare e trasmettere le tecniche e i principi del Judo. Tra i principali Kata troviamo:

  • Randori-no-Kata: composto da 15 principi d’azione di proiezione.
  • Kime-no-Kata: è la decisione senza riserve.
  • Ju-no-Kata: è il Kata della cedevolezza, tradotto in un’alternanza tra energia nascosta e passività (Yin) da una parte, ed espressione appariscente dell’energia (Yang) e dell’iniziativa.
  • Koshiki-no-Kata: sono i passaggi storici dei movimenti di lotta.
  • Itsutsu-no-Kata: è il cammino verso la Verità, in cui l’uomo incontra gli elementi della natura, armonizzandovi.

Secondo il maestro Jigoro Kano, meditare fa cambiare le persone, e anche in questo caso il Judo non fa eccezione.

Tecniche di Soffocamento (Shime-Waza)

Le tecniche di soffocamento, note come Shime-Waza, sono una parte fondamentale del Judo. Queste tecniche mirano a restringere il flusso sanguigno al cervello o a comprimere la trachea, portando alla perdita di coscienza dell'avversario. È essenziale che i praticanti siano consapevoli dei rischi associati a queste tecniche e le eseguano con cautela e controllo. La consapevolezza che l’occlusione dell’arteria carotide e della vena giugulare può indurre perdita di coscienza dopo circa 6-10 secondi è fondamentale.

Classificazione delle Tecniche di Soffocamento

Le tecniche di soffocamento possono essere classificate in base alla modalità di esecuzione e alla presa utilizzata. Alcune delle tecniche più comuni includono:

  • Okuri Eri Jime: Uno strangolamento molto efficace, impiegato spesso in Randori e in Katame No Kata. Nella sua esecuzione fondamentale (a destra), Tori è dietro le spalle di Uke, passa la mano sinistra sotto l’ascella sinistra di Uke e stende il suo bavero sinistro con il pollice all’interno.

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  • Gyaku Juji Jime: Tori ha il dorso delle mani a contatto col collo di Uke che viene tirato verso Tori. Per assestare la tecnica, Tori si gira sul fianco corrispondente al braccio più in basso e tira su di sè Uke.

  • Kata Juji Jime: Tori è di fronte o a cavalcioni su Uke. Tori con la mano sinistra prende il bavero sinistro di Uke con il pollice esternamente al bavero.

  • Tsukkomi Jime: Viene definito spesso come uno strangolamento “a nodo scorsoio”, lasciando intendere un’azione dei baveri sul tipo, appunto, del cappio durante l’impiccagione. Questo strangolamento, infatti, viene effettuato attraverso la compressione del bavero del judogi sul collo di Uke. Tori utilizza una spinta rettilinea che compie la maggior parte del lavoro.

  • Nami Juji Jime: Tori è di fronte o a cavalcioni su Uke. Con la mano sinistra afferra profondamente il bavero sinistro di Uke tenendo il pollice interno e le dita esterne e nello stesso modo esegue la presa con l’altra mano.

  • Koshi Jime: Letteralmente “strangolamento con l’anca”. Nella sua applicazione l’anca di Tori viene spinta contro il lato del collo di Uke mentre le mani si muovono e afferrano come in Okuri Eri Jime. [Koshi Jime applicato come contrattacco a Seoi Nage]

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  • Kata Ha Jime: Uno strangolamento molto efficace, impiegato spesso in Randori e in Katame No Kata. Nella sua esecuzione fondamentale (a destra), Tori è dietro le spalle di Uke, passa la mano sinistra sotto l’ascella sinistra di Uke e stende il suo bavero sinistro con il pollice all’interno.

  • Sode Guruma Jime: Viene eseguito, come dice il nome giapponese, afferrando entrambe le proprie maniche “sode” e ruotandole “guruma”. E’ un tipo di strangolamento respiratorio la cui azione è basata principalmente su una compressione della trachea di Uke.

Rischi e Precauzioni

È fondamentale comprendere che le tecniche di soffocamento possono comportare rischi significativi. La compressione delle strutture nervose può provocare turbe del ritmo cardiaco quali bradicardia e ipotensione (stimolazione del seno carotideo) o tachicardia e ipertensione (nervo vago) più o meno intense. Basta poca pressione (ca. La maggior pressione richiesta impone al praticante una maggior cautela in quanto un eccesso di forza può causare, nelle tecniche di soffocamento, traumi severi alle strutture anatomiche (rottura tracheale, frattura dell’osso ioide, ecc..).

Pertanto, è essenziale:

  • Eseguire le tecniche con controllo e precisione.
  • Essere consapevoli dei segnali di pericolo e interrompere immediatamente la tecnica se necessario.
  • Avere una conoscenza approfondita dell'anatomia e della fisiologia del collo e del sistema cardiovascolare.
  • Praticare sotto la supervisione di un istruttore qualificato.

Importanza delle Cadute (Ukemi)

Un aspetto cruciale dell'allenamento di Judo è la pratica delle cadute, o Ukemi. Queste tecniche permettono di cadere in sicurezza, minimizzando il rischio di infortuni. Esistono diverse tipologie di cadute, tra cui:

  • Ushiro Ukemi: Caduta all'indietro. Partendo dalla posizione naturale (Shizen tai) Uke (chi si difende) solleva le braccia davanti a sé sino a tenerle orizzontali. Flette quindi il collo puntando lo sguardo all’altezza del nodo della propria cintura, perché in questo modo la sua nuca non toccherà il tatami. A questo punto si flette sui talloni, e curvando la schiena si lascia rotolare all’indietro. Toccando con la schiena il tappeto batte le mani sullo stesso. Può essere eseguita da entrambe le parti, destra e sinistra.

  • Yoko Ukemi: Caduta laterale. Ancora Uke, dalla sua posizione eretta, solleva il braccio destro, avanzando con il piede sinistro (oppure al contrario). Quindi fa scivolare la gamba in avanti, flettendosi in progressione sulla gamba sinistra sino ad accucciarsi sul tallone sinistro (o sempre viceversa), lasciandosi quindi andare in caduta sul lato destro, battendo sempre il tatami con la mano e l’avambraccio destri. Più semplicemente caduta rotolata in avanti.

  • Mae Ukemi: Caduta in avanti. Sempre Uke avanza con il piede destro, flette poi sulle due gambe, posando la mano sinistra sul tatami davanti al piede sinistro. Tronco inclinato in avanti con gamba destra più flessa della sinistra. Uke quindi appoggia la mano destra sul tappeto tra quella sinistra ed il piede destro. Il braccio destro è flesso ad arco con la schiena ricurva e la testa rientrata in mezzo alle spalle. A questo punto Uke distende le gambe e rotola sul braccio destro.

  • Mae Mawari Ukemi: Caduta rotolata in avanti. Sempre Uke si lascia andare in avanti, ma prima di toccare il tappeto tende le braccia in innanzi, toccando così il tatami con le mani e gli avambracci, dondolando quindi sulle braccia.

La pratica costante degli Ukemi è fondamentale per sviluppare una soddisfacente robustezza fisica e per affrontare qualsiasi minaccia senza timore.

Posizioni Fondamentali

Le posizioni fondamentali nel Judo sono essenziali per mantenere l'equilibrio e prepararsi all'azione. Tra queste troviamo:

  • Shizen Tai: Posizione naturale. Per effettuare la posizione naturale è necessario divaricare le gambe con un’ampiezza uguale a quella delle spalle. Spalle e ginocchia sono rilassate, mentre il torace deve essere normale, cioè non spinto in avanti, invece pancia e stomaco sono in tensione.

  • Jigo Tai: Posizione difensiva. Qui al contrario di prima necessita allargare maggiormente le gambe, avendo cura che le ginocchia siano flesse, mentre il tronco va abbassato. Il peso deve essere distribuito equamente sulle gambe con il viso dritto in avanti.

Kumi Kata: La Presa

La presa, o Kumi Kata, è il modo in cui Tori afferra l'avversario per controllare i suoi movimenti e preparare le tecniche. Ad esempio, Tori che esegue l’azione Shizen tai (Kumi kata destro) prende il risvolto sinistro di Uke (l’avversario che subisce) con la mano destra, e con quella sinistra la sua manica destra, all’altezza del gomito. Tori, per effettuare la presa di difesa dalla posizione destra, passa la mano destra sotto l’ascella sinistra di Uke.

Spostamenti (Tai Sabaki)

Gli spostamenti, o Tai Sabaki, sono i movimenti che permettono di mantenere l'equilibrio e di posizionarsi in modo vantaggioso rispetto all'avversario. In questi spostamenti i modi di camminare sono due: l’uno con camminata regolare (ayumi ashi) e l’altro, tsugi ashi, con un piede conduttore, ed il secondo che si avvicina a qualche centimetro dal piede trainante, anticipando così il passo successivo.

L'Importanza del Rispetto e della Disciplina

Il Judo non è solo un'arte marziale, ma anche un metodo educativo che promuove il rispetto, la disciplina e la crescita personale. Il Judo insegna il rispetto della vita opponendosi all'offesa del corpo umano e offre a coloro che lo praticano gli strumenti per affrontare il tema attacco-difesa senza timore.

Il Judo Femminile: Il Kodokan Goshin Jutsu

Il Kodokan Goshin Jutsu è un kata creato nel 1935 dal prof. Ito (in Giappone) ed è basilare per l'ottenimento del 1° dan femminile. Questo kata è ad uso delle donne e rappresenta le forme della difesa personale.

Kime-no-Kata: La Forma della Decisione

Il Kime-no-kata è molto formalistico e stilizzato, con elementi teatrali. È suddiviso in due grandi serie: Idori (posizione seduta) e Tachi-ai (posizione eretta). Questo kata rivela tecniche utilissime per il benessere fisico e per l'apprendimento delle basi del Judo.

Koshiki-no-Kata: La Forma Antica

I Koshiki-no-Kata furono appresi dal Prof. Kano dalle famose scuole dell'epoca: la Kito-Ryu e la Tenjin-shinyo-ryu. Questo kata rappresenta lo spirito marziale del Giappone e i passaggi storici dei movimenti di lotta.

Principi Fondamentali del Judo

Il Judo si basa su alcuni principi fondamentali, tra cui:

  • Ju: Cedevolezza, adattabilità. Non opporre la forza con la forza, bensì cedendo e controllandola.
  • Seiryoku Zenyo: Uso efficiente dell'energia.
  • Jita Kyoei: Amicizia e mutua prosperità.

Questi principi guidano la pratica del Judo e contribuiscono allo sviluppo di un individuo equilibrato e consapevole.

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