L'Antica Gara che Prevedeva Lotta e Pugilato: Storia del Pancrazio

Introduzione

Il pancrazio, un'antica disciplina sportiva che combinava elementi di lotta e pugilato, rappresenta un affascinante capitolo nella storia dello sport e della preparazione fisica nell'antica Grecia. Questo articolo esplora le origini, l'evoluzione e il significato culturale di questa competizione, offrendo una panoramica completa dalle sue radici mitologiche fino alla sua inclusione nei giochi olimpici e al suo impatto sulla società greca.

Origini e Mito

Le origini del pancrazio si perdono tra storia e leggenda, intrecciandosi con i miti degli eroi greci. La mitologia greca attribuisce a Teseo ed Eracle un ruolo fondamentale nello sviluppo del pugilato. I miti narrano che Zeus, padre degli dei, ebbe da Alcmena un figlio, Eracle (Ercole), il quale dimostrò una particolare predisposizione al combattimento e una grande forza fisica fin dalla nascita, uccidendo due serpenti inviati da Era. Ercole è spesso associato all'ideale di forza e virilità nella lotta.

Le prime testimonianze mitiche sul pugilato risalgono quindi a Teseo ed Ercole, insieme a Polluce e Castore, ai quali si aggiungono successivamente Achille, Diomede e Nestore, istruiti da Chirone, il primo maestro riconosciuto di questa disciplina.

I Giochi Olimpici Antichi

I primi Giochi Olimpici della storia iniziarono nel 776 a.C. ad Olimpia, situata nel Peloponneso, una regione della Grecia antica. La scelta di Olimpia come sede dei giochi più importanti dell'antichità risale al 1000 a.C. circa. Olimpia si trovava nel sud-ovest della Grecia, lungo le rive del fiume Alfeo. La festa sportiva veniva celebrata ogni quattro anni e aveva una durata di sette giorni, durante i quali l'attività bellica in Grecia era sospesa, grazie alla proclamazione dell'ekecheirìa, la tregua olimpica. La fase tra un Gioco e l'altro veniva chiamata Olimpiade, da cui il termine moderno con cui ancora designiamo i giochi.

Il pancrazio fece il suo ingresso nel programma olimpico nel 648 a.C., diventando rapidamente una delle competizioni più popolari e spettacolari.

Leggi anche: La Lotta nell'Antica Grecia: Uno Studio

Il Pancrazio: Regole e Tecniche

Il pancrazio era uno sport da combattimento che combinava tecniche di lotta (Pale) e pugilato (Pygme), adattate ad un nuovo sistema di combattimento. Inoltre, erano inserite tecniche sviluppate solo per questo contesto, le Pankration techne, che davano modo di fluire durante l'azione totale e permettere l'uso di qualsiasi abilità che in uno sport totale è ed era ritenuto essenziale. Caratteristica originale era il poter combattere a tutti i livelli di altezza e a tutte le distanze.

L'obiettivo era sottomettere l'avversario. Non c'erano ne' rounds e ne' limiti di tempo, si combatteva fino alla resa di uno dei due che poteva essere per cedimento, per il classico ko o dichiarata dallo stesso atleta, che onorava, quando poteva fisicamente, il vincitore mostrando la sconfitta alzando l'indice in sù verso l'arbitro. Una delle particolarità delle antiche Olimpiadi era l'abitudine a combattere sotto il sole cocente estivo a metà della giornata.

Allenamento e Preparazione

Le palestre in antichità provvedevano oltre all'allenamento degli atleti anche a essere fulcro dell'educazione. Gli atleti si dedicavano a esercizi fisici specifici, in particolare in vista della guerra. I greci consideravano l’esercizio fisico come un privilegio riservato ai cittadini liberi. Aristotele era fortemente contrario ad un allenamento eccessivo che risultava addirittura controproducente per gli atleti stessi.

L'Importanza Culturale e Sociale

I vincitori delle gare, compreso il pancrazio, erano celebrati come eroi e ricevevano grandi riconoscimenti. Le loro città infatti, profondamente grate per quella sorta di pubblicità positiva generata dalla vittoria, li ricompensavano in diversi modi: dai premi in contanti ai pasti gratuiti garantiti per il resto della loro vita; dalle alte cariche ricoperte all'interno del tessuto sociale alle agevolazioni fiscali, fino agli appuntamenti di gala. Divennero quindi delle vere celebrità e personalità influenti e le città dell'antichità facevano di tutto per potersi onorare ad avere un atleta nelle loro mura.

Pindaro, nato nel 518 a.C. da Tebe, fu un celebre poeta che compose odi in onore dei vincitori olimpici, esaltandone le gesta e celebrando la benevolenza degli dei.

Leggi anche: Pancrazio: Combattimento Antico

Figure Iconiche del Pancrazio

  • Milone di Crotone: Uno dei più celebri lottatori greci antichi. Dopo l'alloro conquistato nella lotta dei ragazzi (nel 540 a.C., la 60esima Olimpiade), ha inanellato altre cinque vittorie consecutive tra la 62esima e la 66esima Olimpiade, trionfando così per l'ultima volta nel 516 a.C., ben 24 anni dopo la sua prima affermazione. Si narra infatti che si divertisse sfidando chiunque a togliergli dalle mani un melograno; ovviamente nessuno ne era in grado a causa della sua presa d'acciaio.

  • Teogene di Taso: Vince le Olimpiadi del 480 a.C. (75esima edizione) come pugile, e trionfa nell'edizione successiva nel pancrazio. Inoltre si distingue anche come corridore. Famoso per i suoi successi, lo diventa ancora di più dopo la sua morte. Curiosa la storia legata alla sua statua. Eretta nella città di Taso dopo la sua morte, questa diventa l'unica statua nella storia ad essere… condannata!! Un uomo, probabilmente un ex avversario sempre sconfitto da Teogene, ogni notte era solito recarsi davanti alla statua in bronzo frustandola in segno di dispetto. Una notte però, la statua gli cadde addosso, uccidendolo. I figli, sconvolti ed irati per l'accaduto, decisero di percorrere l'iter legislativo che, nella Grecia di quel tempo, prevedeva che chiunque, fosse esso un uomo, un animale o addirittura un oggetto, andasse punito in caso di omicidio. Ovviamente vinsero la causa e la statua venne fatta inabissare nei mari attorno a Taso. Tuttavia, negli anni a seguire, una serie incredibile di pestilenze e carestie flagellò l'isola di Taso. Preoccupati da questo susseguirsi interminabile di sofferenze, gli abitanti interpellarono l'oracolo che disse loro di richiamare tutti gli esiliati per far tornare la situazione alla normalità. Richiamate tutte le persone in vita, la situazione non mutò, fino a quando non si decise di recuperare del fondo del mare la statua di Teogene. Una volta recuperata da alcuni pescatori e riposta al centro del paese, scomparvero tutti i problemi.

  • Diagora di Rodi: Nonostane una sola vittoria nel pugilato, registrata nel corso della 79esima Olimpiade (464 a.C.), Diagora diventa ben presto una Leggenda in tutta la Grecia Antica. Lui e la sua famiglia scrivono pagine di storia ad Olympia e non solo. Se l'alloro pugilistico di Olympia è l'unico della sua carriera, i suoi successi non si fermarono sicuramente lì. Vincitore di diverse edizioni dei giochi tenuti a Rodi, si impose anche due volte ai Giochi Istmici ed una a Nemea. Non solo lui, ma tutta la sua stirpe, iscrisse il nome ad Olympia.

  • Polidama di Scotussa: Polidama vince nel pancrazio nel corso del 408 a.C. (93esima Olimpiade), ma di lui si sa veramente poco, se non che viene da Scotussa, una città della Tessaglia. Vengono tramandate tuttavia, diverse leggende che lo elevano inevitabilmente ad eroe quasi mitologico.

  • Arrachione: Vince le Olimpiadi del 49 d.C. Nato a Caria, una regione dell'Antica Grecia corrispondente all'attuale Turchia, era un atleta forte e bello, il preferito dell'imperatore Tito. Caratteristica unica del suo modo di combattere era quella di evitare i colpi dell'avversario. Rimase infatti imbattuto senza aver quasi mai dovuto incassare dei colpi, ed al tempo stesso evitava di colpire l'avversario al viso al fine di non sfigurarli. Unico anche il suo modo di porsi di fronte alle gare. Durante gli allenamenti infatti nulla poteva distoglierlo da essi, né il cibo, né il sesso. Un vero e proprio maestro nell'autodisciplina.

    Leggi anche: Cogoleto: Successi nel Judo

Declino e Scomparsa

Con la conquista romana e la successiva diffusione del Cristianesimo, i giochi olimpici persero gradualmente importanza. Nel 393 d.C., l'imperatore Teodosio I, su invito del vescovo Ambrogio, decretò la fine dei giochi olimpici, segnando la scomparsa del pancrazio come competizione ufficiale.

Eredità

Nonostante la sua scomparsa, il pancrazio ha lasciato un'eredità duratura. Il suo spirito di competizione, la combinazione di abilità fisiche e strategiche, e il suo significato culturale hanno influenzato lo sviluppo di altre arti marziali e sport da combattimento nel corso della storia.

tags: #antica #gara #che #prevedeva #lotta #e

Post popolari: