La lotta è uno sport antichissimo, radicato nella storia dell'umanità e presente fin dalle prime Olimpiadi. Si tratta di un combattimento corpo a corpo tra due atleti che cercano di dominarsi a vicenda, senza l'uso di armi o attrezzi, mettendo alla prova forza, destrezza e agilità. Nel corso dei secoli, la lotta si è evoluta in diverse forme e stili, mantenendo però sempre intatto il suo spirito competitivo e spettacolare.
Le Origini Antiche della Lotta
La lotta, nella sua forma più pura, può essere considerata lo sport più antico del mondo, parte integrante della storia dell'umanità. Dalla necessità di sopravvivenza alla competizione agonistica, fino all'intrattenimento moderno, la lotta ha attraversato diverse fasi. Già nell'antichità, la lotta agonistica era praticata da diverse civiltà, ma fu in Grecia che raggiunse il suo apice. Sovrani, condottieri, filosofi, scrittori e artisti la tenevano in grande considerazione, considerandola una scienza e un'arte indispensabile per forgiare sia il fisico che il carattere. Non a caso, l'invenzione della lotta veniva attribuita a dei o eroi come Atena, Ermes, Ercole e Teseo. Secondo lo storico Plutarco di Cheronea, la lotta (pale) fu il primo sport, da cui derivò il termine "palestra" per indicare il luogo di allenamento degli atleti.
La prima cronaca dettagliata di un incontro di lotta risale a Omero, che nel libro XXIII dell'Iliade descrisse il combattimento tra Aiace Telamonio e Ulisse durante i giochi funebri in onore di Patroclo. La popolarità della lotta è testimoniata anche dalle numerose citazioni letterarie e raffigurazioni artistiche. Nei giochi più antichi, i lottatori indossavano una cintura, per poi affrontarsi completamente nudi, dopo essersi cosparsi il corpo di olio d'oliva e polvere. I combattimenti si svolgevano in una buca piena di sabbia, seguendo le regole dell'orthe pale (lotta in piedi). Per vincere, l'avversario doveva toccare il terreno per tre volte con qualsiasi parte del corpo. La lotta fu introdotta alle Olimpiadi nel 708 a.C..
L'Evoluzione Moderna: Lotta Libera e Lotta Greco-Romana
Oggi, la lotta si suddivide principalmente in due specialità: lotta libera e lotta greco-romana, entrambe discipline olimpiche. All'interno di queste specialità, gli atleti sono suddivisi per categorie di peso per garantire un confronto equo.
Lotta Greco-Romana
La lotta greco-romana è considerata lo sport più antico del mondo, una pura battaglia di abilità tra due avversari con l’obiettivo di bloccare o lanciare il rivale sul tappeto. Le origini della lotta greco-romana “moderna” risalgono al diciannovesimo secolo. Questo stile di combattimento fu creato in Italia in epoca risorgimentale, diffuso in tutta Europa e incluso nelle Olimpiadi del 1896. Il termine “greco-romana” fu introdotto dal lottatore italiano Basilio Bartoletti per sottolineare il valore storico di questa disciplina olimpica. Al momento nella lotta greco-romana gareggiano solo gli uomini divisi in sei categorie di peso: 60 kg, 67 kg, 77 kg, 87 kg, 97 kg, 130 kg.
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Nella lotta greco-romana, sono permesse esclusivamente le prese alla testa, alle braccia e al tronco dell'avversario, fino alla cintola. Un match è composto da 3 round di 3 minuti ciascuno, si aggiudica il combattimento chi ne vince due o chi porta un atterramento di schiena durante l’intero incontro. La lotta greco-romana prevede due fasi: lotta in piedi prevede l’impiego di una vasta gamma di tecniche di proiezione e atterramento realizzate sfruttando lo squilibrio dell’avversario che viene creato durante l’azione di schermaglia. lotta a terra invece, o è la prosecuzione di un’azione iniziata in piedi, o viene determinata dall’arbitro come penalità verso uno dei due lottatori allorché si sottrae alla lotta, rendendosi passivo. Anche la lotta a terra prevede una vasta gamma di tecniche finalizzate al ribaltamento, al controllo e al possibile schienamento dell’avversario.
Lotta Libera
La lotta libera è un’evoluzione della lotta greco-romana ed è diventata sport olimpico nel 1904 a Saint Louis. Da Atene 2004 sono stati introdotti anche i match femminili. Nel febbraio 2013 il Comitato Internazionale Olimpico ha espresso la volontà di rimuovere, per ragioni di costi, la disciplina dai Giochi di Tokyo 2020. Dopo una consistente campagna da parte della federazione, lo sport ha riassunto il proprio status di disciplina ufficiale nel settembre dello stesso anno. Categorie maschili: 57 kg, 65 kg, 74 kg, 86 kg, 97 kg, 125 kg. Categorie femminili: 50 kg, 53 kg, 57 kg, 62 kg, 68 kg, 76 kg.
La lotta libera, introdotta nel programma olimpico nel 1904 (Saint Louis, USA), deriva da uno stile di lotta all’epoca molto popolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, il catch-as-catch-can («afferra come puoi afferrare») e ammette anche le prese alle gambe e con le gambe. L’essenza dello sport è semplice: senza attrezzatura e senza afferrare i vestiti, due atleti cercano di premere entrambe le spalle dell’avversario sul tappeto. Nel fare questo, i contendenti tentano di eseguire diverse mosse (es. proiezioni, atterramenti, sbilanciamenti, controlli) a cui vengono assegnati dei punti che variano da 1 a 4 (per le proiezioni) secondo la difficoltà. In assenza dello schienamento, la vittoria viene assegnata ai punti. Quando la differenza punti diventa uguale o superiore a 10, ci si aggiudica automaticamente l’incontro. A differenza dei lottatori greco-romani che usano solo la parte superiore del corpo e le braccia, gli atleti della lotta libera possono usare qualsiasi parte del loro corpo.
La lotta libera si basa sullo sbilanciamento di un avversario attraverso attacchi alle gambe, lanci e tecniche di difesa. La lotta che proponiamo , oltre ad essere un ottimo allenamento per la propria forma fisica sia per amatori che agonisti, uomini e donne, è finalizzata principalmente a integrare la preparazione tecnico e tattica dei nostri atleti e amatori delle MMA. Consiste nel combattimento corpo a corpo tra due avversari o anche la fase del combattimento in cui i due contendenti finiscono avvinghiati in contatto diretto. La lotta in genere si riferisce in particolare a tecniche, movimenti e contromosse applicate al fine di ottenere un vantaggio fisico, come posizioni di dominanza, uscite e sottomissioni, o per infortunare un avversario. Viene studiata e praticata soprattutto per sport e competizioni agonistiche, ma anche nelle arti marziali, per difesa personale o per addestramento militare.
Tecniche e Strategie nella Lotta
La lotta, sia libera che greco-romana, si articola in diverse fasi e tecniche, che richiedono forza, agilità, strategia e una profonda conoscenza del proprio corpo e di quello dell'avversario.
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Lavoro in Piedi
Il lavoro in piedi ha luogo quando entrambi i competitori sono in piedi ed utilizzano prese applicate alla parte superiore del corpo dell’avversario, per condizionarne il comportamento o effettuare determinate altre tecniche. Consiste in prese e controlli di polsi, gomiti, e nuca, opposizioni con il petto, cintamenti e così via. Il lavoro in clinch è generalmente usato per preparare o per difendersi da proiezioni, ma in certe specialità anche per poter colpire l’avversario più efficacemente, oppure per cercare poi di afferrare l’avversario in una sottomissione.
Proiezioni
Una proiezione è utilizzata dal lottatore per manipolare l’avversario (sbilanciandolo o sollevandolo) generalmente da una posizione in cui sono entrambi in piedi ad una al suolo, tutte prevedono comunque che l’esecutore mantenga una posizione di vantaggio o relativo controllo rispetto all’avversario. Lo scopo delle proiezioni varia a seconda delle discipline a volte enfatizzando il potenziale di incapacitare direttamente l’avversario con la caduta (in questo caso la schienata viene considerata KO e determina la fine dell’incontro), oppure indirizzando verso la possibilità di ottenere una posizione di controllo, per esempio per applicare una sottomissione. Si considera una proiezione anche quando il lottatore solleva il suo avversario e lo manovra forzatamente in aria verso il suolo, anche lanciandolo; se l’esecutore rimane in piedi e non segue l’avversario a terra, il lancio viene di solito definito slam, altrimenti throw secondo la terminologia inglese ma per la sua pericolosità è vietato in alcune discipline.
Immobilizzazioni e Controlli
Con questi termini si definiscono aspetti notevolmente differenti da disciplina a disciplina perché sono influenzate dalle finalità di ciascuna di esse in alcune un’immobilizzazione implica il trattenere un avversario da una posizione in cui non può attaccare, in altre comporta una vittoria immediata se mantenuta per un certo periodo di tempo, in altri invece è considerata inattività e può comportare la ripresa dell’incontro da una posizione libera (con eventuale sanzione per chi manteneva la staticità) ma può anche essere considerata una posizione di dominanza ricompensata con punti. Altre tecniche di controllo sono utilizzate per mettere faccia a terra l’avversario di modo da evitare che possa scappare o attaccare, oppure per mantenere una posizione di guardia da una situazione svantaggiosa come quando si è al di sotto dell’avversario.
Sottomissioni
Ne esistono di due tipi, le costrizioni e le manipolazioni. Alle prime appartengono tutte quelle tecniche che possono potenzialmente strangolare o soffocare l’avversario, le compressioni di muscoli o tendini sulle ossa, oppure in generale ogni tecnica che penetra o schiaccia punti sensibili (muscoli, organi, ghiandole). Alle seconde appartengono quelle tecniche che possono potenzialmente arrecare danno ad una giuntura o ad un’articolazione come torsioni, chiavi e soprattutto leve. In competizioni sportive, ci si aspetta che chi subisce una sottomissione tramite segnali verbali o gestuali (come il battere con la mano) si arrenda, ammettendo così la sconfitta poiché trattenuto in una presa da cui non può scappare. Chi viene sottomesso e si rifiuta di “battere” rischia la perdita di sensi o un serio infortunio. In ambito di polizia o di difesa personale, si possono applicare prese di sottomissione per bloccare un soggetto pericoloso o impedire la fuga di un criminale; in questo caso, più che di sottomissione, si parla in genere di controllo doloroso o presa da capacitanza dolorosa (“pain compliance hold”).
Il Wrestling: Spettacolo e Atletismo
"Wrestling" è un termine inglese traducibile con il termine lotta. In Italia viene utilizzato per riferirsi alla lotta di tipo spettacolare in cui i protagonisti sono due o più atleti che cercano di ampliare la sfera della pura competizione offrendo agli spettatori una vasta gamma di azioni spettacolari. Nonostante l’esito del match venga concordato preventivamente, le proiezioni utilizzate sono molto dolorose e possono essere decisamente rischiose se non eseguite correttamente.
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Il Wrestling è uno sport da combattimento nel quale combina l’esibizione atletica con quella teatrale, la sua origine risiede nelle fiere itineranti statunitensi di fine XIX secolo. Il Wrestling prende spunto tra la lotta libera e dal grappling, con l’aggiunta di prese e manovre che derivano per buona parte dalle arti marziali giapponesi. Gli atleti di questa disciplina sono atleti professionisti che si affrontano in match predeterminati in cui vince colui il quale riesce a schienare o sottomettere per primo l’avversario. Questo sport viene maggiormente praticato negli USA dove gli atleti provengono dalla lotta libera amatoriale, altri si formano nelle leghe di sviluppo delle leghe maggiori.
Solitamente solo l’esito finale e alcuni momenti particolarmente spettacolari detti spot vengono programmati dai wrestler durante gli allenamenti; le rimanenti parti del match vengono improvvisate e i lottatori coinvolti, tramite gesti o parole, informano l’avversario delle loro mosse successive. Anche l’arbitro collabora nel segnalare il momento in cui eseguire gli spot, altrimenti interviene in situazioni inaspettate e/o di pericolo. A differenza di molti altri sport, per il wrestling non esistono federazioni nazionali o internazionali che raccolgono al loro interno tutti i praticanti della disciplina; gli atleti lavorano per federazioni tra loro non collegate e spesso in competizione. Oltre alle grandi organizzazioni con budget milionari, esistono moltissime altre federazioni con budget molto ristretti che sopravvivono organizzando show per poche centinaia di spettatori. Tali organizzazioni sono genericamente note come federazioni indipendenti o indies.
Per anni in Italia gli unici show di wrestling noti al grande pubblico e trasmessi da noti canali televisivi sono stati quelli della statunitense World Wrestling Federation, tuttora la più seguita al mondo tanto che Netflix ha da poco chiuso un accordo da 5 miliardi di dollari che garantirà alla piattaforma di trasmettere in esclusiva e in diretta l’evento del lunedì sera in diversi paesi (compresa l’Italia).
Regole Standard del Wrestling
Esistono delle regole più o meno standard che si sono sviluppate col tempo. Ogni federazione applica le proprie varianti delle regole, ma questi regolamenti sono molto simili. Le regole qui descritte sono regole standard e potrebbero non corrispondere esattamente con quelle che ogni federazione applica.
- Tipi di Match: La forma più semplice di un match è il one fall match, noto più semplicemente come single match, che vede contrapposti due wrestler. Vi sono poi match a squadre, match a handicap e match tutti contro tutti, nei quali si hanno più di due wrestler che combattono ognuno per sé.
- Arbitro: Ogni match è diretto da un arbitro che, dove agisce secondo accordi prestabiliti dal booking, fa seguire sul ring delle regole che rendono apparentemente la sua figura imparziale e importante. Lo schieramento, una sottomissione o un’azione scorretta non è vista dall’arbitro non può essere considerata. Tuttavia, consente ai wrestler heel di poter agire scorrettamente dopo aver distratto o messo fuori causa l’arbitro.
- Il Ring: Il ring, pesante più di mille chilogrammi, è una struttura composta da acciaio, legno e strati di gomma. Sotto al ring è posta un’ampia molla che serve per attutire i colpi; vi sono inoltre collocati due o più microfoni utili per meglio veicolare i tonfi delle cadute verso la platea. Sul piano successivo è presente una rete di ferro sulla quale sono poste delle assi di legno, e sopra tutto ciò è posizionato una strato di gommapiuma. Infine c’è il tappeto, ancorato al ring tramite alcune asole poste lungo il bordo. Il ring si eleva di circa un metro da terra, e ai quattro angoli si ergono, alti circa 140 cm, quattro paletti di acciaio rivestiti da una spessa imbottitura. L’esterno del ring è ricoperto da un sottile rivestimento gommoso, per evitare impatti diretti sul pavimento, salvo eccezioni come per esempio le federazioni di hardcore wrestling non utilizzano nessun rivestimento attorno al ring, né i wrestler possono attutire le cadute in quella zona.
- Tag Team Match: Un tag team match è un incontro combattuto da squadre di due o più wrestler. L’uomo legale deve avere un contatto fisico, di solito palmo contro palmo, con un wrestler della sua squadra per renderlo il nuovo uomo legale. I wrestler che non sono gli uomini legali ma devono rimanere dietro le corde per evitare un contatto volontario con gli avversari o essere richiamati dall’arbitro.
- Comportamento Illegale: È vietato mordere l’avversario, infilargli le dita negli occhi e sputargli, quello che accade negli wrestler non sono solitamente soggetti a squalifica, ma subiscono un ammonimento da parte dell’arbitro. Tuttavia, i richiami e ammonizioni dell’arbitro possono far scattare una squalifica.
- Mosse Vietate: Le mosse che fanno cadere l’avversario al tappeto di testa o col collo, come il piledriver, sono vietate da alcune federazioni.
- Rope Break: Se una parte del corpo di un wrestler è in contatto con le corde, deve essere interrotto ogni contatto fra i lottatori entro cinque secondi, altrimenti nel il wrestler viene applica la mossa può essere squalificato. La regola è chiamata rope break usata spesso per uscire da una presa di sottomissione o schienamento.
Diete dei Wrestler
Una buona alimentazione è fondamentale per migliorare le prestazioni sportive e riprendersi dagli allenamenti per giorno del match. I grandi wrestler, la dieta è ricca di proteine, nutrienti dai molteplici benefici che esse favoriscono una ricostruzione del tessuto muscolare e la riparazione cellulare. Per i campioni del wrestling non è solo di mantenersi in forma, ma di fornire al loro corpo, sottoposto a stress e danni muscolari frequenti, quindi l’apporto proteico di cui ha bisogno. I lottatori di wrestling preferiscono assumere l’albume d’uovo al mattino, una combinazione con carboidrati a basso indice glicemico per un rilascio energetico graduale. I suoi benefici: è fondamentale l’assunzione dell’albume d’uovo liquido formi parte di una dieta bilanciata.
Gimmick
Ogni match di wrestling è essenzialmente un’esibizione atletica, l’obiettivo di ogni incontro è di divertire il pubblico. Il wrestling sono state aggiunte alcune caratteristiche per enfatizzare ancora di più gli incontri per cercare di ottenere la migliore reazione possibile dal pubblico. La maggior parte dei wrestler interpretano un personaggio definito gimmick. Queste personalità, servono ad aumentare l’interesse verso un lottatore. Le gimmick possono essere irreali e simili ai personaggi dei cartoni animati oppure possono essere verosimili se non riflessione della persona reale. face. Nel wrestling si pensa ad dei personaggi, narrazione, lotta e tanto spettacolo in pieno stile WWE. Lo spettacolo dalla WWE e dalle compagnie che nel corso degli anni ne sono state concorrenti ha origine negli Stati Uniti a fine ‘800, hanno permesso ai primi cenni di wrestling moderno di diffondersi e perfezionarsi.
TV Show
Il TV show è un programma trasmesso in televisione, dove di solito lavorano mid carder, upper carder e main eventer. Lo scopo principale dei programmi televisivi nelle federazioni è creare le varie rivalità e storie cioè una resa dei conti durante un evento in pay-per-view con il fine ultimo di spingere gli spettatori ad acquistare quegli eventi.
La Storia del Wrestling in Italia
Prima di conoscere il wrestling praticato, l’Italia ha dovuto attendere la bellezza di trent’anni. Nel 2001, dopo una serie di esperimenti, di conoscenze sul web e di curiosità, si costituisce la prima compagnia di wrestling nostrana, la Italian Championship Wrestling. Ne fanno parte ragazzi giovani che saranno poi conosciuti come Mr. Excellent, Queen Maya, Ace Crusher, Puck, Manuel Majoli, Raiss e Red Devil/Fabio Ferrari. Quest’ultimo è oggi il rappresentante italiano più noto a livello internazionale, segno di professionalità e di capacità nel saper includere nel proprio bagaglio il meglio di questo sport-spettacolo.
I primi allenamenti erano svolti nello stile backyarder, facevamo tantissimi km per ritrovarci e provare quello che guardavamo in tv. I primi contatti arrivarono con Sergio Noel che ai tempi era l’unico che in Italia faceva qualcosina, facemmo qualche allenamento prima di decidere di fare degli show veri e propri. Nel 2004 è poi arrivato il boom in Italia. Noi ne giovammo tantissimo, arrivò il grosso pubblico e facemmo tanti spettacoli. Ci presentammo al posto giusto nel momento giusto, però non con l’esperienza adatta ad una cosa del genere. Con i primi soldi degli spettacoli portammo i primi ospiti internazionali che ci potevano dire cosa andava fatto e cosa non andava fatto, ci davano consigli per migliorare. Siamo andati in televisione, io ho lottato nel 2005 al Palalottomatica di Roma davanti a 11 mila persone e al 105 Stadium di Rimini davanti a 6 mila persone. Ho lottato contro atleti americani, atleti europei.
Al tempo i ragazzi italiani dovevano faticare tantissimo per mettere in scena uno spettacolo e migliorare sul ring. Spesso le trasferte erano dei veri e propri viaggi della speranza con un furgone carico di obiettivi. Oggi la situazione è un po’ cambiata: gli atleti italiani sono in grado di poter dare una prepazione ai propri studenti, possono facilmente organizzare dei seminari, degli incontri con wrestler rinomati a livello internazionale. Non manca l’impegno e il sacrificio, ma è chiaro che sono ad un livello molto più alto rispetto a quando iniziarono i loro maestri. Le basi tecniche sono quelle che riguardano le capriole e le cadute, imparare come cadere è fondamentale: se ci sono dei tentennamenti, si rischia davvero di farsi male. Il wrestling è una disciplina che è fisicamente pericolosa e richiede una preparazione di un certo tipo. Seguono tutte le varie prese, le varie mosse, tecniche in piedi e tecniche a terra. Poi ci devono essere delle basi mentali molto forti. Molti ragazzi non proseguono, o per paura o per mancanza di tempo. Si tratta di una disciplina vera, dove ci si allena duramente, gli atleti devono essere preparati sia fisicamente che mentalmente. Difficile poter essere il nuovo John Cena, per questo devono avere l’umiltà di imparare, di migliorare. E intanto il movimento cresce: esistono in Italia una quindicina di realtà, molte delle quali detengono una accademia e producono almeno uno spettacolo al mese. Negli ultimi anni sono passati per il nostro Paese una serie di grandi superstar internazionali, molte delle quali nel giro della WWE o delle maggiori federazioni mondiali.
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