Antichi Lottatori di Crotone: Nomi e Storie di Leggende Olimpiche

Introduzione

La città di Crotone, situata nell'antica Magna Grecia, fu un importante centro di eccellenza sportiva, in particolare nella lotta. Questo articolo esplora le storie e i nomi degli antichi lottatori di Crotone, figure leggendarie che hanno dominato i Giochi Olimpici e lasciato un'impronta indelebile nella storia dello sport.

Il Contesto Storico e Geografico

Tra l’VIII e il V secolo a.C., in Grecia, si assiste alla nascita delle "póleis", le città-stato. Nel VII secolo a.C., i Greci iniziarono a migrare verso le coste dell’Italia Meridionale, fondando colonie che divennero presto importanti centri di ricchezza economica, culturale e artistica. Il legame tra tutti i Greci era costituito dalla lingua comune, dalla discendenza dagli stessi antenati, dalla venerazione per gli stessi dei e da valori condivisi.

Crotone, fondata nel VII secolo a.C. da coloni Achei su richiesta dell'Oracolo di Delfi, divenne una città strategica della Magna Grecia. La pratica ginnica era molto diffusa e consigliata dalla scuola medica locale per garantire la salubrità del corpo. Uno spirito e un corpo ben allenati produssero schiere di campioni.

Daippo di Crotone: Il Precursore

Il pugile Daippo di Crotone fu il primo atleta non peloponnesiaco a vincere ai Giochi Olimpici, nel 672 a.C. Dopo di lui, 19 atleti crotonesi vinsero nelle 28 edizioni successive dei Giochi, collocando Crotone ai vertici del "medagliere" dell'epoca, rivaleggiando con Sparta e superando Atene. Fu addirittura coniato un proverbio: «L'ultimo dei Crotoniati è il primo dei Greci!».

Milone di Crotone: Il Campione Ineguagliabile

Crotone vanta tra i suoi concittadini illustri il più incredibile campione olimpico della storia: il lottatore Milone, vincitore nella lotta di sei edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, tra il 540 e il 512 a.C. Milone fu il più grande rappresentante di una vera "scuola dello sport" crotonese, basata su principi medico-scientifici e di alimentazione particolarmente evoluti per l'epoca.

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Pitagora, fondatore di una delle più importanti scuole di pensiero dell'umanità, si interessò all'atletismo e all'agonismo, valori che permeavano la classe aristocratica crotoniate. Fu Pitagora a introdurre una dieta a base di carne per gli atleti in allenamento. Secondo la tradizione, Milone salvò Pitagora dal crollo di un tetto, tenendo in piedi una colonna con la sola forza delle sue braccia, e poi ne sposò la figlia Myia. Si allenava con un vitello sulle spalle e aveva una statua a lui dedicata a Olimpia, donata da un fan dell'epoca, che lo ritraeva a piedi uniti in equilibrio su un disco.

Milone non era solo un atleta, ma anche un guerriero. Guidò l'esercito di Crotone nella guerra vittoriosa contro Sibari, indossando una pelle di leone e la corona di alloro dei campioni olimpici.

La Fine dell'Egemonia e l'Eredità

Nel 512 a.C., l'egemonia olimpica di Milone terminò con la sconfitta da parte di un giovane concittadino, Timositeo.

Milone è uno dei personaggi più prestigiosi dello sport, che proprio al tempo delle sue gesta divenne elemento essenziale della vita collettiva nel mondo greco. Il Crotoniate è celebre per i suoi successi nella lotta: 7 vittorie ai Giochi Olimpici (nel 540 a.C. tra i giovani, dal 532 al 512 tra gli adulti), 7 ai Pitici, 9 ai Nemei, 10 agli Istmici, per un totale di 33 vittorie nelle principali competizioni dell’epoca.

Aneddoti e Leggende

L'Antologia palatina riferisce un aneddoto su Milone: per vincere un incontro occorreva atterrare l'avversario tre volte, o almeno fargli toccare il terreno con una parte qualsiasi del corpo. Un giorno, mentre si accingeva ad essere incoronato per un successo conseguito senza trovare avversari disposti ad affrontarlo, Milone scivolò e cadde. Gli spettatori pretesero che non fosse più premiato, ma il Crotoniate ribatté di essere finito a terra una sola volta, non tre, sfidando chiunque a provare ad atterrarlo altre due volte.

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Strabone scrive che durante un banchetto di Pitagora con gli allievi, Milone mostrò la sua forza prodigiosa sostenendo il pericolante soffitto della sala in seguito al cedimento di una colonna.

La Dieta di un Campione

I biografi di Milone riferiscono che il campione mangiava giornalmente quasi 9 chili di carne e altrettanti di pane, e beveva non meno di 10 litri di vino, tanto che Aristotele lo definì bravo, ma vorace.

La Morte di un Eroe

Ormai avanti negli anni, mentre passeggiava nei boschi della Sila, Milone vide un tronco di quercia già parzialmente tagliato, in cui erano piantati dei cunei affinché lo spacco non si richiudesse. Nel tentativo di aprirlo con la forza, rimase intrappolato e fu divorato dalle belve.

Altri Atleti Crotoniati

Oltre a Milone, altri atleti di Crotone ebbero successo ai Giochi Olimpici e nelle altre competizioni panelleniche.

  • ASTYLOS: Plurivincitore in tutte le specialità della corsa. Tuttavia, negli ultimi due agoni, gareggiò come siracusano dopo aver cambiato cittadinanza, e i Crotoniati, considerandolo un traditore, distrussero la statua eretta in suo onore al santuario di Hera Lacinia e trasformarono la sua casa in una prigione.
  • PHAYLLOS: Vincitore nei giochi pitici una volta nello stadio, e due nel pentathlon. Le fonti ricordano strabilianti primati: 29 m nel lancio del disco, quasi 17 nel salto in lungo.

La Scuola di Lotta Crotoniate

La scuola di lotta crotoniate era rinomata per la sua efficacia e per l'approccio scientifico all'allenamento. Gli atleti crotoniati seguivano diete specifiche, si allenavano duramente e studiavano le tecniche di combattimento. La combinazione di forza fisica, abilità tecnica e preparazione mentale rese i lottatori di Crotone tra i più temuti e rispettati del mondo greco.

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Confronti con Atleti Moderni

Jean-Manuel Roubineau ha dedicato un libro a Milone di Crotone, paragonandolo a Usain Bolt e sottolineando come Milone abbia inaugurato un'idea professionistica dell'agonismo. Il libro esplora l'argomento del mostruoso score agonistico del campione più longevo della storia olimpica, con ventiquattro anni di medaglie senza soluzione di continuità.

L'Influenza di Pitagora

Pitagora, figura chiave nella storia di Crotone, ebbe un ruolo significativo nello sviluppo dello sport nella città. Il filosofo introdusse una dieta a base di carne per gli atleti, riconoscendo l'importanza dell'alimentazione per le prestazioni sportive.

La Fine di un'Era

La sconfitta di Milone nel 512 a.C. segnò la fine dell'egemonia di Crotone nei Giochi Olimpici. Tuttavia, l'eredità dei lottatori crotoniati continuò a vivere, ispirando generazioni di atleti e contribuendo allo sviluppo dello sport nel mondo antico.

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