Pencak Silat: Storia, Tecniche e Filosofia di un'Arte Marziale Indonesiana

Il Pencak Silat è un'arte marziale completa originaria dell'arcipelago indonesiano, che comprende tecniche di combattimento a mano nuda, con armi e di autodifesa. Si ritiene che si sia sviluppato da diverse tradizioni di combattimento indigene dell'Indonesia, mescolate con influenze provenienti da altre culture del Sud-Est asiatico. Nel 2019, il Pencak Silat è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Origini e Storia del Pencak Silat

Le origini del Pencak Silat si perdono nel tempo, con tracce che risalgono al XIV secolo. Si narra che la sua nascita sia avvenuta da un’antica danza rituale chiamata Tari Pencak, che imitava i movimenti degli animali selvatici durante la caccia. Gli antenati del popolo malese (sud-est asiatico) svilupparono spontaneamente le loro tecniche marziali osservando i fenomeni naturali che si sono loro presentati nel quotidiano, acquisendo così una conoscenza per mezzo della quale gli appartenenti ai vari gruppi tribali riuscirono a contenere i numerosi pericoli circostanti.

La ricchezza terminologica indica una vasta diversità di stili, dovuta al fatto che i Maestri svilupparono la loro arte personale in armonia con l’ambiente circostante e con il contesto socio-culturale in cui vivevano.

Il termine “Pencak” comunemente usato a Giava, Madura e Bali è l’acronimo di “Penca” (West Giava) e “Mancak” (Madura e Bali), il termine Silat o Silek, invece, viene utilizzato a Sumatra. Lo stesso termine viene usato a Singapore e nel sud della Tailandia, mentre nel Brunei e nelle Filippine del sud viene usata la versione corta, cioè “Silat”. Nelle altre regioni delle Filippine viene anche usato “Pasilat”.

Il termine Pencak Silat (o Pentjak Silat, secondo la sua forma antica di scrittura nell’era coloniale Olandese) è un termine coniato in realtà solo nel 1948 per indicare ed in qualche modo classificare le arti marziali provenienti dall’Indonesia. L’allora nata IPSI (Ikatan Pencak Silat Indonesia), la prima Associazione Internazionale di Pencak Silat, volendo dare una forte identità comune alle arti marziali dell’arcipelago indonesiano, scelse dunque questo nome per raggrupparle sono un unico cappello. Rimane comunque un termine piuttosto generico appunto, perchè c’è da considerare che l’arcipelago Indo-malese è composto da circa 16.000-17.000, e da queste sono nati migliaia di stili marziali in alcuni casi anche molto differenti tra loro. Ogni popolo infatti ha strutturato il proprio stile e le proprie tecniche sulla base del territorio, delle caratteristiche fisiche, del potenziale nemico e della propria necessità di combattere per difendersi e sopravvivere. Il nome Pencak Silat, sebbene molto in voga oggigiorno, è dunque di per sé poco rappresentativo se guardiamo al singolo stile di combattimento, ma assume valore se ci riferiamo alle arti marziali indonesiane nel loro complesso. Il significato stesso dei due termini, “Pencak” e “Silat”, viene addirittura a volte messo in discussione e può cambiare a seconda della zona geografica in cui ci troviamo. Una delle spiegazioni maggiormente accreditate è che “Pencak” rappresenti la parte esteriore e coreografica dell’arte marziale, mentre “Silat” (proveniente dalla parola Minang Silek) rappresenti la sua anima combattiva.

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Ci sono leggende nell’isola di Java che narrano di un re conquistatore proveniente dall’India e dipinti dove si evidenziano forti similitudini con stili cinesi nel maneggio delle armi e nella loro foggia. Le diverse rotte commerciali, le guerre, risoluzioni e gli scambi avvenuti per secoli all’interno del continente asiatico sono stati sicuramente i maggiori artefici nella forte mescolanza dal punto di vista marziale, ma anche religioso e spirituale, che è avvenuta tra le diverse nazioni e non solo quindi all’interno della sola Indonesia. Una delle caratteristiche infatti dell’Indonesia è proprio la presenza di un mix di culture e religioni mischiate con le tradizioni preesistenti. E proprio questa abitudine ad inglobare e combinare tradizioni provenienti da popoli diversi con le proprie ha creato la vasta gamma di stili di Pencak Silat.

Stili e Tecniche del Pencak Silat

Esistono centinaia di stili di Pencak Silat, ognuno con le sue caratteristiche uniche. Questi stili si differenziano per le tecniche, le sequenze di movimenti, l’utilizzo di armi e la filosofia sottostante. Il Pencak Silat non rappresenta un’arte marziale monolitica, bensì un mosaico di centinaia di stili differenti, ognuno con le sue peculiarità e sfumature. Ogni stile racchiude una filosofia specifica, che si riflette nelle tecniche e nelle sequenze di movimenti. Come dicevamo Pencak Silat è una sorta di termine “ombrello”, noi quindi non possiamo tecnicamente praticare semplicemente Pencak Silat, ma piuttosto staremo sempre praticando uno o più degli stili marziali che rientrano in questa categorie, ossia si sono sviluppato nell’arcipelago indonesiano, in Malesia o nel Brunei. Per questo motivo fare una panoramica esauriente di tutti gli stili di Pencak Silat sarebbe praticamente impossibile.

Ciò che vogliamo fare dunque in questo articolo, dopo aver definito il termine “generico”, è entrare più nello specifico e descrivere, seppur brevemente, le caratteristiche degli stili appresi e praticati dai nostri insegnanti ed i loro maestri, Ci riferiamo quindi, geograficamente parlando, ad alcuni stili originari dell’Isola di Java.

  • Cimande: stile che predilige il condizionamento del corpo e che basa la sua tattica di combattimento sullo schivare il colpo avversario per entrare poi colpendo in modo devastante. Il prefisso “Ci” del nome indica la vicinanza del villaggio di appartenenza ad un fiume, ed è tipico degli stili dell’etnia e lingua Sunda, (che ha influenzato la maggior parte degli stili della parte ovest dell’isola), di cui il Cimande è lo stile più antico e riconosciuto.

  • Cikalong: famoso quanto il Cimande, il Cikalong è un altro stile che ha ampiamente contribuito ad influenzare molti stili di Silat più “moderni”. Questo stile deve il proprio nome ad una città vicino a Bandung e sua peculiarità è lavorare principalmente sulla sensibilità delle braccia e del corpo, nonché sull’uso di leve articolari, prese e colpi a mano aperta.

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  • Cingrik: proveniente dalla zona di Batavia, oggi Jakarta, e si dice che le sue tecniche rapide e sfuggenti siano nate dall’imitazione dei movimenti delle scimmie, animali comuni nell’isola.

  • Sabahndar: lo stile proviene dall’omonimo villaggio e riunisce nelle sue tecniche e tradizione le culture Sunda e Minang.

  • Setia Hati: uno stile di derivazione Minang noto per la fluidità dei suoi calci, portati con efficacia sia da posizione a terra che in piedi.

  • Sera(k): stile che approfondiremo in altri articoli, in quanto arte madre da cui nacque il Bukti Negara che pratichiamo e parte degli stili praticati e salvaguardati dal Naga Kuning Institute.

Ovviamente col passare degli anni molti stili si sono mischiati tra loro, uniti e modificati, creando oggi scuole o stili che combinano al loro interno diversi sistemi, tecniche, tradizioni e culture.

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Armi Tradizionali nel Pencak Silat

Il Pencak Silat contempla l’utilizzo di diverse armi tradizionali, tra cui coltelli, spade, bastoni e persino oggetti di uso quotidiano. Ogni arma possiede il suo stile di combattimento specifico, che richiede abilità e padronanza per essere utilizzato con efficacia.

Silat Harimau

Il Silat Harimau è un classico delle Arti Marziali Indonesiane. Appartiene all’ampia cerchia del Pentjak Silat, ed è un`arte marziale creata ed usata dal popolo indonesiano durante la tentata conquista da parte degli olandesi. Lo stile mostra movimenti sinuosi, armonici, decisi, potenti e aggressivi, che in origine erano solamente insegnate per combattere, quasi esclusivamente delle guardie del re. Ma dietro la bellezza del suoi movimenti, era temuto soprattutto per via degli attacchi mortali nascosti nascosti, che miravano a paralizzare un avversario e in alcuni casi ad ucciderlo molto rapidamente. Nel Silat Harimau si assumono spesso posizioni diguardia apparentemente contorte, difficili da apprendere, ma che una volta diventate abituali permettono l’esecuzione di colpi rapidi e potenti. In questo sistema, il modello del movimento del combattente deriva dal comportamento della tigre (da cui il nome Harimau). Brutale, selvaggio e imprevedibile sono invece quelli che meglio descrivono l’ estrema efficacia e lesività delle tecniche del sistema Harimau: un insieme di tecniche di rotture, prese, rotolamenti e finalizzazioni che annichiliscono ogni avversario. L’Harimau è uno stile di lotta che prevede il combattimento con più avversari spesso in un campo di battaglia; si dice che: “Harimau non fa prigionieri”, infatti preferisce rompere gli arti o il collo e passare al prossimo avversario, ci sono anche tecniche di intrappolamento, ma sono utilizzate quasi sempre per raggiungere delle posizioni di superiorità per poi poter “strappare” le parti dell’avversario.

I Quattro Aspetti Principali del Pencak Silat

Al termine di questo breve articolo, il cui scopo era fare una panoramica di una realtà ancora poco conosciuta e diffusa in occidente come quella delle arti marziali indonesiane, è doveroso portare il lettore a conoscenza di quelli che vengono riconosciuti oggi come gli aspetti principali del Pencak Silat. Il Pentjak Silat al giorno d’oggi viene suddiviso in quattro aspetti principali:

  1. Olah Raga (combattimento sportivo): non è raro oggi assistere a competizioni di sparring tra scuole di Pentjak Silat, il cui regolamento è costantemente in divenire, per permettere al Silat di entrare nei giochi olimpici e diventare più appetibile per le giovani leve che, anche in Indonesia, guardano con più interesse sport da ring o MMA rispetto alle arti appartenenti alla loro stessa tradizione. Tuttavia, come dicevamo, questa è una scelta consapevole di un determinato gruppo o scuola e non identifica quindi l’arte del Pencak Silat nella sua forma più estesa.

  2. Bela Diri (difesa personale): è la componente di difesa personale del Pencak Silat, quella che viene normalmente allenata a partire da forme più o meno lunghe, comunemente chiamate Jurus, e poi applicata a contesti da strada, combattimento e appunto difesa personale. Il Pencak Silat conserva la sua efficacia nel campo dell’autodifesa, fornendo strumenti pratici per fronteggiare situazioni di pericolo.

  3. Seni (danza, cultura e arte): è la parte più coreografica. In Indonesia è comune vedere performance di praticanti accompagnate da orchestre più o meno grandi che seguono o dettano il ritmo dell’esibizione, questa pratica in tempi recenti è stata evoluta nelle dimostrazioni coreografiche con musica presentate durante i galà o le competizioni di forme organizzati a livello nazionale o internazionale. Il Pencak Silat trascende i confini del combattimento, elevandosi a forma d’arte e disciplina spirituale. I suoi movimenti, spesso accompagnati da musica tradizionale, assumono una valenza estetica e coreografica, rendendo il Pencak uno spettacolo affascinante.

  4. Mental Spiritual (mente e spirito): è la componente spirituale del Pencak Silat. Il Pencak Silat è profondamente radicato nella cultura indonesiana. Tradizionalmente, era trasmesso di generazione in generazione attraverso l’insegnamento orale e la dimostrazione.

Ciascuno stile e gruppo sceglie come, se e quanto allenare queste quattro componenti a seconda delle ideologie e/o della tradizione della scuola o del maestro.

Benefici del Pencak Silat

Oltre ad essere un’efficace arte marziale per l’autodifesa, il Pencak Silat offre numerosi benefici per la salute fisica e mentale. La pratica regolare migliora la forza, la flessibilità, la coordinazione e la resistenza.

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