Il Karate Tradizionale offre ai bambini molteplici benefici, che spaziano dallo sviluppo fisico all'acquisizione di importanti valori. Questo articolo esplora in dettaglio come il karate può influenzare positivamente la vita dei bambini, promuovendo la salute fisica, la fiducia e l'autodisciplina.
Introduzione
I genitori spesso cercano attività che possano aiutare i loro figli a crescere in modo sano e completo. Il karate, con la sua filosofia olistica, rappresenta un'ottima opzione, influenzando positivamente vari aspetti della vita di un bambino.
Sviluppo Fisico
Lotta contro la Sedentarietà
Nello stile di vita sedentario di oggi, caratteristico di ogni età, dall’infanzia all’età adulta, in cui prevale il tempo trascorso davanti allo schermo, a scuola o al lavoro, l’attività fisica spesso passa in secondo piano. Il karate fornisce una strada per un esercizio intenso, un modo di affrontare l’obesità infantile promuovendo il benessere generale. Al pari di altre arti marziali, il karate, è uno sport completo che coinvolge tutti i muscoli e le articolazioni del corpo. Un bambino ha necessità di imparare a conoscersi, di percepire le varie parti del suo corpo, di individuare le stesse componenti corporee nei suoi simili.
Coordinazione e Lateralità
Attraverso il movimento nelle varie direzioni può cominciare a percepire gli elementi dello spazio che lo circonda, ad apprendere in modo semplice le varie forme geometriche, a strutturare il reale fino ad imparare ad orientarsi. Riconoscere con prontezza e facilita la destra e la sinistra, prima su se stessi e poi sugli altri, vale a dire sviluppare la propria lateralità, può sembrare banale all'occhio di un adulto, mentre costituisce un'acquisizione davvero importante nel bambino. Ecco che I'esecuzione dei più semplici kata, gli esercizi codificati di forma del Karate Tradizionale, che si sviluppano specularmente nelle varie direzioni impegnando in modo simmetrico tutto il corpo, costituiscono per il karateka di giovane età un divertente mezzo di conoscenza oltre che un corretto ed equilibrato esercizio fisico.
Flessibilità e Mobilità
Una delle caratteristiche dell’allenamento fisico nel karate per bambini è lo sviluppo della mobilità articolare. L’utilizzo di tecniche di gambe comporta l’incremento della flessibilità degli arti inferiori e la mobilità del tronco e dell’anca. Uniti alla forza necessaria a muovere in modo coordinato e controllato gli arti la mobilità fa sì che il Karate per bambini sviluppi un corpo armonico dove forza e la flessibilità si alternano e sono equilibrate tra loro.
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Postura
La postura è importante! Il karate è 60% postura. Nel Karate si impara come allineare il busto, la posizione della testa, l’utilizzo della retro e anti versione del bacino, si impara inoltre il mantenimento della postura corretta durante il movimento. Le posizioni che si apprendono sin dalla cintura bianca sono composte da radicamento dei piedi al suolo, posizione corretta delle articolazioni delle caviglie, ginocchia, anche, dalla posizione del bacino, del busto e della testa. Il portamento deve essere mantenuto sia per la migliore funzionalità degli apparati tendineo, scheletrico e muscolare ma anche per la gestione tattica del combattimento. Lo sguardo, la compostezza e la protezione del corpo sono fondamenti che migliorano la postura.
Sviluppo Emotivo e Sociale
Gestione delle Emozioni
I bambini spesso si trovano a gestire emozioni inespresse o energia repressa. Il karate funge da sbocco sicuro per liberare tali emozioni, offrendo attività strutturate per gestire la frustrazione o lo stress. Guardare e praticare sport ci riempie il cuore di emozioni, dalla felicità di una vittoria all’amarezza di una sconfitta, passando per tutto ciò che c’è nel mezzo: paura di perdere, ansia pre-gara, senso del dovere per allenarsi anche quando si è stanchi/non si ha voglia/si hanno altri impegni ecc. Un bravo karateka deve mantenere un ottimo livello di attenzione, dedizione, impegno ecc. anche nei momenti più difficili. Lo sport ci aiuta a riconoscere e gestire le emozioni in maniera propositiva.
Fiducia e Autostima
Il karate infonde fiducia attraverso risultati fisici e abilità di autodifesa. La consapevolezza delle proprie risorse, I'accettazione dei propri limiti, il desiderio di migliorarli accettando l'insegnamento di chi ha maggiore esperienza, la capacita di mettersi in gioco nell'affrontare le difficoltà, rappresentano obiettivi che ogni genitore vorrebbe vedere raggiunti nei propri figli. C’è poi un altro aspetto da considerare: mentre in molti sport esiste una vera e propria competizione in cui si deve dimostrare di essere migliori, in un allenamento di Karate non è obbligatorio vincere, ma migliorare la tecnica, fattore che contribuisce ad aumentare l’autostima con equilibrio e sicurezza.
Disciplina e Rispetto
L’ambiente strutturato del Karate promuove la disciplina e il rispetto, qualità vitali per lo sviluppo personale e sociale. Dal momento in cui tuo figlio entra in una palestra, inizierà ad imparare valori come disciplina e rispetto. Agli allievi si insegna a inchinarsi in determinati momenti e davanti a determinate persone in segno di rispetto. Quando i bambini iniziano ad acquisire questi principi, possono estendersi ad altri ambiti della loro vita. Il rispetto per gli altri diventa rispetto per se stessi. La disciplina sportiva, in questo caso il Karate Tradizionale, diventa la metafora del vivere; la palestra dove si consuma, solo in modo figurato, il rito del combattimento, diventa il luogo dove si apprende che affrontare il prossimo significa prima di tutto rispettarlo, comprenderlo, accettarlo. Rispetto e disciplina sono sicuramente ciò che contraddistingue il karate (o in generale le arti marziali) da sport più convenzionali. Il karate infatti è passione, divertimento e molto altro, ma prima di tutto è rispetto. L'educazione dei bambini inizia dalla famiglia per poi passare alla scuola, ma anche l’attività sportiva ha un grande ruolo nell’insegnare ai bambini il rispetto e la disciplina. Verso il prossimo, dai compagni all’allenatore e persino gli avversari. Tutti meritano di essere trattati con il giusto rispetto. Verso i più deboli, la sana pratica sportiva infatti insegna ad aiutare e guidare i compagni più “deboli” e non ad approfittarsi di loro. Non ti stupire quindi se tuo figlio/a imparerà a prendersi cura anche dell’ambiente, di oggetti e animali. Verso le regole, fondamentali nello sport così come nella vita quotidiana per essere dei cittadini modello. Infine anche verso sé stessi, lo sport infatti ci spinge a seguire i nostri sogni, ciò di cui abbiamo bisogno/ciò che ci far star bene e ci aiuta a capire i nostri limiti e doveri.
Solidarietà, Lealtà e Collaborazione
Condividere emozioni, tempo, fatica, successi/fallimenti con i propri compagni di squadra è sicuramente una grande lezione di vita. In particolare per bambini e adolescenti lo sport permette di imparare come rapportarsi con gli altri in maniera educata, corretta ed efficace. Insegna uguaglianza, lealtà e collaborazione. Lo sport quindi sviluppa il carattere e la capacità di relazionarsi con gli altri, fondamentali in ogni aspetto della vita.
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Sviluppo delle Abilità Sociali
Il Karate permette lo sviluppo delle abilità sociali attraverso l’allenamento in gruppi. Il Karate è uno sport individuale ma a differenza di molti si pratica in gruppo ed in alcuni casi diventa uno sport di squadra (Kata Squadre). La frequentazione di un corso di karate permette di vivere in una realtà sociale dove si incontrano ruoli (Sensei-Kohai= insegnante-discenti), le cinture (i livelli), i Dojo Kun (le regole), condivisione di risultati e fallimenti. Quando si entra, come principianti, nel Dojo siamo gli ultimi di una struttura dove ben presto ci si sente a casa. Chi sta avanti aiuta chi è nuovo, spiegando le regole della convivenza e supportandolo nei momenti di difficoltà. La famiglia che si viene a creare permette di sperimentare i ruoli e di costruire la propria personalità in un contesto protetto e sano!
Leadership
Un karateka ha nel Dojo un leader che spesso è il Sensei, ma l’accezione del termine Sensei pone il ruolo del maestro in una figura leader perché più esperta degli altri e non perché più brava o più forte. A livello generale, il leader è un individuo carismatico, coinvolgente e capace di attrarre altre persone che considerano la sua autorità legittima e positiva. Il suo atteggiamento è volto a guidare il gruppo verso uno scopo e una meta per lo più condivisa, o almeno accettata consapevolmente da gruppo, con entusiasmo, atteggiamento propositivo, ottimismo e motivazione costante. Nel crescendo della pratica tutti i bambini diventano leader per chi arriva dopo. Il principiante vede la cintura avanzata come un modello da imitare e pone quindi il Kohai nel ruolo di leader.
Senso del Duro Lavoro
Nello sport come nella vita bisogna impegnarsi per ottenere risultati. Poche cose insegnano il senso del duro lavoro come lo sport: ore e ore di allenamento, costanza, impegno, fatica, capacità di fronteggiare gli ostacoli, innumerevoli sacrifici, sana competizione. Tutto per raggiungere un obiettivo: migliorare e fare bene il proprio “lavoro”. L’impegno è alla base di tutte le attività. Bisogna essere propositivi verso ciò che si vuole e si fa.
Etica
Lo sport insegna a riconoscere e scegliere il giusto dallo sbagliato. Oltre al rispetto delle regole infatti l’etica insegna ad agire secondo un senso di correttezza, ecco qualche esempio: vedere l’avversario non come un nemico ma come un’altra persona con il tuo sogno, che come te si impegna e si dedica per la vittoria. Essere quindi leale e rispettoso in ogni momento, ad esempio dimostrando fair play. Seguire le regole, banalmente come essere puntuale, non per paura di una punizione ma per senso di dovere e rispetto nei confronti dei compagni si squadra e degli allenatori. Accettare sempre e comunque le decisioni degli arbitri, conosci che come tutti gli essere umani possono sbagliare. Rifiutare in ogni modo l’utilizzo di trucchetti o scorciatoie (es. doping) che faciliterebbero la vittoria. Gioire rispettosamente nelle vittorie. Saper accettare le sconfitte senza trovare scuse o polemiche. Tifare ed incentivare i propri compagni piuttosto che denigrare o offendere gli avversari.
Sviluppo Cognitivo
Concentrazione e Memoria
Praticare il Karate richiede concentrazione, determinazione e memoria. I bambini devono essere in grado di ricordare tutte le mosse come nel caso del kata (forma, modello, serie di movimenti codificati) necessarie per passare al livello successivo. Man mano che queste abilità si sviluppano nelle lezioni di arti marziali, si estenderanno ad altri ambiti della vita.
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Capacità di Attenzione
Il Karate migliora la capacità di reagire a stimoli esterni! Il mio motto più ripetuto agli allievi è: nel karate lento non esiste! Tutto è veloce! Il combattimento deve essere rapidità: se un colpo arriva veloce lo dovrò schivare o parare velocemente, se voglio attaccare o contrattaccare dovrò farlo velocemente. Se devo elaborare dei segnali veloci dovrò sviluppare la mia capacità di attenzione, non posso distrarmi altrimenti “perdo”. Avere questa attenzione all’aspetto della rapidità e la capacità di reazione comporta una maggiore discrezionalità nella scelta dei movimenti appropriati in poco tempo.
Capacità Decisionali
Se la capacità di reazione e quindi l’attenzione devono essere al massimo nella disciplina del Karate non si risponde con gesti stereotipati a prescindere dall’avversario. Analizziamo la difesa da un attacco: vedo l’attacco, lo analizzo e lo riconosco. Scelgo dal bagaglio di movimenti appresi quale è la migliore soluzione difensiva. La metto in atto effettuando una schivata o una parata. Vedo come l’aggressore è orientato dopo l’attacco, analizzo i bersagli. Scelgo il contrattacco con la migliore efficacia. È passato meno di 1″. Le capacità decisionali sono sicuramente utili! sono quelle che ti permettono di scegliere una soluzione nel minor tempo possibile. Ad esempio: scansare un auto mentre attraverso le strisce.
Consapevolezza
Il karate per bambini rende consapevoli sia dal punto di vista propriocettivo che esterocettivo. Consapevolezza corporea e quindi del controllo e della gestione del corpo in movimento nello spazio (esterocettivo); Sviluppo della consapevolezza interiore e della capacità di controllare e gestire la propria emotività (con particolare riguardo alla componente aggressiva) (propriocettivo). La consapevolezza dei limiti, misurati attraverso le esercitazioni a coppie, permette di conoscere e definire il Se. Essere consapevoli di poter far male, comporta la conseguente limitazione nel farlo a qualcuno. Chi non ha mai ricevuto un colpo in combattimento o nella lotta potrebbe utilizzare la proprio forza, abusandone inconsapevolmente, causando dei danni agli altri e a se stessi. Conoscere il pericolo e le conseguenze della “violenza” permette di controllarla e non essere in balia di un istinto mai allenato.
Autocontrollo
Cosa saremmo senza autocontrollo? La più grande differenza tra le altre arti marziali e il Karate è proprio qui: lo sviluppo del controllo e la sua gestione. Nel karate il controllo è fondamentale: le tecniche devono essere portate con il controllo, non basta arrivare e magari più è forte e meglio è! Nel karate il colpo deve arrivare senza toccare (il viso) oppure con il dovuto controllo. Controllare i colpi comporta l’inibizione dell’eccessiva aggressività, saper fermare un colpo significa avere la cognizione di quello che si fa. Inoltre lottare, combattere, confrontarsi all’interno delle regole, senza mai eccedere incrementa la capacità di controllare gli istinti e di dominarli. Quanti altri sport insegnano a dominare l’istinto?
Autodifesa e Resilienza
Imparare a Difendersi
Inutile confermare l’importanza dell’imparare a difendersi, basta aprire un giornale di cronaca locale e sicuramente troverete le motivazioni. Sicuramente un bambino non apprende le tecniche di difesa efficaci con le quali provocare danni all’aggressore, c’è tempo per affinare queste conoscenze, premature per i più piccoli. Ma già conoscere la lotta, sapere cosa significa subire o dare un colpo, controllare i propri istinti, saper reagire velocemente sono già degli ottimi presupposti che possono tornare utili.
Resilienza
Il Karate per bambini fa bene perché rende resilienti! Avete provato quella sensazione di ricevere dei colpi (controllati) e dover continuare stringendo i denti? In fisica la capacità di assorbire urti senza rompersi è definita resilienza. In psicologia è la capacità di una persona di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Se gli eventi traumatici e le difficoltà sono ben altre, il superamento delle piccole difficoltà sul tatami possono essere una base di partenza e un allenamento a quello che ci riserva la vita. Nel Kumite (combattimento) ci si confronta con l’altro e spesso si deve continuare a dare il massimo nonostante l’inferiorità. Spesso si combatte contro qualcuno più esperto ma non per questo ci si arrende.
Superare le Paure
Nel karate, come nella vita, si affrontano le paure e insieme le si superano. Ovviamente non tutte le paure ma molte di quelle legate al confronto con il SE e con l’ALTRO. La paura è un’emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto a una situazione di pericolo. Il pericolo è soggettivo ma la capacità di dominarne alcuni oggettivi è una grande prova di crescita del bambino. Nel confronto con l’altro si vincono paure sociali, la vicinanza prossemica impone il contatto con l’altro e il bambino impara a convivere negli spazi degli altri e a far invadere i propri.
Considerazioni Pratiche per i Genitori
Rischi e Precauzioni
Ogni sport, comprese le arti marziali comporta rischi fisici di vario grado. Lividi e muscoli tesi o doloranti possono essere più frequenti tra i praticanti adulti. I bambini che praticano presso la scuola Ren.Bu.Kan sono seguiti costantemente da istruttori più che qualificati e da personale di supporto.
Il Karate Rende Aggressivi?
Il Karate dà priorità all’autocontrollo e al rispetto, contrastando le tendenze aggressive e promuovendo la gestione delle emozioni.
Karate e Bisogni Speciali
L’adattabilità del karate e l’attenzione alla crescita individuale lo rendono inclusivo per i bambini con diversi stili di apprendimento, offrendo benefici oltre lo sviluppo fisico.
Età per Iniziare
Se proporzionato all’età dell’allievo, non esiste l’età giusta in cui iniziare a fare Karate! Per i bambini sono consigliati almeno 4 anni per avere una maggiore coscienza e potersi allenare con gli altri nel dojo.
Il Ruolo dei Genitori
Il ruolo dei genitori nello corso dello svolgimento dell’attività sportiva del bambino, dovrà tener conto di alcuni importanti fattori e, laddove necessario, sarà compito dell’insegnante quello di “sensibilizzarli” in tal senso: - Verrà enfatizzato l’aspetto del buon stato di salute di chi pratica regolarmente sport - Verrà evidenziato lo sviluppo delle capacità di chi pratica regolarmente sport - Bisognerà chiarire che i successi a livello agonistico dovranno essere considerati un regalo (evitando di creare aspettative) - Andranno invitati a sostenere lo sviluppo dell’autonomia del ragazzo (SPORT visto come “emancipazione”) Sarà quindi compito dell’insegnante quello di “guidare” il genitore in questo percorso, abituandolo, quando necessario, ad evitare manifestazioni di apprensione ed attenzioni sproporzionate ed eccessive, cosicchè il bambino o il ragazzo raggiunga un miglior equilibrio, maggior sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi.
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