Il taekwondo, un'arte marziale di origine coreana, ha radici profonde e una storia ricca di evoluzioni. Dalle sue origini antiche come pratica filosofico-comportamentale alle moderne competizioni olimpiche, il taekwondo ha affascinato milioni di persone in tutto il mondo, diventando una delle discipline più praticate. In Italia, il taekwondo ha una storia di crescita e successi, culminata con la conquista di prestigiose medaglie olimpiche e mondiali.
Le Origini del Taekwondo: Un'Arte Marziale con Radici Millenarie
Il taekwondo, nella sua forma attuale, è stato codificato in Corea nel 1965, rendendolo una delle discipline orientali più giovani. Tuttavia, le sue origini risalgono a oltre 1400 anni fa, quando la Corea era divisa in tre grandi regioni. In quel periodo, gli uomini del re si dedicavano all'apprendimento delle tecniche di lotta del Tae Kyon, del Tae Su e del più conosciuto Soo Bak. Le battaglie del Hwa Rang Do, un gruppo di nobili guerrieri, contribuirono in modo significativo alla prosperità del regno di Silla per molti secoli.
Il taekwondo nasce come disciplina filosofico-comportamentale, come testimoniano le 11 norme che ne chiariscono la natura:
- Fedeltà al tuo paese
- Rispetto dei tuoi genitori
- Fedeltà alla sposa
- Rispetto dei tuoi fratelli
- Lealtà verso gli amici
- Rispetto degli anziani
- Rispetto dei tuoi insegnanti
- Non uccidere ingiustamente
- Spirito indomabile
- Fedeltà alla tua scuola
- Termina ciò che inizi
Durante la sua storia millenaria, il taekwondo ha subito innumerevoli cambiamenti, assumendo gradualmente la forma odierna, codificata dalla World Taekwondo Federation (WTF) dopo la seconda guerra mondiale.
La Diffusione Globale del Taekwondo e il Suo Ingresso alle Olimpiadi
Grazie alla sua popolarità e diffusione, il taekwondo è stato incluso come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Seul nel 1988 e a Barcellona nel 1992. Successivamente, è entrato a far parte del programma olimpico ufficiale alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, diventando la seconda arte marziale a raggiungere questo traguardo, dopo il judo nel 1964.
Leggi anche: Carlo: promessa del Taekwondo a Latina
Attualmente, il taekwondo è una delle arti marziali più diffuse al mondo, con oltre 20 milioni di praticanti in ben 140 nazioni.
Il Taekwondo in Italia: Dai Primi Maestri ai Successi Internazionali
Il taekwondo ha iniziato a diffondersi ufficialmente in Italia nel 1965, grazie a una dimostrazione effettuata a Roma dai maestri Park Sun Jae, Park Young Ghil e Park Chun Ung. Questi maestri hanno formato i primi nuclei di praticanti, diffondendo lentamente ma costantemente il taekwondo nel centro-sud Italia.
Non può essere scritta la storia della FITAE-ITF, oggi A.S. Il primo centro di Taekwon-do in Italia nacque a Roma, in via Cesare Rasponi, diretto dal più grande dei fratelli, Park Sun Jae, a cui seguirono il Budo Club a Napoli diretto dal Maestro Park Youngh Ghil, la palestra “Elefante” di Pozzuoli diretta dall’Istr. Giorgio De Maio, allievo diretto del M° Park Youngh Ghil e quindi con la direzione tecnica di quest’ultimo e infine il Centro Taekwon-do Bologna, diretto dall’ultimo dei fratelli, Park Chun Ung. Il quinto centro in Italia fu il Centro Taekwon-do Terracina(LT) con Istr. Giorgio De Maio e direzione tecnica del M° Park Youngh Ghil., oggi ASD ASI Pal. M. Mirabile è stata la promozione in quegli anni con dimostrazioni, esibizioni e primi tornei. Si realizzò così un veloce e costante sviluppo in tutto il territorio Nazionale; affascinava soprattutto in quegli anni, e ancora oggi, la peculiarità e spettacolarità delle tecniche di calcio. Un grande numero di allievi iniziarono a praticare, e a ogni nuova cintura nera creata nasceva quasi ogni nuovo centro. Il Taekwon-Do a quei tempi era sotto l’egida dell’allora unica organizzazione esistente al Mondo, la ITF (International Taekwon-do Federation), fondata dal Generale Choi Hong Hi, il 22 Marzo 1966, di cui fu Presidente sino al giorno della sua morte. L’organizzazione che in Italia rappresentava la ITF era la F.I.T.K.D. A metà anni ’70, tra il 1975 e 1977 nacque la WTF (World Taekwon-Do Federation) con interpretazioni tecniche e agonistiche molto diverse dallo stile originale codificato dal Fondatore, il Generale Choi Hong Hi. Gran parte dei maestri ed istruttori praticanti il Taekwon-Do ITF passarono con la WTF. Un gruppo di maestri scontenti di questo passaggio iniziarono a staccarsi dalla federazione che rappresentava la WTF in Italia, che in quegli anni divenne la F.I.TA.KE.D.A. Nel Sud Italia lasciarono la WTF i Maestri Giorgio De Maio, Giuseppe Cacciapuoti e Silvio Guardascione che crearono la FITE, a Roma nel Centro Italia il Maestro Nicola Sambrotta e l’Avvocato Maurizio Massatani che crearono l’ANIT, in Sardegna il Maestro Gianni Sarritzu con l’ASSOCIAZIONE SARDA TKD ITF e infine nel Nord Est Italia il Maestro B. Podraschi l’Assoociazione Veneta TKD ITF. La svolta ci fu col Campionato Europeo a Napoli organizzato dai maestri Giorgio De Maio e Giuseppe Cacciapuoti, dove furono costruite le basi per la nascita della F.I.Tae (Federazione Iatliana Taekwon-Do), tanto che le varie organizzazioni composero una unica delegazione azzurra, che ottenne tra l’altro risultati di ottimo rilievo. L’ufficializzazione della nascita della F.I.Tae si concretizza nel 1983 a Mestre in uno dei centri storici del Taekwon-Do ITF in Italia, il centro diretto dal Maestro Ferruccio Sartor. Dal 1984 si associò alla F.I.Tae. definitivamente uno dei pionieri storici, Alfredo Caiazzo, Presidente della ASD Palestra M. Si può sicuramente affermare che la fine degli anni ’80 segnò la vera crescita della F.I.Tae con l’instancabile opera di promozione dell’Avv. Massatani che fece sì che si unissero in questo progetto figure di grandissimo valore come Il Maestro Stefano Favero di Padova, Paolo Giannerini di Cecina e Sergio Sergi di Milano. Nel descrivere in poche righe la storia della F.I.Tae non è possibile non rendere merito all’eccezionale impegno dell’Avv. Maurizio Massatani in quegli anni. Nell’85 una rappresentativa di atleti della F.I.Tae. effettuò dei saggi dimostrativi importantissimi all’interno di una nota trasmissione televisiva della rete Nazionale Rai 1 ed altrettanto a Canale 5 di Mediaset, oltre che in contesti di eccezionale visibilità ed impatto di pubblico. Non mancarono contatti con altri grandi Maestri del passato, tutte iniziative tese a dare un sempre maggiore spessore tecnico e professionale alla F.I.Tae. Nell’Agosto 1986 si svolse a Vienna, presso la sede della ITF, uno storico corso Internazionale Istruttori. A tale corso partecipò anche la F.I.Tae e, insieme al Presidente Maurizio Massatani, aderì dall’Italia un discreto numero di istruttori provenienti dalle varie zone della penisola. Tra i vari maestri e istruttori stranieri che parteciparono al corso spiccava la figura del giovane coach della formidabile squadra Olandese, autentica mattatrice nei circuiti internazionali. La necessità di dare una svolta alla giovanissima e inesperta F.I.Tae., che troppo tempo aveva perso in quegli anni per beghe più o meno giustificate, fece sì che il Presidente Massatani e il capitano del team azzurro C. Caiazzo allacciassero i contatti per proporre e concretizzare una fattiva collaborazione tra la F.I.Tae. e il migliore coach del Mondo, il M° Wim Bos. Eccezionale l’impegno dell’Avvocato Massatani che trovò l’appoggio giusto per sponsorizzare il nuovo Coach, e pertanto non possiamo tra queste poche righe non citare la figura del dott. Così nel Settembre 1986 si svolse a Terracina nei vecchi locali della ASD Palestra M. Caiazzo Centro TKD Terracina, il primo storico raduno Nazionale agonisti F.I.Tae con il coach Olandese Wim Bos. Vi parteciparono tutti gli agonisti che allora erano aspiranti a far parte del team azzurro. Wim Bos rese onore alla fama che lo precedeva, atleta di formidabile caratura mostrò in quelle poche ore di massacrante allenamento grandissima esperienza e bravura. Da quel momento accettò di essere il coach del Team Azzurro. Dal 1990 il Maestro Wim Bos si trasferisce definitivamente nel nostro paese. Nel 1994 esce il libro scritto dal Maestro Wim Bos, dal Maestro Stefano Favero e dall’Istruttore Paolo Giannerini edito da “Edizioni Mediterranee” dal titolo “Tae Kwon Do - Tecniche di base e di combattimento”. Dal 1999 al 2000 è Presidente il Maestro Antonio Troiano che si dimette nel Luglio 2000. A seguire, fino al 2011, la Presidenza passa al Maestro Giovanni Cecconato, oggi Senior Master e membro della Commissione Tecnica. Eccezionale il lavoro svolto dal Consiglio Federale e Master Cecconato negli anni passati, la cui splendida figura umana e tecnica è stata coadiuvata negli ultimi anni della sua presidenza da Maestri di alta esperienza e maturità come i Maestri Alessandro Boscari, Paolo Giannerini, Stefano Minotti, Luca Maragoni, Giuliano Manente e Carmine Caiazzo. Tale complicato lavoro di promozione e organizzazione su tutto il territorio Nazionale è stato ovviamente sempre eseguito in sinergia con la preziosissima figura del D.T. Dall’Ottobre 2011 la Presidenza passa a Master Carmine Caiazzo che, insieme al neo eletto direttivo, si rende protagonista del cambiamento nel Marzo 2012 della vecchia F.I.TAE che diventa ASD FITAE-ITF e poi, nel 2017, diventa società di secondo livello con la denominazione A.S. Oggi l’AS FITAE-ITF annovera tra le sue fila due Grand Master, il DTN Wim Bos e GM Carmine Caiazzo, sette Senior Master VIII dan e sedici Master VII dan. La A.S. FITAE-ITF, dal 30/09/2023 presieduta da Master Rachele Fogli, non ha nulla da invidiare oggi nella sua struttura organizzativa, tecnica e professionale a nessuna Federazione di qualsiasi sport da combattimento.
L’attuale Presidente Federale, Dr. Park Sun Jae, nel 1965 è “il Maestro”. Grazie a lui si formano i primi nuclei di praticanti. Il TKD si diffonde lentamente ma costantemente nell’Italia centro-meridionale. Pur tra mille difficoltà la strada è ormai tracciata, il TKD comincia a farsi conoscere in Italia e l’Italia, a sua volta, in campo internazionale. Addirittura sorprendente può essere considerato il risultato ottenuto ai mondiali I.T.F. Dopo dieci anni ecco il primo strappo, la prima seria svolta. Nel panorama internazionale accanto alla I.T.F. lavora un’altra federazione, la W.T.F., che sembra rappresentare nel modo migliore, sia sul piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del Taekwondo. Nonostante i legami di amicizia e nonostante la buona posizione dell’Italia nella nicchia dell’I.T.F., il Presidente decide di far entrare la FITKD nella W.T.F., un’organizzazione sostenuta tra l’altro dal governo coreano e che in poco tempo riesce a farsi valere nell’ambito sportivo mondiale ufficiale. È il 1975, si va in Corea, al 2° Campionato Mondiale WTF, lasciando per sempre i regolamenti rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport (il “controllo” sulle tecniche - tra l’altro erano in pochi ad eseguirlo correttamente! L’uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombra il campo da vecchie e nuove ipocrisie. La trasformazione, il passaggio alla W.T.F., si rivela una salutare doccia fredda. Qualcuno non condivide e preferisce scendere dal carro, ma la FITKD va avanti e i risultati sportivi seguono parallelamente il percorso intrapreso dalla Federazione. Ed eccoci al secondo scossone della nostra adolescenza sportiva: il Taekwondo italiano sta raccogliendo risultati di particolare rilievo e conforto, tanto in campo nazionale quanto in quello internazionale. Nel frattempo, però, molte cose stanno nuovamente cambiando a livello internazionale. L’importanza che la disciplina sta assumendo a livello mondiale fa sì che anche il movimento olimpico si interessi da vicino al taekwondo. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF, si appresta ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In questo modo potrà negli anni seguenti avere accesso al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo motivo, le singole Federazioni devono trovare un ambito ufficiale nei rispettivi paesi. Si forma così il settore Taekwondo, alla cui direzione viene nominato il Dr. Park. Pensare di dover passare dal ruolo di Presidente Federale a quello di responsabile di settore potrebbe far storcere il naso a chiunque ma in questo momento il taekwondo ha bisogno soprattutto di crescere a livello strutturale. Il Dr. Park se ne rende perfettamente conto ed è per questo che accetta, prendendo una decisione che nel tempo si rivelerà vincente. Per tutti i praticanti è un momento molto delicato. La sensazione che tutti hanno è quella di passare da una “famiglia” ad una organizzazione certamente più importante e organizzata ma, al tempo stesso, più fredda e informale. Gli anni Ottanta, cominciati sotto il segno di importanti cambiamenti, continuano ad offrire passaggi che risultano decisivi nella crescita e nello sviluppo del Taekwondo. Al Congresso di Berlino del 1985 il CIO vota a favore dell’introduzione del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissa il debutto proprio in Corea, dove nel 1988 sono in programma i Giochi di Seoul (dove l’Italia saprà ben figurare ancora una volta nel confronto con le altre nazionali, conquistando una medaglia d’argento). È un colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parli di sport dimostrativo e non ufficiale. Il Presidente della FILPJ, Dr. Pellicone, decide di dare un “segnale” ed appoggia la candidatura del Dr. Park a Presidente della FIKTEDA. È il momento in cui il settore Karate si spacca in due: da una parte molti appoggiavano la decisione del Dr. Pellicone, dall’altra c’era però chi preferiva un personaggio del mondo del Karate. Dopo un breve periodo, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire persino una corrente modernista del Karate. Dalla nuova unione nasce la FITAK, di cui rimane Presidente il Dr. Park. I due settori nel corso degli anni crescono notevolmente, sia sul piano della qualità che sul quello della quantità. In campo internazionale il Taekwondo viene considerato l’astro nascente degli sport moderni e in pochi anni conquista una posizione non più marginale. Il Dr. Kim Un Yong, Presidente della WTF, diventa membro del Consiglio Esecutivo e poi Vice Presidente del CIO. La crescita del Taekwondo a livello internazionale si fa sempre più rapida e importante tanto da arrivare alla definitiva promozione del 1994: al Congresso di Parigi il CIO adotta il Taekwondo come sport ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000. È un premio che arriva dopo tanti anni fatti di piccoli passi e grandi sacrifici, è la realizzazione del sogno di milioni di praticanti e dirigenti, è la speranza per tanti atleti che potranno dire ” Io c’ero!”. È evidente a questo punto la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il Taekwondo. D’altra parte in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici Nazionali hanno formato delle Federazioni indipendenti di Taekwondo. Il Dr. Park si rende perfettamente conto che è necessario non perdere tempo e che per il prestigio dell’Italia nel mondo e per il futuro dei praticanti italiani è necessario questo nuovo scossone. Il momento è favorevole. Quando il settore Karate decide di entrare nella FILPJ e di formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo, pur riconoscente alla FILPJ per quanto aveva fatto fino ad allora, chiede ed ottiene dal CONI di rimanere da solo e di formare u…
I Primi Successi Olimpici: Carlo Molfetta a Londra 2012
Il successo più grande per il taekwondo italiano arriva alle Olimpiadi di Londra nel 2012, quando Carlo Molfetta conquista la storica medaglia d'oro nella categoria +80 kg. Molfetta, nato nel febbraio 1984 a Mesagne, si è avvicinato al taekwondo all'età di 5 anni, seguendo la passione del padre. È cresciuto sportivamente nella palestra New Martial, guidata dal maestro Roberto Baglivo.
Leggi anche: Dal ring alla leggenda: la storia di Foreman
La vittoria di Molfetta a Londra ha rappresentato una pietra miliare per il taekwondo italiano, portando questa disciplina sportiva quasi sconosciuta tra i grandi dell'Olimpo.
Vito Dell'Aquila: L'Eredità di Molfetta e l'Oro a Tokyo 2020
Alle Olimpiadi di Tokyo nel 2020, Vito Dell'Aquila ha raccolto l'eredità di Molfetta, conquistando la seconda medaglia d'oro per il taekwondo italiano nella categoria -58 kg. Dell'Aquila, già vincitore di un bronzo mondiale nel 2017 e di due ori europei nel 2018 e 2019, ha dimostrato di essere uno dei più grandi atleti di taekwondo degli anni 2000.
La vittoria di Dell'Aquila a Tokyo ha confermato la crescita e la solidità del movimento italiano del taekwondo.
Simone Alessio: Campione del Mondo e Bronzo Olimpico a Parigi 2024
Simone Alessio ha scritto la storia del taekwondo italiano sul tatami di Manchester, diventando il primo atleta italiano a conquistare la medaglia d'oro ai Mondiali nel 2019. A soli 19 anni, Alessio ha dimostrato una maturità incredibile, gestendo perfettamente gli incontri e sconfiggendo avversari molto più quotati.
Alle Olimpiadi di Parigi 2024, Simone Alessio ha conquistato la medaglia di bronzo nella categoria -80 kg, salendo per la prima volta sul podio olimpico dopo essere già stato campione del mondo.
Leggi anche: Pugilato: Allenamento Professionale
Antonino Bossolo: La Prima Medaglia Paralimpica nel Parataekwondo
Nel Parataekwondo, disciplina entrata nel programma ufficiale paralimpico a partire da Tokyo 2020, l’Italia ha celebrato un traguardo storico con Antonino Bossolo, che ha vinto la medaglia di bronzo nella categoria K44 -63 kg alle Paralimpiadi di Parigi 2024, portando per la prima volta il tricolore sul podio paralimpico di questa disciplina.
Bossolo, nato con una malformazione al braccio sinistro, ha segnato la storia del taekwondo azzurro come prima medaglia paralimpica in assoluto.
I Valori del Taekwondo: Disciplina, Rispetto e Determinazione
Il taekwondo non è solo un'arte marziale, ma anche una disciplina che promuove valori importanti come il rispetto dell'avversario, la disciplina, la determinazione e la perseveranza. Questi valori sono fondamentali per la crescita personale e sportiva degli atleti, aiutandoli a superare i propri limiti e a raggiungere i propri obiettivi.
Come ha affermato Giorgio Trabucco, consigliere dell’Assemblea Capitolina, "giornate come questa sono estremamente importanti per promuovere i valori sportivi nelle giovani generazioni e, soprattutto, uno sport come il taekwondo in cui il rispetto dell’avversario e la disciplina sono centrali".
Il Futuro del Taekwondo Italiano: Giovani Talenti e Nuove Sfide
Il taekwondo italiano è in continua crescita, grazie al lavoro di tecnici, dirigenti e atleti che si impegnano quotidianamente per promuovere questa disciplina sportiva. Il futuro del taekwondo italiano è nelle mani dei giovani talenti che si avvicinano a questo sport con passione e determinazione, sognando di emulare le gesta dei campioni che hanno portato l'Italia sul tetto del mondo.
Come ha affermato Giada Al Halwani, atleta della nazionale italiana di taekwondo, "non smettete mai di sognare e fate tutto ciò che volete fare con il sorriso per raggiungere i vostri traguardi".
tags: #campione #oro #taekwondo #storia
