Dopo quasi trent'anni di utilizzo del casco protettivo nella boxe olimpica, i Giochi Olimpici del 2024 a Villepinte e Roland Garros vedranno gli atleti maschili competere a capo scoperto, mentre le atlete continueranno a indossare il casco. Questa decisione, in linea con le ultime due edizioni dei Giochi, solleva interrogativi sull'efficacia e sulla necessità di tale protezione.
Storia del Casco nel Pugilato
Il casco protettivo ha fatto la sua comparsa a Los Angeles nel 1984. Tuttavia, otto anni fa, per gli uomini, questo dispositivo di protezione per la testa è andato in disuso dopo otto Olimpiadi di onorato servizio. La rimozione del casco non è solo un tentativo di avvicinare la boxe dilettantistica a quella professionistica, un confine già superato da pugili del calibro di Anthony Joshua, Lennox Lewis e George Foreman.
Le Ragioni Dietro la Rimozione del Casco
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le ragioni estetiche o di spettacolarità non sono determinanti. La decisione è principalmente legata a studi condotti circa dieci anni fa, che hanno evidenziato come l'utilità del casco diminuisca con l'aumentare della forza dei colpi. In alcuni casi, il casco potrebbe addirittura procurare più traumi di quanti ne prevenga.
Charles Butler, presidente della commissione medica dell'AIBA, affermava più di dieci anni fa: "Non ci sono prove che l'equipaggiamento protettivo dimostri una riduzione dell'incidenza delle commozioni cerebrali". Questa affermazione ha dato il via a una ricerca che ha portato a risultati sorprendenti: protezione relativa, schiuma interna incapace di assorbire l'urto oltre una certa soglia e danni provocati dalla coazione pugno-casco-viso.
Cynthia Bir, ricercatrice biomeccanica dell'University of Southern California, ha spiegato: "Il cambio di regolamento è stato piuttosto sorprendente per molti, e c’è ancora da andare avanti con gli studi. Del resto, i pugili sanno bene che per ottenere il knockout, devono far girare la testa dell’avversario".
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La Protezione Inefficace e il Problema delle Commocioni Cerebrali
Il casco, a fronte dell'energia di determinati colpi, non protegge quanto ci si aspetterebbe. La torsione del capo, spesso ricercata durante i colpi, provoca l'allungamento e la compressione dei tessuti cerebrali, causando commozioni cerebrali. In questi casi, il casco non offre alcun aiuto. Anzi, lo studio commissionato dall'AIBA ha rivelato che il dispositivo di protezione può limitare la vista dell'atleta, impedendogli di schivare i colpi, o aumentare il volume del bersaglio da colpire.
Oltre alle commozioni cerebrali, esistono anche i colpi sub-concussivi, spesso presenti nelle MMA, che possono lasciare segni nel tempo. Blaine Hoshizaki, ricercatore sulle lesioni cerebrali all'Università di Ottawa, ha dichiarato nel 2016: "Le commozioni cerebrali puoi vederle e puoi diagnosticarle, la vera sfida è rappresentata da quello che non vedi e non senti, penso che questa sia la parte più spaventosa". In questo caso, il casco potrebbe indurre il pugile a incassare più colpi di quanti ne sarebbe naturalmente in grado di sopportare.
L'Incertezza della Scienza e la Decisione dell'AIBA
Nonostante le diverse indicazioni fornite dalla scienza, è impossibile calcolare preventivamente e con esattezza le ripercussioni di un colpo, che variano da individuo a individuo. Variabili come la muscolatura del collo o del capo rendono difficile creare un modello standard. Tuttavia, queste indicazioni hanno persuaso l'International Boxing Association a mandare in pensione il casco per gli uomini, mantenendolo invece per le donne.
La decisione di mantenere il casco per le donne è dovuta alla mancanza di dati certi e alla variabilità della potenza dei colpi e dello sviluppo muscolare. Per il resto, come ha detto Clint Eastwood in Million Dollar Baby: "Invece di allontanarti dal dolore come farebbe qualsiasi persona sana, tu gli vai incontro".
Il Pugilato: Arte Nobile e Sport Impegnativo
Nonostante sia uno sport duro, il pugilato è considerato un'arte nobile per le nozioni e le abilità che trasmette. Per diventare pugili, è necessario conoscere i propri limiti e potenzialità, imparare la tecnica e acquisire sicurezza.
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Origini del Pugilato
Le origini del pugilato risalgono all'antichità, con incontri descritti nell'Iliade e nell'Eneide. Il pugilato divenne parte del programma olimpico nel 668 a.C. e fu presente anche nella Roma antica. La scuola moderna di pugilato nacque a Londra nel 1719.
Regole del Pugilato
Nel 1743 venne emanato un codice di regole che includeva: un ring delimitato da corde, la presenza di due secondi, un arbitro e un controllore del tempo. Venivano indicati i colpi vietati e la sospensione dell'incontro per 30 secondi in caso di atterramento.
Il Pugilato in Italia
In Italia, il pugilato è regolamentato dalla Federazione Pugilistica Italiana (FPI) e da altri enti autorizzati. La FPI garantisce tutele, garanzie e protocolli tecnico-sanitari.
Doti Fisiche e Tecniche del Pugile
Il pugilato richiede velocità, agilità, forza e resistenza. I colpi principali sono il diretto, il gancio e il montante. La difesa si basa su schivare e parare. Durante gli incontri è obbligatorio indossare protezioni come il casco (per le donne), il bendaggio e i guanti da boxe.
Vantaggi del Pugilato
Il pugilato offre numerosi vantaggi, sia per gli uomini che per le donne.
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Vantaggi per le Donne
- Aumento dell'autostima
- Eliminazione del nervosismo
- Sviluppo dell'intuito
- Riduzione della cellulite
- Miglioramento della linea
Vantaggi per gli Uomini
- Riduzione dello stress
- Sfogarsi in modo consapevole
- Miglioramento della forma fisica
Il Pugilato a Milano
A Milano, il pugilato è uno sport molto seguito, con una vasta offerta di palestre e personal trainer. Il pugilato può essere praticato a livello agonistico o amatoriale.
Corsi di Pugilato a Milano
A Milano sono disponibili corsi di pugilato per bambini, ragazzi e agonisti. I corsi per agonisti preparano i pugili a competere a livello professionale.
Ulteriori Cambiamenti nel Regolamento AIBA
L'AIBA ha introdotto ulteriori cambiamenti nel regolamento, tra cui:
- Ritorno ai cartellini per il sistema di punteggio
- Abolizione del caschetto per le competizioni AOB Elite Maschili
- Innalzamento del limite di età per i pugili agonisti a 40 anni
- Suddivisione degli arbitri/giudici in categorie in base ai meriti
- Certificazione obbligatoria per i tecnici
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