I cianobatteri sono un problema comune negli acquari marini, manifestandosi come patine viscose che possono compromettere l'estetica e la salute dell'ecosistema. In realtà, non sono alghe, ma batteri fotosintetici. Comprendere le cause della loro proliferazione e adottare le giuste strategie è fondamentale per mantenere un acquario sano ed equilibrato.
Cosa sono i Cianobatteri?
I cianobatteri (Cyanobacteria Stanier ex Cavalier-Smith, 2002) sono organismi unicellulari procarioti, fotoautotrofi. Ecologicamente molto versatili, sono diffusi in ambienti marini, d’acqua dolce e terrestri a temperature estremamente variabili. La datazione di resti fossilizzati (stromatoliti) indica che i primi cianobatteri sono apparsi sulla Terra almeno 3,5 miliardi di anni fa.
In acquario, i cianobatteri si presentano in tappeti e pellicole più o meno spesse di colori che vanno dal rosso viola, al verde bottiglia, al marrone, al nero. Ricoprono indistintamente le rocce, la ghiaia del fondo e, in modo massiccio, anche i coralli, col rischio di soffocarli. Al tatto si presentano come struttura viscida, morbida e mucillaginosa, e si staccano dalle rocce con facilità.
Cause della Proliferazione dei Cianobatteri
La comparsa dei cianobatteri in acquario è spesso il sintomo di uno squilibrio nell'ecosistema. Diversi fattori possono contribuire alla loro proliferazione:
- Squilibri Nutritivi: Un eccesso di sostanze azotate in acqua, spesso dovuto a una cattiva gestione della pulizia della vasca o a un'errata alimentazione degli ospiti, può favorire la crescita dei cianobatteri. Compaiono anche in acquari nei quali nitrati e fosfati non sono misurabili nell’acqua.
- Basso Potenziale Redox: Un abbassamento del potenziale redox, causato da trascuratezza dell'ecosistema, prefiltri meccanici lasciati per troppo tempo, cambi d'acqua non regolari o insufficienti, lampade non cambiate con regolarità, o mancata pulizia del fondo, può contribuire alla proliferazione dei cianobatteri.
- Illuminazione Inadeguata: I cianobatteri prediligono una luce di intensità medio-bassa e nella lunghezza d’onda del rosso. Lampade economiche con spettro alterato possono favorire la loro crescita.
- Scarsa Circolazione dell'Acqua: Uno scarso movimento dell’acqua con zone stagnanti può favorire la proliferazione dei cianobatteri.
- Temperatura Elevata: L'innalzamento delle temperature in vasca può contribuire alla crescita dei cianobatteri.
- Densità Bassa: Le cianobatterie gradiscono una densità bassa ed alcune sostanze che vengono somministrate in acquario. Tra queste ricordiamo l’eccesso di oligoelementi come lo stronzio, lo iodio ed il ferro, e tutti gli additivi organici a base di aminoacidi, con sostanze chelanti (EDTA), o a base di gluconati.
- Rocce vive di scarsa qualità: Prediligono le strutture inerti si raccomanda pertanto di utilizzare unicamente rocce vive e non rocce o pietre di altra provenienza.
Rimedi per Combattere i Cianobatteri
Debellare i cianobatteri è un compito complesso, e spesso la loro comparsa è dovuta a disequilibri, anche temporanei. Qualsiasi soluzione adottata potrebbe rivelarsi risolutiva, così come completamente inefficace.
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- Interventi Manuali: Alle prime avvisaglie bisogna agire tempestivamente, raramente le alghe vengono accettate come cibo da lumache o pesci. Si deve procedere ad una sifonatura del fondo in modo da asportare tutte le alghe e alla pulizia delle rocce.
- Controllo dei Parametri dell'Acqua: Procedere subito, con il controllo dell’impianto di illuminazione, il controllo della densità, con la sospensione di qualsiasi additivo utilizzato e ad un controllo dei valori dell’acqua: fosfati e nitrati; anche se può capitare che a volte la presenza di queste alghe non sia dovuta solo all’acqua inquinata. L’unica cosa è agire subito ripristinando le condizioni ottimali per l’acqua se questa risulta inquinata; ciò rende indispensabile l’utilizzo di uno schiumatolo e di metodici cambi dell’acqua.
- Aumento del Movimento dell'Acqua: Alcuni hanno riscontrato buoni risultati aumentando il movimento dell’acqua scongiurando la formazione di zone stagnanti. Sembrerebbe che i risultati migliori si ottengano con pompe elettroniche alternate con simulazione del moto ondose e delle maree.
- Abbassamento della Temperatura: Si può usare anche come metodo quello di abbassare la temperature dalla solita (se superiore ai 25°C, ad esempio durante i mesi caldi) a una compresa tra i 23-24°C usando anche il refrigeratore.
- Utilizzo di Acqua Ossigenata: Va utilizzata acqua dal 2 al 4% in peso di ossigeno (10 vol), quindi quella commerciale al 3,6% in peso di ossigeno va benissimo in dose di 1ml per ogni 10 litri della vasca (1,5 ml nei casi più ostici), si mescola l'acqua ossigenata in circa 1 litro di all'acqua dell'acquario, la soluzione cosi ottenuta va spruzzata sulla patina e non sugli invertebrati , anche ogni giorno, fino alla completa regressione dei Ciano.
- Terapia del buio: Spegnete le luci per 4-5 giorni, come per combattere le alghe filamentose. Durante tale periodo, fate un paio di cambi d’acqua piuttosto “pesanti”, per abbattere le concentrazioni di inquinanti che saranno probabilmente alte. I cianobatteri morti, decomponendosi, rilasciano quello che avevano assorbito per crescere.
- Utilizzo di Prodotti Specifici: In commercio esistono prodotti (Antired della Aquiline) che effettivamente danno buoni risultati.
Prevenzione della Proliferazione dei Cianobatteri
La soluzione migliore per combattere i cianobatteri è prevenirli, innestando le condizioni ideali affinché non si sviluppino o, quantomeno, regrediscano fino a sparire o a restare confinati in piccole zone dell'acquario.
- Mantenimento dell'Equilibrio Biologico: Vasche equilibrate e popolate da una varietà di alghe sono meno soggette alla proliferazione dei cianobatteri. Un potenziale redox adeguato, acqua con densità appropriata e la competizione di alghe contribuiscono a mantenere l'equilibrio.
- Utilizzo di uno Schiumatoio Efficiente: Fondamentale è mantenere alta l’ossigenazione in vasca e conseguentemente un redox. L’utilizzo di uno schiumatoio è importante per la purificazione dell'acqua dai composti nocivi derivanti dal degrado di materia organica.
- Controllo dell'Illuminazione: I cianobatteri prediligono una luce di intensità medio-bassa e nella lunghezza d’onda del rosso.
- Alimentazione Adeguata: Bisogna provvedere a far rispettare ai pesci un periodo di digiuno per ridurre drasticamente la presenza di resti organici e di escrementi.
- Utilizzo di un Ottimo Ceppo Batterico: L'utilizzo regolare di un ottimo ceppo batterico sia nitrificante che decompositore può contribuire a prevenire la proliferazione dei cianobatteri.
- Utilizzo di una Lampada UVC: L'adozione di una lampada UVC sempre accesa con la sostituzione annuale della lampada interna può aiutare a controllare la crescita dei cianobatteri.
Soluzioni Alternative e Integrate
Oltre ai rimedi tradizionali, esistono approcci alternativi e integrati per combattere i cianobatteri:
- Competizione con Macroalghe: Un altro modo per limitare la crescita dei cianobatteri consiste nell’introdurre “alghe buone” come le diverse specie di Caulerpa che, prosperando, sottraggono ai cianobatteri i substrati di cui necessitano.
- Animali Antagonisti: Sono rari gli animali che possono disturbare o addirittura cibarsi di questi batteri. Secondo quanto riportato da taluni acquariofili la Lactoria Cornuta e l’Amblygobius phalaena potrebbero coadiuvare la lotta ai cianobatteri e alle alghe filamentose.
Cosa Evitare
- Uso di Antibiotici: Non usare eritromicina o altri antibiotici, come spesso si sente consigliare in giro. Il farmaco è solitamente letale, sui cianobatteri, a concentrazioni molto basse, che non hanno effetto sulla flora batterica del filtro.
- Riduzione Eccessiva della CO2: Non riducete l’immissione di CO2. Se possibile aumentatela. I ciano la sfruttano, se la trovano, ma se non c’è possono farne a meno. Le piante no.
- Introduzione di Animali Specie-Specifici: Non aggiungete lumache o gamberetti, sperando che se li mangino. Molte specie di cianobatteri contegono tossine talvolta velenose, per qualsiasi animale.
- Uso di Alghicidi Chimici: Non usate alghicidi chimici. Il più delle volte sono inefficaci contro i cianobatteri, ma potrebbero diventare loro alleati contro le alghe, il loro nemico principale.
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