Il Regolamento del Pugilato: Colpi Permessi e Vietati, tra Storia e Tecnica

Il pugilato, noto anche come boxe, è uno sport da combattimento antico e nobile, con una storia ricca di tradizioni e regole ben precise. In un incontro di pugilato, due atleti si affrontano su un ring, utilizzando esclusivamente i pugni per cercare di prevalere sull'avversario. Questo articolo esplorerà il regolamento del pugilato, con particolare attenzione ai colpi vietati, e ripercorrerà la storia di questa disciplina, dalle sue origini ai giorni nostri.

Svolgimento di un Incontro di Pugilato

In un incontro di pugilato, due atleti si affrontano sul ring in un combattimento in cui si usano solo i pugni. A livello professionistico, il match si disputa su una distanza massima di 12 riprese (round) della durata di 3 minuti ciascuna. Tra una ripresa e l'altra è previsto un intervallo di 1 minuto, durante il quale i pugili sono assistiti, nei rispettivi angoli, dai loro secondi.

I Colpi Permessi

Nel pugilato, i colpi devono essere sempre portati al di sopra della cintura dell'avversario. Tra i colpi più comuni troviamo:

  • Diretto: Un colpo portato con la mano avanzata, spesso utilizzato per impostare l'attacco (Jab) o per colpire con la mano forte (Cross).
  • Gancio: Un colpo potente che sfrutta la rotazione del corpo e la leva del braccio.
  • Montante: Un colpo dal basso verso l'alto, mirato al mento o al corpo dell'avversario.

I Colpi e le Azioni Vietate

Il regolamento del pugilato è molto severo riguardo ai colpi e alle azioni vietate, al fine di garantire l'integrità fisica dei pugili e la correttezza dell'incontro. Sono tassativamente vietati:

  • Pugni alla nuca, alle spalle e ai reni.
  • Colpire con il palmo, il polso, il taglio o il dorso della mano.
  • Colpire con la testa, la spalla, l'avambraccio e il gomito.
  • Portare pugni ruotando prima completamente il corpo.
  • Spingere, stringere o trattenere l'avversario.
  • Abbassare la testa al di sotto della cintura dell'avversario e, nel corpo a corpo, portarla sotto il suo mento.
  • Colpire l'avversario quando è a terra.
  • Girare la schiena all’avversario.
  • Tenersi, spingersi, combattere corpo a corpo e voltarsi di lato.

L'Arbitro e i Giudici

L'arbitro è la figura centrale sul ring, incaricata di controllare lo svolgimento corretto del combattimento. È coadiuvato da un massimo di 3 giudici di gara a bordo ring.

Leggi anche: Consigli utili per evitare il colpo di sonno mentre si guida

Il Ruolo dell'Arbitro

L'arbitro ha il compito di:

  • Vigilare sul rispetto del regolamento da parte dei pugili.
  • Interrompere il combattimento se ritiene che uno dei pugili sia in difficoltà o non sia in grado di continuare.
  • Contare il pugile che va al tappeto (knockdown).
  • Ammonire i pugili in caso di scorrettezze.
  • Squalificare un pugile in caso di infrazioni gravi del regolamento.

Il Conteggio

Quando un pugile va al tappeto, l'arbitro inizia il conteggio. Il conteggio dura da un minimo di 8 secondi a un massimo di 10 secondi. Se l'atleta non si rialza entro 10 secondi, l'arbitro decreta la vittoria per KO (Knock Out). Il conteggio non può essere interrotto dal suono del gong che indica la fine della ripresa, a meno che non si tratti dell'ultimo round.

Il Punteggio dei Giudici

Se i pugili arrivano entrambi alla fine dell'incontro, la vittoria è assegnata ai punti, in base ai cartellini compilati dai giudici al termine di ogni ripresa. I giudici valutano la performance dei pugili durante ogni round, assegnando un punteggio in base a criteri come:

  • Numero di colpi andati a segno.
  • Efficacia dei colpi.
  • Aggressività.
  • Tecnica.
  • Controllo del ring.

Modalità di Vittoria

Un match di pugilato può concludersi in diversi modi:

  • KO (Knock Out): Quando un pugile non è in grado di rialzarsi entro 10 secondi dal conteggio dell'arbitro.
  • KO Tecnico (TKO): Quando l'arbitro interrompe l'incontro perché ritiene che un pugile non sia in grado di continuare a combattere in sicurezza.
  • Vittoria ai Punti: Quando entrambi i pugili arrivano alla fine dell'incontro e la vittoria è assegnata in base ai cartellini dei giudici.
  • Vittoria Tecnica ai Punti: Quando, dopo l'inizio della 5a ripresa, l'aggravarsi di una ferita procurata da una testata non intenzionale non consente a uno dei pugili di continuare l'incontro, la vittoria viene assegnata al pugile ritenuto in quel momento in vantaggio.
  • Pareggio Tecnico: In caso di parità, si parla di pareggio tecnico, che viene assegnata anche se la sospensione per ferita è avvenuta prima della 5a ripresa.
  • Squalifica: Quando un pugile commette una violazione grave del regolamento e viene squalificato dall'arbitro. La testata intenzionale può comportare la squalifica - se chi l'ha subita non è in grado di continuare - oppure 2 punti di penalità.
  • Abbandono: Quando un pugile decide di abbandonare l'incontro, comunicandolo all'arbitro o ai suoi secondi.
  • Getto della Spugna: Quando i secondi di un pugile gettano la spugna sul ring per segnalare l'abbandono del loro assistito.
  • Verdetto di Parità: Quando i giudici assegnano un verdetto di parità.

Equipaggiamento e Protezioni

Nel pugilato, l'equipaggiamento e le protezioni sono fondamentali per garantire la sicurezza dei pugili. L'equipaggiamento standard comprende:

Leggi anche: Evento pugilistico "Shardana Boxing"

  • Guantoni: I guantoni sono di pelle morbida e liscia e hanno un'imbottitura sul dorso. Il peso varia a seconda delle categorie: fino ai welters pesano 227 g (8 once); dai superwelters ai massimi il peso è di 284 g (10 once). Sotto i guantoni è consentito un bendaggio sulle mani, che deve lasciare scoperte le nocche.
  • Paradenti: Protegge i denti e le gengive dai traumi.
  • Conchiglia: Protegge le parti intime (obbligatoria solo per gli uomini).
  • Calzoncini: Indossati sopra una cintura protettiva.
  • Scarpe: Scarpe leggere senza punta rinforzata.
  • Casco: Utilizzato nel pugilato olimpico e dilettantistico per proteggere la testa.

Il Ring

Il ring è una pedana quadrata recintata da 4 corde tese tra pali metallici. La pedana è di legno ed è coperta da un feltro sul quale poggia, a sua volta, un tappeto di tela forte. I lati del quadrato, all'interno delle corde, hanno un misura compresa 5,5-6,1 m tra i 5,50 e i 6,10 m. All'esterno delle corde deve rimanere un bordo di almeno 60 cm.

Categorie di Peso

Nel pugilato, i pugili sono divisi in categorie di peso per garantire incontri più equilibrati. Alcune delle categorie di peso più comuni sono:

  • Pesi mosca
  • Pesi gallo
  • Pesi piuma
  • Pesi leggeri
  • Pesi welter
  • Pesi medi
  • Pesi massimi

Stili di Pugilato

Nel corso della storia, si sono sviluppati diversi stili di pugilato, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. Alcuni degli stili più noti sono:

  • Stilista/Out-fighter: Pugile che combatte a distanza, cercando di tenere l'avversario a distanza con jab e diretti.
  • Boxer-Puncher: Pugile che combina tecnica e potenza, capace di combattere sia a distanza che a corta distanza.
  • Picchiatore/Slugger: Pugile che fa affidamento sulla potenza dei suoi colpi, spesso a discapito della tecnica.
  • Aggressore/In-Fighter: Pugile che cerca il corpo a corpo, attaccando l'avversario con raffiche di colpi.
  • Colpitore d’incontro/Counter puncher: Pugile che usa come difesa i movimenti della testa e i blocchi per contrastare l’avversario.

Storia del Pugilato

La storia del pugilato è antica e affascinante, con radici che risalgono a millenni fa.

Le Origini

I primi cenni riconosciuti del pugilato risalgono a un bassorilievo sumero trovato in Iraq, datato al terzo millennio a.C., e a bassorilievi assiro-babilonesi e ittiti risalenti al secondo millennio. A Tebe, in Egitto, una scultura del 1350 a.C. raffigura due pugili e diversi spettatori. Queste testimonianze mostrano combattimenti a mani nude o con i polsi fasciati. L'introduzione dei guantoni risale al 1650 a.C.

Leggi anche: Squalifiche e Olimpiadi: il caso Khelif

Il Pugilato nell'Antica Grecia e a Roma

Nell'antica Grecia, il pugilato era uno sport molto popolare, introdotto nella 23esima Olimpiade del 688 a.C. I pugili utilizzavano fasce di cuoio attorno alle nocche. L'incontro terminava quando uno dei due contendenti si arrendeva o non era più in grado di continuare. Anche durante l'epoca romana, il pugilato era estremamente popolare, con combattimenti negli anfiteatri e l'uso di protezioni come il cestus, che prevedeva l'inserimento di pezzi di metallo tra le stringhe di cuoio.

La Rinascita in Inghilterra e le Prime Regole

Nel XVI secolo, in Inghilterra, si riscoprì l'interesse per il combattimento a mani nude, dando origine al prizefighting. Il 6 gennaio 1681 si ebbe il primo incontro organizzato di pugilato in Gran Bretagna. Il primo regolamento fu stilato nel 1743 da Jack Broughton, introducendo importanti novità come il divieto di colpire l'avversario a terra e l'uso dei muffers (una sorta di guanti).

Le Regole del Marchese di Queensberry e la Nascita della Boxe Moderna

Nel 1866, il marchese di Queensberry introdusse le regole della boxe moderna, stabilendo la durata dei round a tre minuti, l'uso obbligatorio dei guantoni e altre norme fondamentali. Queste regole contribuirono a rendere la boxe uno sport più sicuro e regolamentato.

Il Pugilato nel XX Secolo e Oltre

Nel XX secolo, il pugilato si diffuse in tutto il mondo, diventando uno degli sport più popolari e seguiti. Figure leggendarie come Muhammad Ali hanno contribuito a rendere il pugilato un fenomeno culturale. Oggi, il pugilato continua ad essere uno sport praticato e ammirato da milioni di persone in tutto il mondo.

Il Pugilato Olimpico

Alle Olimpiadi, il pugilato è riservato ai dilettanti, che disputano incontri di 4 riprese della durata di 2 minuti ciascuna, indossando casco protettivo e maglietta.

Benefici del Pugilato

La pratica del pugilato offre numerosi benefici, sia fisici che mentali:

  • Miglioramento della forma fisica e della tonicità muscolare.
  • Aumento della resistenza cardiovascolare.
  • Sviluppo della coordinazione e dell'agilità.
  • Miglioramento della fiducia in sé stessi e dell'autostima.
  • Riduzione dello stress e dell'ansia.
  • Apprendimento di valori importanti come il rispetto, la disciplina e la perseveranza.

Infortuni nel Pugilato

Il pugilato è uno sport di contatto e, come tale, comporta un rischio di infortuni. Tra gli infortuni più comuni troviamo:

  • Concussioni cerebrali.
  • Fratture della mandibola.
  • Lesioni oculari.
  • Lesioni al naso.
  • Lesioni alla cuffia dei rotatori.

È importante praticare il pugilato sotto la supervisione di allenatori qualificati e utilizzare l'equipaggiamento protettivo adeguato per ridurre il rischio di infortuni.

Il Pugilato come Sport di Riscatto

Come dimostrato dalla sua storia e dalla sua diffusione, la boxe si è affermata come uno sport di riscatto, soprattutto per coloro che vogliono conquistarsi una vita migliore. Molti campioni hanno alle spalle un passato difficile e, attraverso la pratica di questo sport, hanno cercato il riscatto e imparato molti valori.

tags: #colpo #vietato #nel #pugilato #regolamento

Post popolari: