Il Kali, noto anche come Arnis o Escrima, è un'antica arte marziale originaria delle Isole Filippine. Quest'arte è rinomata per la sua specializzazione nell'uso di armi bianche come bastoni e coltelli, ma comprende anche un vasto repertorio di tecniche a mani nude, i cui principi, concetti e strategie derivano direttamente dal combattimento armato. Il Kali è un sistema di combattimento basato su concetti e movimenti applicabili a qualsiasi arma da taglio e oggetto contundente.
Origini e Storia del Kali Filippino
Le origini del Kali si perdono nella notte dei tempi, intrecciate con la storia e le tradizioni delle Filippine. Si presume che sia nato come sistema di combattimento utilizzato dalle popolazioni locali per difendersi dagli invasori e dai predatori.
La prima testimonianza storica dell'incontro del mondo occidentale con il Kali risale all'inizio del Cinquecento, quando i conquistadores spagnoli arrivarono nelle Filippine. Lo storico italiano Antonio Pigafetta, attraverso il suo diario di bordo, descrisse l'approdo spagnolo nell'isola di Mactan e documentò per la prima volta le abilità guerriere delle tribù indigene. Il 27 aprile 1521, nella Battaglia di Mactan, il Rajah locale Lapu Lapu uccise Ferdinando Magellano, utilizzando una lunga spada simile a una scimitarra. Recenti ricerche hanno evidenziato l'utilizzo del termine "Kalis" per indicare la scherma con spade e bastoni nel periodo precoloniale.
Repressione Spagnola e Adattamento Filippino
Durante l'occupazione spagnola, la repressione portò a numerose ribellioni. Alcuni studiosi ritengono che, a seguito della rivolta guidata da Diego Silang, il Governatore spagnolo Don Simon de Anda y Salazar proibì ai filippini il porto delle armi da taglio nel 1764, per prevenire future rivolte. Questo divieto costrinse i filippini a praticare la propria arte marziale simulando i colpi con dei bastoni, ampliando così il bagaglio tecnico del Kali Escrima Arnis e incorporando tecniche proprie delle armi da botta. Gli allenamenti continuarono in segreto, spesso occultati in danze eseguite per intrattenere gli spagnoli durante le opere teatrali chiamate Komedyas.
È in questo periodo che si svilupparono le varianti regionali dell'arte marziale filippina: "Arnis" nel nord, "Escrima" o "Eskrima" al centro e "Kali" in occidente. Tuttavia, Celestino Macachor e Ned Nepangue nel loro libro "Cebuano Eskrima - Beyond the Myth" rifiutano la teoria del divieto, suggerendo che l'eskrima nell'Isola di Cebu nacque dall'esigenza di difendersi dagli attacchi dei pirati Moros.
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Evoluzione Storica e Figure Chiave
Nonostante il dibattito sulle origini, molte ribellioni contro l'oppressore spagnolo videro tra i loro leader uomini e donne abili nelle tecniche di combattimento. Tra questi, spiccano gli eroi nazionali Jose Rizal, esperto di scherma occidentale ed eskrima, e Andres Bonifacio, maestro di eskrima e fondatore della società segreta rivoluzionaria Katipunan.
Successivamente, durante l'occupazione americana, i soldati statunitensi furono testimoni diretti delle abilità dei combattenti filippini nel maneggio delle armi bianche. Nell'isola di Samar, nel 1901, guerriglieri filippini armati di bolo travolsero quasi completamente una compagnia del 9° Reggimento di fanteria americano. Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu creato il Bolo Battalion, un reggimento di fanteria americana composto da soldati filippini armati di bolo, impiegati nella giungla contro le katane giapponesi.
Spesso il Kali Escrima Arnis è erroneamente abbinato ai Juramentados, combattenti musulmani che si prodigavano in attacchi suicidi contro i soldati americani. In realtà, gli abitanti di Mindanao praticano il Silat, un'arte marziale diffusa in tutto il sud-est asiatico.
Origini del Termine "Kali"
Negli ultimi decenni, con la diffusione globale dell'arte marziale filippina, è aumentato l'interesse per la sua storia ed evoluzione. Ciò ha portato a numerose ipotesi sull'etimologia del nome "Kali".
Nonostante i termini "Arnis" ed "Escrima" siano ampiamente diffusi, il termine "Kali" è più utilizzato in occidente. La prima testimonianza dell'uso del termine "Kali" nelle Filippine è fornita da Buenaventura Mirafuente nel 1957, il quale sostiene che "Kali è il nome originale dell'arte dell'arnis prima dell'arrivo degli spagnoli". Tuttavia, alcuni ricercatori ipotizzano l'inesistenza della parola "Kali" nelle Filippine prima della sua menzione nel libro di Yambao.
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Mirafuente spiega che aggiungendo una "S" alla parola "Kali" si ottiene "Kalis", che in lingua filippina significa "Spada". Un'altra ipotesi sull'origine del termine è che "Kali" derivi da "Kalis", la spada, e la "S" si sia persa nel tempo.
Ricerche effettuate da Lorenz Lasco nel 2011 sui primi vocabolari redatti dai frati spagnoli evidenziano l'uso della parola "Calis" (la lettera "K" non esisteva nell'alfabeto spagnolo) per indicare la spada, la scherma e il combattimento con le spade. Inoltre, in alcuni dizionari, tale termine è associato anche al significato di "scherma con bastoni".
Infine, un'ulteriore prova del collegamento tra la parola "Kali" e le arti da combattimento filippine sarebbe rintracciabile nei nomi con cui veniva chiamata in passato l'arte marziale in particolari aree geografiche dell'arcipelago, tra cui "Kaliradman" nelle Visayas, "Kalirongan" in Pangasinan e "Pagkalikali" nelle pianure di Cagayan dagli Ibanag.
Nonostante siano necessarie ulteriori ricerche, non vi è alcun dubbio sulle abilità nel combattimento armato degli indios del periodo precoloniale e sull'esistenza di un'arte marziale filippina precedente all'arrivo dei conquistadores spagnoli: il Kalis.
Principi e Concetti Fondamentali
Il Kali Filippino si basa su movimenti fluidi e precisi che sfruttano la leva e l'angolazione del corpo per generare potenza. L'utilizzo di armi, come bastoni, coltelli e oggetti di uso quotidiano, è un elemento distintivo di quest'arte marziale.
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Il primo concetto tecnico su cui si fonda il Kali-Arnis-Escrima è utilizzare gli stessi movimenti usati per il maneggio di un’arma anche per il maneggio di armi diverse e per effettuare tecniche a mano nuda.
Combattere con e contro le armi è sostanzialmente diverso dai combattimenti disarmati. Uscire di mezzo usando il footwork è di primaria importanza.
Armi Utilizzate nel Kali
A seconda dello stile praticato, variano le dimensioni e le tipologie delle armi impiegate. Ad esempio, nell’Arnis Koredas Obra Mano si predilige il bastone corto, di circa 55 cm di lunghezza. Le armi più comunemente utilizzate per cominciare l’apprendimento dell’Escrima sono il bastone in rattan (chiamato “olisi” o “baton”), lungo all’incirca quanto il braccio del praticante, da usare singolarmente, oppure accoppiato ad un altro bastone o ad un pugnale. Molto presto si imparano anche le tecniche di base del coltello singolo.
Le principali armi utilizzate dai praticanti di Escrima includono:
- Olisi: Bastone lungo circa 70 cm, realizzato in rattan decorato a fuoco. Rappresenta l'arma principale dell'Escrima e l'abilità di usarla viene chiamata "scherma a mano viva". L'utilizzo di due bastoni è noto come "Doppio Olisi" e serve a migliorare la sequenzialità dei colpi e la difesa.
- Spada e Daga: Combinazione di una spada e un coltello (daga) utilizzata dagli spagnoli. Questa tecnica è stata adattata anche con un bastone e un pugnale.
- Balisong e Kriss: Tipi di coltelli utilizzati nel Kali. Il Balisong è il coltello a farfalla, mentre il Kriss è un pugnale con lama a biscia.
- Bolo o Machete Filippino: Utilizzato principalmente per aprirsi un varco nella giungla, è un'arma micidiale in combattimento grazie ai suoi potenti colpi. Termine generico più diffuso e largamente impiegato nelle Filippine per indicare un coltello delle dimensioni di un machete utilizzato per gli usi più svariati: ad esempio come attrezzo da lavoro dagli agricoltori, spesso portato al seguito alla cintura dai venditori ambulanti di cocco per le strade cittadine o addirittura utilizzato per pescare nelle basse acque delle risaie. Principalmente impiegato quale utensile e per questo grezzo e non decorato, il Bolo divenne famoso durante la I Guerra Mondiale quando un coltello ad esso ispirato e da cui prese il nome fu distribuito quale arma d’ordinanza ai soldati del 1° Reggimento di fanteria americana composto da personale filippino, soprannominato appunto “Bolo battalion”. I bambini appartenenti a tribù native filippine iniziano sin da piccoli a giocare con coltelli di legno e già dall’età di 7-8 anni possono portare lunghi bolo; prima della pubertà sono esperti nell’uso delle armi utilizzate dalla tribù di appartenenza. Il bolo assume svariati nomi specifici nelle diverse isole dell’arcipelago. Nella regione Ilocos, Filippine settentrionali il bolo è chiamato Buning o Buneng.
- Kampilan e Barong: Il Kampilan è una spada con lama a doppia punta e un manico esteso come contrappeso, mentre il Barong è un coltello con lama a foglia leggermente curvata verso l'interno.
- Bangkow e Sibat: Armi a lungo raggio del Kali. Il Bangkow è una lancia utilizzata con uno scudo circolare, mentre il Sibat è un lungo bastone derivante dalla cultura cinese.
L'armamentario dell'Escrima comprende anche armi flessibili come la frusta, le corde, la cintura e i nunchaku.
Coltelli Specifici e Termini Locali
Oltre al Bolo, esistono altri tipi di coltelli utilizzati nelle Filippine, ognuno con un nome specifico a seconda della regione:
- Laring o Kayyong: Termini Tausug per indicare un coltello da cucina o coltello tascabile.
- Pisaw (oppure Pisawali o Pasawali): Termine Tausug per un piccolo coltello utilizzato per preparare le noci di betel.
- Buna: Altro piccolo coltello da lavoro.
- Plamingko: Coltello da macellaio utilizzato nelle Visayas, derivato dal termine spagnolo "Flamenco".
Combattimento a Mani Nude
Il combattimento a mani nude nel Kali si suddivide in:
- Panantukan: Arte di boxare filippina che unisce tecniche del pugilato occidentale e principi dell'uso del bastone e del coltello. Include la tecnica del "Gunting", che consiste nel colpire tendini, nervi o muscoli dell'arto dell'avversario.
- Sikaran: Comprende i colpi portati solo con gli arti inferiori (calci, ginocchiate).
- Hubud Lubud: Tecnica eseguita a coppia senza staccare le mani dall'avversario, effettuando ripetute sequenze di colpi, parate e leve per migliorare l'equilibrio e l'elasticità mentale.
- Dumong: Comprende le tecniche di controllo, sbilanciamento, proiezione e leve.
Metodologia di Insegnamento
Il metodo d’insegnamento varia da maestro a maestro, ma in generale l’intento è di sviluppare al massimo la capacità imitativa dell’allievo, attraverso l’osservazione. Solo dopo aver acquisito una buona capacità di coordinazione ‘a vuoto’ si passa alle tecniche con il contatto di un partner d’allenamento.
La particolarità che più colpisce dell’ Arnis Kali Escrima è che si comincia lo studio dell’arte marziale imparando subito ad usare le armi. Successivamente si passa al combattimento a mani nude applicando le tecniche, le famiglie di movimento e le tattiche di combattimento apprese con le armi. Tutte le altre arti marziali cominciano sviluppando l’abilità nel combattimento a mani nude, per anni, prima di passare eventualmente alle armi. Questa particolarità delle FMA, è giustificata dal fatto che per imparare il combattimento a mani nude si usano gli stessi esercizi del combattimento armato, ponendo nella memoria fisica il fulcro di tutto l’addestramento. Secondo i maestri filippini, avere la disponibilità di un’arma pone in vantaggio durante un combattimento, inoltre, durante l’apprendimento dei movimenti e delle tecniche, utilizzare un’arma focalizza l’attenzione e velocizza i movimenti: doti che diventano utili anche nello scontro disarmato ed indispensabili in caso si fronteggiasse a mano nuda un avversario armato. Un’altra opinione di questi maestri, è che non si riesce a difendersi da certe armi (ad esempio il coltello), se non si conosce a propria volta come usarle.
Per perfezionare la fluidità dei movimenti, aumentare la coordinazione e migliorare i riflessi si praticano inoltre degli esercizi ciclici a coppia, detti drill. Una tecnica difensiva propria delle arti marziali filippine è il Gunting, letteralmente “forbici”, la quale, seguendo il concetto di “rompere i denti del serpente”, consiste nel colpire tendini, nervi o muscoli dell’arto con il quale l’avversario sferra un attacco, sia esso armato che disarmato.
Benefici del Kali Filippino
I benefici del Kali Filippino vanno oltre la semplice autodifesa. L’efficacia del Kali Filippino nel combattimento ravvicinato lo ha reso una disciplina apprezzata da diverse forze militari e di polizia nel mondo.
Il Kali Filippino è un’arte marziale completa che offre benefici per il corpo, la mente e lo spirito. La sua storia affascinante, le sue tecniche efficaci e la sua filosofia profonda lo rendono un patrimonio culturale prezioso e una disciplina in continua evoluzione.
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