Fermiamo il bullismo! Progetti efficaci per combattere il fenomeno

Il bullismo è un problema serio e in crescita, che colpisce studenti di tutte le età, dalla scuola primaria fino alle superiori. Le condotte aggressive rappresentano un tentativo di affermazione della propria identità, per acquisire un ruolo e lenire le insicurezze personali. Per un'efficace azione di contrasto, bisogna quindi prevenire, riconoscere e gestire il fenomeno.

Caratteristiche del bullismo

Lo psicologo D. Olweus evidenzia come il bullismo sia caratterizzato da:

  • Intenzionalità: L'azione è deliberata e volta a danneggiare la vittima.
  • Asimmetria di potere: Esiste uno squilibrio di forze tra bullo e vittima, sia a livello psicologico che fisico.
  • Sistematicità e persistenza nel tempo: Gli episodi si ripetono nel tempo, creando un clima di terrore per la vittima.
  • Natura sociale del fenomeno: Il bullismo è legato alle dinamiche relazionali del gruppo, coinvolgendo anche chi assiste.

È importante sottolineare che il bullismo è presente sia tra le femmine che tra i maschi, e che è in aumento anche nella scuola primaria. Le azioni che il/la bullo/a mette in atto hanno l’obiettivo di ottenere un vantaggio, spesso in termini di popolarità, possibile proprio per la presenza di “spettatori” oltre ai protagonisti. Ogni ruolo dei membri del gruppo contribuisce in modo sostanziale alle dinamiche di prepotenza/ vittimizzazione.

Metodologie e strumenti per affrontare il bullismo

Per affrontare il bullismo in modo efficace, è necessario intervenire a diversi livelli, coinvolgendo studenti, insegnanti, genitori e l'intera comunità scolastica. Ecco alcune metodologie e strumenti utili:

Educazione socio-affettiva

Attraverso la metodologia dell’educazione socio-affettiva gli studenti aumenteranno il proprio livello di autoconsapevolezza e autoefficacia, favorendo una maggiore competenza nell’esprimere e nel gestire le proprie emozioni. Si utilizzeranno tecniche creative e trasversali come il brain-storming utile per produrre idee e proposte su un determinato argomento. La tecnica del role playing utilizzata nei contesti formativi per i suoi molteplici aspetti positivi nell’apprendimento, dove viene chiesto ai partecipanti di impersonare un ruolo, di mettere in scena una situazione definita dal conduttore o creata dal gruppo stesso: è una rappresentazione di un momento di vita, in cui alcuni partecipanti svolgono il ruolo di attori e altri quello di osservatori.

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Utilizzo di esempi, aforismi, aneddoti e metafore

Verrà infine fatto amplio uso di esempi, aforismi, aneddoti e metafore per rinforzare gli argomenti presentati e alleggerire i momenti di fatica o di tensione. Le metafore inoltre servono per stimolare un orientamento attivo del pensiero, creare vicinanza e aprire una parentesi di intimità tra il formatore (lo psicologo) e i partecipanti e infine per trasferire un concetto, mettere in evidenza un punto, “seminare dubbi”, stimolare riflessioni e offrire possibilità.

Prevenire

Prevenire, attraverso attività educative, in grado di migliorare il clima di classe, agire sulle dinamiche relazionali, promuovere le competenze emotive che rafforzino la capacità di mettersi nei panni degli altri (empatia), e consentire, inoltre, la partecipazione ai processi di definizione di regole comuni.

Riconoscere

Riconoscere, attraverso un’attenzione constante ai fattori di rischio e alle dinamiche relazionali in atto nel contesto classe, una formazione del personale docente per il riconoscimento del bullismo come fenomeno specifico, rispetto ad altri fenomeni di violenza generica. Non deve mancare il confronto costante tra docenti su eventuali dubbi e perplessità, da condividere sia con il Dirigente Scolastico, sia con il referente per il cyberbullismo. Per potere intervenire in maniera efficace è importante riconoscerne le caratteristiche che lo differenziano da atti di violenza generica: l’intenzionalità, la persistenza nel tempo, l’asimmetria di potere e la natura sociale del fenomeno (cioè il suo fare riferimento alle dinamiche relazionali). Quest’ultimo aspetto, in particolare, costituisce un ottimo gancio per pratiche preventive ed educative che agiscano sul gruppo: il bullismo è un fenomeno che riguarda anche chi assiste, silenziosamente o rinforzando l’azione persecutoria.

Fasi di un progetto efficace contro il bullismo

Un progetto efficace contro il bullismo dovrebbe articolarsi in diverse fasi, che comprendano:

Fase 1: Presentazione del progetto e raccolta del consenso informato

Lo psicologo presenterà il progetto all’interno dei locali della scuola in presenza degli alunni, dei genitori, degli insegnanti e del dirigente scolastico. Per l’occasione si raccoglierà il consenso informato tramite moduli firmati dai genitori dei minori, così come prevede l’articolo 31 del codice deontologico e dell’informativa sulla privacy come previsto dalla legge 196 del 30 giugno 2003. Somministrazione di un questionario appositamente elaborato per valutare aspettative, bisogni e propositi dei partecipanti, per adattare flessibilmente il progetto ai bisogni dei partecipanti, facendoli sentire partecipanti attivi e non destinatari passivi. Nell’ultima parte dell’incontro si darà spazio a dubbi e domande da parte dei partecipanti.

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Fase 2: Screening per raccogliere dati sulla diffusione del fenomeno

Sarà organizzato un incontro per formare gli insegnanti alla somministrazione di due questionari agli alunni: il questionario “La mia vita scuola” per rilevare le prepotenze subite, e il “Questionario anonimo sulle prepotenze di Olweus” che rileva il numero e le tipologie di violenze agite o subite, le relazioni con i compagni e insegnanti e la consapevolezza del problema.

Fase 3: Informazione e formazione di genitori e insegnanti

Attraverso incontri tenuti in Aula Magna, per trasmettere conoscenze e dotarli di strumenti conoscitivi e relazionali per renderli efficaci nel cogliere eventuali episodi di bullismo.

Fase 4: Sviluppo delle abilità sociali e dell'intelligenza emotiva degli studenti

Attraverso lezioni interattive per spiegare il fenomeno del bullismo, le varie tipologie e le conseguenze. Riflessioni di gruppo sul ruolo di bullo e di vittima,. Attraverso la tecnica del “circle time”, gestita dallo psicologo, gli studenti saranno educati ad esprimere, riconoscere e gestire le proprie emozioni. Si svolgeranno attività esperienziali come giochi, simulazioni e role playing (non coinvolgendo mai direttamente le reali vittime e i reali bulli, identificati nella fase di screening), riflettendo sull’esperienza e su quanto emerso attraverso i gruppi di discussione guidati dalla psicologo per facilitare lo sviluppo dell’empatia, delle competenza sociali e della comprensione dei temi affrontati. Si svolgeranno gruppi di lavoro per la realizzazione di brochure e la realizzazione di un video-clip che riguarda il fenomeno del bullismo coinvolgendo insieme alunni di diverse classi. Training sull’assertività e training per sviluppare le abilità comunicative, di problem solving e decision making.

Fase 5: Predisporre un sistema di denuncia

Insegnanti e alunni lavoreranno insieme per individuare una procedura chiara e semplice per segnalare episodi di bullismo senza timori.

Fase 6: Predisporre una rete di intervento

Qualora dovessero verificarsi episodi di bullismo, si attiverà una rete di sostegno e intervento che coinvolgerà la scuola, i servizi sociali e gli psicologi dell’Asl.

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Fase 7: Conclusione del progetto e valutazione dei risultati

Presentazione dei risultati e discussione di gruppo circa gli obiettivi raggiunti o non raggiunti dal progetto. Somministrazione di un questionario appositamente elaborato per valutare la soddisfazione e il livello finale di conoscenza del fenomeno da parte degli studenti e degli insegnanti. Consegna dei lavori prodotti dagli studenti durante il progetto come la brochure e il video-clip.

Esempio di tempistica

  • Un incontro assembleare di due ore.
  • Pre-intervento: somministrazione di un questionario appositamente elaborato per l’occasione per esplorare aspettative, bisogni e propositi dei partecipanti.
  • Post- intervento: questionario appositamente elabolato per valutare il progetto e la consapevolezza del fenomeno del bullismo.

Il ruolo dei genitori

I genitori giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto del bullismo. È importante che siano informati sul fenomeno, che sappiano riconoscere i segnali di disagio nei propri figli e che collaborino con la scuola per affrontare eventuali situazioni di bullismo. Vorremmo capire se è utile un percorso psicologico per lui e come iniziare.” - ⚠️ Attenzione: questo modulo ha la sola funzione di fissare un appuntamento per il percorso di consulenza. Il fenomeno del bullismo si lega strettamente a bisogni della crescita dei giovani espressi in modo problematico, come la paura di essere esclusi o la ricerca dell’ammirazione degli altri.

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