Il mobbing sul lavoro è un problema sempre più rilevante, spesso taciuto a causa dell'omertà delle vittime che si sentono indifese. Il silenzio, però, è pericoloso, poiché le continue vessazioni possono causare gravi effetti sulla salute psico-fisica del lavoratore, con ripercussioni importanti anche sulla vita privata. Ma come fare quando i malumori e le difficoltà sono ormai costanti? Questo articolo offre consigli e strategie per affrontare e combattere il mobbing del capo, aiutando a creare un ambiente di lavoro più sereno e produttivo.
Definizione e Caratteristiche del Mobbing
Il termine "mobbing" (dall’inglese to mob, “aggredire”) identifica una violenza psicologica sul posto di lavoro che si sviluppa in modo graduale con attacchi sempre più aperti, diretti e aggressivi. Le vittime sono sottoposte a uno stress notevole con il rischio di sviluppare sintomi a carico della sfera emozionale e comportamentale. Inoltre, si associano elementi di disagio psicologico come calo dell’autostima e della motivazione, sentimenti di insicurezza e perdita di speranza nel futuro. Senza un intervento adeguato, possono manifestarsi vere e proprie malattie: dalle sindromi ansiose e depressive al disturbo post traumatico da stress.
Il mobbing è caratterizzato da:
- Durata: Le ostilità devono protrarsi per almeno sei mesi.
- Intensificazione: Gli attacchi diventano sempre più frequenti e mirati.
- Deliberatezza: Il mobber agisce intenzionalmente per danneggiare la vittima.
- Asimmetria di potere: Il mobber si trova in una posizione di superiorità (mobbing verticale o bossing) o agisce in gruppo contro la vittima (mobbing orizzontale).
Identikit del Mobber
Possono essere tantissime le caratteristiche di una persona che la potrebbero classificare come un “cattivo capo”: la mancanza di empatia, l’eccesso di rigore, il fissare degli obiettivi irrealistici, la faciloneria o l’impreparazione ecc. Esistono diversi tipi di "cattivi capi" o "mobber":
- Il Micromanager: Coloro che vorrebbero gestire fino all’ultimo dettaglio ogni progetto, appesantendo le competenze altrui e facendo avvertire una costante mancanza di fiducia. In inglese li chiamano “micromanager”.
- Il Freddo e Distaccato: Alcuni tipi di professionisti talmente inquadrati che sembrano lasciar poco spazio a ciò che non sia strettamente legato al lavoro, come qualsiasi tipo di rapporto interpersonale. Voi sarete sempre e solo un numero, con un determinato compito e certi obiettivi da raggiungere.
- L'Amicone Finto: Responsabili fin troppo espansivi, che trattano tutti da “amiconi” ma poi richiedono risultati con le cattive.
- L'Invasivo: Quelli che non conoscono i limiti dell’orario lavorativo, degli spazi professionali, che fanno perdere tempo in ufficio ma poi chiedono di lavorare sempre e comunque anche al di fuori dei tempi previsti.
- L'Impulsivo: Quelli che non attendono le risposte, che affrettano le conclusioni, che a un minimo segnale di irritazione deflagrano in reprimende rabbiose e discussioni animate all’inverosimile.
Come Riconoscere il Mobbing
Un altro indicatore di mobbing può essere una diminuzione nelle prestazioni lavorative. Infine, il mobbing sul lavoro può portare a cambiamenti nelle relazioni in azienda.
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I segnali di mobbing possono includere:
- Isolamento.
- Continue critiche.
- Incarichi sempre più stressanti o demansionanti.
- Comportamenti aggressivi da parte del capo o dei colleghi.
- Sminuire continuamente gli altri e, cosa ancora peggiore, appropriarsi di idee e meriti altrui.
Cosa Fare Immediatamente
È importante intervenire rapidamente. Il primo passo è rivolgersi al medico del lavoro di riferimento della propria azienda. Il medico può “mediare” tra lavoratore ed ente e cogliere elementi di disagio in modo tempestivo proponendo strategie di intervento prima che la situazione degeneri.
- Non Perdere la Calma: È importante che la vittima dell'aggressione non perda la calma di fronte ai tentativi di violenza.
- Parlare con il Capo (Inizialmente): Parlarne, in modo informale, con il capo almeno in un primo tempo - al fine di tentare un chiarimento o di informare; è importante non essere impulsive/i e aggressive/i; meglio se si può andare con una/un collega di lavoro.
- Non Parlare delle Persone ma dei Fatti: Può essere utile richiamarsi ai diritti di operare in condizioni di salute non solo fisica, ma anche mentale.
- Cercare un Dialogo Positivo: Cercare un dialogo positivo e costruttivo con i capi - evitando di essere lamentosi o minacciosi di querele e denunce.
- Documentare Tutto: Documentate il vostro lavoro, il vostro impegno e i vostri risultati in modo che le critiche non possano superare il limite dei fatti. Ogni richiesta che inoltrate ai vostri superiori o colleghi deve diventare un atto formale, per cui mettete in forma scritta o spedite per raccomandata A.R. ogni vostra richiesta: trasformate qualsiasi ordine verbale ricevuto in interrogazione scritta (“a voce mi è stato detto di fare questo, chiedo conferma scritta”).
Strategie di Difesa e Azione
Aver a che fare con degli ossi duri, al netto della frustrazione e della rabbia, dà la possibilità di crescere e farsi la corazza. Se i capi o i colleghi/e non rispondono, diventa necessario uscire allo scoperto: andare ad un Sindacato, o da un legale di un Patronato o da un legale amministrativo e comunque mettere per iscritto le proprie rimostranze - documenti utili per una eventuale e futura causa legale (che deve essere "l'ultima spiaggia" a mio avviso, sappiamo quanto i tempi legali sono lunghi e costosi!).
- Rafforzare la Comunicazione Interna: Rafforzare la comunicazione interna è un metodo efficace per identificare e prevenire il mobbing sul posto di lavoro.
- Condividere Feedback Costruttivo: Lo stesso discorso vale per la condivisione di feedback costruttivo.
- Agire Prontamente e con Decisione: Quando si verifica un caso di mobbing, è essenziale agire rapidamente e con decisione. Se l’indagine conferma che il mobbing è avvenuto a tutti gli effetti, l’azienda dovrebbe prendere misure disciplinari appropriate contro il colpevole.
- Sostenere la Vittima: Per ultimo, è fondamentale offrire sostegno alla vittima del mobbing.
- Scrivere la Storia del Mobbing: Scrivete la storia del vostro mobbing. Siate il più concisi possibile. settimana: eliminate le parti superflue e conservate solo quelle importanti.
- Parlare con i Colleghi: Parlatene con i colleghi. Chiedete loro di testimoniare a vostro favore: il timore che un determinato atto nei vostri confronti possa estendersi anche ad essi.
- Non Isolatevi: Attenzione a non diventare muti o logorroici, né in azienda né in famiglia: si rischia di fissarsi maniacalmente sul proprio dramma; non sono rari i casi di matrimoni andati in crisi, di contrasti con i figli/e, di amici o conoscenti che scompaiono per mesi. E questa ulteriore solitudine può predisporre l’individuo a depressione, abuso di sostanze e in generale a sintomi psicopatologi. E' meglio ricorrere ad un supporto psicologico presso un Centro specializzato.
- Informarsi e Cercare Supporto Legale: Se siete determinati a passare alle vie legali, individuate chiaramente quali scopi volete raggiungere (reintegro nelle proprie mansioni, risarcimento da danno biologico…). Il mobbing sul lavoro, in quanto fonte di un “danno psichico” obbliga colui che ne è il responsabile (il datore di lavoro) al risarcimento dei danni. Ulteriore voce autonoma di danno (anch’esso da liquidarsi) che solitamente accompagna i casi di mobbing è poi il cd. “danno da dequalificazione professionale” e/o da “demansionamento“. Si tratta di un danno “non patrimoniale” consistente nella lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore anche nel luogo di lavoro con incidenza sulla vita professionale dell’interessato, ovvero che può avere anche una incidenza “patrimoniale” laddove il lavoratore subisca l’impoverimento della capacità professionale acquisita e la mancata acquisizione di una maggiore capacità.
Aspetti Legali del Mobbing in Italia
In Italia, la legge offre protezione contro il mobbing sul lavoro tramite norme come l’articolo 41 della Costituzione, l’articolo 2087 del Codice Civile e l’articolo 2049 del Codice Civile. Il c.d. è una figura ormai accettata dalla giurisprudenza (per tutte, Corte di Cassazione, sentenza n.143/2000). L’articolo 2087 del Codice Civile impone al datore di lavoro di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti. In caso di mobbing, il datore di lavoro può essere ritenuto responsabile e obbligato al risarcimento dei danni.
Come l'Azienda Può Prevenire il Mobbing
Le aziende dovrebbero condurre un’indagine accurata, agire prontamente contro il colpevole e offrire supporto alla vittima.
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- Formazione e Sensibilizzazione: Organizzare corsi di formazione per sensibilizzare i dipendenti sul tema del mobbing, promuovendo una cultura del rispetto e della collaborazione.
- Politiche Interne: Implementare politiche interne chiare e trasparenti che condannino il mobbing e definiscano le procedure per la segnalazione e la gestione dei casi.
- Supporto Psicologico: Offrire servizi di supporto psicologico ai dipendenti, per aiutarli a gestire lo stress e le difficoltà legate al lavoro.
- Comunicazione Aperta: Incoraggiare una comunicazione aperta e trasparente tra dipendenti e management, per favorire un clima di fiducia e collaborazione.
Cosa Fare Se Non Ci Sono Alternative
Ci sono alcune persone che riferiscono qualsiasi azione, loro o dei sottoposti, a sé stessi e al proprio ego. Finiscono così per sminuire continuamente gli altri e, cosa ancora peggiore, appropriarsi di idee e meriti altrui. A volte si tratta di problemi personali, di nostri stessi preconcetti, o di delusioni che trasformiamo in frustrazione e quindi in rabbia nei confronti di chi accusiamo di non averci valutato abbastanza.
In alcuni casi, la situazione lavorativa può diventare insostenibile nonostante tutti gli sforzi per risolverla. In queste situazioni, potrebbe essere necessario considerare alternative come:
- Trasferimento: Se la struttura dell'azienda lo permette, si può chiedere il trasferimento ad un altro reparto o sede.
- Dimissioni: Come ultima risorsa, se il mobbing continua e compromette gravemente la salute psico-fisica, potrebbe essere necessario considerare le dimissioni. In questo caso, è importante consultare un avvocato per valutare la possibilità di richiedere un risarcimento danni.
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