Judo: Un'Arte Marziale, uno Sport, una Filosofia

Il judo, che si traduce letteralmente dal giapponese come "via della cedevolezza", è molto più di un semplice sport da combattimento. Nato alla fine dell'Ottocento in Giappone, grazie al Maestro Jigoro Kano, è oggi una disciplina olimpica praticata in migliaia di palestre in tutto il mondo. Il judo è un'arte marziale, uno sport e una filosofia, una disciplina per la formazione dell'individuo nel senso morale e caratteriale.

Le Origini e la Filosofia del Judo

Il judo trae le sue origini dall'antico jujitsu. Jigoro Kano, il suo fondatore, studiò e approfondì diverse scuole di jujitsu, ottenendo il grado di Shihan (maestro) in due di queste: Tenshin shin'yo (specializzata in Katame waza, ossia lotta corpo a corpo, strangolamenti, leve articolari) e Kito (specializzata in Nage waza, tecniche di atterramento al suolo).

Nel 1882, Kano fondò una nuova scuola, il Judo Kodokan, dove insegnare il proprio metodo. Il termine "judo" fu scelto per sottolineare l'importanza di un percorso di crescita non solo fisico, ma soprattutto spirituale. "Kodokan" significa "Luogo dello studio della Via".

La filosofia del judo si basa su due principi fondamentali:

  • Seiryoku zen'yo (il miglior impiego dell'energia fisica e mentale): Significa impiegare proficuamente le proprie risorse, il proprio tempo, il lavoro, lo studio, le amicizie, allo scopo di migliorarsi continuamente nella propria vita e nelle relazioni con gli altri.
  • Jita kyo'ei (tutti insieme per progredire): L'uomo migliora sé stesso attraverso la pratica del judo e contribuisce al miglioramento della società, e questo è possibile solo con la partecipazione intelligente di tutti.

Kano sosteneva che se si fosse diffusa questa mentalità, il 90% delle guerre nel Mondo sarebbe cessato. E un metodo per diffondere e far comprendere questa cultura, è il Judo.

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Cosa Comprende il Judo: Tecniche e Categorie

Il judo comprende una vasta gamma di tecniche, dette waza, suddivise in diverse categorie principali, ciascuna con un obiettivo specifico durante il combattimento. Lo scopo delle tecniche utilizzate nel judo è sbilanciare l'avversario per farlo cadere al suolo: ciò è chiamato Nage waza (tecniche di proiezione). L'apprendimento è strutturato secondo un sistema chiamato Go kyo che ordina 40 tecniche in 5 classi in base alla difficoltà di esecuzione e alla violenza della caduta.

Nage-waza (Tecniche di Proiezione)

  • Tachi-waza: Le tecniche di proiezione eseguite in piedi. L'arte di proiettare l'avversario al suolo dalla posizione eretta è definita Tachi waza e si suddivide in tre categorie:
    • Te waza: tecniche di braccia.
    • Koshi waza: tecniche di anca, tra cui l'O-goshi (grande anca).
    • Ashi waza: tecniche di gambe, come il De-ashi-barai (spazzata all'indietro) e il O-soto-gari (grande esterno).
  • Sutemi-waza: Vengono eseguite sacrificando la propria posizione. Abbiamo poi le cosiddette tecniche di sacrificio: sutemi waza, dove il praticante accetta di perdere il suo equilibrio per fare cadere il suo avversario. Queste a loro volta sono suddivise in:
    • Ma sutemi waza: sacrificio sul dorso.
    • Yoko sutemi waza: sacrificio sul fianco.
  • Atemi waza: Questo gruppo di tecniche è chiamato Atemi waza,o l'arte di colpire l'avversario e si divide in:
    • Ude ate: attacchi con gli arti superiori.
    • Ashi ate: attacchi con gli arti inferiori.

La pratica di queste tecniche è effettuata nei Kata (forme preordinate) e comprende anche tecniche basilari di attacco-difesa da coltello, bastone, spada e pistola.

Katame-waza (Tecniche di Controllo)

Una volta l'avversario a terra, si può applicare una tecnica di immobilizzazione, osae-komi waza, di strangolamento, shime waza, o una leva, kansetsu waza. La lotta a terra viene chiamata Ne waza.

  • Osaekomi-waza: Le tecniche di immobilizzazione utilizzate per controllare l'avversario a terra. Tra queste ci sono il Kesa-gatame (controllo a sciarpa), il Tate-shiho-gatame (controllo a quattro punti) e il Yoko-shiho-gatame (controllo laterale a quattro punti). Ura Gatame, che si traduce come “controllo rovesciato”, è una tecnica di immobilizzazione in cui Tori controlla con la propria schiena Uke. Dal 2013 Le modifiche alle regole della IJF ne hanno fatto una immobilizzazione considerata valida nelle competizioni. Nel 2017 è stata aggiunta come tecnica ufficiale dal Kodokan. Immobilizzazione fluttuante con il ginocchio, detta anche hiza-gatame. La tecnica viene eseguita partendo da un esecuzione di Juji Gatame (leva a croce). Nel caso sia impossibile finalizzare Uke, Tori può consolidare la sua posizione con questa immobilizzazione.
  • Shime-waza: Le tecniche di strangolamento utilizzate per sottomettere l'avversario come il Gyaku-juji-jime (strangolamento incrociato) e il Hadaka-jime (strangolamento da dietro). Katate Jime si traduce con “Strangolamento con una mano” e consiste nell’applicare un soffocamento solo con un braccio. Do Jime si traduce come “compressione del tronco” o “strangolamento del tronco”. Si tratta di una tecnica di soffocamento vietata dalle competizioni. Viene classificata come Kinshi Waza (tecniche proibite) del Kodokan.Con la tecnica Do Jime, Tori stringe le gambe insieme strettamente attorno al corpo di Uke provocando la sua resa.
  • Kansetsu-waza: Si utilizzano le leve articolari per controllare o sottomettere l'avversario. Si utilizzano le leve articolari per controllare o sottomettere l'avversario. Per esempio, l'Ude-garami (leva del braccio) e l'Ude-hishigi-juji-gatame (leva a forma di X sul gomito). Ude Hishigi Te Gatame, chiamata anche “Te Gatame”, si traduce con “leva al gomito con la mano”. Come dice il nome, Tori applica una tecnica di lussazione al gomito usando il proprio braccio e la mano corrispondente che afferra il bavero di Uke. Ashi Garami è una tecnica di lussazione all’arto inferiore. Si traduce con “torsione alla gamba” e viene praticata quasi esclusivamente nel Katame No Kata. E’ l’unica tecnica di leva alle gambe riconosciuta dal Kodokan.

Altri concetti importanti:

  • Happo-no-kuzushi: Il termine significa "le 8 direzioni di squilibrio" nelle quali il baricentro del corpo dell'avversario è spostato rispetto alla posizione naturale.
  • Tsukuri e Kake: La possibilità di poter eseguire con successo una tecnica di proiezione è fondata sull'ottenimento di uno squilibrio dell'avversario. Far perdere la posizione o l'equilibrio, ottenendo cioè una delle 8 situazioni descritte, è denominato Tsukuri, ovvero "costruzione, preparazione". L'operazione di attacco è chiamata Kake o "applicazione".
  • Sen, Go no Sen, Sen no Sen: Principi di esecuzione delle tecniche.

Il Judo come Disciplina Educativa e Sportiva

Il judo non è solo un'arte marziale, ma anche un metodo educativo. Attraverso la pratica del judo, si sviluppano importanti valori morali, tra cui:

  • L'educazione
  • Il coraggio
  • La sincerità
  • L'onore
  • La modestia
  • Il rispetto
  • Il controllo di sé
  • L'amicizia

Il judo è uno sport di contatto, il cui obiettivo è di far cadere il partner e riuscire ad immobilizzarlo schiena a terra, controllandolo.

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Le Regole del Judo

  • Il campo di gioco è un quadrato di 14 metri con un’area all’interno di 10x10 metri che è considerata attiva.
  • L’uniforme, chiamata “gi”, deve essere resistente con maniche e gambe a meno di cinque centimetri da mani e piedi, con una cintura che viene annodata in maniera tradizionale.
  • Ci sono tre modi di segnare punti nel judo: il migliore è l’ippon, che garantisce una vittoria immediata e si può ottenere facendo volare l’avversario e schienarlo al tappeto. Il waza-ari vale la metà dell’ippon. Lo yuko è un punteggio inferiore, concesso per prese brevi o lanci meno efficaci ma è solo utile in combinazione con altri punteggi, visto che vale meno di tutti.
  • C’è anche un sistema di penalità, chiamate shido nel caso siano poco gravi o hansoku per errori gravi, che valgono quattro shido. Evitare lo scontro per troppo tempo è punito, mentre una penalità grave vale la vittoria dell’avversario e l’espulsione dal torneo. Colpire con pugni o calci, toccare il volto di un avversario o causare danni fisici sono tutte penalità gravi.
  • Ci sono cinque minuti di tempo per accumulare più punti possibili. In caso di pareggio si passa ai supplementari, con il cosiddetto Golden Score: chi segna un punto di ogni tipo vince. Se non si segna un punto, deciderà la terna arbitrale.

Il Judo e la Cultura Giapponese

Il judo è profondamente radicato nella cultura giapponese. Il rispetto per l'avversario, l'importanza dell'etichetta e la ricerca del miglioramento personale sono tutti elementi che riflettono i valori tradizionali del Giappone.

Il Judo nel Mondo

Dalla sua nascita, il judo si è diffuso in tutto il mondo, diventando una delle arti marziali più praticate. Il judo è stato incluso nel programma dei Giochi Olimpici nel 1964, e continua ad essere uno sport popolare sia a livello agonistico che amatoriale.

Differenza tra Judo e Karate

Il judo e il karate sono entrambe arti marziali con radici in Giappone, ma differiscono significativamente per quanto riguarda le loro origini, filosofie, tecniche e stili di combattimento.

Il karate ha le sue radici in Okinawa, una regione del Giappone, ma si sviluppò ulteriormente in Giappone e in tutto il mondo. Si concentra principalmente su tecniche di colpi di pugno, calci e blocchi, con una maggiore enfasi sulla difesa personale e l'autodifesa.

Soprattutto, se il judo è basato sui principi di massima efficacia con minimo sforzo (Ju), prosperità reciproca (Jita Kyoei) e gentilezza o flessibilità (Ju), promuovendo l'idea di utilizzare la forza dell'avversario contro di lui e incoraggiando la cooperazione e il rispetto, il karate enfatizza la disciplina mentale, l'autodifesa e il controllo del proprio corpo e della mente. I praticanti spesso seguono il codice etico del karate, che include il rispetto, l'autocontrollo e la perseveranza.

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Nel judo, poi, le tecniche principali includono proiezioni, controlli a terra e tecniche di strangolamento e leva articolare, come hai visto, e il combattimento avviene principalmente a contatto ravvicinato e a terra. Nel karate, d'altro canto, le tecniche si concentrano su calci, pugni, blocchi e movimenti agili e dinamici. Il combattimento può avvenire a distanza ravvicinata o da lontano, a seconda dello stile di karate praticato.

Benefici del Judo

Praticare judo offre numerosi benefici, sia fisici che mentali. Il judo aiuta a sviluppare:

  • Forza fisica e resistenza
  • Agilità ed equilibrio
  • Coordinazione e flessibilità
  • Autostima e fiducia in sé stessi
  • Disciplina e rispetto
  • Capacità di problem solving e pensiero strategico
  • Gestione dello stress e autocontrollo
  • Capacità di socializzazione e lavoro di squadra

In generale le arti marziali insegnano tante cose. A difendersi con consapevolezza, a gestire lo stress, a incanalare le energie, a rispettare l’avversario, ad allenare lo spirito, a usare il proprio corpo come uno strumento.

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