Giovanni De Carolis: Una Carriera Pugilistica tra Italia e Germania

Giovanni De Carolis, nato a Roma il 21 agosto 1984, è una figura emblematica della boxe italiana dell'ultimo decennio. La sua storia è quella di un uomo che ha saputo superare sfide e difficoltà, diventando un campione riconosciuto a livello internazionale. Dopo di lui, almeno per quanto riguarda i titoli mondiali, c'è stato un vuoto.

Gli Inizi Atipici e la Scoperta della Boxe

La storia di De Carolis è singolare. Inizialmente calciatore, si avvicina al mondo della boxe quasi per caso. Durante il recupero da un infortunio, frequenta una palestra con l'obiettivo di rafforzare il fisico. Lì, viene rapito dalla magia del ring, affascinato dall'eleganza e dalla tecnica di questo sport che richiede sacrificio e dolore.

"Da giovane giocavo a pallone, in un contrasto mi feci male e decisi che dovevo rafforzarmi a livello muscolare. Mi segnai in palestra e rimasi impressionato dall’agilità di un pugile che si stava allenando sul ring. Fino ad allora, avevo sempre pensato che il pugilato fosse solo forza e muscoli ma guardando la velocità di quell’atleta mi dovetti ricredere."

All'età di 23 anni, De Carolis abbandona definitivamente il calcio per dedicarsi al pugilato a livello professionale.

La Carriera Professionistica: Sfide e Rivincite

Il percorso di De Carolis nel mondo del pugilato professionistico inizia alla fine del 2007. Dopo sole sei vittorie, affronta una sfida impegnativa a Kiev contro l'imbattuto Max Bursak, subendo una sconfitta. Questo passo azzardato avrebbe potuto compromettere la sua carriera, ma De Carolis si rialza, accumulando esperienza e inanellando una serie di incontri.

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Alternando le categorie dei pesi medi e supermedi, De Carolis perde per due volte l'opportunità di conquistare il titolo italiano. In Danimarca, disputa un incontro per il titolo EBU, perdendo con un verdetto controverso. Nonostante le difficoltà e gli incontri sfortunati, De Carolis non si arrende e, dal 2011 al 2013, rimane imbattuto per tre anni, vincendo nove match.

L'Avventura in Germania e la Sfidda ad Arthur Abraham

Nel 2013, De Carolis accetta una nuova sfida, volando in Germania per affrontare King Arthur Abraham per un titolo minore della WBO. Pur perdendo l'incontro, De Carolis dimostra il suo valore, combattendo a viso aperto contro un avversario di grande calibro. Questa esperienza si rivela un importante biglietto da visita per il pubblico tedesco.

"In Germania contro Arthur Abraham: un vero picchiatore armeno. Per l’incontro, arrivarono 10 mila persone per lui e cinque per me… ambiente non facile! Persi ai punti ma grazie a quel match fui rivalutato. Il mio biglietto da visita per la Germania."

La Conquista del Titolo Mondiale WBA dei Pesi Supermedi

Il momento più alto della carriera di De Carolis arriva il 9 gennaio 2016, quando conquista il titolo mondiale WBA dei pesi supermedi. Dopo aver perso ai punti contro il tedesco Vincent Feigenbutz in un primo incontro, De Carolis ottiene la rivincita e trionfa, spingendosi oltre i propri limiti.

"È stato il giorno in cui ho combattuto per il titolo mondiale in Germania contro un pugile tedesco che in quel momento vantava una ventina di vittorie, diciannove per knockout, e una sola sconfitta, mentre io avevo un record meno sfavillante. Ogni volta che un fighter italiano ne incontra uno tedesco è come se ci fosse uno scontro culturale tra due mondi agli antipodi. Da loro la boxe è considerata uno sport di prima fascia, hanno strutture all’avanguardia e il pugilato è davvero una professione, nel senso che gli atleti ci campano bene. Noi non abbiamo né quelle possibilità, né la tranquillità che ne deriva, che è fondamentale. In Italia un pugile la mattina si sveglia, va a lavorare e quando stacca si allena. Se però poi deve sfidare un avversario che ogni giorno si alza per andare in palestra, si riposa, ci ritorna, poi ha il fisioterapista, il massaggiatore, e fa qualche attività promozionale per attirare sponsor che gli permettono di godersi una vita da benestante, capisci che i valori in campo cambiano."

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La vittoria di De Carolis rappresenta un momento storico per la boxe italiana, poiché da allora nessun altro pugile del Bel Paese è riuscito a conquistare una corona mondiale.

La Difesa del Titolo e le Difficoltà Contrattuali

Dopo la conquista del titolo, De Carolis è costretto a difenderlo fino a tre volte contro pugili tedeschi, a causa di un vincolo contrattuale. Nonostante le difficoltà e le tensioni, De Carolis onora il contratto, dimostrando la sua professionalità e il suo attaccamento allo sport.

"Finita la conferenza stampa post match sono andato dagli organizzatori per prendere la cintura da campione, ma un bodyguard mi ha detto che non me l’avrebbero data quella sera, l’avrei ricevuta per posta una volta rientrato in Italia. È stata una doccia fredda, sono rimasto sorpreso e amareggiato, anche perché al mio ritorno a Roma le persone venivano in palestra a chiedermi della cintura e io non l’avevo. Per me era il riconoscimento concreto, il simbolo dell’impresa che avevo compiuto, volevo stringerla tra le mani. Era come vincere un’Olimpiade senza ricevere la medaglia."

Il Rapporto con la Germania: Una Seconda Casa

Nel corso della sua carriera, De Carolis ha combattuto più volte in Germania, diventando un volto noto per il pubblico tedesco. La Germania rappresenta per De Carolis una sorta di seconda casa, un luogo dove ha affrontato sfide importanti e ottenuto grandi soddisfazioni.

"Per la quinta volta in carriera Giovanni De Carolis è volato in Germania. Ormai sta diventando di casa, il pugile romano."

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L'Uomo Dietro il Pugile: Famiglia, Passioni e Progetti Futuri

Oltre alla sua carriera pugilistica, De Carolis è un uomo con una famiglia e diverse passioni. È padre di due figli e gestisce una palestra di boxe, dove trasmette la sua esperienza e la sua passione ai giovani.

"Lavoravo come cameriere prima e come distributore di materiali edili poi. Lavoravo dalle 7 del mattino alle 16: questo mi consentiva, finito il turno, di andare in palestra. Feci il mio primo incontro importante in Ucraina e fu davvero emozionante. In quel periodo poi, ho conosciuto la donna che di lì a poco sarebbe diventata mia moglie. Abbiamo costruito molto insieme; oltre a darmi due figli, mi ha sempre sostenuto e seguito nelle attività che ci siamo creati. Anni fa per motivi economici ci siamo trasferiti a Monterosi, fuori Roma Nord, perché gli affitti erano più bassi. Ho aperto una piccola palestra che poi, visti i risultati positivi, abbiamo ingrandito. Sono contento perché va molto bene. Ho creato un’alternativa per me e la mia famiglia per quando smetterò di combattere."

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