Frankie Campbell e la Carriera Pugilistica: Un'Analisi Dettagliata

Introduzione

La storia della boxe è costellata di momenti di gloria e tragedia, di eroi acclamati e di figure controverse. Tra queste, spicca la figura di Frankie Campbell, la cui tragica morte sul ring ha segnato profondamente la carriera di Max Baer. Questo articolo si propone di esplorare la carriera di Campbell, l'incidente che ne causò la morte e le implicazioni che ebbe sulla vita e sulla carriera di Baer, sfatando alcuni miti e fornendo un quadro più completo e veritiero degli eventi.

La Carriera di James J. Braddock: Un'Odissea di Riscatto

La storia di James J. Braddock, soprannominato "Cinderella Man", è una delle più affascinanti e ispiratrici nella storia della boxe. Discendente di irlandesi, Braddock era un peso mediomassimo e poi massimo tra i più promettenti nei primi anni '20. Tuttavia, la sua carriera subì un brusco arresto con l'arrivo del Venerdì Nero, che mise in ginocchio le borse di tutto il mondo. Frequenti fratture alle mani e sfiducia lo relegarono in fondo al ranking.

Braddock fu costretto a vivere in povertà, vedendo svanire il sogno americano. La sua incredibile risalita, la sua vicenda umana e sportiva, quella dell'outsider capace di diventare campione, ridettero entusiasmo a un intero paese. Nel 2005, Braddock fu interpretato da un Russell Crowe in stato di grazia, che offrì un ritratto verosimile e umano di un sopravvissuto. Il film, diretto da Ron Howard, è un perfetto equilibrio tra epica hollywoodiana e volontà di mostrare la miseria più nera, più umiliante, più vera, con echi fordiani di innegabile bellezza.

Il film "Cinderella Man" ha una delle ricostruzioni d’epoca più fedeli ed esteticamente appaganti del cinema di quegli anni, grazie alla fotografia di Salvatore Totino, al trucco di David LeRoy Anderson e Lance Anderson, e alle scenografie di Wynn Thomas, che ricreò la New York dei ruggenti anni '20 a Toronto.

Max Baer: Il Campione Controverso

Max Baer, soprannominato "l’assassino sul ring", è stato una figura controversa nella storia della boxe. Pochi pugili hanno avuto la sua potenza, ma anche la sua totale assenza di tecnica o classe. La sua carriera fu segnata dalla tragica morte di Frankie Campbell nel 1930 e, successivamente, di Ernie Schaaf.

Leggi anche: Dale Evans: la sua storia

Nonostante la sua immagine di cattivo ragazzo, Baer era noto per la sua personalità eccentrica e il suo amore per la vita. Era un attore, un divo e spesso irriverente. Tuttavia, la morte di Campbell lo scosse profondamente, trasformandolo in un uomo tormentato dal rimorso.

Baer devolse le borse degli incontri vinti alla famiglia di Campbell e perse quattro dei suoi sei successivi incontri. L'incontro provvidenziale con Jack Dempsey lo aiutò a ritrovare la fiducia e a riconquistare il titolo mondiale contro Primo Carnera.

La "Battaglia dei Due Max"

Nel 1933, Baer combatté contro Max Schmeling allo Yankee Stadium. Sui suoi calzoncini era ricamata una Stella di David, e Baer giurò che avrebbe indossato per sempre quel tipo di calzoncini. Poiché aveva sconfitto Schmeling, atleta molto esaltato da Adolf Hitler ma mai stato un nazista, anzi sposò una ceca ed aveva un manager ebreo per tutta la carriera, e poiché suo padre era ebreo, divenne molto popolare tra gli ebrei e tra coloro che si opponevano alle politiche razziali del nazismo. Durante il match che stava perdendo, all’angolo disse al Manassa Mauler Jack Dempsey che ne aveva prese tante da vedere tre Schmeling il vecchio campione rispose tu mira a quello al centro e non preoccuparti, Max rispose: “le ho prese da tutte e tre”. Ma seguì il consiglio del Manassa Mauler e vinse prima del limite la “Battaglia dei due Max”. Questo episodio ha ispirato Sylvester Stallone che lo ha utilizzato nel film Rocky IV quando combatte contro il gigante sovietico Ivan Drago.

Dopo la vittoria su Carnera, oltre ad andarlo a trovare in ospedale e diventare amici per il resto delle loro non lunghe vite, in una serata di gala picchiò il mediomassimo ed attore Max Rosenbloom perchè aveva osato farsi beffe di Primo.

Il suo carattere istrionico lo portò ad essere anche un decente attore, il primo film L’idolo delle donne (The Prizefighter and the Lady, 1933). In questo film della MGM, interpretava la parte di Steven “Steve” Morgan, un barista che il Professore, interpretato da Walter Huston, cerca di trasformare in pugile. Nel film, Steve vince un combattimento, dopodiché sposa Belle Mercer, interpretata da Mirna Loy. Inizia ad allenarsi seriamente, ma si trasforma anche in un presuntuoso donnaiolo. Nel film c’erano anche Primo Carnera nel ruolo di se stesso, che Steve affronta in un incontro, e anche Jack Dempsey, anch’egli nel ruolo di se stesso, che interpreta un arbitro., nel cast anche il welter Jackie Fields, il massimo Jose Santa, gli ex mondiali Billy Papke, Jim Jeffries e Jesse Willard. Il 29 marzo 1934, il film fu ufficialmente bandito dalla Germania nazista su ordine di Joseph Goebbels, all’epoca ministro della propaganda e del divertimento pubblico, nonostante recensioni favorevoli dei giornali locali e anche di pubblicazioni filo-naziste.

Leggi anche: Paolo Roberto: Vita e successi

Dopo la perdita del titolo Max continuò a combattere, tre mesi dopo affrontò l’emergente Joe Louis e finì ko per la prima volta in carriera alla 4 ripresa, disputò molti incontri, affrontando i migliori come Farr, Galento, Ford e vincendo quasi sempre prima del limite, rare sconfitte fino all’ultima nel 1941 contro il forte Lou Nova. Il suo record fu di 67 vittorie con 51 prima del limite, 13 sconfitte di cui 3 prima del limite - due a fine carriera contro Nova. Baer è apparso in circa venti film, incluso Africa strilla, con Gianni e Pinotto (Africa Screams, 1949), e anche in molte apparizioni televisive. È apparso in una commedia del vaudeville e in un suo personale varietà. Ha recitato anche nell’ultimo film interpretato da Humphrey Bogart, Il colosso d’argilla (The Harder They Fall, 1956), con Mike Lane nel ruolo di Toro Moreno, personaggio ispirato a Primo Carnera. Baer è stato anche un disc jockey per una radio di Sacramento, in California, e per un po’ di tempo è stato un wrestler professionista. È stato anche direttore delle pubbliche relazioni per una rivendita di automobili di Sacramento e arbitro di incontri di pugilato e wrestling. Proprio dopo aver arbitrato un incontro di pugilato a Phoenix, in Arizona, Baer tornò a Los Angeles e alloggiò al Roosevelt Hotel di Hollywood. Di mattino, mentre si radeva, fu colpito da infarto del miocardio e chiamò un medico. Qui ancora un aneddoto sul suo umorismo, forse è solo una leggenda ma dal personaggio potrebbe essere verosimile; telefona al pronto soccorso, le risponde una infermiera chiedendo se sta male, Max rispose “No sciocchina, sto benissimo ho solo chiamato perchè ci manca un quarto per giocare a poker”. Resistette per qualche tempo, ma alla fine morì in ospedale. Era il 21 novembre del 1959. Max Baer è sepolto al Saint Mary’s Mausoleum, a Sacramento C’è un parco intitolatogli a Livermore, in California, considerata la sua città natale.

La Tragedia di Frankie Campbell

Il 25 agosto 1930, durante un incontro con Max Baer, Frankie Campbell subì un KO che si rivelò fatale. Campbell non riprese mai più conoscenza e morì in ospedale a causa di una grave emorragia cerebrale. L'autopsia rivelò che i colpi di Baer avevano causato il distacco del cervello dal cranio.

La morte di Campbell ebbe un impatto devastante su Baer, che fu tormentato dal rimorso per il resto della sua vita. Nonostante ciò, Baer continuò a boxare, ma non fu mai più lo stesso.

L'Influenza di Ron Howard e "Cinderella Man"

Il film "Cinderella Man" di Ron Howard ha suscitato polemiche per la sua rappresentazione di Max Baer come un uomo disonorevole che si vantava di aver ucciso uomini sul ring. La famiglia di Baer ha criticato pesantemente il film, sottolineando che la vita di Baer era stata segnata dagli incidenti e che aveva sempre vissuto schiacciato dal senso di colpa.

Nel film, i suoi famosi pantaloncini neri con la stella di David per protesta contro il nazismo e Hitler - era nipote di un ebreo tedesco- scomparsi per far posto a improbabili pantaloncini di un violaceo indefinito; gli abitanti di Livemore, dove visse sin da piccolo hanno protestato vivacemente contro quel film, che ha dato al grande pubblico una immagine assurda e fuorviante di Max, persona disponibile, amata e stimata dalla sua comunità.

Leggi anche: Dal ring alla leggenda: la storia di Foreman

La Morte di Ernie Schaaf

Un'altra tragedia segnò la carriera di Baer quando, nel 1933, Ernie Schaaf morì a seguito di un incontro con Primo Carnera. Tuttavia, alcuni storici della boxe ritengono che la vera causa della morte di Schaaf risalga all'incontro con Baer nell'agosto 1932.

Durante quell'incontro, Baer sferrò un gancio devastante che mise al tappeto Schaaf. Anche se Baer vinse ai punti, alcuni ritengono che Schaaf abbia subito danni cerebrali non diagnosticati che lo resero vulnerabile ai colpi di Carnera.

Le Controversie sulla Morte di Schaaf

Alcuni commentatori sostengono che né Carnera né Baer abbiano ucciso Schaaf. L'autopsia rilevò un significativo rigonfiamento dei tessuti meningei che circondano il cervello. Se quel rigonfiamento fosse già presente come risultato del colpo di Baer, Schaaf non sarebbe stato in grado di combattere così efficacemente nei due incontri che ebbe dopo e che vinse.

Si è venuto a sapere che Schaaf soffrì di una forte influenza poco tempo prima di andare sul ring con Carnera. Si era indebolito a tal punto da prendere la drastica decisione di ritirarsi in un convento fuori Boston per recuperare le forze. È dunque possibile che non si fosse ristabilito completamente quando combattè con Carnera, che fosse ancora debole, e che il rigonfiamento delle meningi lo abbia alla fine ucciso.

tags: #frankie #campbell #pugile #carriera

Post popolari: