Sumo: Storia, Caratteristiche e Tradizioni del Gigante Sport Giapponese

Introduzione

Il sumo, sport nazionale giapponese, affonda le sue radici in antiche tradizioni e rituali shintoisti. Letteralmente, la parola "sumo" significa "strattonarsi", descrivendo la tecnica di combattimento corpo a corpo in cui due lottatori, i rikishi, si affrontano per atterrare l'avversario o estrometterlo dalla zona di combattimento, il dohyo. Questa disciplina, nata ad Hokkaido, ha subito conquistato il Giappone intero, diventando un simbolo della sua anima più antica.

Origini e Storia del Sumo

Le origini del sumo risalgono al VI secolo ad Hokkaido, sviluppandosi da antiche pratiche religiose shintoiste e preghiere per raccolti abbondanti. Inizialmente più dura, la disciplina si è evoluta nel tempo, ricordando oggi pratiche simili alla boxe e al wrestling.

  • Le origini mitologiche: Il sumo affonda le sue radici nella mitologia giapponese, con il primo incontro leggendario tra le divinità Takemikatsuchi no Kami e Takeminakata no Kami, menzionato nel "Kojiki".

  • Dai rituali shintoisti allo sport nazionale: Nato come intrattenimento per gli dèi durante i riti shintoisti, il sumo si è gradualmente aperto alla Corte Imperiale, alla nobiltà, ai samurai e infine all'intera popolazione giapponese. Nonostante la sua evoluzione, il sumo ha mantenuto i suoi connotati sacri, come dimostra il rituale del "nakizumo", in cui i rikishi fanno piangere i neonati, ritenuto di buon auspicio per scacciare gli spiriti maligni.

  • Periodo Kamakura (1185-1333): Il declino del potere imperiale e l'ascesa della classe guerriera portarono a tempi difficili per il sumo. I rikishi persero i loro mecenati e i tornei furono aboliti, costringendo i lottatori a sfidarsi per le strade.

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  • Periodo Edo (1603-1869): Il sumo, nella forma in cui lo conosciamo oggi, nacque durante il periodo Edo, con la figura del lottatore professionista. Lo shogunato regolamentò gli incontri e proibì i combattimenti al di fuori dei luoghi privati sorvegliati dalle autorità.

Caratteristiche dei Lottatori di Sumo (Rikishi)

I lottatori di Sumo, detti rikishi, sono uomini dal fisico imponente, il cui peso varia tra i 90 e i 150 kg. Contrariamente a quanto si possa pensare, la massa grassa nel corpo di un rikishi è inferiore a quella di un individuo normopeso, essendo il loro corpo un concentrato di muscoli. Il grasso sottocutaneo serve ad attutire le cadute e a mantenere basso il baricentro, garantendo maggiore stabilità. I rikishi iniziano ad allenarsi in giovane età, intorno ai 15 anni, e terminano la loro carriera verso i 35 anni.

  • L'importanza del peso: Essere pesanti è essenziale per un lottatore di sumo, poiché durante la lotta i rikishi si accovacciano a gambe divaricate, sfruttando il loro peso per rimanere stabili.

  • La capigliatura: La capigliatura caratteristica dei rikishi è un codino detto "icho", che ricorda la forma delle foglie del ginko biloba.

Regole e Rituali del Sumo

Il sumo è intriso di rituali e tradizioni della cultura giapponese. Gli incontri si svolgono all'interno di una zona di combattimento circolare, il dohyo, considerata un luogo sacro.

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  • Dohyoiri: All'inizio della competizione, i lottatori di sumo si presentano al pubblico indossando un grembiule chiamato kenshomawashi, che riporta i simboli e i colori che li rappresentano.

  • Yokozuna dohyoiri: Cerimonia di entrata degli yokozuna, i lottatori di livello più alto.

  • Lancio del sale: Prima di iniziare a combattere, ogni rikishi raccoglie una manciata di sale da una ciotola e la lancia sul dohyo, un gesto di purificazione e protezione.

  • Shiko: Gesto scaramantico compiuto dai lottatori per allontanare gli spiriti cattivi dal dohyo, sollevando una gamba e riabbassandola con vigore.

  • Danza con l'arco: Eseguita alla fine del torneo da un giovane rikishi, simboleggia forza e vittoria.

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  • Azioni proibite: Nel sumo, sono vietate azioni come prendere l'avversario a pugni, tirargli i capelli, infilargli le dita negli occhi, strattonargli il perizoma, afferrarlo per il collo e schiaffeggiarlo in faccia.

Tornei di Sumo (Hon-Basho)

I tornei di sumo, detti hon-basho, si tengono sei volte l'anno, nei mesi dispari. Ogni torneo dura 15 giorni, durante i quali ogni rikishi affronta un avversario diverso ogni giorno.

  • Banzuke: La graduatoria generale dei lottatori è detta banzuke.

  • Yokozuna: La categoria più alta, a cui appartiene esclusivamente il miglior lottatore di sumo. Da questa categoria non è possibile retrocedere.

  • Avanzamento e retrocessione: Dopo otto incontri vinti, l'atleta sale di categoria. Dopo otto incontri persi, retrocede.

  • Sedi dei tornei: I tornei si tengono a Tokyo (gennaio, maggio e settembre), Osaka (marzo), Nagoya (luglio) e Fukuoka (novembre).

Allenamento, Dieta e Vita Quotidiana dei Lottatori

I rikishi vivono nelle "heya", complessi residenziali annessi a una palestra specializzata. Ogni heya ospita circa 30 lottatori di diverse categorie, guidati dall'oyakata, un ex rikishi che si dedica alla formazione delle nuove leve.

  • Allenamento (keiko): La giornata tipo inizia alle 7:30 con gli allenamenti mattutini, che consistono in esercizi a corpo libero e nell'apprendimento delle tecniche di lotta. L'addestramento si svolge a stomaco vuoto e dura circa tre ore.

  • Dieta: L'alimentazione dei rikishi è costituita principalmente dal "chanko nabe", una zuppa ricca di carne di pollo, pesce, tofu e verdure, studiata per far prendere peso. Un rikishi arriva a consumare fino a ottomila calorie al giorno.

  • Riposo: Dopo pranzo, è d'obbligo schiacciare un pisolino per assimilare al meglio le calorie.

Gradi e Categorie

Nel sumo, i lottatori sono suddivisi in categorie in base alla loro bravura, non al peso. La categoria più alta è quella degli Yokozuna, in cui rientrano solo i migliori lottatori in assoluto. È l'unica categoria da cui non si può retrocedere, un titolo che il lottatore conserva sino al ritiro. Ai livelli inferiori si trovano altre nove categorie, ma i lottatori di livello più alto vengono raggruppati sotto la dicitura di "sekitori". I ranghi dei lottatori di sumo si decidono in base al numero di incontri vinti durante un torneo: il rikishi che vince otto su quindici incontri può mantenere il proprio rango. Se ne vince meno, retrocede; se ne vince di più, può avanzare di categoria. La classifica delle categorie dei lottatori si chiama "banzuke" e viene stilata al termine di ogni torneo.

Il Sumo nel Mondo Moderno

Oggi, il sumo continua ad essere uno sport popolare in Giappone, sebbene non goda più della popolarità di un tempo. Tuttavia, ha iniziato a suscitare l'interesse di altre nazioni, con lottatori provenienti da diversi paesi che competono ai massimi livelli.

  • Lottatori stranieri: Negli ultimi anni, i lottatori provenienti dalla Mongolia hanno dominato il sumo, rivitalizzando lo sport in termini di interesse da parte del pubblico locale e internazionale.

  • Akebono Taro: Akebono Taro, nato alle Hawaii, è stato il primo non giapponese a ottenere il titolo di yokozuna nel 1993, aprendo la strada ad altri lottatori stranieri.

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