Il Jiu-Jitsu, un'arte marziale giapponese con radici antiche e una filosofia profonda, si è evoluto nel corso dei secoli, influenzando diverse discipline e adattandosi ai cambiamenti sociali e tecnologici. Questo articolo esplora la storia del Jiu-Jitsu, le sue tecniche fondamentali, i suoi principi filosofici e la sua evoluzione nel mondo moderno.
Origini e Storia del Jiu-Jitsu
Il termine "Jiu-Jitsu" emerse nel medioevo giapponese, anche se stili di combattimento con tecniche simili esistevano in molte culture antiche, dal pancrazio greco all'India e alla Cina. In Giappone, diverse scuole si svilupparono sotto la guida di grandi maestri.
Le Tre Teorie sull'Origine
Gli storici considerano tre teorie sull'origine del Ju-Jitsu:
- Origine Cinese: Questa teoria suggerisce che il Jiu-Jitsu derivi da antiche forme di arte marziale disarmata praticate in Cina. Un monaco cinese, Chin Gempin, durante il suo soggiorno in Giappone (1644-1648), avrebbe influenzato lo sviluppo di queste tecniche.
- Origine Giapponese: La teoria più accreditata storicamente indica che il Jiu-Jitsu abbia radici prettamente giapponesi. All'inizio del 1500, il Giappone vide l'affermarsi di tre Arti Marziali ufficiali: Kyudo, Kishi e Sumo. La scuola fondatrice di questa disciplina fu la Takenouchi-Ryu, creata nel 1532, che promuoveva l'immobilizzazione dell'avversario.
- Derivazione dal Sumo: Nel Giappone del XVI secolo, la differenziazione di stili nel Sumo portò a una separazione tra questa lotta e il Jiu-Jitsu.
Il Ruolo dei Samurai
La creazione del Jiu-Jitsu deriva dalla necessità dei samurai di difendersi disarmati sul campo di battaglia. Colpire non era efficace contro le armature, quindi le proiezioni e le sottomissioni divennero specialità dei samurai. Ogni scuola studiava e tramandava il suo "Densho" (Documento segreto) con le tecniche di combattimento.
Periodo Tokugawa
Il periodo dello Shogunato Tokugawa (1603-1868) fu l'epoca d'oro del Jiu-Jitsu, con circa 1000 stili diversi. La disciplina divenne popolare tra il popolo e i borghesi, che trovavano nel Jiu-Jitsu un sostituto all'uso delle armi, vietato ai non-samurai.
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Restaurazione Meiji
La restaurazione Meiji nel 1868 portò all'apertura del Giappone all'Occidente e alla scomparsa della classe dei samurai. Il Jiu-Jitsu subì un declino, ma alcuni maestri continuarono a praticare l'arte in segreto.
L'Evoluzione nel Judo
Durante questo periodo, il maestro Jigoro Kano (1860-1938) sviluppò il Judo, una versione del Jiu-Jitsu focalizzata sull'educazione fisica e sull'addestramento della polizia. Kano trasse dal Ju-Jitsu una serie di tecniche "non pericolose" che potevano essere applicate in un combattimento non cruento. Alla fine del 1800, con lo scopo di far confluire in una disciplina sportiva lo stile de Ju-Jitsu, trasse da questo una serie di tecniche "non pericolose" che potevano essere applicate in un combattimento non cruento.
La Rinascita nel Dopoguerra
Il Jiu-Jitsu si riaffermò nel secondo dopoguerra grazie all'evoluzione sportiva del Judo. I Ryu rinacquero con uno spirito di studio e tradizione, abbinando i concetti filosofici di prosperità e pace all'opposizione alla violenza.
Diffusione in Occidente
I pionieri del Jiu-Jitsu in Europa furono Raku Uyenishi e Yukio Tani, attivi a Londra nel 1901. Nel 1918 fu fondato il Budokwai in Gran Bretagna grazie a Gunji Koizumi. In Italia, la prima dimostrazione di "lotta giapponese" si tenne nel 1908 a Roma. Carlo Oletti promosse la diffusione del Jiu-Jitsu in Italia negli anni '20.
Principi Filosofici del Jiu-Jitsu
Il Jiu-Jitsu è più di una semplice tecnica di combattimento; è un percorso di sviluppo personale. La filosofia alla base del Jiu-Jitsu è radicata nella cultura giapponese e nelle tradizioni dei samurai, con un forte accento su onore, disciplina e lealtà.
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Seiryoku Zenyo
Il principio di "seiryoku zenyo" ("massimo risultato con il minimo sforzo") sottolinea l'importanza di utilizzare la tecnica e la precisione anziché la sola forza nel combattimento. Questo significa sfruttare la forza dell'avversario a proprio vantaggio.
Ju
La filosofia dello "ju" ("flessibilità") enfatizza l'importanza di adattarsi alle circostanze, affrontando le situazioni difficili con calma e razionalità.
L'Arte della Cedevolezza
Il Ju Jitsu, composto dai termini "ju" (flessibile, adattabile) e "jutsu" (arte, tecnica), è tradotto come "arte della cedevolezza". Questo non significa arrendersi, ma imparare a usare la forza dell'avversario contro di lui.
Concetti Taoisti
Jūjutsu trasforma in pratica concetti filosofici di matrice taoista, che la rendono un'arte adattativa ed evolutiva. La disciplina aiuta a navigare tra aggressione e difesa, mantenendo un equilibrio dinamico.
Tecniche del Jiu-Jitsu
Il Jiu-Jitsu è un'arte marziale completa che include tecniche di proiezione, immobilizzazione, strangolamento e leve articolari. Le tecniche devono essere eseguite in un ambiente controllato sotto la supervisione di insegnanti qualificati.
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Tecniche Fondamentali
- Nage Waza: Tecniche di proiezione che utilizzano l'energia dell'avversario per farlo cadere.
- Katame Waza: Tecniche di immobilizzazione che bloccano l'avversario a terra.
- Shime Waza: Tecniche di strangolamento da utilizzare solo in legittima difesa.
- Kansetsu Waza: Tecniche di leva per iperestendere le articolazioni.
- Atemi Waza: Tecniche di colpo per indebolire l'avversario.
- Ukemi: Tecniche di caduta per imparare a cadere in sicurezza.
- Shintai: Spostamenti in piedi.
- Atemi: Colpi con braccia e gambe verso i punti vitali.
- Ukemi: Ammortizzare l'impatto a terra durante la caduta.
- Nage: Sbilanciare l'avversario.
- Osaekomi: Immobilizzare l'avversario.
- Kanetsu: Lussazioni, leve e slogature delle articolazioni.
- Shime: Strangolamenti.
Settori Bianchi
I Settori Bianchi sono composti da cinque settori, contrassegnati dalle prime lettere dell’alfabeto, ciascuno contenente venti tecniche.
- Settore A: Azioni elementari che introducono alla conoscenza delle reazioni dell’avversario. Ogni coppia esegue poi le proprie difese che sono completamente libere. Alla fine di ogni serie viene valutata la difesa con un punteggio compreso tra uno e dieci: vince la coppia che ha ottenuto più punti sommando i risultati conquistati in ogni serie.
Abbigliamento e Attrezzature
L'abbigliamento tradizionale nel Jiu-Jitsu è il "gi", composto da una giacca, pantaloni e una cintura. La cintura indica il livello dell'atleta, con colori che variano a seconda del sistema di graduazione della scuola (bianca, gialla, arancione, verde, blu, marrone e nera). Durante l'allenamento si utilizzano protezioni come ginocchiere, gomitiere e paracolpi per il petto.
Jiu-Jitsu Moderno e le sue Derivazioni
Oggi, il Jiu-Jitsu gode di molti praticanti ed è alla base di diverse discipline, tra cui il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ), il Krav Maga, il So Sento Ryu Full Contact Ju Jitsu, l’Ai Ki Ju Jitsu e il Metodo Bianchi.
Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ)
Il Brazilian Jiu-Jitsu è nato in Brasile nel XX secolo come evoluzione del Jiu-Jitsu. Carlos Gracie fu il primo della famiglia Gracie ad imparare il Jiu-Jitsu e a sfidare atleti di altre arti marziali. Il BJJ si concentra sul combattimento a terra e sulla sottomissione dell'avversario.
La principale differenza tra il Jiu Jitsu tradizionale e il Brazilian Jiu Jitsu è che lo sviluppo del BJJ è dipeso dalla progressione del Ju Jitsu nel Judo. Le tecniche di Ju Jitsu furono trasformate in Judo da Jigoro Kano, che adattò l'arte per fare meno affidamento sulla forza e impiegare soprattutto tecniche di proiezione mirate, strangolamenti e chiavi articolari.
Altre Discipline
- Krav Maga: Ju Jitsu Israeliano.
- So Sento Ryu Full Contact Ju Jitsu
- Ai Ki Ju Jitsu
- Metodo Bianchi: Metodo italiano sviluppato da Gino Bianchi negli anni '40.
Benefici del Jiu-Jitsu
Il Jiu-Jitsu offre numerosi benefici fisici e psicologici.
Benefici Fisici
- Migliora la condizione fisica generale.
- Aumenta la resistenza, la forza e la flessibilità.
- Sviluppa l'equilibrio, la coordinazione e la rapidità di riflessi.
- Migliora la consapevolezza corporea.
- Tonifica il corpo.
- Sviluppa la mobilità articolare e l’apparato cardio-vascolare e circolatorio.
Benefici Psicologici
- Sviluppa la concentrazione e la disciplina mentale.
- Migliora la capacità di gestire situazioni difficili.
- Aumenta la fiducia in se stessi.
- Insegna la disciplina e la responsabilizzazione nell’uso della forza.
- Promuove il rispetto per l’avversario.
- Aiuta a superare i propri limiti e a contrastare ansie e insicurezze.
- Insegna a gestire il pericolo e ad affrontarlo facendo affidamento sulle proprie forze.
Differenze tra Judo e Jiu-Jitsu
Judo e Jiu-Jitsu sono arti marziali giapponesi, ma il Judo si concentra sulle proiezioni e immobilizzazioni, mentre il Jiu-Jitsu si concentra maggiormente sulle leve articolari, prese e tecniche di strangolamento.
Il Jiu-Jitsu in Italia
Per merito di Gino Bianchi, sottoufficiale della Marina Militare italiana, negli anni ’40 il Ju jitsu prese ufficialmente vita in Italia. Nel 1946 egli fondò la OLDJ (Organizzazione Ligure Divulgativa di Ju jitsu) dando origine al cosiddetto Metodo Bianchi. In ambito federale (FILPJK), dal 1985 al metodo del maestro Bianchi fu affiancato l’Hontai Yoshin ryu, antica scuola del XVII secolo che prese spunto dalla naturale capacità di flettersi del salice (shin) per elaborare la propria tecnica. A partire dal 2003, oltre all’attività puramente di studio, è stato creato un calendario annuale di gare agonistiche che prevede prove individuali di combattimento (Fighting System) e prove di abilità tecnica a coppie (Duo System).
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