John Cena: Una leggenda del wrestling tra intrattenimento, politica e controversie

John Cena è una figura iconica nel mondo del wrestling professionistico. La sua carriera, costellata di successi e controversie, si intreccia con le dinamiche complesse tra intrattenimento, politica e interessi economici che caratterizzano la WWE (World Wrestling Entertainment).

Gli esordi e l'ascesa nel mondo del wrestling

John Cena ha iniziato la sua carriera nel wrestling all'inizio degli anni 2000, distinguendosi rapidamente per il suo carisma, la sua forza fisica e la sua abilità nel coinvolgere il pubblico. In breve tempo, è diventato uno dei volti più riconoscibili della WWE, conquistando numerosi titoli e partecipando a incontri memorabili.

"It's not wrestling, it's entertainment": il mantra della WWE

Negli uffici della WWE, si sente spesso la frase: "It's not wrestling, it's entertainment" (Non è wrestling, è intrattenimento). Questo mantra, caro a Vince McMahon, riflette la natura ibrida del wrestling, uno spettacolo che combina elementi atletici, teatrali e narrativi. Tuttavia, questa affermazione assume una nuova dimensione quando la WWE stringe accordi con paesi come l'Arabia Saudita.

L'accordo con l'Arabia Saudita: soft power e diplomazia spettacolare

Nel 2018, la WWE ha firmato un contratto decennale con la General Sports Authority dell'Arabia Saudita, stimato tra 450 e 500 milioni di dollari. Questo accordo ha trasformato il wrestling in uno strumento di soft power e diplomazia spettacolare. L'Arabia Saudita, attraverso il programma Vision 2030 di Mohammed bin Salman, mira a diversificare la propria economia e a presentarsi come una destinazione moderna per il turismo e lo sport. La WWE, con i suoi show spettacolari, diventa un'ambasciatrice involontaria di questa narrativa.

Aspetti economici e controversie etiche

L'accordo con l'Arabia Saudita ha generato notevoli entrate per la WWE. Nel 2018, il primo anno dell'accordo, la compagnia ha registrato oltre 100 milioni di dollari di ricavi extra attribuibili agli show sauditi, una cifra superiore a quanto incassato da WrestleMania 34. Tuttavia, questo accordo ha sollevato anche controversie etiche. La WWE, che si vanta di aver "rivoluzionato il ruolo delle donne sul ring" in America, non ha potuto far esibire nessuna wrestler al Greatest Royal Rumble del 27 aprile 2018 a Jeddah. Le performer sono rimaste a casa, e la compagnia ha emesso un comunicato imbarazzato: "Ci auguriamo di poter includere le donne nei futuri eventi".

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John Cena e la questione etica

Alcuni wrestler, come John Cena e Daniel Bryan, si sono rifiutati di partecipare agli eventi in Arabia Saudita per motivi etici. Cena, in particolare, si è tirato indietro da Crown Jewel 2018 dopo l'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.

Il wrestling come linguaggio globale del potere

La WWE in Arabia Saudita è la prova che lo spettacolo non è mai solo spettacolo. Ogni storyline è propaganda, ogni pirotecnico è politica. Il wrestling, nato come farsa nei luna park americani, oggi è un linguaggio globale del potere. L'Arabia Saudita non si limita a ospitare gli eventi, ma ne influenza la narrazione, decidendo storyline, match e momenti "storici".

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