Jiu-Jitsu Brasiliano: Storia, Tecniche ed Evoluzione

Il Jiu-Jitsu Brasiliano (BJJ), spesso abbreviato con l'acronimo inglese BJJ (Brazilian Jiu-Jitsu), è un'arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale specializzato nella lotta, in particolare in quella a terra. Non deve essere confuso con il suo predecessore giapponese Jūjutsu, ma è piuttosto assimilabile alla disciplina del Grappling.

Origini e Storia

Il Jiu Jitsu Brasiliano nacque in Brasile grazie all'arrivo, nei primi anni del XX secolo, del console giapponese Mitsuyo Maeda, conosciuto anche con l'appellativo di "Conte Koma". Maeda era uno dei cinque maggiori esperti nella lotta a terra (ne waza) del jujutsu che Kanō Jigorō, il fondatore del Kodokan judo, inviò oltremare per dimostrare e diffondere la sua arte nel mondo. Da adolescente, Maeda si era allenato inizialmente nel sumo, ma dopo aver appreso dei successi del kodokan nelle sfide fra scuole di jujutsu, decise di apprendere il judo e divenne uno studente del "Kano Jiu Jitsu".

Quando Maeda lasciò il Giappone, il judo era spesso ancora chiamato "Kano jiu-jitsu" o, ancor più genericamente, semplicemente come "jiu-jitsu". Al di fuori del Giappone, comunque, questa distinzione era anche meno notata. Così, quando Maeda e Satake arrivarono in Brasile nel 1914, ogni giornale annunciava la loro arte come "jiu-jitsu" nonostante entrambi fossero judoka del Kodokan. Solo nel 1925 il governo giapponese ufficialmente dichiarò che il nome corretto per l'arte marziale insegnata nelle scuole pubbliche giapponesi era "judo" e non "jujutsu". In Brasile però, l'arte è ancora chiamata "jiu-jitsu". Quando i Gracie giunsero negli Stati Uniti per diffondere la loro arte, utilizzarono i termini "Brazilian jiu-jitsu" e "Gracie Jiu-Jitsu" per differenziarla dagli stili già presenti con nomi simili.

Maeda lasciò il Giappone nel 1904 e visitò un gran numero di paesi dando dimostrazioni di "jiu-do" e accettando sfide provenienti da lottatori, pugili, savateurs e praticanti di varie altre arti marziali prima di arrivare in Brasile il 14 novembre 1914. Si dedicò in particolar modo alla lotta a terra, poiché Mataemon Tanabe della scuola di jujutsu della Fusen ryu, inizialmente era riuscito a prevalere su alcuni allievi di Kano forzando il combattimento al suolo, mentre l'impostazione del Kodokan voleva focalizzarsi sullo scontro in piedi. Maeda fu così abile a vincere numerosi incontri all'estero contro esponenti di varie discipline, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "Conte Koma".

L'incontro con la famiglia Gracie

Gastão Gracie era un partner commerciale del cosiddetto American Circus a Belém. Nel 1916, il circo italo-argentino dei fratelli Queirolo organizzò alcuni spettacoli e in uno di essi si esibì Maeda. Nel 1917, Carlos Gracie, il figlio maggiore di Gastão Gracie, assistette ad una dimostrazione di Maeda al Da Paz Theatre e decise di praticare judo. Maeda accettò Carlos come studente per alcuni anni, e quest'ultimo passò la sua conoscenza ai suoi fratelli. Secondo alcuni racconti apocrifi Gastão Gracie aiutò in maniera non sempre ben precisata Maeda, inviato in missione diplomatica in Brasile, nel suo soggiornare in Brasile, e Maeda per sdebitarsi avrebbe insegnato il judo al figlio Carlos.

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Fratello minore di Carlos era l'ormai leggendario Helio il quale disputò decine di incontri leggendari che dimostrarono al mondo come la tecnica sopraffina del ju jitsu poteva portare al successo nei combattimenti anche una persona gracile quale era appunto Helio Gracie. All'età di quattordici anni, Hélio Gracie, il più giovane della famiglia Gracie, si trasferì in una casa a Botafogo assieme ai suoi fratelli dove vi vivevano e insegnavano il ju jitsu giapponese tradizionale. Seguendo delle prescrizioni mediche, Hélio avrebbe speso gli anni immediatamente successivi limitandosi a osservare i suoi fratelli allenarsi ed insegnare, poiché per natura fragile di costituzione.

Col tempo, Hélio Gracie gradualmente sviluppò il Gracie Jiu Jitsu come un adattamento più morbido e pragmatico del judo, poiché egli era incapace di eseguire molti movimenti che richiedevano di opporsi alla forza dell'avversario direttamente. Lungo gli anni Hélio Gracie sviluppò un sistema che si focalizzava sul combattimento a terra, in opposizione al judo che enfatizzava le tecniche di proiezione.

Anni più tardi Hélio Gracie sfidò il leggendario judoka Masahiko Kimura. Nel suo libro "Il mio Judo", Kimura racconta che ritenne Hélio un 6° dan di judo al tempo del suo incontro con lui nel 1951. Tuttavia, non c'è alcuna registrazione del Kodokan attestante un qualsiasi grado nel judo assegnato ad Hélio Gracie.

Altre influenze

Sebbene il Jiu-Jitsu brasiliano sia largamente identificato con la famiglia Gracie, esiste un altro prominente ramo derivato da Maeda tramite un altro allievo brasiliano, Luis França. Questa scuola è stata rappresentata in maniera particolare da Oswaldo Fadda. Fadda e i suoi allievi erano famosi per l'uso influente di leve ai piedi e attualmente la scuola sopravvive attraverso i collegamenti di Fadda con squadre come la Nova União o il Grappling Fight Team.

Oltre a Mitsuyo Maeda, altri esperti di Judo giapponesi emigrarono in Brasile e contribuirono all’evoluzione delle arti marziali nel paese. Geo Omori, allievo di Maeda, è stato particolarmente influente nello sviluppo del Jiu-Jitsu in Brasile. Nei primi anni del 20° secolo, c’era una vivace comunità di praticanti di arti marziali in Brasile, con diverse scuole che spesso interagivano e competevano tra loro.

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Sviluppo e Diffusione

La famiglia Gracie continuò a sviluppare il sistema attraverso il XX secolo, spesso combattendo in scontri a contatto pieno dei tornei vale tudo, precursori delle odierne arti marziali miste. Durante questi anni venne incrementata la focalizzazione sul combattimento al suolo e vennero raffinate le tecniche. Hélio Gracie partecipò a numerose competizioni basate sulla sottomissione dalle quali spesso uscì vincitore. Una sconfitta (in Brasile nel 1951) fu ottenuta quando il judoka giapponese Masahiko Kimura venne sfidato da Gracie; la risonanza di questa sconfitta fu tale che il suo cognome venne utilizzato dai Gracie e dai loro allievi per indicare la chiave al braccio con cui egli sconfisse Hélio, la kimura.

Da quando il judo venne introdotto in Brasile, esso subì diverse modifiche nel regolamento - alcune per aumentarne lo spettacolo, altre per migliorare la sicurezza. Molte di queste regole hanno notevolmente de-enfatizzato gli aspetti di lotta a terra del judo, mentre altri hanno ridotto il raggio di leve e chiavi articolari consentite o quando possono essere applicate. Il jujitsu brasiliano non seguì mai questi cambiamenti regolamentari, dando origine ad una divergenza che è poi sfociata in una distinta identità come arte e disciplina, sebbene ancora riconoscibile come legata al judo.

Al giorno d'oggi, la principale differenza fra gli stili di jujutsu brasiliano è fra il tradizionale Gracie Jiu-Jitsu, che pone maggiore enfasi sulla difesa personale, e l'orientamento del BJJ sportivo verso le competizioni. C'è una larga comunanza di tecniche fra i due.

L'esplosione negli USA e nel Mondo

Negli anni '80 del XX secolo esponenti di spicco della famiglia Gracie emigrarono negli USA dove organizzarono dei tornei interstile, nei quali sfidarono i combattenti di altri sistemi. Questo tipo di combattimenti quasi privo di regole era diffuso in Brasile col nome vale tudo (in brasiliano "vale tutto") e sul modello del programma televisivo che veicolava queste sfide, nacque il famosissimo Ultimate Fighting Championship tenutosi per la prima volta nel 1993.

Fu mostrata al mondo l'efficacia del jiu jitsu brasiliano: Royce Gracie, chiamato a rappresentare lo stile di jiu jitsu creato dal padre Helio, contro ogni pronostico riuscì a battere tutti i combattenti del torneo, compresi quelli più forti fisicamente e di gran lunga più pesanti. Royce Gracie, con i suoi 80 kg, finalizzò (fece arrendere) i suoi temibili avversari per leva, strangolamento, chiavi articolari, pressioni dolorose e altre tecniche di rara efficacia in altre discipline. Un successo clamoroso che fece conoscere al mondo quello che ormai era definito più genericamente "jiu jitsu brasiliano" piuttosto che "Gracie jiu jitsu", a onorare il paese che ha sviluppato l'"arte suave" così grandemente.

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La grande celebrità innescata dalla forza dei mass-media americani rese dunque il BJJ uno sport famoso in tutto il mondo e da quell'epoca il suo diffondersi è aumentato in maniera esponenziale. Oggi il movimento internazionale del BJJ è infatti in costante crescita, sia come sport in sé (dove le percussioni sono vietate) sia come elemento fondamentale della preparazione dei combattenti di MMA (Mixed Martial Arts), sport di massimo contatto derivato dagli originari Vale tudo brasiliani che hanno raggiunto la massima fama nei campionati come UFC, Pride, etc…

Stile di Combattimento e Tecniche

Partendo dalla premessa che gran parte del vantaggio di un avversario più grande e forte deriva dalla sua mole e dai suoi potenti colpi, fattori entrambi mitigati nella lotta al suolo, il Brazilian jiu-jitsu pone enfasi nel portare il combattimento a terra per poter utilizzare tecniche di controllo e di sottomissione, comprese leve articolari e strangolamenti.

Il BJJ permette una larga varietà di tecniche per portare il combattimento al suolo dopo aver effettuato una presa. Mentre altri sport da combattimento, come il judo o il wrestling, di solito usano una proiezione per portare l'avversario a terra, nel BJJ un'opzione è di "chiamare la guardia", cioè afferrare l'avversario e poi sedersi direttamente a terra o saltare cingendo le gambe attorno al tronco dell'altro atleta.

Una volta a terra, un numero di manovre (e contromosse) sono disponibili per manipolare l'avversario in una posizione adatta all'applicazione di tecniche di sottomissione. Posizioni prettamente difensive come la guardia possono essere utilizzate anche per condurre un gioco offensivo e attaccare l'avversario.

Differenze con Judo e Jujutsu Giapponese

In realtà, il jiu jitsu brasiliano, a dispetto di ciò che pensano in molti, non è molto distante dal jujutsu giapponese (o ju jitsu o ancora jiu jitsu) o le sue forme moderne come il noto judo. La concreta differenza, più che sul piano tecnico, sta nel metodo e nella strategia: il judo, per esempio, per via del regolamento, prevede la vittoria attraverso proiezione perfetta o bloccaggio al suolo per venti secondi o ancora per resa (Ippon), enfatizzando così il combattimento in piedi, in posizione eretta.

Nel BJJ, invece, non essendo prevista la sconfitta per proiezione, ma solo un vantaggio di due punti, il combattimento si trova inevitabilmente a proseguire per la maggior parte del tempo al suolo, ove non è previsto alcun limite in caso di inattività per pochi secondi come invece avviene nel judo o nelle forme sportive di jiu jitsu giapponese.

Per questo, il BJJ si trova ad esaltare gli scambi di lotta a terra, dove la posizione "di guardia", con l'avversario tenuto in mezzo alle proprie gambe stando sdraiati sulla schiena, è divenuta una delle caratteristiche principali dello stile, più volte punto di partenza per leve, strangolamenti e ribaltamenti di posizione. Posizioni più spesso utilizzate rispetto al judo o jujutsu sono la monta a cavallo (qui chiamata "montada", in giapponese "tate shiho gatame") o la presa a croce, petto su petto dell'avversario (la "cruzada", in giapponese "yoko shiho gatame"). Posizioni sviluppate in maniera caratteristica dal BJJ sono la "monta a cavallo da dietro", più conosciuta come "back mount", eccezionale per strangolare, e la guardia "a farfalla", con i piedi tra le gambe dell'avversario inginocchiato di fronte, ottima per realizzare ribaltamenti e portare l'opponente in posizione svantaggiosa.

Il BJJ permette tutte le tecniche che il judo ammette per portare il combattimento al suolo, sotto forma di proiezioni e lanci. Il BJJ ammette anche tutte le tecniche di wrestling, sambo o qualsiasi altra arte lottatoria; inclusi tentativi diretti di proiettare afferrando le gambe. Il BJJ si differenzia dal judo poiché consente ad un atleta di trascinare l'avversario al suolo e anche di auto-scagliarvisi, a patto di avere una presa. Il Kodokan judo prevede competizioni con regole simili, dette kosen (abbreviazione di Kōtō senmon gakkō), inizialmente indirizzato a studenti dai 15 ai 20 anni in quanto era considerato più sicuro, che permette ad un atleta di portare il combattimento al suolo in qualsiasi modo e di continuarlo senza interruzioni. Per questa similitudine con il Jiu jitsu brasiliano il kosen judo ha avuto negli ultimi anni un certo rinnovamento di interesse.

Il BJJ come Arte Marziale, Sport e Filosofia

Il Brazilian Jiu-Jitsu non è solo una disciplina sportiva, ma una vera e propria cultura. Le accademie di BJJ, spesso chiamate “Dojo” o “Scuole”, promuovono valori di rispetto, umiltà e cameratismo. Gli allenamenti sono strutturati per insegnare non solo le tecniche, ma anche l’etichetta e il comportamento adeguato.

La disciplina insegna come suo fondamento che una persona più piccola e debole può difendersi con successo da un assalitore più grande e più forte portando lo scontro al suolo dove utilizzerà appropriate tecniche come leve, chiavi articolari e strangolamenti.

La creazione del jiu-jitsu deriva dal fatto che, sul campo di battaglia o durante un qualsiasi confronto, un samurai poteva finire disarmato e a quel punto avrebbe avuto bisogno di un metodo di difesa senza armi. Inoltre, colpire non era efficace in queste battaglie poiché i samurai indossavano l’armatura. Di conseguenza, rispetto ai colpi, si dimostrarono più efficaci le proiezioni e le tecniche di sottomissione che diventarono una specialità dei samurai.

Gradi e Cintura

L'allenamento nel Brazilian jiu-jitsu viene praticato principalmente con il kimono (gi) ma negli ultimi anni si è sviluppato molto anche lo stile senza kimono (no-gi) che è quasi identico allo sport del grappling e più utile per gli atleti di MMA (arti marziali miste). La pratica di sparring (comunemente chiamato rolling) e di sessioni di allenamento con confronto con un avversario non collaborativo giocano un ruolo maggiore nell'allenamento, e vengono premiate le prestazioni, soprattutto durante le competizioni, in relazione al progresso attraverso i gradi/cinture.

Diverse cinture sono utilizzate per segnare l’evoluzione del discente durante l’allenamento, in ordine di progressione, sono: bianca, grigia, gialla e verde. Poi, blu, viola e marrone, da lì i più talentuosi accederanno alla cintura nera e la terranno fino al 6° dan.

Competenze

Il BJJ è anche un’importante disciplina competitiva. Tornei come l’ADCC (Abu Dhabi Combat Club) e il Mundial (Campionati Mondiali di BJJ) attirano i migliori praticanti da tutto il mondo. Si può gareggiare non solo per categorie di peso, ma anche di età e cintura.

Figure Chiave e Leggende del BJJ

Il mondo del jiu-jitsu e del grappling è ricco di storie di atleti che hanno raggiunto il successo attraverso dedizione, talento e passione. Ecco alcune delle figure più iconiche che hanno lasciato un segno indelebile in queste discipline:

  • Royce Gracie: Forse uno dei nomi più noti nel mondo del Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) e delle arti marziali miste (MMA). Ha dimostrato l’efficacia del BJJ nel primo torneo dell’Ultimate Fighting Championship (UFC) nel 1993.
  • Marcelo Garcia: Considerato uno dei migliori grappler di tutti i tempi, ha vinto numerosi titoli mondiali di BJJ e l’ADCC (Abu Dhabi Combat Club).
  • Kyra Gracie: Una delle figure femminili più influenti nel BJJ, ha vinto numerosi campionati mondiali di BJJ e ha contribuito significativamente alla promozione del jiu-jitsu femminile.
  • Ronda Rousey: Una judoka e combattente di MMA che ha fatto la storia come la prima donna a firmare con l’UFC. Ha vinto una medaglia di bronzo nel judo alle Olimpiadi di Pechino 2008.
  • Gordon Ryan: Uno degli atleti più dominanti nel grappling moderno, ha vinto numerosi titoli ADCC e campionati mondiali di no-gi.
  • Carlson Gracie: E’ il figlio del grande Carlos, oltre ad essere stato un campione nel Brazilian Jiu-Jitsu, fu un allenatore molto apprezzato e il primo a preferire e a tenere lezioni di gruppo piuttosto che solo singole come si usava fare fino ad allora.
  • Oswaldo Fadda: Uno dei primi allenatori ad insegnare ai ragazzi delle zone più povere di Rio de Janeiro.
  • Osvaldo Alves: Una vera leggenda nell’ambito di questa disciplina, inserì nuove posizioni e inventò nuove tecniche.
  • Ivan Gomes: Considerato da Carlson Gracie il suo avversario più duro, ha aiutato ad elevare e a far conoscere il Brazilian Jiu-Jitsu al mondo.
  • Rolls Gracie: Uno dei più grandi nomi dello sport degli anni ’70. Il suo modo di allenare con tecniche incrociate di Judo, Wrestling e Sambo contribuì a far crescere nella giusta direzione, arricchendo di nuove posizioni la disciplina del Brazilian Jiu-Jitsu.
  • Carlos Gracie Junior: Dopo la morte di Rolls, Carlos Gracia Junior ha preso in mano le redini dell’accademia di famiglia per poi fondarne una sua (l’Accademia Gracie) crescendo grandi campioni in quelle che negli anni ’80 erano le periferie di Rio de Janeiro. È stato anche il presidente della federazione di Jiu-Jitsu.
  • Rickson Gracie: Ex atleta e leggenda di MMA, storico esponente della famiglia Gracie e del mondo del Brazilian Jiu-Jitsu.
  • Marcelo Behring: Considerato uno degli atleti più importanti nel mondo del Brazilian Jiu-Jitsu degli anni ’80,fu allievo modello di Rickson Gracie e a parere dei media sportivi brasiliani, fu il combattente secondo solo al Rickson.
  • Riccardo De La Riva: Leggenda nel Brazilian Jiu-Jitsu, cresciuto alla corte della famiglia Gracie. Fu un atleta creativo che rivoluzionò le tecniche di guardia della disciplina dando il nome alla famosa “Guardia De La Riva”.
  • Fabio Gurgel: Ad oggi considerato come uno dei più importanti allenatori di Brazilian Jiu-Jitsu, è stato atleta di punta della squadra Alliance di San Paolo e vincitore di importanti titoli.
  • Royler Gracie: Figlio di Helio, è una leggenda in questo sport. Diventato poi istruttore, ha allenato e fatto crescere alla sua corte importanti combattenti come Celsi Vinicius e Braga Neto, ma forse il suo merito più grande è stato quello di aver inventato la terribile posizione denominata “Metà guardia”.
  • Nino Schembri: Campione nazionale e mondiale nella sua classe di peso, cresciuto alla corte di Carlos Gracie Junior ha combattuto negli anni ’90 per “l’Academia Gracie Barra”. È stato l’ideatore di diverse importanti posizioni della guardia, ha uno stile di combattimento unico, particolare e creativo.
  • Roberto Magalhaes: Altro atleta di punta del decennio degli anni ’90.
  • Tererê: Fernando Augusto da Silva soprannominato “Tererê” è stato campione del mondo nel 2000 e 2003.
  • Fratelli Ribeiro: Saulo judoka e campione di Brazilian Jiu-Jitsu, atleta titolare di titoli mondiali in diverse classi di peso e campione ADCC: probabilmente il torneo più importante al mondo nella disciplina. Xande importante atleta nelle arti del Brazilian Jiu-Jitsu, wrestling e MMA;vincitore ADCC e di vari titoli a livello mondiale e Panamericano, fondatore, insieme al fratello, della “Riberiu Jiu-Jitsu Association” diventata negli anni una delle migliori accademie di Jiu-Jitsu.
  • Marcelo Garcia: Conosciuto anche col soprannome di “Marcelinho” è stato campione del mondo nel 2006, 2009, 2010 e 2011, 4 volte campione ADCC tra il 2003 e il 2011, campione brasiliano e Panamericano.
  • Ronaldo Souza: Soprannominato “Jacarè” è un lottatore della categoria pesi medi delle arti marziali miste MMA.

Il BJJ Oggi: Comunità, Valori e Scelta della Palestra

Il BJJ è anche un’importante disciplina competitiva. Tornei come l’ADCC (Abu Dhabi Combat Club) e il Mundial (Campionati Mondiali di BJJ) attirano i migliori praticanti da tutto il mondo. B.J. La “migliore” arte marziale dipende dagli obiettivi individuali. Il Brazilian Jiu-Jitsu è altamente raccomandato per la difesa personale per le sue tecniche pratiche e la sua efficacia nel controllo di situazioni di combattimento reale.

Le palestre di jiu-jitsu e grappling spesso promuovono un ambiente accogliente e di supporto. Gli istruttori e i praticanti esperti incoraggiano i nuovi arrivati, creando un’atmosfera in cui tutti si sentono inclusi e valorizzati. Le comunità di jiu-jitsu e grappling sono tipicamente molto diverse, includendo persone di tutte le età, background e livelli di abilità. Questo rende anche possibile la pratica anche alle ragazze, che scoprono la possibilità di difendersi e di divertirsi.

Due degli elementi fondamentali nelle discipline delle arti marziali e nel Jiu-Jitsu in particolare, sono l’attaccamento alla squadra e il forte senso di comunità e di famiglia che si avverte all’interno di essa.

Come scegliere una palestra

Anche se esistono degli enti di certificazione per le cinture, non è raro trovare palestre dove l’insegnante è ancora una cintura viola o marrone. Quando si sceglie una palestra è importante valutare alcuni aspetti:

  • Disciplina: si chiede il permesso prima di salire sulla materassina? Si saluta i compagni di allenamento, e si ringrazia dopo l’allenamento?
  • Numerosità degli infortunati: se tra gli agonisti è normale avere una certa percentuale di persone con acciacchi non lo è tra gli amatori.

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