L'importanza del Taekwondo come difesa personale

Le arti marziali non sono solo una disciplina corporea, ma una ricerca interiore. Tra queste, il Taekwondo, arte marziale coreana, offre numerosi benefici fisici e mentali, oltre a essere un efficace sistema di autodifesa. Questo sport è diffuso in tutti i continenti, con 210 nazioni affiliate alla World Taekwondo e circa 70 milioni di persone che lo praticano.

Cos'è il Taekwondo?

Il termine "Taekwondo" deriva dall'unione di tre parole coreane: "tae" (colpire con il piede), "kwon" (colpire con la mano) e "do" (arte, disciplina). Per questo viene spesso soprannominata "l'arte dei pugni e dei calci". Gli atleti possono colpire l’avversario direttamente al tronco o al volto con il piede, o esclusivamente al tronco e al torace (non al viso), se si usa il pugno chiuso, ma prevalentemente vengono utilizzati i piedi.

Riconosciuto come disciplina sportiva di combattimento nella seconda metà del XX secolo per il suo dinamismo, il Taekwondo è ufficialmente inserito tra gli sport olimpici dalle Olimpiadi di Sidney del 2000.

Storia del Taekwondo

Le radici del Taekwondo affondano nella Corea antica, durante il periodo dei Tre Regni (circa 57 a.C. - 668 d.C.), quando la Corea era suddivisa nei regni di Koguryo, Paekche e Silla. I guerrieri coreani praticavano tecniche di combattimento come il Taekkyon e il Subak per l'autodifesa e l'addestramento militare. Gli Hwarang, giovani aristocratici del regno di Silla, svilupparono particolarmente queste tecniche, combinando abilità marziali con valori etici e morali.

Durante i periodi Goryeo (918-1392) e Joseon (1392-1910), l'arrivo delle armi da fuoco portò a un declino delle arti marziali, anche se non scomparvero del tutto. Nell'epoca dell'occupazione giapponese della Corea (tra il 1910 e il 1945), la pratica delle arti marziali coreane fu limitata, ma molti coreani furono esposti a quelle giapponesi come il karate e il judo. Dopo la liberazione della Corea, diversi maestri di arti marziali coreani promossero stili che integravano elementi delle due culture, e nel 1955 queste scuole furono unificate sotto il termine Taekwondo da un gruppo di maestri guidati dal generale Choi Hong Hi.

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Negli anni '60 e '70, il governo sudcoreano promosse attivamente il Taekwondo come sport nazionale e simbolo di identità culturale. Nel 1973 fu istituita la World Taekwondo Federation, che contribuì a promuovere il Taekwondo come sport internazionale.

Stili di Taekwondo

I principali stili di Taekwondo sono quelli regolati dal World Taekwondo (WT) e dall'International Taekwon-Do Federation (ITF), ciascuno con caratteristiche distintive e un diverso approccio alla pratica.

Lo stile del World Taekwondo, presente nelle Olimpiadi, si caratterizza per:

  • Enfasi sui calci: le tecniche di calcio sono molto importanti e vengono eseguite ad alta velocità e con estrema precisione.
  • Punteggio elettronico: nei tornei, vengono utilizzati sistemi elettronici per registrare i punti, rendendo il processo di giudizio più obiettivo.
  • Protezione: per ridurre il rischio di infortuni, gli atleti indossano protezioni per il corpo, il capo e gli arti.

Le caratteristiche principali dell'ITF includono:

  • Forme tradizionali (Tul): vengono enfatizzate le forme (una sequenza di movimenti e tecniche prestabilite) come strumento di allenamento e valutazione del progresso.
  • Enfasi sull'autodifesa: è posta molta attenzione sulle tecniche di autodifesa, incluse prese e proiezioni.

Filosofia del Taekwondo

Oltre a coinvolgere il corpo e a richiedere uno sforzo fisico, il Taekwondo tocca anche la mente, enfatizzando la crescita personale, la disciplina mentale e l'integrità morale. Chi apprende le sue tecniche di combattimento sviluppa anche carattere e disciplina poiché vi sono alla base principi morali.

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I cinque principi principali del Taekwondo sono:

  1. Cortesia (Ye Ui): rispetto verso i compagni di allenamento, gli insegnanti e gli avversari.
  2. Integrità (Yom Chi): consapevolezza di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, ammettendo i propri errori e sforzandosi di migliorare continuamente.
  3. Perseveranza (In Nae): migliorarsi continuamente, perfezionare le proprie tecniche e raggiungere i propri obiettivi, superando le difficoltà e avendo una mente positiva.
  4. Autocontrollo (Guk Gi): controllare le proprie emozioni e reazioni, mantenendo la calma sotto pressione e evitando comportamenti impulsivi.
  5. Spirito indomito (Baekjul Boolgool): coraggio e determinazione di fronte alle avversità.

Il Taekwondo aiuta a migliorare la forza fisica, la flessibilità e la resistenza, ma anche a sviluppare più concentrazione, disciplina e autocontrollo, promuovendo il rispetto per gli altri, l'autodifesa responsabile e la pace interiore.

Il giuramento del Taekwondo riassume questi principi:

  • Giuro di osservare i principi del Taekwondo
  • Giuro di rispettare le cinture più basse, le cinture più alte, l’istruttore, il maestro di arti marziali, il master e le cariche della Federazione
  • Giuro di fare il possibile per diventare un campione di giustizia e libertà
  • Giuro di non usare il Taekwondo per aggredire, ma solo per difendere
  • Giuro di impegnarmi a costruire un modo più pacifico

Differenze tra Taekwondo e Karate

Il Taekwondo e il Karate sono due discipline marziali distinte, con origini, tecniche e filosofie differenti.

Origini

Il Taekwondo è originario della Corea, mentre il Karate nasce in Giappone, più precisamente ad Okinawa, influenzato da arti marziali cinesi. Il Karate si è sviluppato e formalizzato in vari stili, tra cui Shotokan, Goju-Ryu, Shito-Ryu e Wado-Ryu, Shorin-Ryu.

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Tecniche

Nel Karate, le posizioni sono generalmente più basse e stabili, come la posizione in avanti (zenkutsu-dachi) e la posizione indietro (kokutsu-dachi), che offrono una solida base per eseguire le tecniche. Il Taekwondo pone molta più enfasi sui calci, che sono l'elemento principale, e le posizioni sono più alte e mobili, per favorire calci rapidi e più dinamismo.

Il Karate enfatizza le tecniche di pugno e colpi di mano, inclusi pugni diretti, blocchi e colpi con il bordo della mano (shuto) o con il gomito o con il ginocchio. I calci sono utilizzati ma meno prominenti rispetto ai pugni, e includono calci frontali (mae geri), laterali (yoko geri) e rovesciati (ushiro geri).

Filosofia

Il Karate è guidato dal Bushido, il codice dei samurai che si basa su otto principi: rettitudine, coraggio, benevolenza, rispetto, onestà, onore, dovere e lealtà, e dominio di sé stessi. I praticanti di Karate seguono il Dojo Kun, che include una serie di principi etici tra cui il rispetto, l'autocontrollo e il miglioramento personale, con un'enfasi particolare sull'autodifesa pratica ed efficace.

Sia il Taekwondo che il Karate hanno principi etici per il miglioramento di sé stessi, validi per la vita di tutti i giorni. Il rispetto, ad esempio, è alla base di entrambe le discipline.

Uniformi e cinture

Le uniformi per il Karate e il Taekwondo sono simili, progettate per favorire i movimenti e non ostacolare il corpo. Il dobok, l'uniforme del Taekwondo, è formato da una casacca, un pantalone e una cintura. L'uniforme del Karate si chiama karategi ed è formata da una giacca con maniche lunghe, pantaloni e una cintura.

Le cinture nel Taekwondo, in base al grado, sono:

  • 10º kup: Bianca
  • 9º kup: Mezza Gialla
  • 8º kup: Gialla
  • 7º kup: Mezza Verde
  • 6º kup: Verde
  • 5º kup: Mezza Blu
  • 4º kup: Blu
  • 3º kup: Mezza Rossa
  • 2º kup: Rossa
  • 1º kup: Mezza nera
  • 1º poom: Nera 1º poom
  • 1º dan: Nera 1º dan

Nel Karate, la scala delle cinture è differente e la classificazione è per kyū (che variano in base alle federazioni): bianca, bianco-gialla, gialla, gialla-arancione, arancione, arancione-verde, verde, verde-blu, blu, blu-marrone, marrone, marrone-nera e poi le cinture nere.

Differenze tra Taekwondo e Judo

Il Judo e il Taekwondo sono diversi per origini, tecniche e obiettivi. Il Judo è originario del Giappone, sviluppato come sistema di autodifesa e metodo di educazione fisica e mentale, ispirato alle antiche pratiche di combattimento dei samurai giapponesi, come il Jujutsu, una disciplina che comprendeva tecniche di proiezione, immobilizzazione, leve articolari e strangolamenti.

Nel Judo, l'obiettivo principale è immobilizzare a terra e far cadere l'avversario utilizzando tecniche precise, con tecniche di immobilizzazione chiamate osae-waza. Il combattimento è corpo a corpo, con l'obiettivo di sbilanciare l'avversario. A differenza del Taekwondo, dove gambe e braccia sono utilizzate prevalentemente per colpire l'avversario, nel Judo non è previsto nessun colpo.

Filosofia

Alla base del Judo ci sono diversi principi, tra cui:

  • Seiryoku Zenyo: utilizzare al meglio le energie fisiche e mentali, applicando la tecnica con precisione e controllo, utilizzando la forza dell'avversario a proprio vantaggio.
  • Jita Kyoei: trovare armonia con se stessi e con gli altri, attraverso la cooperazione e il rispetto reciproco.

Come per il Taekwondo e il Karate, il Judo mira anche a sviluppare il carattere di chi lo pratica e a coltivare valori come il rispetto, l'integrità e la perseveranza.

Taekwondo nelle competizioni

Le regole nelle competizioni di Taekwondo, stabilite dalla World Taekwondo (WT), sono mirate a garantire la sicurezza, la correttezza e lo spirito sportivo. A seconda dello stile, delle federazioni e delle competizioni possono esserci delle differenze.

Benefici del Taekwondo per i bambini

Le arti marziali come il Judo, il Karate o il Taekwondo stanno diventando sempre più popolari tra i bambini da praticare come attività extrascolastica. Nelle arti marziali non si allena solo il controllo del corpo e la forza, ma ci si concentra anche sul miglioramento della forza mentale e sull’insegnamento di valori come la disciplina e il rispetto.

Benefici fisici

  • Miglioramento della forma fisica: forza, resistenza e flessibilità
  • Sviluppo delle capacità motorie: mobilità e coordinazione

Benefici mentali

  • Supporto allo sviluppo cognitivo: attenzione e concentrazione
  • Supporto allo sviluppo della personalità: fiducia in sé stessi, autocontrollo e autodisciplina

Le arti marziali aiutano i bambini a reagire con più sicurezza e calma alle situazioni di incertezza, aumentando la loro sicurezza e autostima, e insegnando loro a difendersi dalle ingiustizie senza ricorrere alla violenza.

Arti marziali e autodifesa

Le arti marziali e l’autodifesa non sono la stessa cosa, anche se nell’apprendimento delle singole tecniche ci possono essere delle sovrapposizioni. Nell’autodifesa, l’attenzione si concentra su misure difensive efficaci in una situazione di pericolo, nonché sull’evitare situazioni di conflitto o di de-escalation, mentre nella arti marziali le prestazioni sportive, il rispetto delle regole prestabilite e, a seconda dell’orientamento, il tipo di competizione hanno un’importanza centrale.

Rischi e sicurezza

Le arti marziali insegnano ai bambini a controllare e incanalare nel modo giusto la loro forza, imparando ad evitare o affrontare in modo non violento i conflitti. L’approccio a questi sport in base all’età degli allievi mantiene basso il rischio di lesioni. Gli allenatori esperti e qualificati insegnano ai loro studenti le tecniche giuste passo dopo passo e prestano attenzione alle precauzioni di sicurezza.

Sotto la guida di un istruttore professionista, le arti marziali non sono quindi più pericolose per i bambini rispetto ad altri sport popolari. Al contrario, nella maggior parte delle arti marziali i bambini imparano addirittura a cadere in modo più sicuro e a rotolare sul tappeto.

Tipi di arti marziali adatte ai bambini

  • Judo: allena forza, agilità, flessibilità e coordinazione.
  • Aikido: arte marziale di difesa che sfrutta la forza dell’attacco avversario a proprio vantaggio.
  • Jiu-jitsu: allena un’ampia gamma di tecniche che possono essere utilizzate anche per l’autodifesa.
  • Karate: allena soprattutto la forma fisica e l’agilità, ma anche la resistenza fisica in generale.
  • Taekwondo: allena la flessibilità, la resistenza e il controllo del corpo.
  • Kickboxing: combina tecniche della boxe classica con tecniche di calci e pugni.

Età per iniziare

L’età consigliata per la maggior parte delle discipline di arti marziali è intorno ai 6-8 anni di età. Esistono anche scuole che offrono dei corsi per la fascia d’età 3-6 anni, ma che hanno in genere un approccio ludico-sportivo e che si concentrano sullo sviluppo delle capacità motorie di base, della coordinazione e dell’equilibrio.

Equipaggiamento

Per la maggior parte delle discipline di arti marziali, è necessario un abbigliamento specifico e protezioni adeguate, come uniformi (Uwagi, Zubon e Obi per il Judo, karategi per il Karate e dobok per il Taekwondo) e protezioni speciali come paradenti, gomitiere, ginocchiere, protezioni inguinali, parastinchi e cavigliere.

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