La lotta, come molte altre discipline moderne, affonda le sue radici nella notte dei tempi. Da sempre, essa ha rappresentato sia un passatempo che un metodo di difesa-offesa e di sviluppo della forza corporea. Nelle regioni mediterranee, la lotta ha raggiunto livelli di sviluppo e fama ancora oggi ineguagliati. Nel Medioevo, questa disciplina riscosse un notevole successo tra le classi sociali meno abbienti, ma anche nobili, cavalieri, principi e re la praticavano per puro divertimento. Si ha notizia di un primo trattato sul combattimento risalente al 1300, e spesso le corti ospitavano combattimenti tra lottatori professionisti. Il duca di Borgogna è rimasto nella storia come un amante e mecenate della lotta, tanto che la sua dimora era un luogo molto frequentato. Celebre è il combattimento che si svolse tra il suo ospite, il nobile ceco Johan Zchrobsky, e il miglior lottatore del duca, seguendo le regole francesi.
Tuttavia, la lotta subì un declino fino al 1800. Fu grazie alle antiche tradizioni della valle del Rodano, con centro a Bordeaux, che la lotta continuò a essere praticata. Durante la fiera "des Pains des épices", che durava 20 giorni, si ritrovava l'élite della lotta, dando vita a tre settimane di spettacolo sportivo. La lotta praticata in questo contesto era conosciuta come lotta bordolese.
Dalla notte dei tempi, la lotta è stata una delle principali attività fisiche dell'uomo.
L'Unificazione delle Regole e l'Organizzazione Internazionale
Alla vigilia dei Giochi di Stoccolma del 1912, le varie federazioni sentirono la necessità di creare un'organizzazione internazionale e, soprattutto, di uniformare il regolamento.
Esistono diverse varianti regionali della lotta:
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- Austria: in Tirolo, nella Zillertal, si pratica il Rangein (o lotta tirolese).
- Svizzera: il suo nome è Schwingen o Osenpluf, ed è praticata soprattutto dai montanari di lingua tedesca.
- Francia: in Bretagna si pratica il Gure, le cui origini sono molto antiche.
- Islanda: anche in quest'isola vi sono alcuni tipi di lotta, come il Glima, che si combatte indossando calzoncini chiamati knickerbockers, e il Kragkast e l'Axeltag.
Gli Stili di Lotta Riconosciuti dalla FILA
La lotta greco-romana, la lotta libera e la lotta femminile sono i tre stili riconosciuti dalla FILA.
Lotta greco-romana: Gli incontri si svolgono con le medesime regole dello stile libero. In questa specialità è però proibita la presa al di sotto della cintola, così come atterrare o trattenere l'avversario con le gambe.
Lotta libera: L'obiettivo è quello di atterrare l'avversario "schienandolo", cioè facendogli toccare il materassino con il dorso. Ma il combattimento, come nel pugilato, si può anche vincere ai punti.
Secondo le norme FILA, l'incontro si svolge su tre riprese da 3 minuti l'una. I contendenti indossano un costume da lotta blu e rosso e calzano apposite scarpette da lotta. Si combatte su un materassino a norma FILA, la cui superficie di gara è circolare con un diametro di 9 metri, estendendosi per un altro metro e mezzo per ragioni di sicurezza.
Termini e Tecniche Fondamentali:
- Presa alla testa: Cingere la testa dell'avversario con un solo braccio.
- Schiacciamento: Ottenere una schienata tenendo le spalle dell'avversario sulla materassina.
- Schienata: Tenere le spalle dell'avversario schiacciate sulla materassina per un tempo sufficiente a permettere all'arbitro di contare e battere la mano sulla materassina.
- Ponte: Una manovra difensiva in cui il lottatore in difficoltà cerca di impedire all'avversario di eseguire colpi o prese, assumendo una posizione arcuata con la schiena rivolta alla materassina.
Nei tornei, i concorrenti vengono sorteggiati e eliminati una volta raggiunti i sei punti di penalizzazione, mantenendo però i risultati acquisiti nei combattimenti precedenti.
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La Lotta nell'Antichità: Un'Arte e una Scienza
La lotta è nata con l'uomo per necessità di sopravvivenza o per desiderio di dominio, trasformandosi poi in competizione agonistica ed esercizio fisico. Otto Heinrich Jäger la definì "il più completo e armonioso degli esercizi", esaltando la forza, la resistenza e l'agilità. La lotta agonistica era praticata da tutti i popoli antichi, ma fu in Grecia che raggiunse il suo apice. Sovrani, condottieri, filosofi, scrittori e artisti la tenevano in grande considerazione, considerandola un'arte e una scienza indispensabile per formare sia il fisico che il carattere. Non a caso, si attribuiva l'invenzione della lotta a dei o eroi come Atena, Ermes, Ercole e Teseo. Secondo lo storico Plutarco di Cheronea, la lotta (pale) fu lo sport più antico, da cui derivò il termine palestra per indicare il luogo di allenamento degli atleti.
La prima cronaca dettagliata di un incontro di lotta risale a Omero, che nel libro XXIII dell'Iliade descrisse il combattimento tra Aiace Telamonio e Ulisse durante i giochi funebri in onore di Patroclo. La popolarità della lotta è testimoniata dalle numerose citazioni letterarie e raffigurazioni artistiche che ci aiutano a ricostruire le regole della lotta nel mondo greco. Nei giochi più antichi, i lottatori indossavano una cintura, ma poi si affrontarono completamente nudi, dopo essersi cosparsi il corpo di olio d'oliva e polvere. I combattimenti si svolgevano secondo le regole dell'orthe pale (lotta in piedi) in una buca piena di sabbia. Per vincere, l'avversario doveva toccare il terreno per tre volte con una parte qualsiasi del corpo (il vincitore era detto triakter). Se entrambi i concorrenti cadevano, l'azione era considerata nulla. Un arbitro, munito di una lunga verga bifida, dirigeva gli incontri.
Le prese iniziali erano spesso decisive, e gli atleti cercavano di sfruttarle al meglio per attaccare o bloccare l'avversario. I lottatori venivano spesso raffigurati mentre si afferravano le braccia, con le fronti a contatto (garde ovine). Platone, che aveva gareggiato a Istmia, scrisse che nella lotta bisognava mantenere l'equilibrio e difendersi da tre tipi di prese: alle braccia, al collo e ai fianchi. Non c'erano categorie di peso, poiché l'abilità era considerata più importante della forza. Si distinguevano, però, due classi di età: i giovani (fino a 18 anni) e gli adulti (oltre i 18 anni). Le gare si svolgevano a eliminazione diretta, con gli accoppiamenti sorteggiati dai giudici. Se gli atleti erano in numero dispari, uno di loro passava direttamente al turno successivo (ephedros). Chi non usufruiva di questo vantaggio era detto anephedros e riceveva maggiori riconoscimenti in caso di vittoria finale. Il lottatore vittorioso senza essere mai finito a terra era detto aptos, mentre un successo akoniti ("senza polvere") era prestigioso perché ottenuto per rinuncia dell'avversario. Queste regole si applicavano anche alla prova di lotta inserita nel pentathlon. La lotta fu introdotta a Olimpia nel 708 a.C., dopo che per 17 edizioni si era gareggiato solo nella corsa. Il più grande lottatore dell'antichità fu Milone di Crotone, discepolo di Pitagora, vincitore 7 volte ai Giochi Olimpici (nel 540 a.C.
La Lotta in Etruria e a Roma
Pur prediligendo le corse ippiche e il pugilato, gli Etruschi si appassionarono anche alla lotta, come testimoniano gli affreschi nelle necropoli di Tarquinia e di Chiusi. Anche i Romani mostrarono interesse per la lotta, tanto che Virgilio scrisse che persino i defunti nell'Elisio si dilettavano a "lottare in fulva arena" (Eneide, VI). Le occasioni per organizzare gare di lotta erano numerose: cerimonie civili e religiose, feste agresti, successi militari, ecc. I premi in palio erano vari, tra cui terre, oro, cariche pubbliche e simboli di prestigio.
La Lotta nel Medioevo e nel Rinascimento
Tra gli aneddoti sulla lotta, si ricorda quanto accadde nel 1520 al Camp du Drap d’Or. Nel ‘400 e soprattutto nel ‘500 si ebbe una notevole produzione di manuali di scherma, in cui la lotta appariva un’integrazione del combattimento all’arma bianca. Con opportune tecniche si avevano molte più possibilità di sopraffare l’avversario: utilizzando prese agli arti, sgambetti, ecc. O ancora, perduta la propria arma, si poteva tentare il disarmo del rivale per ristabilire la condizione di parità. Si ricorda in primo luogo il manoscritto Flos duellatorum (1410), di Fiore dei Liberi da Premariacco, con numerosissimi disegni e didascalie in versi. Tra le opere straniere sono preziosi i tre libri di scherma di Hans Talhoffer (1443, 1459 e 1467) e quello con un centinaio di disegni di Albrecht Dürer (1512).Al XV secolo risale il trattato anonimo De la Palestra (ossia Sulla lotta), il primo testo italiano sulla disciplina, conservato alla Biblioteca Estense. Citiamo inoltre il manuale Ringerkunst (L’arte della lotta), di Fabian von Auerswald, stampato a Wittenberg nel 1539 con 85 illustrazioni del celebre pittore e incisore Lucas Cranach il Vecchio.
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La Rinascita della Lotta nell'Ottocento e i Campioni Italiani
Verso la metà dell'Ottocento, la lotta rifiorì grazie alle spettacolari esibizioni di atleti professionisti che combattevano nelle piazze, nelle "baracche" e nei caffè-concerto di tutta Europa. Tra i professionisti italiani vanno ricordati Pietro Dalmasso di Chieri e Basilio Bartoletti di Roma, quindi il triestino Giovanni Raicevich (1881-1957), il più giovane e il più forte di tre fratelli plurititolati. Raicevich ottenne la prima importante affermazione al torneo internazionale di Liegi nel 1905 e da allora passò di successo in successo, vincendo i campionati mondiali a Parigi nel 1907 e a Milano nel 1909, confermandosi poi pressoché imbattibile fino al ritiro. In Italia, la lotta dilettantistica mosse i primi passi con la Società Atletica Milanese nella palestra di Porta Ticinese, detta "el paviment de giass", che Ernesto Castelli aprì nel gennaio 1899. Lo stesso anno, La Gazzetta dello Sport organizzò il primo campionato italiano, vinto da Castelli.
La Lotta Femminile: Dalle Cholitas Boliviane alla Rivoluzione nella WWE
Nei match, le lottatrici indossano abiti sgargianti e si picchiano davvero. La domenica, nella città di El Alto, in Bolivia, un migliaio di persone si riunisce all'ingresso dell'arena Complesso sportivo 12 ottobre per assistere alla lotta libera tra le cholitas, le guerriere Inca. Questo appuntamento è aperto a tutti, anche alle famiglie con bambini, e rappresenta un mix di sport, gioco e divertimento in un'atmosfera folcloristica. Le cholitas, tra i diciotto e i quarant'anni, indossano abiti che richiamano quelli delle bamboline andaluse del XVI secolo spagnolo, con camicette bianche cucite con antichi pizzi e gonne a disco volante trapuntate di fili dorati. I loro vestiti sono un amalgama di abiti portati dai conquistadores spagnoli e portoghesi nel XVI secolo con quelli dei popoli andini Aymara, Quechua e Guarani, eredi della cultura Inca. Le bombette che indossano erano originariamente destinate ai ferrovieri britannici, ma furono regalate alle donne boliviane dai missionari. Le camicette sono realizzate in tessuto leggero in pianura e più pesante in montagna, con ricami simili agli abiti delle feste delle donne andaluse. Le ampie gonne, chiamate polleras, sono cucite con numerose sottane in seta e pizzo, dette manqanchas. Scialli coloratissimi completano la divisa delle luchadores delle Ande.
Questa lotta imita la teatralità dell'american wrestling, con mosse drammatizzate ed esagerate. Tuttavia, le botte sono vere e le regole sono quelle del wrestling: se una lottatrice finisce con la schiena orizzontale sul tappeto, perde. A differenza degli incontri statunitensi, le tecniche e gli stili sono più originali e sviluppati, con calci volanti, mosse di karate, lucchetti e forbici. Gli allenamenti sono duri e intensi, e dal 2000 le cholitas si sono affrancate da società sportive che le sfruttavano. Oggi, le lottatrici si autogestiscono e hanno una loro lega sportiva che raccoglie gli sponsor. Questo sport è nato come risposta alla violenza domestica, offrendo alle donne maltrattate un mezzo per scaricare la tensione e affermare la propria autodeterminazione.
Nella WWE (al tempo WWF), la storia del wrestling femminile inizia nel 1983 con l'arrivo di Fabulous Moolah, campionessa della NWA. Da Lillian Ellison in poi, la storia delle donne sul ring è popolata di dive più che di wrestler, ovvero bellissime ragazze che usano la lotta come una scorciatoia per il successo. Con qualche eccezione, come Chyna, la più possente ragazzona vista su un ring, unica a vincere un titolo destinato agli uomini. Ma la nuova generazione di lottatrici, come Bayley, Eva Marie, Sasha Banks, Natalya e Nia Jax, mette sul piatto molto di più. Il pubblico del wrestling, da puramente maschile, si sta trasformando in un ambiente più trasversale.
La rivoluzione femminile nel wrestling ha portato a incontri impensabili fino a pochi anni fa, come l'Hell in a Cell con Charlotte Flair e Sasha Banks. Le donne del wrestling hanno dimostrato di avere un repertorio di prese, mosse spettacolari e fegato da vendere, competendo sullo stesso piano dei campioni maschili.
Il Wrestling: Uno Sport-Spettacolo Globale
Il wrestling è una forma di intrattenimento che combina elementi di sport, teatro e arti marziali. Si basa su una sceneggiatura prestabilita, in cui i lottatori interpretano dei personaggi che si affrontano sul ring secondo delle regole e degli obiettivi specifici. Il wrestling moderno mette in scena la parodia delle emozioni umane con sfide tra nemici giurati gonfi di muscoli e dai nomi altisonanti che si promettono botte da orbi. Il fatto che nel wrestling sia tutto finto non toglie nulla allo spettacolo, anzi forse rende le battaglie meno cruente a livello psicologico per i bambini innamorati dei loro idoli come fossero supereroi in carne ed ossa.
Le Federazioni Più Famose
Il wrestling è organizzato in diverse federazioni, ovvero delle organizzazioni che gestiscono gli eventi, i wrestler e i titoli. Le federazioni possono essere nazionali o internazionali, indipendenti o affiliate a delle alleanze.
- World Wrestling Entertainment (WWE): La federazione più grande e potente del mondo, con sede negli Stati Uniti e operante in oltre 150 paesi.
- All Elite Wrestling (AEW): La principale rivale della WWE, con sede negli Stati Uniti e operante in diversi paesi.
- New Japan Pro-Wrestling (NJPW): La federazione più prestigiosa e popolare del Giappone, con sede a Tokyo e operante in diversi paesi asiatici.
I Personaggi Più Celebri
Il wrestling ha creato nel corso degli anni dei personaggi indimenticabili, che hanno segnato la storia dello sport spettacolo con le loro gesta, le loro frasi e le loro rivalità. Tra i personaggi più celebri del wrestling ci sono:
- Hulk Hogan: Il wrestler più famoso di tutti i tempi.
- The Undertaker: Il wrestler più longevo e rispettato di tutti i tempi.
- Stone Cold Steve Austin: Il wrestler più popolare e influente degli anni ’90 e 2000.
Libri sul Wrestling
Esplora l’affascinante mondo del wrestling professionistico attraverso una selezione di libri accattivanti. Se sei un appassionato di wrestling o semplicemente sei curioso di conoscere questo dinamico genere di sport e intrattenimento, questi potrebbero suscitare il tuo interesse.
- Intorno al ring di Michele Posa e Luca Franchini offre un accattivante tuffo nel mondo della telecronaca del wrestling.
- Io e il Wrestling italiano di Nino Baldan è un’intrigante esplorazione del wrestling italiano, ripercorrendo il suo viaggio dagli anni ’90 a il suo apice nel 2005.
- Lotta. Il libro ufficiale, a cura di K. Leiker e M. Vancil, è una miniera di tesori per gli appassionati di wrestling.
- Il grande wrestling di Riccardo Crivelli accompagna i lettori attraverso la storia, i personaggi e le regole del wrestling.
- Io, mio papà e il wrestling di Michele K. Posa è una narrazione profondamente personale che intreccia la vita dell’autore con il mondo della lotta.
- Wrestling for Dummies di Henry Cejudo e Phil Willenbrock è una guida essenziale sia per i principianti che per gli appassionati.
- The Squared Circle: vita, morte e wrestling di David Shoemaker offre una miscela unica di storia del wrestling e cultura analisi.
- Tod Is God: The Authorized Story of How I Created Extreme Championship Wrestling di Tod Gordon e Sean Oliver è un libro avvincente conto dell’ascesa dell’ECW.
- Lottare per la mia vita: la leggenda, la realtà e la fede di una superstar della WWE di Shawn Michaels e David Thomas è una profonda esplorazione della carriera e della fede di Michaels.
- Sisterhood of the Squared Circle: la storia e l’ascesa del wrestling femminile di Pat Laprade e Dan Murphy celebra la storia del wrestling donne nel wrestling.
Siti e News sul Wrestling
Se sei un appassionato di wrestling, puoi trovare le ultime notizie, i risultati dei match, le interviste ai wrestler e le anticipazioni sui prossimi eventi sui seguenti siti:
- WWE: Il sito ufficiale della World Wrestling Entertainment.
- Wrestlinginc: Uno dei siti più seguiti e autorevoli del settore.
- ImpactWrestling: Il sito del famoso programma televisivo settimanale dedicato al wrestling.
- ICW: Il portale della Federazione Italiana Wrestling.
- Tuttowrestling: Un portale italiano dedicato al wrestling.
La Lotta alle Olimpiadi: Un Ritorno Agonistico
Nel febbraio 2013, il Comitato Olimpico Internazionale votò per escludere il wrestling dalle Olimpiadi del 2020. La lotta, in quanto disciplina presente già nelle antiche Olimpiadi, è sempre stata creduta intoccabile nella sua trasposizione moderna. A questo si aggiunge ovviamente il Dio Denaro: c’era anche il desiderio di attirare un pubblico più giovane per ampliare l’audience televisiva internazionale. Dopo la decisione di escludere il wrestling dalle Olimpiadi, quella che all’epoca si chiamava FILA, si adoperò per rinnovare lo sport.
Il 14 Maggio 2013 viene organizzato il famosissimo Rumble on the Rails, evento benefico di lotta organizzato Grand Central Terminal che raccoglie milioni di euro per finanziare i programmi di wrestling per i più bisognosi. Prodotto benissimo è una cassa di risonanza enorme, con VIP e sold out. Mentre era a New York, Lalovic partecipò a una conferenza stampa presso le Nazioni Unite. “Siamo dedicati a riformare il nostro sport e a rendere la FILA un’organizzazione più proattiva e responsabile. A dicembre 2013 la FILA elimina due categorie di peso maschili e ne introduce due nuove per le donne a partire dalle Olimpiadi di Rio 2016. Furono apportate modifiche alle regole per rendere lo sport più coinvolgente e dinamico: ora i match consistono in due round da tre minuti. Questa nuova struttura mira a premiare la lotta aggressiva; ad esempio, i takedown ora valgono due punti anziché uno. Nel decennio trascorso dalla reintroduzione del wrestling ai Giochi Olimpici, lo sport ha compiuto notevoli progressi nella sua struttura e diffusione. Nel 2016, le donne hanno avuto dieci categorie di peso a disposizione, rispetto alle quattro del 2004. Questo è stato un passo importante avanti per lo sport e ha contribuito ad aumentare la visibilità e la popolarità della lotta femminile. C’è stato un impegno costante per globalizzare la lotta, i sito interne è molto migliorato, fanno campagne di marketing e social media hanno cambiato efficacemente l’immagine dello sport e coinvolto i giovani fan.
Tecniche Fondamentali nella Lotta
Entrambe prevedono due fasi: lotta in piedi e lotta a terra.
a) Nella lotta in piedi si prevede l'utilizzo di una vasta gamma di tecniche di proiezione e atterramento che vengono applicate sfruttando lo squilibrio dell'avversario che viene creato durante l'azione di schermaglia. Durante la schermaglia si costruiscono i presupposti per l'applicazione delle tecniche di proiezione o atterramento. Questi vengono determinati dalla ricerca di una buona presa sull'avversario e, contemporaneamente, dall'applicazione di finte che hanno il fine di squilibrarlo. Viene definita combinazione una o più finte eseguite prima della tecnica reale di proiezione o atterramento. C'è da dire che la reattività del lottatore è fortemente condizionata dalla sua condizione psicofisica, e tende a decrescere durante l'incontro, rendendolo più vulnerabile agli attacchi di un avversario più prestante.
b) La lotta a terra o è la prosecuzione di una azione iniziata in piedi, o viene determinata dall'arbitro come penalità verso uno dei due lottatori che si è sottratto alla lotta rendendosi passivo. Anche la lotta a terra prevede una vasta gamma di tecniche finalizzate al ribaltamento e al possibile schienamento dell'avversario. Gli incontri vengono disputati su tappeti dal fondo morbido di forma circolare del diametro di 8 metri ed hanno la durata di tre round da 2 minuti con 30 secondi di pausa l'uno dall'altro.
Abbigliamento: consiste in un costume intero attillato per evitare "avvinghiamenti", e scarpe senza fibbie, morbide.
Criterio di assegnazione dei punti: 1, ogni volta si atterri l'avversario o lo si costringa fuori dall'area di combattimento; 2, ogni volta lo si ponga con la schiena rivolta al tappeto (anche solo per un attimo); 3, se lo si atterra mediante una proiezione mediamente ampia; 4, qualora la proiezione sia molto ampia. La schienata equivale al ko e la vittoria è immediata. In questo caso l'incontro viene interrotto e viene assegnata la vittoria. Se invece l'incontro si protrae per tutta la sua durata, che è di circa 5 o 6 minuti, vince chi ha conquistato più punti. Nella lotta greco-romana sono considerate valide le prese dalle anche in su, e non è permesso servirsi delle gambe per avvinghiare l'avversario o sbilanciarlo; i colpi sono 5 ma vengono portati in tutte le condizioni e posizioni possibili, creando un vasto repertorio tecnico. Al contrario nella lotta libera sono valide anche le prese effettuate con le gambe ed è concessa una maggiore varietà di colpi, anche se è assolutamente vietato eseguire mosse dolorose o che possano provocare ferite.
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