Il judo, arte marziale e sport da combattimento, ha una storia ricca e affascinante, intrecciata con la cultura giapponese e l'evoluzione dello sport moderno. La sua inclusione nei Giochi Olimpici ha segnato un punto di svolta, consacrandolo come disciplina globale.
Le Radici del Judo: Un'Evoluzione dal Jujitsu
Il judo nasce alla fine del XIX secolo, in un periodo di grandi cambiamenti culturali in Giappone. L'apertura al mondo occidentale portò all'assorbimento di nuove idee e, contemporaneamente, a un rigetto della cultura guerriera tradizionale, simboleggiata dal jujitsu. In questo contesto, la figura di Jigoro Kano emerge come innovatore. Kano, professore universitario con una forte vocazione pedagogica, comprese il potenziale dello sviluppo fisico e delle tecniche di combattimento come strumenti per la crescita intellettuale dei giovani.
Kano riformò il jujitsu, eliminando le tecniche pericolose e focalizzandosi su principi educativi. Codificò le tecniche più sicure nei kata, forme preordinate da praticare senza rischio di lesioni. Fondamentale fu l'introduzione di due principi cardine:
- Seiryoku zen'yo: il miglior impiego dell'energia fisica e mentale.
- Jita kyo'ei: tutti insieme per progredire.
A differenza del jujitsu, il cui scopo primario era l'efficacia nel combattimento, il judo poneva l'abilità come mezzo per raggiungere una condizione mentale di "miglior impiego dell'energia".
La disciplina si diffuse rapidamente in Giappone, con dojo in ogni città, e iniziò a espandersi nel mondo, anche grazie alla presenza di maestri giapponesi in Europa intorno al 1915.
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I Primi Passi del Judo in Italia
Anche in Italia, il judo mosse i primi passi all'inizio del XX secolo, sebbene con difficoltà iniziali.
- 1908: La prima dimostrazione di jujitsu eseguita da italiani ebbe luogo a Roma, il 30 maggio, a villa Corsini. "Due abilissimi sottufficiali di marina diedero una dimostrazione della teoria e della pratica della lotta giapponese".
- 1921: Carlo Oletti, capo cannoniere di prima classe, fu incaricato di dirigere i corsi di jujitsu alla Scuola Centrale Militare di Educazione Fisica a Roma.
- Anni '20: Nonostante gli sforzi di appassionati, il jujitsu faticava a diffondersi. I campionati italiani, dopo le edizioni del 1924, 1925 e 1926, furono interrotti. Nel 1927, la trasformazione della FJJI in Federazione Italiana Lotta Giapponese, guidata da Giacinto Puglisi, non diede i risultati sperati.
- 1928: Il quotidiano L’Impero organizzò una manifestazione con l’A.S. Cristoforo Colombo. L'evento ebbe successo grazie alla partecipazione di Mata-Katsu Mori, judoka giapponese, e del Maestro Jigoro Kano.
- 1929: Si disputò a Roma il quarto campionato italiano.
- Anni '30: Il trasferimento di Oletti a La Spezia rallentò l'entusiasmo, nonostante gli sforzi della Colombo.
- 1947: Ripresa dell’attività con la nomina di una commissione tecnica presieduta da Alfonso Castelli.
- 1948: In occasione dell'Olimpiade, una conferenza internazionale a Londra portò alla costituzione dell’Unione Europea di Judo (UEJ).
- 1949: Il II Congresso dell’UEJ approvò lo statuto e il regolamento tecnico, ripreso dal Kodokan. Aldo Torti divenne presidente e Alfonso Castelli segretario.
- 1951: Il IV Congresso dell’UEJ a Londra diede vita alla Federazione Internazionale di Judo (FIJ), con Torti presidente e Castelli segretario.
- 1952: La presidenza della FIJ passò a Risei Kano e la sede a Tokyo, ma Torti rimase a capo della UEJ.
Il Judo alle Olimpiadi: Un Percorso di Crescita
L'inclusione del judo nel programma olimpico rappresentò un momento cruciale per la sua diffusione e riconoscimento globale.
- Tokyo 1964: Il judo fece il suo debutto ai Giochi Olimpici nella città natale della disciplina. Le categorie di peso hanno subito cambiamenti nel corso degli anni.
- Dopo il 1964: A partire dal dopoguerra, con l'organizzazione dei primi Campionati Internazionali e Mondiali, e successivamente con l'adesione alle Olimpiadi, il judo si è sempre più identificato come sport da combattimento, mutuandone le caratteristiche di agonismo che provenivano dalle discipline di lotta occidentali. Si è perciò cominciato a privilegiare la ricerca del vantaggio minimo che permette di vincere la gara, a discapito del gesto tecnico più spettacolare ma più rischioso. Si è quindi sviluppata la tendenza a privilegiare un tipo di insegnamento che metta in condizioni gli allievi di guadagnare da subito punti in gara, punti che vengono utilizzati per determinare il passaggio di cintura, tralasciando l'aspetto educativo della disciplina.
Regolamento e Tecniche Fondamentali
Il judo è una tecnica di combattimento a mani nude che si basa su:
- Ukemi (cadute): Chi proietta l'avversario è tenuto a sostenerlo durante la caduta e ad appoggiare la mano a terra per attutire l'impatto.
- Tecniche di proiezione (Nage-waza): Eseguite in posizione eretta con mani, braccia, anca, piedi o gambe, oppure direttamente a terra.
- Tecniche di controllo (Katame-waza): Immobilizzazioni, leve articolari e strangolamenti.
Gli incontri hanno una durata di 5 minuti per gli uomini e 4 minuti per le donne. La vittoria si ottiene schienando l'avversario, immobilizzandolo per 20 secondi o per resa.
L'area di competizione (14x14 m a 16x16 m) è divisa in:
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- Area di combattimento (8x8 m a 10x10 m), delimitata da una zona rossa di pericolo di 1 metro.
- Area di sicurezza esterna, larga 3 metri.
Il judogi, la tenuta da combattimento, è composta da giacca e pantaloni, generalmente in cotone.
Atleti Italiani di Successo
L'Italia ha vantato numerosi atleti di successo nel judo, con medaglie olimpiche e riconoscimenti internazionali. Alcuni esempi includono:
- Olimpiadi di Mosca 1980: Ezio Gamba conquista la medaglia d'oro nella categoria -71 kg, seguito dall'argento a Los Angeles 1984.
- Olimpiadi di Los Angeles 1984: Frank Wieneke (GER, -78 Kg) oro a Los Angeles 1984 e argento a Seul 1988
- Olimpiadi di Pechino 2008: Ole Bischof (GER, -81 Kg) oro a Pechino 2008 e argento a Londra 2012
- Olimpiadi di Pechino 2008: Tuvshinbayar Naidan (MGL, -100 Kg) oro a Pechino 2008 e argento a Londra 2012.
Campioni Multipli: Leggende Olimpiche
Alcuni judoka hanno dominato le competizioni olimpiche, vincendo più medaglie d'oro in edizioni diverse:
- Peter Seisenbacher (AUT, -86 Kg): Oro a Los Angeles 1984 e Seul 1988.
- Masato Uchishiba (JAP, -66 Kg): Oro a Atene 2004 e Pechino 2008.
- David Douillet (FRA, +95 Kg e +100 Kg): Oro a Atlanta 1996 e Sydney 2000, bronzo a Barcellona 1992.
- Teddy Riner (FRA, +100 kg): Ha segnato la storia a Parigi 2024, diventando il secondo atleta a essere ultimo tedoforo e vincere l'oro nella stessa edizione. Con tre titoli individuali (Londra, Rio, Parigi) e un oro a squadre miste (Tokyo), è il judoka più titolato alle Olimpiadi, con sei medaglie totali.
Teddy Riner: Un Mito Vivente a Parigi 2024
Teddy Riner ha scritto una pagina indelebile nella storia del judo e dello sport francese ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Dopo aver acceso il braciere olimpico, ha conquistato l'oro nella categoria pesi massimi (+100 kg), eguagliando il record di Tadahiro Nomura con tre titoli individuali. Con la vittoria a squadre miste a Tokyo 2020, Riner è diventato il judoka più titolato alle Olimpiadi, superando Ryoko Tamura come atleta con più medaglie (sei) in questo sport ai Giochi. La sua performance a Parigi, culminata con un ippon sul coreano Kim Minjong, ha infiammato l'Arena Champs de Mars e consacrato Riner come una leggenda vivente.
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