MMA femminile e Bodybuilding: Un'analisi dell'evoluzione e dell'impatto

Negli ultimi anni, la partecipazione femminile negli sport da combattimento, in particolare nelle MMA (Mixed Martial Arts) e nel bodybuilding, ha subito una crescita esponenziale. Questo fenomeno non solo ha portato ad un aumento del numero di donne che praticano queste discipline, ma ha anche contribuito a sfidare gli stereotipi di genere e ad abbattere le barriere culturali.

L'ascesa delle donne negli sport da combattimento

Sempre più donne si appassionano agli sport da combattimento, una tendenza che possiamo vedere anche supportata da dati. I più recenti sono quelli dell'Istituto nazionale francese per la gioventù e l'educazione popolare che registrano come la maggior parte delle persone che praticano arti marziali risultano essere donne (con una percentuale del 62 per cento rispetto al 38 per cento degli uomini). Oltre alle MMA, arti marziali miste, le donne competono anche in altri sport da combattimento come la boxe, il kickboxing e il wrestling.

Stereotipi di genere e sfide culturali

"Lo sport ha ancora una prospettiva di genere - spiega - nel senso che c'è ancora una differenza di genere percepita negli sport e ovviamente quelli da combattimento non sono considerati femminili anzi, sono visti come una pratica che mina la femminilità delle ragazze”. Infatti quando ha iniziato a praticare kickboxing era l'unica ragazza della palestra. E infatti la strada per la vittoria di Marlen è stata una passeggiata nel bosco dei pregiudizi. Quando aveva tre anni ha detto ai suoi genitori di voler praticare le arti marziali ma i suoi - pensando fosse già troppo vivace - la iscrissono a danza classica. E così studia danza classica per quindici anni, fino a quando non ne ha compiuti 18 ed è volata a Milano per laurearsi in Relazioni Internazionali. Prima si iscrive a un corso di autodifesa ma presto scopre la kickboxing, quando fa ritorno nella sua Nardò, dove inizia a frequentare la palestra Victorious Fighters Club, intensifica gli allenamenti fino a diventare campionessa. “Sono stata l'unica donna fino a sei mesi fa, poi sono arrivate altre otto giovanissime e ci sono anche delle bimbe”. Da una parte nelle famiglie iniziano a cedere quelle convinzioni rispetto ai ruoli di genere e quindi rispetto alle attività per “maschietti” e “femminucce”.

Sicurezza personale e consapevolezza del corpo

Da un punto di vista pratico non è raro che le ragazze si iscrivano a corsi di arti marziali per una questione di sicurezza. E a volerla dire tutta anche Marlen Cirignaco ha pensato di avviarsi agli sport da combattimento in vista di alcuni stage che avrebbe svolto tra nord Africa e Medio Oriente. “Altri stereotipi veicolati rispetto a quei territori mi hanno convinta di dovermi mettere in qualche modo al sicuro, pensavo che in alcune zone le donne vivessero in costante pericolo. Iniziai quindi con un non si sa mai”. E la campionessa concorda sul tema della sicurezza personale come spinta a iscriversi a corsi di boxe o karate. “Sicuramente qualcuna si è avvicinata per questioni di autodifesa, ma lo stesso corso di difesa personale così come l'agonismo, quando si parla di sport da combattimento, fanno acquisire una grande consapevolezza del proprio corpo e di come si muove nello spazio circostante: ci si sente pronte ad affrontare situazioni di pericolo, si cambia insomma atteggiamento”. E si cambia atteggiamento su molti piani.

La battaglia per la parità

Nel corso della storia, le donne combattenti hanno dovuto affrontare una moltitudine di ostacoli che hanno impedito il loro progresso e il loro successo. Questi ostacoli includono - ancora oggi - una forte disparità retributiva e dei premi, opportunità limitate e una mancanza di riconoscimento rispetto agli sportivi uomini. Per questo la battaglia è anche culturale: invece di soccombere alle limitazioni imposte dalla società, le donne che praticano sport da combattimento utilizzano questi pregiudizi come carburante per spingersi oltre.

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MMA: Arti Marziali Miste

L'MMA è uno sport da combattimento che prende il proprio nome dalla sigla inglese Mixed Martial Arts, che significa arti marziali miste. Questo sport ha origine nell'antico pancrazio greco e in particolare venne introdotto nei Giochi olimpici del 648 AC, per poi diffondersi nella società romana.

Regolamento e preparazione atletica

I combattimenti professionistici di MMA sono composti da 3 riprese da 5 minuti l'una con 1 minuto di riposo tra i round. La vittoria si ottiene per KO, se uno dei due atleti chiede lo stop, a punti, per infortunio o squalifica dell'avversario. Gli atleti vengono visitati anche dopo l'incontro per accertare che non abbiano subito alcun trauma. Nei match e negli allenamenti di MMA si indossano pantaloncini larghi che permettono la massima libertà di movimento. Preparazione atletica composta da un numero prestabilito di round che di solito è lo stesso dei combattimenti reali. In ognuno si intervallano esercizi dinamici che prevedono sforzi aerobici e muscolari e in cui viene replicato un combattimento.

Caratteristiche e allenamento

MMA è l’acronimo di mixed martial arts, o arti marziali miste. Si tratta di uno sport da combattimento a contatto pieno il cui regolamento consente l’utilizzo di tutte le tecniche sportive delle arti marziali e degli sport di combattimento. Questo sport ha origine nell’antico pancrazio greco e in particolare venne introdotto nei Giochi olimpici del 648 AC, per poi diffondersi nella società romana. Sparito per molti secoli, è tornato in auge nel 1800 negli Stati Uniti, arrivando anche in Italia attorno agli anni Novanta del secolo scorso. Come ci si allena? La caratteristica principale delle MMA è la sua eccitante combinazione di tecniche di combattimento e di lotta sia a terra che in piedi che consente a persone di tutte le stature e categorie di peso di eccellere in questa disciplina. Gli Allenamenti di MMA sono alquanto fisici in quanto sono necessarie qualità fisiche di vario genere: velocità, resistenza, potenza, forza, agilità, condizionamento atletico globale elevato. Inoltre vi sono molte tecniche da conoscere, apprendere, assimilare e poi combinare. Proprio perchè si tratta di discipline miste di combattimento e marziali, lo studio della tecnica sarà continuo.

Crescita personale e autodisciplina

Alla base di questa disciplina, come succede per tutti gli sport ma in particolare per le arti marziali, c’è infatti l’autodisciplina e il senso del controllo del proprio corpo, sia dentro che fuori dal ring. La pratica regolare dell’Arte Marziale possiede un alto valore educativo. L’allenamento assiduo e costante ha grandi potenzialità nel cambiare in meglio una persona, sia fisicamente che psicologicamente. Dal punto di vista fisico il praticante rinforza la muscolatura ed acquisisce flessibilità e scioltezza. L’esercizio contribuisce a prevenire le malattie e migliora la performance dei nostri organi ed apparati: cardiovascolare, respiratorio, linfatico, osteoarticolare, neuro-endocrino. Dal punto di vista psicologico chi è troppo aggressivo apprende la moderazione ed il controllo di se, chi al contrario è timido ed introverso trova fiducia in se stesso ed impara ad esprimere le proprie emozioni e a trovare il coraggio di manifestarle gestendo la propria ansia.

MMA: uno sport per tutti?

Se si cercano foto in rete di MMA si trovano soprattutto immagini di uomini che combattono. In effetti fino a una ventina di anni fa questa disciplina era esclusivamente maschile e considerata in termini di “persone rissose che praticano la violenza”. Poi l’interesse è cresciuto sempre più tra le donne, che si sono accostate a questo sport. Le MMA (in inglese mixed martial arts) moderne nascono negli anni ’90 per dare risposta ad una domanda diffusa nel grande pubblico da quando negli anni ’70 esplose il fenomeno dei film di arti marziali: “chi vincerebbe tra un pugile e un karateka? È meglio la lotta o la kickboxing”? Oggi le MMA sono diventate un fenomeno mondiale e hanno sempre più successo anche come sport amatoriale per migliorare il proprio fisico, scaricare lo stress ed anche per la difesa personale. Ad esempio le forze armate USA hanno sviluppato un programma di combattimento corpo a corpo basato su tecniche e metodi d’allenamento delle MMA.

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Aspetti mentali e regole di sicurezza

Sul piano mentale, le MMA, come tutti gli sport da combattimento, insegnano al praticante il controllo della rabbia, a vincere le proprie paure, a prendere decisioni immediate e sotto stress ed il senso di responsabilità. Nei combattimenti di MMA e negli allenamenti in coppia è sempre obbligatorio usare paradenti e protezione inguinale. Negli sparring e nei combattimenti sono obbligatori i guanti a dita libere (da 4 once per i professionisti, da 6 per i dilettanti e nelle MMA Light).

Popolarità e figure di spicco

Il primo da citare è l’irlandese Conor McGregor. Nel 2017, ha guadagnato 30 milioni di dollari per un combattimento di boxe contro il campione di pugilato Floyd Mayweather che catalizzò l’attenzione di tutti i media mondiali. Lui ed il russo Khabib Nurmagomedov sono stati inseriti dalla TV sportiva americana ESPN, rispettivamente al quinto e quindicesimo posto, nella top 20 degli sportivi più famosi al mondo nel 2019. In particolare, McGregor ha superato atleti come i tennisti Roger Federer, Rafael Nadal e Serena Williams oltre a calciatori come Paul Pgba, la stella NBA Stephen Curry ed il golfista Tiger Woods. Invece, Ronda Rousey, prima donna nella storia delle MMA ad essere pagata più di 1 milione di dollari per un solo match, è diventata famosa anche come modella, star della WWE ed attrice in film e serie TV come I Mercenari 3, Fast & Furious 7, 9-1-1 ed altre. Gina Carano è diventata famosa anche in Italia interpretando “Cara” Dune in The Mandalorian. Negli USA, in Giappone e Brasile, i paesi dove le MMA hanno il maggior seguito, diversi campioni sono diventati testimonial di grandi aziende. In Italia invece, Alessio Sakara è diventato un personaggio TV (Tu si que vales, Pechino Express, Amici) ed attore in film con Claudio Bisio e Nicolas Vaporidis.

Allenamento e preparazione fisica

Sono sempre di più gli uomini e le donne che iniziano a praticare le MMA non per combattere ma solo per tenersi in forma, sfogarsi e per imparare l’autodifesa. Lo schema di un allenamento tipo differisce tra amatori e dilettanti sostanzialmente solo per durata ed intensità. Preparazione atletica. Il sistema più diffuso consiste in un numero di round uguali per numero e durata a quelli di un combattimento di MMA o di poco più lunghi. Dureranno quindi dai 3 ai 4 minuti. Ogni round è una successione no stop di esercizi che prevedono uno sforzo sia aerobico sia muscolare. Ognuno di essi può durare dai 20 ai 40 secondi massimo. Sono esercizi dinamici in cui viene replicata la movimentazione tipica di un combattimento di MMA. Possono essere a corpo libero o, più spesso, con l’ausilio di attrezzi come piccoli manubri, fitball, Kettlebells, corde ed altro. Sparring ovvero una sorta di simulazione di combattimento tra compagni di palestra. Viene normalmente eseguito senza portare i colpi a piena potenza per evitare traumi ai praticanti e questo rende le MMA praticabili da chiunque. Solo chi si prepara per match ufficiali di MMA sostiene sparring “pesanti” ovvero affondando i colpi ma non spesso, in quanto sarebbe troppo usurante per il fisico.

Abbigliamento e attrezzatura

Nei match e negli allenamenti di MMA si indossano pantaloncini larghi che permettono la massima libertà di movimento delle gambe. Negli allenamenti e nei match dilettanti di MMA si indossa anche una maglietta in materiale traspirante ed aderente, in gergo “rash guard”. Allo stesso tempo è uno dei pochi sport che fa lavorare molto anche la muscolatura e quindi tonifica e rassoda.

MMA per donne e bambini

Come abbiamo visto, le MMA sono praticate sia da uomini sia da donne, queste ultime sono anzi in continuo aumento dati i vantaggi psicofisici di questo sport. L’agonismo può cominciare a 14 anni per entrambi i sessi con le MMA Light. Le strutture più grandi hanno inoltre attività per bambini più piccoli, della fascia d’età della scuola primaria. In questo caso si tratta di attività propedeutica e non di MMA vere e proprie. In pratica, si svolge una preparazione atletica mirata a sviluppare un fisico adatto alle MMA.

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Regolamenti e limitazioni

Va sfatato il mito che nelle MMA di oggi sia possibile utilizzare qualunque tecnica. Infatti, le MMA moderne sono uno sport che segue regolamenti internazionali ben precisi. A queste limitazioni, tra i dilettanti si aggiunge il divieto di ginocchiate in faccia e di usare i gomiti. Inoltre, si praticano le MMA Light. I combattimenti professionistici di MMA durano 3 riprese da 5 minuti l’una con 1 minuto di riposo tra i round. Quando c’è un titolo in palio i round diventano 5. Invece, tra i dilettanti, la durata si riduce a 3 round da 3 minuti.

Area di gara e sicurezza

L’area di gara, in gergo chiamata “gabbia”, è un ring sopraelevato, con tappeto imbottito per attutire le cadute. Di solito è di forma ottagonale ma a volte anche circolare o quadrata. È delimitato da una rete o, sempre più raramente, da corde come i ring di pugilato. L’uso della rete si è imposto per ragioni di sicurezza in quanto garantisce che gli atleti non cadano all’esterno durante le fasi di lotta. Tutti gli atleti di MMA devono utilizzare protezione inguinale, paradenti e guanti a dita libere che permettano la presa con le mani. Questi guanti pesano 4 once nei professionisti e 6 nei dilettanti. Per poter combattere, anche nelle MMA Light, è necessario superare apposite visite mediche. Durante un evento di MMA devono essere sempre presenti un medico specializzato in medicina dello sport ed un’ambulanza. Prima di ogni match gli atleti vengono visitati per verificare eventuali impossibilità momentanee a combattere (ad esempio uno stato febbrile). Il medico di gara può far fermare un match in qualunque momento se ritiene in pericolo l’incolumità di un atleta.

Controlli antidoping e divieti

UFC applica a tutti i suoi atleti i controlli dell’agenzia antidoping americana (USADA). Tra i dilettanti a livello internazionale la I.MMA.F ed in Italia la F.I.G.MMA utilizzano i protocolli dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA). PELLE DI MAYA per la durata. Sono vietati i match di MMA tra atleti di sesso diverso e tra professionisti e dilettanti. Si può combattere a contatto pieno, sia da professionisti sia da dilettanti, a partire dai 18 anni. Il limite si abbassa a 14 anni per le MMA Light. Agli albori delle MMA erano comuni i tornei ad eliminazione diretta con atleti che combattevano 2 o 3 volte nella stessa serata. Oggi tra i professionisti questo non accade quasi più.

Federazioni e requisiti fisici

Nelle MMA tra i professionisti non esistono federazioni e non si assegnano titoli mondiali o continentali. Ci sono molte organizzazioni che promuovono ognuna una loro serie di eventi nell’arco dell’anno. Per praticare MMA a livello amatoriale, dilettantistico o professionale i requisiti fisici sono gli stessi richiesti per la Kickboxing e tutti gli altri sport da combattimento. Per gli amatori è sufficiente il certificato di buona salute del medico di base mentre per i combattimenti sono previste le visite mediche di cui abbiamo parlato sopra. In particolare, non può praticare MMA, nemmeno a livello amatoriale, chi è afflitto da malattie trasmissibili col sangue e la saliva o chi ha un forte deficit visivo, anche se in un solo occhio. La continuità dello sforzo aerobico, anche per gli amatori, può rendere le MMA pericolose per i cardiopatici. Essendo sport da contatto, le MMA sono da evitare per chiunque soffra di patologie circolatorie che rendono pericoloso il subire ematomi. Non sono indicate per chi soffre di gravi patologie alla colonna o alle articolazioni, affetti da fragilità ossea ed ovviamente agli emofiliaci ed alle donne in gravidanza. Comunque, la decisione in merito spetta al medico sportivo dopo valutazione del quadro clinico generale.

Storia ed evoluzione

Le radici delle MMA sono nell’antico pancrazio greco. La disciplina venne introdotta nei Giochi olimpici del 648 AC. In essa non solo si combinavano il pugilato e la lotta, ma il regolamento consentiva agli atleti di utilizzare ogni tecnica possibile per sconfiggere l’avversario. Il pancrazio si diffuse poi anche nella società romana e gli atleti greci spesso combattevano nelle arene. Fino al XVIII secolo non si ha più notizia di competizioni simili alle MMA. È solo nel ‘700, in Nord America, che si organizzano per la prima volta dei combattimenti senza regole detti “rough and tumble”, espressione traducibile come “rissa” essendo da considerare più un duello a mani nude che uno sport. È solo nell’800, soprattutto negli USA, che si cominciano ad organizzare degli incontri con poche regole tra praticanti di sport da combattimento diversi. Di solito si trattava di sfide tra pugili e lottatori. Infatti, il primo match documentato avvenne nel 1887 negli USA tra il campione mondiale dei pesi massimi di boxe John L. Sullivan ed il campione di lotta William Muldoon. Vinse Muldoon in soli due minuti. Tuttavia, queste sfide andarono pian piano sparendo da inizio ‘900 dato lo sviluppo di sport da combattimento codificati come boxe e lotta olimpica. L’unica eccezione fu il Brasile. Qui negli anni ’20, i fratelli Gracie impararono l’arte giapponese del Ju Jitsu da Mitsuyo Maeda, un maestro nipponico che girava il Mondo per combattere con praticanti di altre discipline. Dopo il suo ritorno in patria, i Gracie continuarono ad organizzare sfide con atleti di lotta, karate, capoeira, boxe ed altre arti marziali. Venivano chiamate match di vale tudo, in portoghese “vale tutto”, dato che a parte i colpi sui punti vitali come la gola era permesso davvero quasi tutto.

Le MMA in Italia

È a fine anni ’90 che nel nostro Paese si organizzano i primi eventi di MMA. Per la verità questa sigla non era stata ancora creata e si parlava di solito di eventi di free fight (combattimento libero). A causa della limitata diffusione di internet si sapeva ben poco di quanto accadeva negli USA ed i regolamenti erano in pratica improvvisati volta per volta. La svolta arriva nel 2005 quando Alessio Sakara è il primo italiano nella storia a debuttare in UFC. Il suo traguardo personale cattura l’attenzione di tutto il mondo delle arti marziali italiane ed iniziano a nascere le prime palestre e federazioni di MMA nella Penisola. A fine anni 2000, la FIJLKAM, la federazione del CONI che gestisce lotta, judo e karaté dà incarico alla F.I.G.MMA (Federazione Italiana Grappling ed MMA) di gestire questo sport in Italia. Nel 2016, organizza il suo primo evento in terra italiana Bellator, la promotion principale concorrente di UFC. Oggi, diversi atleti italiani combattono con ottimi risultati nella stessa UFC e nei principali circuiti mondiali.

Abbigliamento MMA femminile

L’abbigliamento MMA donna riesce in un’impresa non facile: quella di coniugare la femminilità e la funzionalità di un abbigliamento adatto all’allenamento più intenso. Allo stesso tempo, grazie a designer di eccezione, l’abbigliamento MMA donna riesce a sottolineare la femminilità e lo stile, anche in uno sport di combattimento.

Scelta del top e dei pantaloncini

Nella scelta dell’abbigliamento MMA donna bisogna fare attenzione soprattutto al top. Per questo è necessario puntare su un capo tecnico come il Top Logo di Leone 1947. Una prima caratteristica importante di questo capo è data dalla totale assenza di cuciture. Questo perché possono procurare, nei movimenti, un fastidioso sfregamento che a lungo andare può provocare anche piccole lesioni della pelle. Per questo motivo un top senza cuciture è sempre da preferire per gli allenamenti di MMA. Il materiale, una fibra composita di nylon ed elastane, garantisce la leggerezza e allo stesso tempo la tenuta del top. Per quel che riguarda i pantaloncini da MMA per donna, è importante che rispettino le indicazioni delle federazioni sportive. Quindi che non abbiano tasche, in modo da non offrire una facile appiglio all’avversario. L’elastico alto in vita consente di regolare al meglio il pantaloncino, adattandolo alle diverse misure, e garantisce che rimanga sempre in posizione, anche durante l’allenamento. E tutto questo con uno stile che è davvero in grado di catturare l’attenzione: infatti questo modello è caratterizzato da un design che riprende lo stile dei tipici tatuaggi Maori. Un capo di abbigliamento dove tecnica e femminilità riescono a fondersi in maniera assolutamente equilibrata e unica. Perché l’allenamento MMA è sicuramente uno dei più duri, ma questo non significa che le donne che lo praticano devono rinunciare a essere eleganti e femminili.

Consigli per l'acquisto

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Bodybuilding: Un'altra dimensione della forza femminile

Il bodybuilding femminile, sebbene distinto dalle MMA, condivide con esso l'obiettivo di sfidare le convenzioni di genere e di celebrare la forza fisica delle donne. Il bodybuilding si concentra sullo sviluppo muscolare attraverso l'allenamento con i pesi e una dieta specifica.

Sfide e stereotipi nel Bodybuilding femminile

Anche nel bodybuilding, le donne hanno dovuto affrontare stereotipi e pregiudizi. Spesso, le bodybuilder sono state criticate per aver "perso la loro femminilità" o per aver cercato di assomigliare agli uomini. Tuttavia, molte donne hanno abbracciato il bodybuilding come un modo per esprimere la propria forza e determinazione, e per ridefinire i canoni di bellezza.

Benefici fisici e mentali

Come le MMA, il bodybuilding offre numerosi benefici fisici e mentali. L'allenamento con i pesi aiuta a sviluppare la massa muscolare, aumentare la forza e migliorare la salute cardiovascolare. Inoltre, il bodybuilding può aumentare l'autostima e la fiducia in se stessi, e fornire un senso di disciplina e controllo.

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