L'espressione "ognuno combatte la propria battaglia" evoca una profonda riflessione sulla complessità dell'esistenza umana. Spesso ci troviamo a interagire con gli altri senza essere pienamente consapevoli delle sfide, dei dolori e delle difficoltà che affrontano quotidianamente. Questa consapevolezza ci invita a coltivare l'empatia, la gentilezza e la comprensione verso chi ci circonda.
La Battaglia Interiore: Un Universo Sconosciuto
Dietro ogni volto, dietro ogni sorriso, si cela un mondo interiore ricco di esperienze, emozioni e conflitti. Ognuno di noi è un universo a sé stante, con le proprie battaglie da combattere. Queste battaglie possono essere di natura diversa: problemi personali, difficoltà economiche, lutti, malattie, insicurezze, paure. Sono sfide che plasmano la nostra identità, che ci mettono alla prova e che ci spingono a crescere.
L'Inconsapevolezza e i Pericoli Nascosti
Spesso, non siamo consapevoli della portata delle battaglie che gli altri stanno combattendo. Una persona, con buone o cattive intenzioni, raramente sa quanto può essere pericolosa per se stessa e per gli altri. Questa inconsapevolezza è dovuta al fatto che la nostra mente è una locomotiva che crea pensieri senza sosta, in maniera frenetica e vertiginosa. Rimugina su tutto, formula ipotesi riguardo all’ambiente circostante, fa supposizioni, crea nuove idee e concetti, pensa e ripensa, anticipa il peggio ed emette giudizi sugli altri e anche su noi stessi, chiaramente. Questo martellare incessante ci tortura, ci fa del male e ci lascia come ricordo un sacco di “spazzatura mentale”.
La Mente e i Suoi Inganni
Gli studiosi affermano che abbiamo più di 60.000 pensieri al giorno. Si stima che molti di questi pensieri (circa l’80%) nella maggior parte delle persone siano negativi, tossici, disfunzionali. Agiamo in automatico la gran parte del tempo. Siamo tremendamente influenzati dalle nostre credenze, convinzioni che si sono formate durante l’infanzia e che si sono radicate attraverso le esperienze. Alcune di queste credenze sono nel nostro subconscio e da queste nascono i nostri pensieri e giudizi più immediati. Se alcune di queste credenze sono sbagliate o malate, lo saranno anche molti dei nostri pensieri e giudizi. Emettiamo costantemente dei giudizi, verso noi stessi e verso gli altri. La conseguenza di tutto questo, ovviamente, è la sofferenza. La nostra mente formula giudizi come forma di protezione, di sopravvivenza, ma questo non vuol dire che questi giudizi assecondino sempre il proposito per cui sono stati “formulati”.
La Trappola delle Aspettative e l'Importanza dell'Accettazione
Pensiamo che l’altro abbia il nostro stesso punto di vista ed è in parte per questo che soffriamo così tanto. Ognuno, però, vede la vita con occhiali diversi e quello che per noi ha un certo significato, per altri probabilmente ne avrà uno diverso. E in nome di questa bugia per cui tutti dovrebbero avere lo stesso punto di vista (il nostro, ovviamente), osiamo giudicare l’altro. Giudichiamo anche noi stessi, dimenticandoci dell’errore che commettiamo nel giudicare il passato dal futuro, consapevoli delle conseguenze di un’azione che al tempo non erano sicure, solo probabili, così come tante altre. Ad ogni modo, non sono gli altri che ci fanno stare male. In realtà, sono le aspettative che abbiamo sugli altri a farci soffrire. Ci aspettiamo che gli altri siano come noi desideriamo e non siamo in grado di accettarli per come sono davvero.
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L'Amore e l'Accettazione Come Chiavi di Volta
Quando accettiamo la nostra essenza, in tutte le sue sfumature, cominciamo a guardare con tenerezza le sfumature degli altri. Quando crediamo che qualcuno non stia per attaccare, in fondo potrebbe essere nel bel mezzo della sua battaglia interiore. Lo fa inconsapevolmente, attraverso le sue ferite emotive e con le sue strategie di sopravvivenza apprese durante l’infanzia, quando era in cerca di amore e accettazione. Dobbiamo accettare il fatto che non tutti si comportano come piacerebbe a noi o che non si interessino a noi nel modo in cui vorremmo, ma in un altro. Siamo qui prima di tutto per amare, non per giudicare, per sentire e non per ragionare. Ricordiamo che l’amore aumenta a mano a mano che il giudizio diventa flessibile, compassionevole e meno rigido. L’amore dà felicità, il giudizio, invece, regala sofferenza. Se smettiamo di giudicare e iniziamo a guardare con il cuore, la nostra sofferenza inizierà a scomparire. O scegliamo di essere vittime oppure di essere responsabili. La vittima giustifica, mente, colpevolizza, si lamenta e si arrende. La vita ci farà vivere esperienze per farci aprire gli occhi, ma è una nostra decisione quella di essere vittime o responsabili. Chi non impara dalla sua stessa storia, è condannato a ripetere sempre gli stessi errori.
L'Importanza della Gentilezza e della Comprensione
La consapevolezza che "ognuno combatte la propria battaglia" ci spinge a essere più gentili, più comprensivi e più tolleranti verso gli altri. Un sorriso, una parola gentile, un gesto di aiuto possono fare la differenza nella vita di una persona che sta affrontando un momento difficile. Essere gentili non è certo sintomo di debolezza, anzi. Beethoven chiosava: «Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile». Gentilezza, da non confondere con educazione. Essere gentili non perché si deve ma semplicemente perché si vuole. Donare gentilezza ci pone di fatto davanti a un gesto totalmente spontaneo e gratuito.
La Fragilità della Fede e la Forza della Speranza
L'espressione "ognuno combatte la propria battaglia" può essere interpretata anche in un contesto spirituale. Come affermava San Paolo, la fede è una battaglia da combattere quotidianamente. Vincere significa conservare la fede, alimentandola alla fonte della Parola e custodendo la fiammella della speranza. Non deve fare dunque meraviglia il fatto che tanti perdano la fede, se si spegne con facilità una candela. Non deve fare meraviglia il fatto che non c’è timor di Dio. Non deve fare meraviglia sentire che c’è ateismo ed incredulità. La vera meraviglia consiste nel fatto che ci sia chi continua a credere. L’autentico stupore sta nel fatto di poter contemplare una umanità che, nonostante un’esistenza paragonabile ad una valle di lacrime, è avvolta da un oceanico amore. L’incanto consiste nel fatto che, nonostante il male dell’uomo, c’è chi continua a credere in questa umanità.
La Fede Come Roccia e la Speranza Come Luce
La fede, nel mondo biblico, è stabilirsi sulla roccia. Per chi poggia la vita in Cristo, nonostante i terremoti esistenziali o spirituali, non si affonda nel dubbio, non si resta affogati nelle innumerevoli incertezze. La fede è tale proprio per il fatto che attraversa l’oscurità della notte interiore.
La Battaglia per Essere Speciali e la Bellezza dell'Imperfezione
Tra le tante battaglie che portiamo avanti quella per essere speciali è una delle prime. Desideriamo affermarci come individui ed essere un po’ al di sopra degli altri. Come se esistere non fosse abbastanza: dobbiamo vincere la competizione. Questo aspetto non è solo collegato all’aggressività ma alimenta anche una sotterranea paura: quella di non farcela, di non arrivare dove vorremmo. E, ancora più profondamente, la paura di non avere nulla da offrire, nulla da dare. È per superare questa paura che cerchiamo di diventare speciali. È per questo che - secondo Roger Housden - è importante guardare alle nostre motivazioni. Per comprendere se vengono da un’area di conflitto o da un’area espressiva. Perché, se vengono dalla nostra paura, ci porteranno, inevitabilmente, a lottare. È la paura stessa che alimenta la lotta. Allora la domanda che potremmo farci è “Sto esprimendo una aspirazione naturale a realizzarmi come persona oppure sto lottando contro la paura di essere un fallimento?” Ognuno di noi è, in un certo senso, speciale. Siamo unici, diversi e abbiamo potenzialità specifiche. In alcuni casi abbiamo anche dei talenti naturali. Spesso realizziamo le nostre abilità in un’area specifica e questo si accompagna ad un senso di realizzazione e di umiltà. Più ci realizziamo, più impariamo un certo senso delle proporzioni che ci fanno dire che siamo unici ma non speciali. La nostra vita, dice Housden, sta nella realizzazione di queste potenzialità, qualunque queste possano essere. Possiamo essere cuochi o contadini, guaritori o meccanici.
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La Battaglia della Perfezione e l'Accettazione dell'Imperfetto
Per molti di noi la battaglia è lo sforzo di fare e di fare il meglio possibile. Così possiamo imparare a distinguere tra cosa vuol dire sforzo e cosa vuol dire battaglia. Se cerchiamo di avere la casa perfetta, la relazione perfetta, il lavoro perfetto possiamo capire che c’è una specie di paura dietro al nostro desiderio di miglioramento: è il rifiuto di riconoscere che la vita - e noi stessi inclusi - non è perfetta. È semplicemente imperfetta. Le cose negative accadono, ma questo non vuol dire rinunciare alla gioia di vivere ma, piuttosto, gustare ogni gioia di vivere e non pensare che lottare ti risparmierà che accadano delle cose negative. Convivi con le tue - e nostre - meravigliose imperfezioni.
La Lotta Amorosa e la Dimensione Senza Tempo
Spesso le relazioni sentimentali diventano uno dei nostri campi di battaglia preferiti. Attraversiamo momenti bui e altri leggeri e luminosi ma, senza dubbio, è più semplice stare in relazione con qualcuno se siamo in una amorosa relazione con noi stessi. Non possiamo inseguire l’amore. Possiamo essere aperti a noi stessi e al mondo e il mondo può risponderci. E tutti noi sperimentiamo momenti improvvisi in cui il senso di appartenenza al mondo illumina la nostra vita con una profonda qualità di accettazione. Il tempo e la dimensione senza tempo coesistono proprio nel corso della nostra vita. proprio adesso che stiamo leggendo e scrivendo. Dentro ognuno di noi c’è un silenzio e una quiete che non sono in movimento temporale, non attraversano lo spazio e il nostro compito è sperimentarli mentre siamo in questo tempo. Ogni giorno cerchiamo di “essere in tempo” per qualcosa eppure, mentre ci muoviamo verso i nostri appuntamenti, non siamo forse fermi nel presente? Un punto di quiete nel tumulto del mondo. Perché è la Presenza che dissolve la battaglia: è così semplice eppure così difficile da afferrare.
Saggezza e Conoscenza: Un Equilibrio Essenziale
Viviamo in un tempo di conoscenza e la conoscenza può essere immensamente utile e potente. Ma la saggezza viene da una dimensione diversa. C’è una dimensione della nostra vita che vive nel tempo e un’altra dimensione che vive nella Presenza. Una dimensione di quiete e calma È da quest’ultima dimensione che proviene una conoscenza senza parole. Una conoscenza che ci dice cosa è necessario che sia fatto o cosa abbiamo bisogno di dire o che accada in un certo momento. Questa è saggezza e la saggezza non viene dall’accumulare la conoscenza. Mettere insieme saggezza e conoscenza è, forse, la parte più grande del viaggio della nostra vita.
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