Porta tuo figlio a fare judo: benefici e guida completa per i genitori

Iniziare a praticare le arti marziali in tenera età apporta molteplici benefici ai bambini, influenzando positivamente sia la loro salute fisica che mentale. Sebbene Daniel LaRusso, il famoso personaggio di Karate Kid, abbia iniziato al liceo, l’età ideale affinché i bambini possano iniziare a praticare le arti marziali è molto prima. Questa disciplina offre molteplici benefici di cui i bambini possono trarre vantaggio durante la loro infanzia, promuovendo valori essenziali come il rispetto, la fiducia in sé stessi e la perseveranza.

Arti marziali: più di un semplice sport

Le arti marziali comprendono pratiche, tradizioni, procedure e metodi di combattimento che sono stati sviluppati nel corso della storia. Con i loro rituali e combattimenti simulati, si concentrano sull’integrità personale, sull’autodifesa e sul minimo impatto su terzi. Lungi dall’essere uno sport che incita alla violenza, questa disciplina promuove una filosofia e una visione del mondo che instillano rispetto e insegnano valori positivi a chi la pratica.

A che età iniziare le arti marziali?

Non esiste un’età o un limite preciso affinché i bambini possano iniziare a praticare le arti marziali. Tuttavia, questo è uno degli sport con i maggiori benefici per i bambini, quindi quanto prima i bambini si avvicinano ad una disciplina da combattimento, tanto più è probabile che acquisiscano le abitudini sportive necessarie per sviluppare competenze e abilità a livello tecnico e mentale.

In generale, l’età più indicata per iniziare a praticare sport da combattimento è intorno ai 4 o 5 anni. In questa fase, i bambini hanno raggiunto un livello di maturità fisica ed emotiva che consente loro di sfruttare appieno i benefici delle arti marziali.

Il momento giusto secondo la disciplina

Ogni disciplina ha le sue particolarità e, a seconda dei casi, sarà consigliabile che i bambini inizino la pratica delle arti marziali in età diverse.

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  • Karate: Solitamente accessibile ai bambini dai 3 anni in su. I programmi pensati appositamente per questa età introducono semplici movimenti ed esercizi che promuovono lo sviluppo fisico e cognitivo in modo progressivo.
  • Judo: Richiede un livello più elevato di concentrazione, coordinazione, autocontrollo e capacità motorie. In questo caso è preferibile che i bambini inizino a praticare questo sport a partire dai 5 anni, una volta che abbiano sviluppato le competenze necessarie.
  • Programmi per bambini piccoli: Alcune scuole di arti marziali offrono programmi pensati per bambini di 2 o 3 anni. Questi programmi si concentrano su attività ludiche che promuovono le capacità motorie, l’equilibrio, la coordinazione e la concentrazione.

Altri aspetti da tenere in considerazione

Oltre alla disciplina da praticare, ci sono altri fattori che aiutano a determinare l’età ideale in cui i bambini possono iniziare le arti marziali. Ogni bambino è diverso e il momento giusto per avvicinarsi a questo sport è del tutto personale. Osservare lo sviluppo individuale, il livello di interesse e la motivazione di tuo figlio ti guiderà nel momento giusto per iniziare i tirocini. Valuta se il tuo piccolo te lo ha chiesto, se si sente all’altezza, è capace di restare solo e può comprendere gli insegnamenti dell’istruttore. Esplorare i programmi adatti alla sua età e le proposte delle scuole di arti marziali ti aiuterà anche a sapere se questo sport è un’opzione adatta al tuo piccolo.

Quale arte marziale scegliere?

Le arti marziali comprendono un’ampia varietà di discipline di combattimento che presentano tecniche, pratiche e approcci diversi. Se ritieni che tuo figlio sia pronto per iniziare questo tipo di sport, è importante scegliere l’opzione più appropriata. Il judo o il karate, ad esempio, sono ideali per i bambini più piccoli poiché si concentrano sullo sviluppo delle capacità motorie e della fiducia in se stessi. Man mano che crescono, possono esplorare altre discipline più complesse come il taekwondo o il kung-fu, che incorporano tecniche più avanzate e promuovono la concentrazione e la perseveranza. Conoscere le diverse alternative disponibili nella tua città, gli interessi di tuo figlio e il focus di ciascuna disciplina ti aiuterà a trovare l’opzione giusta per lui o lei.

Panoramica delle principali arti marziali

  • Karatè: Originario di Okinawa, in Giappone, il karate è caratterizzato da pugni, schiaffi, calci e parate eseguiti con fermezza e potenza. In combattimento, l’obiettivo è sconfiggere l’avversario applicando efficacemente alcuni colpi. Il karate per bambini è un’opzione completa e benefica, poiché contribuisce allo sviluppo dell’apparato psicomotorio, della velocità, della flessibilità, della tolleranza alla frustrazione e della crescita emotiva e mentale.
  • Judo: Con radici giapponesi, il judo si distingue come un’arte marziale che ha la sua principale meccanica di combattimento nella lotta. In questa disciplina l’abilità sta nell’assorbire la forza e il peso dell’avversario per ottenerne la sconfitta. Probabilmente considerata l’arte marziale meno aggressiva, il judo si concentra principalmente sulla difesa. Questa disciplina offre l’opportunità di eseguire un’ampia gamma di movimenti e tecniche, favorendo l’esplorazione e la padronanza del proprio corpo. Questo, a sua volta, incoraggia l’autocontrollo, l’autostima e la sicurezza personale. Inoltre, il judo trasmette valori positivi, come il rispetto e il cameratismo. L’UNESCO ha dichiarato lo sport del Judo la migliore formazione iniziale per bambini e ragazzi dai 4 ai 21 anni e come pratica regolare a qualsiasi età con appropriate limitazioni.
  • Taekwondo: Originario della Corea, il taekwondo si distingue per dare priorità all’uso di calci e colpi eseguiti con i piedi e le gambe, riservando in misura minore l’uso delle mani e dei gomiti. È un’arte marziale a contatto diretto, caratterizzata da colpi a distanze più ampie, basandosi sull’abilità e sulla potenza delle gambe. Il Taekwondo nei bambini non si concentra solo sull’abilità fisica. Cerca anche di migliorare l’allineamento del corpo, rafforzando il corpo e la capacità di connettersi con esso.
  • Kung Fu: Il Kung-fu è una delle arti marziali più antiche e riconosciute. La sua origine risale ai monaci Shaolin, che lo crearono allo scopo di acquisire abilità difensive. Ma questa antica disciplina non è solo un’arte marziale; È anche considerata una forma di spiritualità. È caratterizzato dall’uso del “corpo a corpo”, che incorpora pugni, calci, prese, movimenti e vari movimenti acrobatici. Il Kung-fu nei bambini promuove valori essenziali come la non violenza e l’autocontrollo. Inoltre, è un modo per esplorare e perfezionare la connessione tra corpo e mente, consentendo lo sviluppo sia a livello fisico che spirituale.

Benefici delle arti marziali nei bambini

Le diverse tipologie di discipline all’interno delle arti marziali nei bambini sono molto più di una semplice attività fisica. Praticare questi tipi di sport offre benefici significativi sia per la salute fisica che mentale.

  • Migliorano l’autocontrollo e l’attenzione: Queste discipline richiedono una concentrazione costante per apprendere ed eseguire movimenti specifici.
  • Coltivano la crescita individuale: Le arti marziali si concentrano sulla crescita individuale piuttosto che sulla competizione di squadra, enfatizzando il miglioramento personale e l’auto-miglioramento.
  • Trasmettono valori importanti: Oltre alla preparazione fisica, i bambini imparano la fiducia, la giustizia, la perseveranza, la volontà, l’umiltà, il coraggio e l’onestà.
  • Liberano energia: Movimenti specifici permettono ai bambini di dissipare tensioni, frustrazioni ed energia in eccesso, favorendo così l’autocontrollo e la concentrazione.

Le arti marziali, lungi dal promuovere la violenza, si concentrano sul controllo e sulla giustizia. Sebbene i bambini sprigionino adrenalina nelle loro classi, imparano che al di fuori di esse non dovrebbero mettere in pratica le loro conoscenze, riservandole solo per difendersi in caso di necessità.

Benefici specifici del Judo

La pratica dello sport di ogni disciplina sportiva rappresenta un momento molto importante per il bambino soprattutto se visto come fonte di divertimento e benessere psico-fisico. Oggi più che mai, nelle nostre odierne città claustrofobiche lo sport, rappresenta un impegno significativo per favorire lo sviluppo armonico dell’organismo dei bambini e della coordinazione motoria, con effetti benefici sullo sviluppo psico-fisico e sociale.

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La mia personale esperienza sul campo, dove ho avuto il piacere di stare insieme a migliaia di bambini e ragazzi negli oltre 40 anni d’insegnamento del Judo, mi porta a credere che esso rappresenti non solo una Disciplina Sportiva adatta a tutti i bambini, ma una filosofia per insegnare a vivere e scoprire se stessi.

L’idea fondamentale alla base del judo, secondo il suo fondatore Jigoro Kano, è “arrivare a dare incondizionatamente senza nulla in cambio. Tutti insieme per progredire”. Il Judo è la via per ricondurre l’uomo a se stesso ossia recuperare quelle qualità umane che si sono perdute in questa società, spesso priva di ideali spirituali. Un esempio è l’Umiltà. Occorre accostarsi al Judo senza presunzione, disposti ad essere quello che si è senza arroccarsi dietro maschere di posizioni sociali. Il professore, il dottore, l’operaio sono tutti sullo stesso piano, tutti uomini uniti nello sforzo di migliorare se stessi e gli altri. E poi c’è la Sincerità. Sul tatami non serve fingere, non serve voler sembrare più bravi di un altro, bisogna fare e basta. Fare quello che si può col massimo impegno. Insomma, bisogna essere sinceri con se stessi e saper guardare dentro di sé. Non è certamente facile per un adulto, ma per un bambino sì. Basterà indicargli LA VIA.

Inoltre, occorre amore per il Judo. Non si fa Judo per essere più forti, per denaro, per imparare a difendersi o per ambizione sociale. Il judo si pratica perché lo si ama. Il Judo, fisicamente basato sulla completa efficienza di tutti i gruppi muscolari, necessita, prima che venga iniziata la parte specifica vera e propria, sia per i bambini sia per gli adulti, che il corpo venga messo nelle condizioni ideali per la massima efficienza e, per questo fine, alla base del Judo vi è una preparazione fisica scrupolosa studiata in modo che, attraverso tutta una serie di esercizi graduali, renderà armonicamente efficienti tutti i gruppi muscolari. Ai bambini si presenta il Judo come un gioco, un passatempo, che li tenga occupati e li interessi il più possibile, facendo pensare loro che per alcune azioni possano fare più di quanto in realtà sia vero. Non deve mai prevalere il principio della superiorità degli uni sugli altri, ma uno spirito d’insieme che porti tutti allo stesso livello di bravura.

Il beneficio sarà allora duplice: si avranno migliori risultati nello studio, saranno più calmi nella vita quotidiana e un maggiore attaccamento alla disciplina del Judo fino a quando si potranno raccogliere benefici educativi e sportivi. Questo, in definitiva, è il fine del significato dell’ideogramma JU-DO, così come ce lo ha insegnato il suo fondatore, il Professor Jigoro Kano, JU-DO significa “Via della cedevolezza”, il suo significato e’: “Ogni ostacolo che troviamo sul nostro cammino va rimosso in base alla sua struttura ed al modo nel quale si presenta. Non possiamo conoscere la forza di chi ci si oppone, ma possiamo sentire la direzione e, agevolando la sua strada, lo allontaniamo dalla nostra. Se ti spingono, facilita l’azione tirando, se ti tirano spingi.

Inizia poco a poco

Sebbene i benefici delle arti marziali per i bambini siano un’ottima motivazione per prendere in considerazione questo tipo di attività per il tuo piccolo, è importante prestare attenzione ai suoi interessi. Permetti a tuo figlio di esplorare e scoprire la sua affinità con queste discipline, ricordando sempre che il tuo compito è accompagnare, non imporre. La decisione di scegliere un’arte marziale dovrebbe essere una scelta principalmente del bambino. Il processo di avvicinamento, in cui si valuta il livello di motivazione dopo la prima pratica, costituisce un momento prezioso per creare un legame duraturo tra il bambino e la disciplina.

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Osservare i suoi coetanei, scoprire e praticare gli esercizi e voler far parte del gruppo favorisce un ambiente favorevole affinché il tuo piccolo si senta attratto e voglia partecipare attivamente. Superando le sfide nel dojo, tuo figlio non solo acquisirà abilità fisiche, ma coltiverà l’autostima e la capacità di affrontare le avversità in altri aspetti della vita.

L'importanza del movimento e dello sport per i bambini

Cominciamo col dire che il movimento è molto importante per i bambini di tutte le età, perché permette loro di esplorare il proprio corpo e l’ambiente che li circonda. Frasi come «Non sta fermo un attimo!» o «Ha sempre voglia di correre e giocare» fanno capire bene quanto grande e costante sia il desiderio di movimento che spesso caratterizza i piccoli. Educare i bambini a praticare un’attività sportiva fin da piccoli offre numerosi vantaggi. Ma come si fa a scegliere lo sport giusto per il bambino? Meglio orientarsi a seconda dell’età? È preferibile uno sport di squadra o individuale? Il temperamento del bambino deve essere tenuto in considerazione nella scelta? Se il piccolo presenta una patologia cronica, è opportuno permettergli di praticare sport?

A 4 anni, ad esempio, attraverso il movimento, il piccolo esprime i propri stati d’animo e si rapporta con il mondo circostante. In questa fase sarà quindi opportuno scegliere attività sportive che consentano l’utilizzo di tutto il corpo, non occorrerà introdurre troppe regole e sarà importante lasciare al bambino la possibilità di muoversi in libertà e autonomia, così che possa rafforzare le competenze motorie indispensabili per le attività future. Visto il periodo “propedeutico”, non è detto che sia necessario individuare uno sport specifico: basterà offrire al piccolo uno spazio per imparare a muovere in maniera coordinata e consapevole il proprio corpo.

A 5 anni il bambino acquisisce gradualmente la capacità di associare il movimento a una precisa finalità: ad esempio, correre per vincere una gara. Uno sport consigliato a questa età è sicuramente l’atletica leggera, che permette di sperimentare la corsa e il salto - che sono alla base del movimento - in un’ottica di allenamento o competizione. Il momento giusto per iniziare i grandi sport di squadra (calcio, basket, pallavolo, rugby) è invece intorno ai 6 anni, età in cui il bambino affina la capacità di collaborare con i coetanei per raggiungere un obiettivo. In questa fase, inoltre, è più facile che il piccolo possa comprendere e memorizzare regole di gioco anche più articolate e complesse.

A 7 anni si possono intraprendere gli sport che prevedono l’utilizzo di uno strumento (tennis, scherma, ciclismo). A partire dagli 8-9 anni, è opportuno assecondare le preferenze e le inclinazioni sportive del bambino, lasciarlo libero di scegliere (anche di cambiare sport ogni anno se lo desidera). A margine di questo elenco citiamo l’equitazione, attività che va intrapresa non prima dei 6 anni per evitare sollecitazioni eccessive all’apparato locomotore (sistema scheletrico e sistema muscolare) del bambino più piccolo.

Sport per bambini timidi o iperattivi

«Ci sono sport più adatti per i bambini timidi?», chiede la mamma di Dario, che d’istinto vorrebbe iscrivere suo figlio a uno sport di squadra, con l’obiettivo di “buttarlo nella mischia” e aiutarlo così a vincere la timidezza. Il consiglio, in questo caso, è di avere un approccio graduale. Scegliere cioè uno sport individuale ma praticato nell’ambito di un piccolo gruppo che si mantiene pressoché costante nei mesi. Il nuoto, ad esempio, o l’atletica, permettono al bambino di svolgere l’attività fisica singolarmente ma, allo stesso tempo, di confrontarsi con i suoi pari e, gradualmente, di stringere con loro rapporti più disinvolti.

«Mio figlio è distratto e ha sempre la testa fra le nuvole», osservano invece i genitori di Carlo, anche loro alle prese con la scelta tra sport di squadra o individuale. Sport adatti ai bambini iperattivi sono sicuramente le arti marziali, che impongono un codice di comportamento preciso e adeguato. Questa tipologia di attività, infatti, è caratterizzata da rituali specifici che devono essere per forza rispettati e che portano il bambino ad acquisire maggiore autocontrollo.

Sport e patologie croniche

Se il piccolo presenta una patologia cronica, andrà scelto uno sport adatto per lui in termini di impegno fisico. L’attività agonistica ha numerosi risvolti positivi: garantisce un impegno costante e duraturo, stimola l’atleta a migliorare i propri risultati, educa al sacrificio e al lavoro in vista di un obiettivo. Attenzione però a non trasformare lo sport nell’ennesimo impegno gravoso che riempie la settimana dei nostri ragazzi. Il metro di giudizio per capire se l’attività sportiva è ancora una pratica sana è il divertimento: se il bambino si allena e si diverte, allora, indipendentemente dai carichi di lavoro, vorrà dire che si trova nell’ambiente giusto.

Certo, non si tratta di rendere a tutti i costi il ​​tuo piccolo un aspirante atleta! Per i bambini piccoli (tra 1 e 7 anni), l'idea è soprattutto quella di fare esercizio: giocare nel parco, improvvisare uno spettacolo di danza, prendere un monopattino per andare a scuola…Si tratta di attività "non strutturate", nel senso che non ci sono regole e che è la nozione di piacere che conta, riassume Adrien Lelong, osteopata del Cops (Centro di osteopatia e posturologia dello sport) di Lille. Lo sport è una buona porta verso il mondo esterno. Alla scoperta di sensazioni, luoghi, incontri… "Non esitate a provare diversi sport per trovare quello in cui il bambino crescerà meglio."Possiamo, adattando l'attività alle capacità del bambino, considerare di iniziare lo sport intorno ai 5 o 6 anni. "È possibile sensibilizzare i bambini allo sport in modo gentile", ricorda Grégory Dupas, osteopata/posturologo. Tuttavia, con un avvertimento: tieni presente che troppo presto il corpo di un bambino attraversa una fase di crescita, per cui ancora piuttosto fragile.

Come scegliere lo sport per bambini più adatto

I bambini per natura hanno un forte bisogno di muoversi: corrono, saltano e si arrampicano ogni volta che ne hanno la possibilità. Tuttavia, appena i piccoli cominciano ad andare a scuola, la vita quotidiana è spesso caratterizzata dalla sedentarietà e lo sport e il movimento cominciano a venir meno. Lo sport però è essenziale per il loro sviluppo fisico, mentale e sociale. Non solo migliora la salute dei bambini, ma sviluppa abilità importanti che potrebbero essergli utili per la vita futura.

Perché lo sport per bambini è così importante?

L’esercizio fisico regolare favorisce uno sviluppo sano dei più piccoli. Dato che i bambini sono in una costante fase di crescita, lo sport li aiuta a sviluppare i muscoli, le ossa e le articolazioni. Non è solo la forma fisica a trarne beneficio: anche la capacità di concentrazione, la gestione dello stress e le competenze sociali vengono fortemente stimolate tramite la pratica sportiva.

Panoramica dei benefici dello sport per i bambini:

  1. Benessere fisico e crescita

    • Lo sport rafforza il sistema cardiovascolare e previene il sovrappeso.
    • Le attività sportive migliorano le capacità motorie, la coordinazione e l’equilibrio.
    • L’esercizio fisico regolare assicura un sano sviluppo delle ossa e dei muscoli.
    • Il sistema immunitario si rafforza, così che i bambini si ammalino meno spesso.
  2. Vantaggi mentali ed emotivi

    • I bambini che praticano sport hanno spesso più fiducia in sé stessi e una migliore percezione del proprio corpo.
    • L’esercizio fisico può ridurre lo stress, la tensione e migliorare l’umore.
    • Lo sport promuove la disciplina e la perseveranza, qualità importanti per la vita futura.
    • Le esperienze in squadra e la competizione aiutano i bambini a gestire le vittorie e le sconfitte.
  3. Sviluppo sociale e spirito di squadra

    • Praticando sport, i bambini imparano il concetto di lavoro di squadra, il fair play e il rispetto reciproco.
    • Si sviluppano abilità comunicative e si stringono amicizie.
    • Allenarsi insieme rafforza il senso di appartenenza e la fiducia negli altri.
    • Negli sport di squadra come il calcio, la pallavolo o la pallamano, i bambini imparano ad assumersi responsabilità e a lottare per un obiettivo comune.

I bambini che praticano sport possono ottenere migliori voti a scuola, trovano spesso un migliore equilibrio e riescono a concentrarsi meglio. L’esercizio fisico, infatti, stimola la circolazione sanguigna, migliora l’apporto di ossigeno al cervello e favorisce i processi cognitivi.

Come motivare un bambino a fare sport?

Non tutti i bambini hanno una passione sfrenata per lo sport. Per questo non dovresti esercitare pressioni ma trasmettere l’importanza di fare sport in modo positivo. Ecco alcuni consigli per lasciare che il tuo bambino si appassioni a uno sport:

  • Mettere il divertimento in primo piano: Lo sport dovrebbe essere divertente e non percepito come un obbligo.
  • Offrire varietà: Lascia che provi diversi sport prima di trovare quello giusto.
  • Coinvolgere i coetanei: Fare sport con gli amici è ancora più divertente.
  • Essere un modello: I bambini prendono esempio dai genitori. Se pratichi sport anche tu, il tuo bambino sarà più motivato.
  • Lodi e apprezzamenti: Festeggia i piccoli successi per rafforzare la sua fiducia e motivarlo.
  • Provare presso un’associazione sportiva: Un allenamento di prova presso una società può aiutarti a trovare l’attività più giusta per il tuo piccolo.

Diverse associazioni sportive offrono allenamenti in gruppi divisi per età. I più piccoli hanno la possibilità di essere introdotti a uno sport in modo giocoso. A seconda dell’interesse e dell’età, i bambini possono poi giocare in squadra o in gruppi avanzati e continuare ad allenarsi.

Quali sport sono adatti ai bambini?

Quando cerchi lo sport giusto per tuo figlio, il divertimento dovrebbe avere la priorità assoluta. A seconda dell’età, degli interessi e della costituzione fisica, ci sono diversi sport adatti ai bambini:

  • Sport di squadra: Calcio, Pallavolo, Pallacanestro, Hockey su ghiaccio
  • Sport individuali: Nuoto, Atletica leggera, Ginnastica, Danza, Tennis, badminton e ping-pong, Equitazione, Judo, karate e simili, Scherma, Arrampicata, Canoa, wakeboard e surf, Sci e snowboard, Pattinaggio artistico

Esempi di attività sportive per bambini

  • Calcio: favorisce la coordinazione, la velocità e lo spirito di squadra.
  • Pallavolo: allena capacità di salto, motorie e di pensiero tattico.
  • Pallacanestro: rafforza destrezza, velocità e coordinazione.
  • Tennis: è perfetto per allenare la resistenza e aiuta il tuo bambino a fare nuove conoscenze e a sviluppare nuove competenze sociali.
  • Ping pong: allena la coordinazione occhio-mano, migliora la capacità di concentrazione e affina il pensiero tattico.
  • Badminton: promuove velocità, mobilità e resistenza e fa muovere i bambini in modo giocoso.
  • Atletica leggera: attraverso un allenamento basato sulle diverse discipline, i bambini possono migliorare la loro resistenza, forza e coordinazione.
  • Ginnastica: è un ottimo passatempo per i bambini che amano muoversi e sono interessati agli attrezzi.
  • Sport di autodifesa: si concentrano sull’autodifesa, che i bambini imparano attraverso un allenamento mirato. Uno dei benefici maggiori è che grazie a questo sport i bambini acquisiscono sicurezza in sé anche fuori dagli allenamenti.
  • Danza: rafforzano tramite la danza anche le loro capacità motorie e mentali.
  • Equitazione: è così che i bambini imparano a gestire correttamente questi animali, ad assumersi maggiori responsabilità e a sviluppare le proprie capacità di guida.
  • Nuoto: è uno degli sport più versatili e può essere iniziato a qualsiasi età.
  • Arrampicata: questo sport ha numerosi benefici sul corpo e sulla mente ed è un’attività ideale per i bambini.
  • Sport acquatici: sono il modo perfetto per rinfrescarsi in estate e anche un bel passatempo sia per grandi che per piccini.
  • Sport invernali: i bambini hanno la possibilità di fare le prime esperienze di sport invernali come lo sci, lo snowboard o il pattinaggio artistico.
  • Scherma: è uno sport dai movimenti eleganti e precisi che richiede però una grande concentrazione e anche una buona tattica.

Judo: una disciplina educativa completa

L'Unesco ha definito il judo la migliore attività fisica per ragazzi dai 4 ai 21 anni, perché completa ed educativa: serve altro? Beh, i benefici di questa disciplina orientale sono davvero moltissimi e comprendono sia la sfera fisica sia la sfera mentale.

Arte marziale, il judo (che in giapponese significa "via della cedevolezza", "via della gentilezza") è una disciplina orientale educativa fondata dal maestro Jigoro Kano che prende ispirazione dalle azioni di attacco e di difesa. A livello pratico, nel judo si sfidano due persone con l'intento di fare cadere l'avversario, senza armi se non il proprio corpo e i propri movimenti, destabilizzando l'altro e sfruttando la sua forza e le sue tecniche. Nello specifico, questa arte marziale nasce come metodo educativo, e ha quindi, oltre ai benefici fisici più classici, dei pro prettamente mentali e psicologici. Il judoka (colui o colei che pratica il judo) impara presto anche molti valori importanti come il rispetto, la costanza per raggiungere i propri obiettivi e l'importanza della non violenza.

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