Pugilato Bivol Beterbiev: Analisi di una Rivalità Epica

Una massima sportiva intramontabile ricorda di non sottovalutare mai il cuore di un campione. I campioni, infatti, sanno attingere a risorse inaspettate proprio nei momenti più difficili, quando la competizione si fa più intensa. Dmitrij Bivol è senza dubbio un campione della boxe, e per ribadirlo, ha scelto di affrontare il match più impegnativo della sua carriera. Una carriera che lo ha visto sfidare e sconfiggere Canelo, un avversario di tutto rispetto. La rivincita con Beterbiev, tuttavia, rappresentava una sfida di livello superiore, mettendo in palio non solo i titoli, ma anche la credibilità di Bivol come pugile. Si trattava di uno di quei match che definiscono una carriera, che fanno la differenza, che cancellano i "se" e i "ma", lasciando spazio solo ai fatti.

L'Importanza dell'Avversario

L'importanza del match è intrinsecamente legata al calibro dell'avversario, al suo spessore sportivo. Spesso, infatti, i campioni sono giudicati anche in base alla grandezza dei loro competitor. Beterbiev non è un pugile qualunque; anche lui è un campione. E aveva scelto proprio la prima sfida per dimostrarlo, riuscendo a vincere in modo inaspettato, liberandosi dalle etichette e trionfando contro l'avversario più forte. Una vittoria che aveva sollevato molti dubbi su Bivol, sulla sua boxe, sulla sua effettiva capacità di essere efficace contro un pugile come Beterbiev. Una questione di stili e attitudini, che nella boxe possono rendere alcuni incontri segnati fin dall'inizio. Dubbi che sono stati completamente cancellati nella seconda sfida, con il russo del Kirghizistan che ha offerto una prova di tecnica, cuore e intelligenza, dimostrando di essere un pugile capace di superare i propri limiti.

Strategie a Confronto

Il primo problema per Bivol era che quanto fatto nel primo match non era stato sufficiente. La sconfitta era stata di misura, ma riproporre lo stesso tipo di incontro, lo stesso piano tattico, sarebbe stato rischioso. Nella seconda sfida, infatti, si arriva più preparati, e Beterbiev aveva raccolto una serie di informazioni che gli avrebbero permesso di adattarsi allo stile di Bivol, presumibilmente risultando più efficace. Un po' come accaduto a Usyk nel rematch con Fury, controllato con maggiore agio rispetto alla prima sfida. Quindi, la scelta è stata quella di provare qualcosa di diverso, più difficile, più audace: vivere un match da protagonista, accettandone i rischi, che contro un pugile con la potenza di Beterbiev sono elevatissimi. Impostare una nuova strategia, cambiando il suo stile classico fatto di controllo, distanze e gestione scientifica. Un fatto per nulla scontato, perché lo stile di un pugile dipende profondamente dalla sua indole, prima ancora che dall'allenamento. Bivol, però, è stato capace di cambiare, superando quanto fatto fino ad oggi, piegando anche il suo istinto, le sue abitudini, alla volontà di vincere, trovando qualcosa di nuovo, qualcosa di più.

Un Botta e Risposta tra Campioni

Come nel primo incrocio, il match è stato equilibrato. Ma come nel primo incontro, quello che conta è il messaggio: allora di Beterbiev, oggi di Bivol. Un botta e risposta tra campioni, due atleti la cui contrapposizione ha portato entrambi a mostrare un livello superiore, come nelle migliori storie sportive. Bivol, per arrivare alla vittoria, si è messo in discussione, forzando per andare attivamente a incrinare le certezze del suo avversario. Lo ha attaccato nei suoi momenti di massima forza, ha dovuto e saputo soffrire, quando Beterbiev ha premuto sull'acceleratore cercando di sfruttare questa nuova attitudine, che qualcosa concedeva ai suoi potenti colpi. Soprattutto, l'ex sconfitto ha colto il fattore che ha fatto la differenza nel match numero uno: la resistenza di Beterbiev, il suo emergere alla distanza, il suo mostrarsi attivo, il suo premere fino alla fine. Per vincere, ha capito che gestire non bastava, non contro un avversario così forte e capace. Serviva diventare protagonista, giocarsi tutto, fino all'ultimo gong. Così ha fatto. Bivol è andato in crescendo, ha superato un momento centrale difficile, assorbendo gli attacchi dell'avversario con in testa quel finale, quell'accelerazione, quegli ultimi round. Questa volontà, unita a una resistenza feroce (Bivol è ancora l'unico pugile a non aver subito un KO da Beterbiev) e a una tecnica inossidabile, gli ha permesso di dare quel qualcosa in più che era mancato e vincere così tutti i titoli.

"The Last Crescendo": Un Evento Storico

"The Last Crescendo", questo è il nome scelto per l'evento di boxe più atteso del 2025, e uno dei più attesi nella storia di questo sport. Un nome azzeccato per descrivere una card definita da appassionati ed esperti come "la miglior card di tutti i tempi", considerando che sette incontri su sette metteranno in palio un titolo mondiale. L'evento è immaginato come un crescendo continuo, un climax, partendo da incontri meno "interessanti" (si fa per dire), fino ad arrivare all'incontro più atteso, il rematch tra Artur Beterbiev e Dmitry Bivol.

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Un Incontro che Riporta alla "Cara Vecchia Boxe"

Per la prima volta negli ultimi 10-15 anni, si è assistito a un incontro di pugilato che non è dovuto "passare" dal classico percorso di promozione fatto di show organizzati, conferenze stampa con insulti continui e trash talking. Solo un trailer che mostrava i due fighter come antichi guerrieri, probabilmente quello che in realtà sono, perché si rifanno ai principi della vecchia boxe. Tanto rispetto mostrato da entrambi durante il training camp, sul ring e fin dopo l'annuncio del vincitore, con i complimenti da ambo le parti. "Finalmente la cara vecchia boxe" avrà esclamato qualcuno al termine dell'incontro.

Un Verdetto Discusso

L'esito è stato etichettato come giusto da alcuni, completamente sbagliato da altri e con un "sarebbe stato giusto un pareggio" da altri. Questo fa capire il livello dell'incontro a cui si è assistito dal primo fino al 12º round. Senza fare l'analisi di ogni singolo round, si è assistito alla resistenza, forza e potenza di Artur Beterbiev e, allo stesso tempo, all'agilità, intelligenza e resilienza di Dmitry Bivol. I due hanno dato vita a un incontro "d'altri tempi", come già descritto prima del match: mai una parola, uno sguardo sbagliato, solo tanto rispetto e concentrazione.

Equilibrio sul Ring

L'incontro è stato sul filo del rasoio fino alla fine, con i pugili che si sono 'divisi' i round, ribattendo punto su punto, per questo motivo molti sarebbero stati propensi per un pareggio, e noi vogliamo aggiungere che probabilmente sarebbe stato il risultato più giusto. Se la potenza di Beterbiev non è riuscita a buttare giù l'avversario, Bivol non è riuscito con la sua agilità e combinazioni a scalfire il daghestano. Un incontro che ha ridato lustro al movimento intero della boxe, che si meritava un pareggio solo per il rematch (desiderato da tutti gli appassionati) che sarebbe scaturito immediatamente, ma che finalmente si farà comunque.

Cosa Aspettarsi dal Rematch?

La domanda che in tanti si pongono in questo momento è: "Come arriveranno i due pugili all'incontro? Cambieranno qualcosa nel game plan rispetto al primo incontro?". Per queste risposte dovremo aspettare di veder salire entrambi sul ring, perché come sappiamo entrambi non sono di molte parole. Le ultime di Bivol furono: "So di poter fare meglio", mentre Beterbiev non sembrava contento della sua prestazione. Probabilmente, per due pugili abituati a vincere e anche nettamente i loro incontri, non è stato facile accettare il quasi perfetto equilibrio del match.

Preparazione Segreta

Non si sa nulla dei loro training camp, cosa stanno facendo di diverso nella preparazione. Quello che sicuramente si sa è che Artur Beterbiev vorrà dimostrare la sua potenza e di poter mettere KO tutti, compreso Bivol. Dmitry, invece, avrà voglia di rivalsa; sa che dovrà spingere di più di quanto fatto nel primo incontro e che dovrà provare a scalfire una difesa quasi d'acciaio di Beterbiev. L'incontro si terrà sabato 22 febbraio presso la Kingdom Arena di Riyadh, con l'orario degli incontri ancora da confermare.

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Una Pietra Miliare nella Categoria dei Mediomassimi

Il 12 ottobre del 2024 è una data che tutti gli appassionati di pugilato hanno segnato in rosso sul calendario e ormai manca davvero poco all'ora della verità. Sabato sera, presso la Kingdom Arena di Riyad, andrà infatti in scena Artur Beterbiev vs Dmitrii Bivol, un match destinato a rappresentare una pietra miliare nella storia della categoria dei mediomassimi del pugilato.

Artur Beterbiev: Più di un Semplice Picchiatore

Capita spesso ai picchiatori dotati di potenza devastante di subire un ingiusto trattamento da parte degli spettatori occasionali della boxe, il cui occhio inesperto si ferma in superficie senza cogliere tutte le sfumature di un incontro. E così, come già è capitato a Gennady Golovkin prima di lui, Artur Beterbiev viene descritto da molti appassionati come un brutale assalitore sgraziato, le cui fortune dipenderebbero esclusivamente dalle portentose qualità fisiche concesse da madre natura. Nulla di più falso. A smentire categoricamente questa tesi non è soltanto lo straordinario record dilettantistico del pugile daghestano (295 vittorie e appena 5 sconfitte), ma anche l'analisi attenta e obiettiva delle sue gesta sul ring. Molte delle offensive travolgenti di Beterbiev iniziano con un perfetto incrocio a centro ring (sopraffino è il suo gancio destro che passa sopra il jab dell'avversario). Il suo jab, il colpo fondamentale di ogni pugile tecnico che si rispetti, oltre a essere pesante come una mattonata è preciso e vario nelle traiettorie. La sua capacità di liberare le braccia durante il clinch per infliggere danni rilevanti con colpi apparentemente innocui è figlia di anni di perfezionamento.

Dmitrii Bivol: Un Cyborg sul Ring

C'è un'azione in particolare, di pochi secondi, che meglio di qualunque altra riassume l'atteggiamento che Dmitrii Bivol tipicamente esibisce sul ring. Era in corso il quinto round del match tra il russo e Saul “Canelo” Alvarez, un incontro di importanza capitale per Bivol, il cui esito avrebbe potuto (come è successo) innalzarne immensamente il valore agli occhi del mondo garantendogli uno status di campione leggendario e potenziali guadagni da capogiro. Dmitrii riuscì a chiudere il rivale alle corde e a portare una raffica di colpi violenti; non tutti andarono pienamente a segno, ma almeno tre fendenti bucarono la difesa di Canelo, che non li gradì affatto. Quasi qualunque altro pugile a quel punto si sarebbe fatto trascinare dall'adrenalina del momento avventandosi sull'avversario e cercando disperatamente il colpo decisivo. Bivol invece fece un passo indietro, ignorò l'invito del rivale a continuare l'attacco e gli fece cenno di venire avanti lui. Il pugile russo è fatto così: quasi come se fosse un cyborg programmato per eseguire un piano tattico prestabilito, rimane indifferente rispetto a qualunque stimolo, dagli eventuali fischi del pubblico alle emozioni interiori.

Analisi Tattica dell'Incontro

A volte un pugile prossimo a compiere 40 anni può dare l'impressione di essere ancora nel suo prime. In tutti gli sport dinamici in cui gli atleti si esibiscono con grande frequenza e contro molteplici tipologie di avversari appare invece assai evidente che un uomo di 40 anni non possa dare vita a performance atletiche analoghe a quelle che era in grado di offrire 10 anni prima. Ho introdotto la mia analisi con questa premessa, per affermare che pur avendo travolto in maniera poderosa i suoi ultimi avversari, Artur Beterbiev non può essere più lo stesso pugile che spazzava via come birilli pugili di comprovata esperienza internazionale nei suoi primi anni da professionista. Il primo problema è che l'abitudine di Beterbiev di cercare l'incrocio a centro ring prima di spingere verso le corde un rivale stordito e preoccupato sarà difficilissima da attuare contro il suo avversario di sabato. Per garantirsi delle fasi favorevoli Beterbiev dovrà quindi accettare i rischi connessi a una condotta garibaldina per rendere il ring “piccolo” e togliere al connazionale lo spazio vitale necessario per i suoi movimenti su quelle molle d'acciaio che si ritrova al posto delle gambe. Piuttosto che intestardirsi nella ricerca del colpo perfetto dunque, Beterbiev farà bene a martellare tutto ciò che gli capita a tiro: corpo, braccia, spalle e guantoni, nella speranza di fiaccare con la sua inumana potenza la freschezza dell'avversario. Alcuni affermano che Bivol, per uscire vincitore dalla contesta, debba disputare il “match perfetto”, poiché il minimo errore sancirebbe la sua condanna. Per vincere dunque Dmitrii Bivol non dovrà compiere il miracolo, peraltro impossibile, di non farsi colpire mai. Dovrà invece evitare di farsi colpire spesso e da questo punto di vista il vantaggio anagrafico potrebbe giocare a suo favore. Bivol ha uno stile quasi unico nel panorama mondiale. Eppure il fenomenale atleta russo ha dato l'impressione di arrivare stanco ai “champioship round” soltanto una volta, contro l'inglese Craig Richards, avendo peraltro l'attenuante di più di un anno e mezzo di inattività dovuto alla pandemia. Quella volta Bivol nel finale iniziò a fermarsi frequentemente sul posto; non corse rischi eccessivi, ma senza dubbio un atteggiamento analogo contro un killer come Beterbiev potrebbe essergli fatale. Chi vi scrive considera Artur Beterbiev un pugile straordinario che con una differente gestione manageriale e un fisico meno soggetto a infortuni avrebbe potuto davvero consacrarsi come uno dei migliori mediomassimi di tutti i tempi. A mio avviso Bivol terrà la situazione sotto controllo per larghi tratti del combattimento col suo jab, i suoi uno due e il suo magistrale controllo della distanza, stringendo i denti e minimizzando i danni nelle inevitabili fasi concitate da vicino.

Il Primo Incontro: Beterbiev vs Bivol del 2024

Il 12 ottobre 2024, alla Kingdom Arena di Riyadh, Arabia Saudita, il pugilato ha vissuto uno degli incontri più memorabili della sua storia recente: Artur Beterbiev contro Dmitry Bivol per il titolo indiscusso dei mediomassimi. Due giganti del ring, entrambi imbattuti e campioni nelle rispettive federazioni, si sono sfidati in un match storico per unificare le quattro cinture principali della divisione.

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Profili dei Pugili

Dmitry Bivol è nato il 18 dicembre 1990 a Tokmok, nel Kirghizistan, da padre moldavo e madre coreana. Cresciuto in una famiglia multietnica, ha iniziato a praticare il pugilato all’età di sei anni, mostrando presto un talento naturale per questo sport. Durante la sua carriera da dilettante, Bivol ha vinto diversi titoli, tra cui una medaglia d’oro ai Giochi Mondiali di Combattimento del 2013 e numerose medaglie ai campionati europei e mondiali. Dopo un brillante percorso amatoriale, Bivol ha debuttato nel pugilato professionistico nel 2014, conquistando rapidamente la cintura WBA dei mediomassimi nel 2017. Artur Beterbiev è nato il 21 gennaio 1985 a Khasavyurt, in Daghestan, Russia. Fin da giovane ha dimostrato una forza straordinaria e un’innata aggressività, qualità che lo hanno portato a eccellere nel pugilato. Dopo una brillante carriera da dilettante, che includeva due medaglie d’oro ai Campionati Europei e un titolo mondiale nel 2009, Beterbiev è passato al professionismo nel 2013. La sua carriera professionale è stata caratterizzata da una serie di impressionanti vittorie per KO, tanto che ha mantenuto un record perfetto fino al 2024.

Uno Scontro di Stili

Questo incontro era stato a lungo annunciato come uno scontro di stili opposti. Artur Beterbiev, noto come uno dei pugili più potenti nella storia dei mediomassimi, è riconosciuto per il suo stile aggressivo e il record devastante di 21 vittorie, 20 delle quali ottenute per KO. A 39 anni, il russo ha costruito la sua carriera su una forza schiacciante e una pressione costante, soffocando gli avversari con colpi di incredibile potenza. Dall’altra parte del ring, Dmitry Bivol rappresentava il suo opposto. Con una carriera caratterizzata da precisione tecnica e intelligenza tattica, è noto per la sua straordinaria capacità di mantenere le distanze e controllare il ritmo degli incontri.

Svolgimento del Match del 2024

L’incontro è iniziato con Bivol che ha immediatamente imposto il suo piano di gioco, utilizzando la sua rapidità di piedi e il jab per tenere Beterbiev a distanza. Nei primi round, il trentatreenne è sembrato padrone del ring, colpendo con precisione e impedendo all’avversario di avvicinarsi troppo. Ma Beterbiev ha dimostrato ancora una volta perché è considerato uno dei pugili più temuti della sua generazione. Dal quarto round in poi, ha iniziato a ridurre la distanza, forzando Bivol a scambiare colpi più ravvicinati. Ogni pugno del vincitore sembrava pesare il doppio di quelli dello sfidante, e la sua pressione incessante ha lentamente eroso le difese del campione WBA. Nonostante il controllo del match iniziale di Bivol, l’incontro ha cambiato volto dal settimo round in poi. La potenza di Beterbiev ha iniziato a farsi sentire in modo sempre più evidente, e l’impatto dei suoi colpi ha messo il rivale sulla difensiva. Nel dodicesimo round, entrambi i pugili sapevano che il match si sarebbe deciso sugli ultimi scambi. Beterbiev ha mantenuto la sua aggressività, andando costantemente avanti e cercando di chiudere Bivol alle corde.

Il Verdetto e le Controversie

Al termine dei dodici round, i giudici hanno decretato la vittoria di Beterbiev per decisione a maggioranza (115-113, 116-112, e un pari 114-114). Questa decisione ha suscitato dibattiti tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Eddie Hearn, promoter di Bivol, ha espresso frustrazione per il verdetto, definendo “scioccante” il punteggio di 116-112 a favore di Beterbiev.

Prospettive Future

Con questa vittoria, Artur Beterbiev è diventato il primo campione indiscusso dei mediomassimi dai tempi di Roy Jones Jr., un traguardo straordinario che lo consacra tra i migliori pugili della sua era. Il futuro del neo-campione potrebbe vedere una rivincita con Bivol, uno scenario che molti appassionati stanno già invocando. L’equilibrio e la tensione del match lasciano aperta la possibilità di un secondo capitolo tra questi due giganti del ring. Ma altre opzioni si profilano all’orizzonte per Beterbiev. Canelo Álvarez, sconfitto da Bivol nel 2022, potrebbe essere interessato a una rivincita, questa volta contro il campione indiscusso, per cercare di riconquistare il dominio anche nei mediomassimi.

Conclusione: Un Duello Indimenticabile

L’incontro tra Artur Beterbiev e Dmitry Bivol è destinato a essere ricordato come uno dei più grandi duelli della storia recente della boxe. La vittoria del primo, non solo lo consacra come campione indiscusso, ma dimostra anche che la sua forza e resilienza sono ancora ai massimi livelli, nonostante l’età avanzata per un pugile professionista. Dall’altra parte, Dmitry Bivol ha confermato di essere uno dei migliori pugili tecnici al mondo, e la sua sconfitta non fa che aumentare l’attesa per una possibile rivincita.

Bivol Vince il Rematch: Un Nuovo Capitolo

Dmitrij Bivol esce vincitore dal rematch contro Arhur Beterbiev, uno degli incontri centrali di questo 2025, che promette di essere un grande anno per il pugilato a tutte le varie categorie. Ma andiamo con ordine: la rivalità che frappone Dmitrij Bivol e Arthur Beterbiev è affascinante perché affonda le sue radici nel dualismo più classico degli sport di combattimento; forza bruta contro tecnica di alto livello, potenza contro agilità, combattimento ravvicinato contro gestione dalla distanza, e così via. La narrativa, però, è quello che rende gli incontri affascinanti, e così Bivol vs Beterbiev ha finito per diventare una sorta di finestra sul mondo della boxe. I due si sono annusati per molto tempo e infine, nello scorso ottobre, si sono affrontati per l’attesissimo match di unificazione delle cinture della categoria mediomassimi. Un incontro tra i più attesi di questo periodo, che non ha deluso le aspettative: dopo 12 round estremamente combattuti e in precario equilibrio, Beterbiev ha mantenuto la propria imbattibilità ed è diventato Undisputed Champion di categoria.

Analisi dei Round del Primo Incontro

Il primo round di studio, come era prevedibile, è segnato da una fase di studio che vede entrambi i pugili prendere le misure, alternandosi al centro del ring e provando alcune combinazioni senza però portare a segno nessun colpo davvero significativo. Nel secondo Bivol alza un po’ le marce, gira maggiormente e riesce ad entrare nella guardia di Beterbiev con alcuni colpi, portandosi leggermente in vantaggio. Ma ecco che al quarto round assistiamo al cambio di rotta: Beterbiev si aggiudica in maniera netta la ripresa, con una serie di azioni efficaci che vedono Bivol accusare i primi colpi. Il quinto e il sesto round vedranno una sensibile progressione di Beterbiev, che porterà diverse combinazioni interessanti che costringono Bivol ad arretrare ed incassare, provando a reagire con alcuni colpi che però non sembrano impensierire il campione in carica. Dopo tre round ad alta intensità, Beterbiev cala un po’ e, pur portando a casa anche la settima ripresa, sembra aver mancato l’occasione di affondare. Entriamo così nella terza parte dell’incontro: il round 9 è il migliore per Dimitri Bivol, che si prodiga in diverse combinazioni tra cui una splendida schivata che chiude con un diretto e un gancio che Beterbiev sembra accusare; il decimo round pende leggermente a favore di Beterbiev, che torna a farsi sentire con maggiore intensità. Arriviamo così ai championship rounds - il nome con cui, in gergo, vengono indicate l’11esima e la 12esima ripresa - in quella che sostanzialmente sembra essere un’assoluta parità. Nella penultima ripresa i due pugili si scambiano alcuni dei loro migliori colpi e la ripresa brilla per intensità e livello tecnico, mentre nella finale Beterbiev sembra avere più energie e costringe Bivol ad arretrare e legare.

La Trilogia è Inevitabile?

Con due combattimenti di così alto livello e sopratutto decisi da poche virgole, è quasi obbligatorio pensare ad un eventuale capitolo conclusivo. La boxe, del resto, vive di trilogie, sopratutto di quelle che possono garantire spettacolo ed incassi.

L'Attesa per il Rematch del 2025

Il grande giorno si avvicina e la tensione degli appassionati di pugilato cresce col passare delle ore. Questo sabato, presso la Kingdom Arena di Riyad, i due migliori mediomassimi del mondo incroceranno nuovamente i guantoni al fine di stabilire una volta per tutte chi è il numero uno assoluto della categoria. Come è noto, a uscire vincitore dal primo confronto tra i due pugili, tenutosi a Riyad lo scorso 12 ottobre, fu Artur Beterbiev, premiato da una Majority Decision dei giudici che non convinse tutti.

Un Equilibrio Sottile

Personalmente mi ritrovai due punti di vantaggio per Bivol al termine della diretta, ma una seconda visione del filmato qualche giorno dopo mi spinse a modificare l’assegnazione di un round (il decimo), giungendo così a uno score di perfetta parità. Un equilibrio così sottile rende estremamente complesso immaginare cosa possa accadere nel rematch, poiché persino la più piccola variabile potrebbe far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Vi confesso infatti che nell’ultimo mese ho cambiato idea più di una volta sul mio pronostico.

Fattori Chiave per il Rematch

Quando due pugili si affrontano per la prima volta, nella mente dei due c’è sempre un pizzico di esitazione nel prendersi dei rischi. Ora sappiamo che i colpi migliori di Bivol non riescono a scalfire Beterbiev, che nel corso del primo combattimento, pur incassando un buon numero di fendenti violenti in pieno volto, non ha mai smesso di avanzare con risolutezza. Le dichiarazioni che un pugile rilascia prima di un combattimento non possono essere prese per oro colato. Ciò sarebbe in accordo con il parere di quanti, a valle del primo incontro, hanno additato l’eccessiva passività del pugile nato in Kirghizistan come la causa principale della sua sconfitta. Una lettura a mio avviso sbagliata, come ho avuto modo di spiegare mesi fa in un articolo di opinione (leggi qui). Nel corso degli anni trascorsi seguendo il pugilato internazionale ho maturato la convinzione che nei rematch, il più delle volte, è il pugile più dotato dal punto di vista tecnico quello maggiormente indiziato a migliorare la sua performance. Per quanto io sostenga da anni che le qualità tecniche di Beterbiev siano notevolmente sottovalutate e che il pugile daghestano sia molto più che un rozzo picchiatore, credo non ci siano grossi dubbi sul fatto che Bivol lo sopravanzi su questo piano specifico. Oltretutto dalla precedente sfida di Riyad sono passati poco più di quattro mesi, il che implica che il campione non abbia avuto molto tempo per rigenerarsi prima di affrontare un nuovo pesantissimo training camp. Potrà sembrarvi un dettaglio buffo e insignificante, ma da quando ho iniziato a seguire la carriera di Artur Beterbiev svariati anni fa, non l’ho mai visto sorridere così spesso come in questi mesi. Essere finalmente giunto sulla vetta assoluta dello sport dopo essere passato attraverso più di 300 incontri dilettantistici e dopo quasi 12 anni di professionismo costellati da infortuni e problemi manageriali, potrebbe aver generato in lui un senso di appagamento.

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