Pugilato: L'Età Massima per Praticarlo e le Diverse Categorie

Il pugilato, noto anche come "boxe", è uno sport con radici antichissime, come dimostrano sculture, graffiti e incisioni risalenti al III millennio a.C. Questa disciplina, che combina forza, agilità e strategia, è regolamentata da diverse federazioni a livello mondiale e nazionale, tra cui la Federazione Pugilistica Italiana (FPI), fondata nel 1916. Negli ultimi anni, la boxe ha visto una crescente popolarità, attirando appassionati di tutte le età. Anche se non è una disciplina "dolce", può essere praticata a diverse età, a patto che non vi siano problematiche fisiche che lo impediscano.

Il Pugilato: uno sport per tutte le età?

Mantenersi attivi fisicamente è essenziale a qualsiasi età, ma diventa ancora più importante con l'avanzare degli anni. La boxe, contrariamente a quanto si possa pensare, non allena solo la forza e la potenza muscolare. Durante un allenamento di boxe, vengono utilizzati principalmente gli arti superiori per colpire il sacco, ma l'attività coinvolge tutto il corpo, migliorando la coordinazione, la resistenza e la reattività.

La pratica della boxe può anche contribuire a rallentare alcune patologie legate all'età, come il Parkinson, e a migliorare la salute cardiovascolare.

Categorie di Età nel Pugilato

Le competizioni di boxe sono suddivise in diverse categorie di età e peso per garantire un confronto equo tra gli atleti. Secondo le normative, possono partecipare alle competizioni di Boxe Competition tutti gli atleti iscritti a partire dai 13 anni in poi, purché in possesso dei requisiti previsti. Le categorie di età sono così definite:

  • Junior: 13 - 20 anni
  • Senior: 21 - 40 anni
  • Master: 41 anni in poi

È importante notare che, per gli atleti Junior, la differenza di età nelle competizioni non deve superare i tre anni. Inoltre, è consentito competere tra atleti Junior e Senior, così come tra Senior e Master, a condizione che la differenza di età non superi rispettivamente i tre e i cinque anni.

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Dilettanti e Professionisti: Una Distinzione Importante

Nel mondo del pugilato, si distinguono due categorie principali: i professionisti e i dilettanti. I pugili professionisti partecipano a incontri pubblici e ricevono compensi in denaro, mentre i dilettanti competono per puro spirito agonistico, senza fini di lucro.

I pugili dilettanti sono ulteriormente suddivisi in categorie in base all'età e al livello di esperienza:

  • Aspiranti: età superiore ai 13 ed inferiore ai 32 anni.
  • Categoria di transizione: riservata ai soli maschi tra i 14 e i 15 anni non compiuti.
  • Juniores: maschi di età superiore ai 15 anni ed inferiore ai 17; femmine di età superiore ai 14 anni e inferiore ai 17.
  • Youth: età superiore ai 17 ed inferiore ai 19 anni.
  • Elite: provengono dalla qualifica Youth, oppure si tesserano a partire dal diciannovesimo anno di età, sempreché non abbiano superato i 32 anni.

Quando si ammettono incontri fra pugili dilettanti di diverse categorie, si applicano i regolamenti della categoria inferiore. I dilettanti percepiscono comunque un fondo spese minimo.

Regolamenti e Sicurezza nel Pugilato

La sicurezza degli atleti è una priorità assoluta nel pugilato. Per questo motivo, esistono regolamenti specifici che disciplinano l'attrezzatura, la durata degli incontri e i comportamenti consentiti sul ring.

Attrezzatura di Protezione

Gli atleti devono presentarsi sul quadrato di gara muniti delle protezioni necessarie per ridurre il rischio di infortuni. Queste protezioni includono:

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  • Casco (se richiesto dagli istruttori, possono essere usati caschi con parazigomi, grata o maschera in plexiglas)
  • Paradenti
  • Bendaggi per le mani (meglio usare sempre le fasce di cotone per le mani per proteggere le ossa del pugno e del polso)
  • Guantoni da 10 once (i guantoni da boxe sono disponibili in diverse dimensioni, a seconda della protezione che si desidera ottenere)
  • Sospensorio (obbligo dei dilettanti)

Durata degli Incontri

La durata degli incontri varia a seconda della categoria e del livello degli atleti. Ad esempio, la competizione si disputa sulla distanza di 3 riprese da 2 minuti ciascuna.

Comportamenti Vietati

Durante un incontro, sono considerati comportamenti soggetti a richiamo:

  • Colpire l’avversario nelle competizioni senza contatto.
  • Non aver il controllo dei colpi nelle competizioni con contatto controllato.
  • Operare un pressing continuo (il combattimento deve prevedere l’alternanza di attacco, difesa e contrattacco).
  • Assumere atteggiamenti provocatori, antisportivi.

Un richiamo ufficiale dell’arbitro per un fallo determina una penalizzazione di 2 punti, e tre richiami comportano la squalifica.

Il Certificato Medico di Idoneità

Per poter praticare attività pugilistica, è necessario ottenere un Certificato Medico di Idoneità. Questo certificato attesta che l'atleta è fisicamente idoneo a sostenere lo sforzo fisico e i rischi associati alla pratica del pugilato.

Esistono due tipologie di certificato medico:

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  • Certificato Medico d’Idoneità non agonistica, come da D.M. 24/04/13
  • Visita di idoneità agonistica di tipo B1 - senza accertamenti aggiuntivi - come da D.M.

Il tesseramento ha validità annuale a partire dalla data dell’iscrizione.

Il Sistema di Punteggio

Nel pugilato, il punteggio viene assegnato in base alla precisione, alla potenza e all'efficacia dei colpi portati. Ogni singola azione prevede un punteggio che diviene valido ai fini del verdetto qualora in combinazione con un’altra azione. Non determinano alcun punteggio più azioni in combinazione che non contengano il pugno singolo o la serie di pugni. Il punteggio massimo per una combinazione di azioni è di tre punti.

Sono considerate idonee, alla determinazione del punteggio, le azioni descritte, quando vengono effettuate in un contesto tecnico tattico reale ad una distanza che permetta il controllo dei colpi e nello stesso tempo renda l’idea del combattimento.

Storia del Pugilato e Regolamentazione

Le origini del pugilato risalgono a tempi antichissimi, con testimonianze che ne attestano la pratica fin dal III millennio a.C. Tuttavia, il pugilato moderno ha iniziato a prendere forma nel XVIII secolo. Nel 1743, Jack Broughton, allievo di Figg, scrisse il primo regolamento (Broughton Rules), che stabiliva un ring circoscritto da corde, la presenza di due "secondi" per assistere il pugile, un arbitro per il giudizio e uno per il tempo. Il regolamento proibiva i colpi portati con la testa, i piedi, le ginocchia e i colpi sotto la cintura, e non prevedeva limiti di tempo per i match.

Il primo match del pugilato moderno si è combattuto nel 1892 a New Orleans, tra John Sullivan e James Corbett, secondo le regole del marchese Queensberry. Questo regolamento introduceva il conteggio di dieci secondi per il KO, l'obbligo per l'altro atleta di allontanarsi senza colpire ulteriormente il pugile a terra, l'uso di guanti nuovi, la durata delle riprese fissata a tre minuti con una pausa di un minuto, e un numero variabile di riprese.

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