Un racconto di resilienza, passione per il pugilato e il potere dell'amore familiare nel superare le avversità. Questa è la storia di Dante "Bruno" Di Battista, maestro di boxe a Sanremo, e della sua lotta contro una malattia implacabile.
Un Colpo Basso Inaspettato
La vita di Dante Di Battista, per tutti Bruno, maestro di boxe, ha subito un duro colpo. Un avversario invisibile e spietato, una "meningite da pneumococco capsulato", lo ha messo al tappeto. Questa malattia, spesso fatale, si è abbattuta su un fisico già provato da pregressi problemi di salute.
Stefania, la figlia di Bruno, racconta l'odissea iniziata il 18 dicembre 2014, rivelando un quadro clinico complesso: un'immunodepressione dovuta all'asportazione della milza in seguito a un incidente in moto di tre anni prima, un cuore funzionante solo al 30% a causa di un infarto e un mieloma multiplo diagnosticato cinque anni addietro. Queste condizioni preesistenti lo avevano reso particolarmente vulnerabile all'infezione.
Un Calvario Tra Ospedali e Speranze
Il percorso di Bruno è stato lungo e difficile: due mesi all'Ospedale di Sanremo, segnati da coma, idrocefalo e piaghe da decubito. In seguito, è stato trasferito al Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, specializzato nel recupero psicomotorio di pazienti con gravi lesioni cerebrali. Lì, ha affrontato mesi di duro lavoro, con miglioramenti lenti ma vitali.
Nel luglio 2015, quando la situazione sembrava migliorare, una setticemia causata da un problema gastrico ha annullato i progressi compiuti. Un trasferimento d'urgenza all'Ospedale di Parma, il ricovero in rianimazione e nefrologia, e il ritorno al Cardinal Ferrari in condizioni fisiche e psicologiche regredite. La diagnosi era impietosa: "non camminerà più".
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La Forza dell'Amore e della Determinazione
Stefania, però, non si è mai arresa. Ha combattuto con determinazione, anche contro i pareri medici, rifiutandosi di accettare un futuro in cui suo padre sarebbe rimasto confinato a letto. Grazie al suo impegno costante e all'amore incondizionato della famiglia, Bruno ha iniziato a recuperare le forze e la motivazione. Prima a Bordighera e poi a Imperia, ha compiuto progressi sorprendenti.
"Io e mia mamma Maria non lo abbiamo mai mollato un istante - racconta Stefania - Papà non percepiva nulla, ma sentivamo che dovevamo essergli sempre accanto. Che l’amore incondizionato che ci unisce prima o poi lo avrebbe sentito".
Oggi, Bruno continua il suo percorso di recupero con la fisioterapia e il sostegno della sua famiglia. La sua determinazione, da sempre una costante nella sua vita, è la chiave per affrontare questa nuova sfida.
Il Ritorno al Solaro e alla Passione per il Pugilato
La palestra di pugilato al Solaro, fondata da Bruno, è rimasta un punto di riferimento per i suoi allievi. Stefano Veglia e Tony Fontò, diventati istruttori per mantenere viva la struttura, insieme a tutti i pugili, aspettano con ansia il ritorno del "Maestro" sul ring.
Anche l'attività commerciale di Bruno in Via Volta è pronta ad accoglierlo: "La teniamo in sospeso perché papà, appena si sarà rimesso completamente, possa tornare e ritrovare il suo negozio così come lo aveva lasciato".
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Vincenzo Torriani Award
In riferimento ad altri eventi sportivi e figure di spicco nel mondo del ciclismo, venerdì 5 settembre, presso la Capannina di Forte dei Marmi, si è tenuta la XVII edizione del Premio Internazionale Vincenzo Torriani “Per chi ama il ciclismo e lo fa vivere”. I vincitori di questa edizione sono stati Claudio Chiappucci, Beppe Conti e Franco Iseppi. All'evento era presente anche Mauro Colombo, autore del libro L’Ora del Fausto, vincitore del Concorso letterario del Coni e Premio Selezione Bancarella Sport 2014, e Silvia Martini, figlia di Alfredo Martini. Il Premio internazionale “Vincenzo Torriani” è nato nel 1998 su iniziativa dell’Associazione “Aldo ed Emilio De Martino”.
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