La partecipazione della pugile algerina Imane Khelif alle Olimpiadi di Parigi 2024 ha acceso un intenso dibattito sull'inclusione delle atlete con variazioni delle caratteristiche sessuali nelle competizioni sportive femminili. La polemica è esplosa in seguito all'incontro con l'italiana Angela Carini, creando confusione e sollevando interrogativi sulla legittimità della sua presenza.
La polemica e le reazioni
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha espresso preoccupazione per la sicurezza delle atlete e l'equità della competizione, sottolineando la necessità di parametri ormonali allineati a livello internazionale. Ha evidenziato come la dimensione dell'identità di genere in ambito agonistico ponga il problema delle pari opportunità, auspicando vincoli per atlete e atleti transgender che consentano di competere ad armi pari e in piena sicurezza.
La premier Giorgia Meloni ha espresso il suo disaccordo con la scelta del CIO, sostenendo che l'incontro non si è svolto ad armi pari. Anche figure politiche come Matteo Salvini hanno criticato la decisione di ammettere Khelif, definendola erroneamente "pugile trans".
Il Comitato Olimpico Algerino ha denunciato "attacchi malevoli e non etici" diretti contro Imane Khelif da parte di alcuni media stranieri, ribadendo il pieno sostegno all'atleta.
I fatti: Imane Khelif non è una donna trans
È fondamentale chiarire che Imane Khelif non è una donna trans. Nata nel 1999, ha sempre gareggiato in competizioni femminili e si identifica come donna. Non è nata biologicamente maschio e non ha subito alcuna operazione per il cambio di sesso, intervento peraltro vietato in Algeria.
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Tuttavia, nel 2023, è stata squalificata dai Campionati mondiali di pugilato dilettanti femminile a causa di test effettuati da IBA (International Boxing Association) che hanno rivelato la presenza di cromosomi XY (i cromosomi sessuali associati al sesso biologico maschile) e alti livelli di testosterone (il principale ormone maschile).
Possibile iperandrogenismo o condizione intersex
La situazione di Khelif potrebbe suggerire un caso di iperandrogenismo, una condizione che provoca una produzione anomala di androgeni (ormoni maschili), compreso il testosterone, nel corpo femminile. Sebbene livelli elevati di testosterone siano tipicamente associati a caratteristiche maschili, non sono l'unico fattore determinante nelle prestazioni atletiche.
Questa particolare caratteristica di Khelif potrebbe suggerire che si tratti di un caso di persona intersessuale o intersex, ma è solo un'ipotesi. Questo perché è una condizione genetica e sono informazioni private che arrivano da analisi mediche. E dato che lei non ha rilasciato dichiarazioni a riguardo, non possiamo saperlo.
Intersex vs. Transgender: le differenze
È importante distinguere tra intersex e transgender. Il termine "intersex" si riferisce a una serie di condizioni mediche caratterizzate da variazioni naturali e innate nelle caratteristiche del sesso. Queste variazioni (di tipo biologico) possono essere nei cromosomi sessuali, nei genitali, negli ormoni o nell'apparato riproduttivo. Gli individui intersex hanno uno o più caratteri sessuali che non rispondono perfettamente alle categorie di "maschio" o "femmina".
Una donna trans, invece, è una persona assegnata al sesso maschile alla nascita, ma che si identifica e vive come donna. Questo termine si riferisce a persone il cui genere non corrisponde al sesso biologico assegnato alla nascita, includendo sia chi ha intrapreso un percorso di transizione (sociale, legale o medica), sia chi non lo ha fatto.
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Il regolamento olimpico e la partecipazione di Khelif
Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha confermato che Imane Khelif ha superato tutti i test medici richiesti per competere alle Olimpiadi di Parigi 2024. Questo significa che gli standard e i livelli di testosterone da rispettare per partecipare ai mondiali sono diversi rispetto a quelli delle olimpiadi e il CIO non riconosce l'IBA.
Le competizioni di boxe ai Giochi di Parigi 2024 sono state organizzate direttamente dal CIO attraverso l'istituzione della Paris Boxing Unit (PBU), un'unità fondata appositamente per questa occasione. A differenza delle competizioni IBA, non sono stati svolti esami del DNA, ma ci si è basati su quanto scritto sul passaporto. Il CIO si è riservato l'incarico di controllare che la soglia di testosterone in circolo nelle atlete fosse inferiore a 10 nanomoli (10-9 moli) per litro durante i dodici mesi che hanno preceduto l'evento e per tutta la durata della competizione.
Imane Khelif si è impegnata a mantenere i livelli ormonali sotto controllo, iniziando delle cure dopo la squalifica del 2023. Il portavoce del CIO, Mark Adams, ha dichiarato che Khelif è sempre rimasta sotto il limite previsto dal regolamento e ha presentato documentazione medica che attesta che non dispone di vantaggi derivanti dalla sua situazione ormonale.
Il ritiro di Angela Carini e la reazione
L'incontro tra Angela Carini e Imane Khelif è durato appena 46 secondi, con l'italiana che si è ritirata dopo pochi colpi, adducendo troppo dolore. La decisione ha scatenato un'aspra polemica contro Khelif, accusata ingiustamente di essere una donna transgender.
Carini ha spiegato di aver abbandonato il ring perché non se la sentiva più di combattere, aggiungendo di non voler giudicare la situazione. Il suo allenatore ha sottolineato che non c'è stata premeditazione nel ritiro, ma che l'atleta era motivata a combattere nonostante le polemiche.
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