Brazilian Jiu-Jitsu: Storia, Tecniche e Cultura

Il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) è un'arte marziale dinamica, uno sport da combattimento e un sistema di autodifesa che si concentra sulla lotta e, in particolare, sul combattimento a terra. Nato in Brasile all'inizio del XX secolo, si è evoluto in una disciplina complessa e tecnica.

Origini del Brazilian Jiu-Jitsu

Le radici del BJJ risalgono al Judo e alla lotta da Fiera. Alla fine del XIX secolo, Mitsuyo Maeda, un esperto di Judo (a quel tempo ancora chiamato Kano Ju-jitsu), emigrò in Brasile, dove insegnò la sua arte a Carlos Gracie. Maeda, uno dei cinque maggiori esperti nella lotta a terra del jujutsu (ne waza), fu inviato da Kanō Jigorō, il fondatore del Kodokan judo, all'estero per dimostrare e diffondere la sua arte nel mondo. Da adolescente, Maeda si era inizialmente allenato nel sumo, ma dopo aver appreso dei successi del kodokan nelle sfide tra scuole di jujutsu, decise di apprendere il judo e divenne uno studente del "Kano Jiu Jitsu". Quando Maeda lasciò il Giappone, il judo era spesso ancora chiamato "Kano jiu-jitsu" o, ancor più genericamente, semplicemente come "jiu-jitsu".

Gastão Gracie era un partner commerciale del cosiddetto American Circus a Belém. Nel 1916, il circo italo-argentino dei fratelli Queirolo organizzò alcuni spettacoli e in uno di essi si esibì Maeda. Nel 1917, Carlos Gracie, il figlio maggiore di Gastão Gracie, assistette a una dimostrazione di Maeda al Da Paz Theatre e decise di praticare judo. Maeda accettò Carlos come studente per alcuni anni, e quest'ultimo passò la sua conoscenza ai suoi fratelli.

Il contributo di Luiz França e Oswaldo Fadda

Il contributo della famiglia Gracie non è stato l’unico a influenzare lo sviluppo del BJJ. Luiz França, un altro allievo di Maeda, trasmise le sue conoscenze a Oswaldo Fadda, che sviluppò una propria scuola di BJJ indipendente dai Gracie. Fadda è noto per aver introdotto il BJJ nelle comunità più povere di Rio de Janeiro e per aver sviluppato tecniche di gamba che erano meno comuni nel BJJ dei Gracie. Fadda e i suoi allievi erano famosi per l'uso influente di leve ai piedi.

Influenze Multiple nello sviluppo del Jiu-Jitsu in Brasile

Oltre a Mitsuyo Maeda, altri esperti di Judo giapponesi emigrarono in Brasile e contribuirono all’evoluzione delle arti marziali nel paese. Geo Omori, allievo di Maeda, è stato particolarmente influente nello sviluppo del Jiu-Jitsu in Brasile. Nei primi anni del 20° secolo, c’era una vivace comunità di praticanti di arti marziali in Brasile, con diverse scuole che spesso interagivano e competevano tra loro.

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Lo sviluppo del Brazilian Jiu-Jitsu

All'età di quattordici anni, Hélio Gracie, il più giovane della famiglia Gracie, si trasferì in una casa a Botafogo assieme ai suoi fratelli dove vi vivevano e insegnavano il ju jitsu giapponese tradizionale. Seguendo delle prescrizioni mediche, Hélio avrebbe speso gli anni immediatamente successivi limitandosi a osservare i suoi fratelli allenarsi ed insegnare, poiché per natura fragile di costituzione. Col tempo, Hélio Gracie gradualmente sviluppò il Gracie Jiu Jitsu come un adattamento più morbido e pragmatico del judo, poiché egli era incapace di eseguire molti movimenti che richiedevano di opporsi alla forza dell'avversario direttamente. Lungo gli anni Hélio Gracie sviluppò un sistema che si focalizzava sul combattimento a terra, in opposizione al judo che enfatizzava le tecniche di proiezione.

Negli anni '80 del XX secolo esponenti di spicco della famiglia Gracie emigrarono negli USA e lì organizzarono dei tornei interstile, nei quali sfidarono i combattenti di altri sistemi. Il programma televisivo che veicolava queste sfide a torneo ebbe successo e negli USA, ispirato al movimento brasiliano degli scontri senza (quasi) regole, detto vale tudo (dal brasiliano "vale tutto"), nacque il famosissimo Ultimate Fighting Championship tenutosi per la prima volta nel 1993.

Differenze tra Jiu-Jitsu Brasiliano e altre Arti Marziali

Il grappling è un termine generico che include tutte le arti marziali focalizzate sulla presa e il combattimento a terra, tra cui il BJJ, il wrestling, il Judo e la Luta Livre.

  • Ju-Jutsu Giapponese: Enfatizza tecniche di autodifesa, è composto da miriadi di scuole con corpus diversi.
  • Judo: Si concentra maggiormente sui lanci e sulle tecniche in piedi.
  • Brazilian Jiu-Jitsu: Pone un’enfasi maggiore sulle tecniche a terra e sulle sottomissioni.

In realtà, il jiu jitsu brasiliano, a dispetto di ciò che pensano in molti, non è molto distante dal jujutsu giapponese (o ju jitsu o ancora jiu jitsu) o le sue forme moderne come il noto judo. La concreta differenza, più che sul piano tecnico, sta nel metodo e nella strategia: il judo, per esempio, per via del regolamento, prevede la vittoria attraverso proiezione perfetta o bloccaggio al suolo per venti secondi o ancora per resa (Ippon), enfatizzando così il combattimento in piedi, in posizione eretta. Nel BJJ, invece, non essendo prevista la sconfitta per proiezione, ma solo un vantaggio di due punti, il combattimento si trova inevitabilmente a proseguire per la maggior parte del tempo al suolo, ove non è previsto alcun limite in caso di inattività per pochi secondi come invece avviene nel judo o nelle forme sportive di jiu jitsu giapponese.

Tecniche Fondamentali del BJJ

Il BJJ si distingue per il suo approccio scientifico e metodico al combattimento a terra. L'allenamento nel Brazilian jiu-jitsu viene praticato principalmente con il kimono (gi) ma negli ultimi anni si è sviluppato molto anche lo stile senza kimono (no-gi) che è quasi identico allo sport del grappling e più utile per gli atleti di MMA (arti marziali miste). La pratica di sparring (comunemente chiamato rolling) e di sessioni di allenamento con confronto con un avversario non collaborativo giocano un ruolo maggiore nell'allenamento, e vengono premiate le prestazioni, soprattutto durante le competizioni, in relazione al progresso attraverso i gradi/cinture.

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Per questo, il BJJ si trova ad esaltare gli scambi di lotta a terra, dove la posizione "di guardia", con l'avversario tenuto in mezzo alle proprie gambe stando sdraiati sulla schiena, è divenuta una delle caratteristiche principali dello stile, più volte punto di partenza per leve, strangolamenti e ribaltamenti di posizione. Posizioni più spesso utilizzate rispetto al judo o jujutsu sono la monta a cavallo (qui chiamata "montada", in giapponese "tate shiho gatame") o la presa a croce, petto su petto dell'avversario (la "cruzada", in giapponese "yoko shiho gatame"). Posizioni sviluppate in maniera caratteristica dal BJJ sono la "monta a cavallo da dietro", più conosciuta come "back mount", eccezionale per strangolare, e la guardia "a farfalla", con i piedi tra le gambe dell'avversario inginocchiato di fronte, ottima per realizzare ribaltamenti e portare l'opponente in posizione svantaggiosa.

Il Concetto di Lealtà nel BJJ

Due degli elementi fondamentali nelle discipline delle arti marziali e nel Jiu-Jitsu in particolare, sono l’attaccamento alla squadra e il forte senso di comunità e di famiglia che si avverte all’interno di essa. Non sono mancate in passato e in particolare negli anni ’80 e ’90, forti rivalità tra le squadre che spesso arrivavano a sfociare in lotte e risse al di fuori dell’ambito delle palestre. In questa visione possessiva della squadra, l’allievo che decideva di cambiare accademia senza un giusto motivo, senza una buona giustificazione o senza spiegazioni valide, non era e non è ancora ben visto dall’allenatore e dai compagni. L’avvenimento viene vissuto dalla “famiglia” come una grave offesa, l’atleta viene soprannominato “Il Creonte” e visto come un traditore. Questo perché l’allievo viene cresciuto nella scuola, viene preparato, aiutato, consigliato, rispettato, diventa parte integrante della famiglia, diventa un vero rappresentante dello stile specifico di quella Academy: una sua bandiera. Nel Brazilian Jiu-jitsu si crede fermamente nella lealtà e nell’attaccamento alla scuola: questo vale sia per gli istruttori che ci mettono anima e corpo per comunicare e insegnare tutte le loro conoscenze, che per gli atleti che, come spugne, assorbono i preziosi insegnamenti. Al giorno d’oggi rimane ancora la “cultura del Creonte”, del cosiddetto allievo traditore.

Cultura e Valori del BJJ

Il Brazilian Jiu-Jitsu non è solo una disciplina sportiva, ma una vera e propria cultura. Le accademie di BJJ, spesso chiamate “Dojo” o “Scuole”, promuovono valori di rispetto, umiltà e cameratismo. Gli allenamenti sono strutturati per insegnare non solo le tecniche, ma anche l’etichetta e il comportamento adeguato.

Il BJJ come Disciplina Competitiva

Il BJJ è anche un’importante disciplina competitiva. Tornei come l’ADCC (Abu Dhabi Combat Club) e il Mundial (Campionati Mondiali di BJJ) attirano i migliori praticanti da tutto il mondo.

BJJ per la Difesa Personale

La “migliore” arte marziale dipende dagli obiettivi individuali. Il Brazilian Jiu-Jitsu è altamente raccomandato per la difesa personale per le sue tecniche pratiche e la sua efficacia nel controllo di situazioni di combattimento reale.

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Figure Chiave nella Storia del BJJ

  • Carlos Gracie: Allievo di Esai Maeda, inventò nuove tecniche che, integrate al classico Judo, diedero vita al “Gracie Jiu Jitsu” conosciuto poi a livello internazionale col nome di Brazilian Jiu-Jitsu.
  • Helio Gracie: Iniziò la carriera a 18 anni e ottenne subito una grande vittoria contro il pugile professionista Antonio Portugal.
  • Carlson Gracie: Figlio di Carlos, oltre ad essere stato un campione nel Brazilian Jiu-Jitsu, fu un allenatore molto apprezzato e il primo a preferire e a tenere lezioni di gruppo piuttosto che solo singole come si usava fare fino ad allora.
  • Oswaldo Fadda: Uno dei primi allenatori ad insegnare ai ragazzi delle zone più povere di Rio de Janeiro.
  • Osvaldo Alves: Una vera leggenda nell’ambito di questa disciplina, inserì nuove posizioni e inventò nuove tecniche.
  • Ivan Gomes: Considerato da Carlson Gracie il suo avversario più duro, ha aiutato ad elevare e a far conoscere il Brazilian Jiu-Jitsu al mondo.
  • Rolls Gracie: Uno dei più grandi nomi dello sport degli anni ’70.
  • Carlos Gracie Junior: Dopo la morte di Rolls, Carlos Gracia Junior ha preso in mano le redini dell’accademia di famiglia per poi fondarne una sua (l’Accademia Gracie) crescendo grandi campioni in quelle che negli anni ’80 erano le periferie di Rio de Janeiro.
  • Rickson Gracie: Ex atleta e leggenda di MMA, storico esponente della famiglia Gracie e del mondo del Brazilian Jiu-Jitsu.
  • Marcelo Behring: Considerato uno degli atleti più importanti nel mondo del Brazilian Jiu-Jitsu degli anni ’80, fu allievo modello di Rickson Gracie.
  • Riccardo De La Riva: Leggenda nel Brazilian Jiu-Jitsu, cresciuto alla corte della famiglia Gracie.
  • Fabio Gurgel: Ad oggi considerato come uno dei più importanti allenatori di Brazilian Jiu-Jitsu, è stato atleta di punta della squadra Alliance di San Paolo e vincitore di importanti titoli.
  • Royler Gracie: Figlio di Helio, è una leggenda in questo sport.
  • Nino Schembri: Campione nazionale e mondiale nella sua classe di peso, cresciuto alla corte di Carlos Gracie Junior ha combattuto negli anni ’90 per “l’Academia Gracie Barra”.
  • Roberto Magalhaes: Altro atleta di punta del decennio degli anni ’90.
  • Tererê: Fernando Augusto da Silva soprannominato “Tererê” è stato campione del mondo nel 2000 e 2003.
  • Fratelli Ribeiro: Saulo judoka e campione di Brazilian Jiu-Jitsu, atleta titolare di titoli mondiali in diverse classi di peso e campione ADCC.
  • Marcelo Garcia: Conosciuto anche col soprannome di “Marcelinho” è stato campione del mondo nel 2006, 2009, 2010 e 2011, 4 volte campione ADCC tra il 2003 e il 2011, campione brasiliano e Panamericano.
  • Ronaldo Souza: Soprannominato “Jacarè” è un lottatore della categoria pesi medi delle arti marziali miste MMA.

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