Il Taekwondo, un'arte marziale coreana rinomata per la sua enfasi su calci veloci e potenti, ha una storia ricca e complessa che si estende per oltre due millenni. Le sue radici affondano nell'antica Corea, evolvendosi nel corso dei secoli e riflettendo i cambiamenti sociali e politici del paese. Oggi, il Taekwondo è uno sport globale con milioni di praticanti in tutto il mondo, un simbolo dell'identità e della cultura coreana.
Le Origini Antiche: I Tre Regni di Corea
Le origini del Taekwondo possono essere rintracciate nei tre regni antichi della Corea: Goguryeo (37 a.C.-668 d.C.), Baekje (18 a.C.-660 d.C.) e Silla (57 a.C.-935 d.C.). Murales e manufatti di quest'epoca raffigurano guerrieri che praticano tecniche che assomigliano a quelle del Taekwondo. In particolare, le pitture murali della tomba di Muyongchong a Goguryeo mostrano figure in posizioni che ricordano quelle del Taekwondo, evidenziando l'importanza dell'arte marziale nella cultura coreana.
Il Ruolo del Hwarang-do nel Regno di Silla
Un'istituzione educativa di particolare importanza per la storia del Taekwondo è il Hwarang-do, un corpo militare e sociale d'élite formato nel regno di Silla. Il curriculum del Hwarang-do includeva l'addestramento nelle arti marziali, in particolare nel Taekkyon, considerato un precursore del Taekwondo. Il Taek Kyon era insegnato nel più stretto segreto a un'élite di combattenti, dai primi maestri di quest'arte marziale. Questi guerrieri, addestrati nella pratica del Tae Kyon, divennero famosi col nome di Hwarang. I principi fondamentali che ogni guerriero doveva conoscere e rendere fondamento della propria vita, sono quelli stabiliti dal saggio monaco Buddista Wonkang: Fedeltà al tuo paese, Obbedienza ai genitori, Lealtà verso gli amici, Non ritirarsi mai in battaglia, Non uccidere ingiustamente.
L'Evoluzione Attraverso le Dinastie
Nel corso delle diverse dinastie coreane, il Taekwondo ha subito trasformazioni significative.
Dinastia Joseon: Un Periodo di Declino e Preservazione
Durante la dinastia Joseon (1392-1910), l'importanza delle arti marziali diminuì a favore di una maggiore enfasi sull'apprendimento accademico e sul confucianesimo. Tuttavia, le arti marziali sopravvissero come tecniche di difesa personale e come parte delle cerimonie rituali, come il Taekkyon.
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Occupazione Giapponese: Una Fase di Soppressione e Resistenza
Durante l'occupazione giapponese della Corea (1910-1945), le arti marziali tradizionali coreane furono soppresse nel tentativo di cancellare l'identità culturale coreana. Nonostante ciò, le tecniche e la filosofia sopravvissero in segreto, diventando simboli di resistenza nazionale. Alcuni marzialisti fuggirono, emigrando in Giappone per apprendere le arti giapponesi.
La Nascita del Taekwondo Moderno
Il Taekwondo come lo conosciamo oggi iniziò a prendere forma negli anni '40 e '50 del XX secolo, dopo la liberazione della Corea dal dominio giapponese.
La Rinascita Post-Liberazione e l'Unificazione degli Stili
Dopo la fine dell'occupazione giapponese nel 1945, emerse un rinnovato interesse per le arti marziali coreane. Molti maestri d'arte marziale iniziarono ad aprire "dojang" (scuole) e a sviluppare nuovi stili basati su tecniche tradizionali. Il Taekwondo si sviluppò a partire dalla pratica del Taekkyeon, un'arte marziale praticata soprattutto per esigenze di autodifesa e per mantenersi in allenamento. Iniziarono così ad aprire molte scuole, nelle quali veniva insegnata un’arte marziale che riprendeva i principi del Taekkyeon, ma si rifaceva anche ad alcune influenze arrivate dall’esterno. Nel 1955, il generale Choi Hong Hi propose il nome "Taekwondo" per unificare i diversi stili di arti marziali praticati all'epoca, con l'obiettivo di creare una disciplina nazionale che potesse rafforzare il senso di identità nazionale coreana. Furono presentati un certo numero di nomi per la nuova arte marziale. L’undici aprile la commissione convocata dal Gen. Choi decise per il nome “Taekwon-Do”, suggerito direttamente da Choi. Questo nome voleva sostituire tutti i termini differenti e confusionari quali: Dang Soo, Gong Goo, Taek Kyon, Kwon Bup, ecc.
Il Ruolo del Generale Choi Hong Hi
Il Generale Choi Hong Hi è una figura centrale nella storia del Taekwondo. Nato il 9 novembre 1918 nell'attuale Corea del Nord, Choi dimostrò fin da giovane uno spirito forte e indipendente. All'età di dodici anni fu espulso dalla scuola per agitazioni contro le autorità giapponesi. Dopo l'espulsione, il padre del giovane Choi lo avviò allo studio della calligrafia sotto la guida del Maestro Han Il Dong, che era anche Maestro di Taek Kyon. Nel 1937, Choi si trasferì in Giappone, dove entrò in contatto con un Maestro coreano, Him, che insegnava Karate. Dopo due anni di intenso addestramento, Choi raggiunse il grado di cintura nera 1° Dan. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Choi fu costretto ad arruolarsi nell'esercito giapponese. Ritornato in patria, fu accusato di essere il pianificatore del movimento d'indipendenza coreano e fu internato in una prigione giapponese. Mentre era in prigione, Choi continuò ad esercitarsi nell'arte marziale, insegnando ai suoi compagni di cella. Dopo la liberazione, Choi divenne un ufficiale dell'esercito sudcoreano e continuò a promuovere il Taekwondo.
La Diffusione del Taekwondo all'Estero
Nel 1959, il Taekwondo si allargò al di fuori dei confini coreani. Il Gen. Choi e diciannove delle cinture nere fecero un tour nell’Estremo Oriente. Il tour fu un successo, estasiando gli spettatori con le tecniche di Taekwon-Do. Molti di queste cinture nere divennero i responsabili per l’insegnamento del Taekwon-Do al di fuori della Corea. Nel 1960, Choi assistette a un corso moderno di familiarizzazione con le armi in Texas, dove conobbe Jhoon Rhee a San Antonio. Choi convinse Rhee e i suoi allievi a usare il nome di Taekwondo anziché Karate. Jhoon Rhee divenne quindi il primo istruttore di Taekwondo in America, segnando l'inizio dell'insegnamento del Taekwondo negli Stati Uniti. Nel 1962, Choi venne nominato ambasciatore in Malesia, dove sparse i primi semi del Taekwondo. Nel 1963 avvenne la dimostrazione a New York presso il palazzo delle Nazioni Unite e venne introdotto il Taekwon-Do anche in Vietnam. Nel 1965 Choi diventa generale a due stelle e viene nominato ambasciatore del governo della Repubblica della Corea. Viaggia in Germania, Italia, Turchia, Arabia, Malesia, Singapore. Questi viaggi sono significativi perché il Taekwon-Do viene dichiarato come arte marziale coreana.
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L'Organizzazione e la Crescita Globale
La diffusione del Taekwondo a livello mondiale portò alla creazione di organizzazioni internazionali per promuovere e regolamentare lo sport.
La Fondazione della International Taekwon-Do Federation (ITF)
Il 22 marzo 1966 venne fondata la International Taekwon-Do Federation (ITF) dal Gen. Choi Hong Hi. La ” International Taekwon-Do Federation ” si è formata con le associazioni di: Vietnam, Malesia, Singapore, Repubblica Federale di Germania, Stati Uniti, Turchia, Italia, Arabia, Egitto e Corea. Nel 1972 spostò la sede dell’ International Taekwon-Do Federation a Toronto, in Canada, durante questi anni, Choi si è impegnato a promuovere la sua arte fra la gioventù di tutto il mondo. È stato punto cardine nell’introdurre il Taekwon-Do nelle università d’Europa, d’America, del Medio Oriente e in Estremo Oriente.
La Fondazione della World Taekwondo Federation (WTF) e il Riconoscimento Olimpico
Nel 1973, la Federazione Mondiale del Taekwondo (World Taekwondo Federation, ora semplicemente World Taekwondo) fu fondata a Seoul, segnando l'inizio dell'espansione globale del Taekwondo. Nel 1988, il Taekwondo fu incluso come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Seul, e poi elevato a sport olimpico ufficiale a partire dai Giochi di Sydney nel 2000.
Il Taekwondo in Italia
Negli anni Sessanta, il Taekwondo era ancora un’arte marziale poco conosciuta al di fuori della Corea del Sud. Fu in questo contesto che il Maestro Park Sun Jae decise di portare in Italia non solo una disciplina, ma una visione, un’educazione e uno stile di vita. Nel 1966, i fratelli Park iniziarono a insegnare il Taekwondo nelle regioni meridionali, contribuendo alla nascita dei primi nuclei di praticanti e gettando le fondamenta per una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale. Grazie alla visione e all’instancabile impegno del Maestro Sun Jae Park, nel 1968 nacque la Federazione Italiana Taekwondo (FITKD), affiliata all’ITF. Il 1974 segnò una tappa memorabile, con la storica vittoria dell’Italia ai Campionati Mondiali di Montreal, dove la Nazionale si classificò al primo posto assoluto. Parallelamente, il Maestro Young Ghil Park proseguiva la sua opera educativa in tutto il Paese, distinguendosi come formatore di generazioni di atleti, tecnici e maestri. Oggi, con oltre 500 società affiliate, migliaia di tesserati e risultati di rilievo a livello europeo, mondiale e olimpico, il Taekwondo in Italia rappresenta una realtà in continua crescita.
Tecniche di Taekwondo
Il Taekwondo è caratterizzato da una vasta gamma di tecniche, che possono essere suddivise in diverse categorie:
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Calci (Tae)
I calci sono l'elemento distintivo del Taekwondo, che lo differenzia da molte altre arti marziali. Il Taekwondo è un’arte marziale conosciuta nel panorama delle arti marziali soprattutto per le micidiali tecniche di calcio, rese possibili grazie ad allenamenti specifici di stretching e potenziamento. Si tratta di calci frontali, laterali, circolari e all’indietro, ma un training specifico per l’incremento della scioltezza muscolare permette di di tirarli a qualsiasi altezza e con la massima potenza possibile.
Pugni (Kwon)
Anche se i calci sono predominanti, i pugni svolgono un ruolo importante nel Taekwondo. Nelle gare, davvero spettacolari, di combattimento ogni tecnica viene portata con la maggior forza possibile che, unita alla spinta di rotazione dell’ anca e delle spalle, contribuisce a far esplodere una dirompente forza d’urto. Se per il 90% il combattimento è composto da calci, il restante 10 % sono pugni, che per regolamento possono essere portati solo al torace a non al viso, limitando i rischi di ko.
Forme (Poomsae)
Le forme sono sequenze di movimenti prestabiliti che simulano combattimenti contro avversari immaginari. Agli inizi degli anni Settanta l’Associazione Coreana di Taekwondo (KTA - Korean Taekwondo Union) ha unificato le forme del Taekwondo in 17 poomsae, che vengono poi riconosciute dalla Federazione mondiale di Taekwondo (WTF). Una gara di forme si basa sulla valutazione del Taegeuk eseguito da un atleta mediante l’assegnazione di un determinato punteggio da parte di una giuria arbitrale composta da 3, 5 o 7 ufficiali di gara. Per ogni sezione, il giudice parte da un punteggio massimo di 5 e va via via scalando da esso i punti, a seconda degli errori commessi dall’atleta.
Combattimento (Kyorugi)
Il combattimento è l'applicazione pratica delle tecniche di Taekwondo in un contesto competitivo. Nel combattimento sportivo, per ovvie ragioni di salvaguardia dell’ incolumità dei 2 atleti.Si hanno quindi tutta una serie di tecniche che utilizzano leve, proiezioni, colpi ai punti vitali e naturalmente tutte le tecniche di gamba tipiche di quest’arte marziale.Al contrario di altre discipline che prevedono una serie molto ampia di tecniche di difesa personale, il tkd risulta più povero di tecniche, ma la relativa semplicità delle stesse ne aumenta molto l’efficacia e il campo di applicazione.
Difesa Personale (Hosinsul)
Il Taekwondo include anche tecniche di difesa personale per affrontare situazioni di pericolo nella vita reale.
Filosofia e Principi del Taekwondo
Oltre alle tecniche fisiche, il Taekwondo è guidato da una filosofia profonda e da principi etici. La filosofia alla base del Taekwondo fonda le sue radici nell’etica, nella morale, e nelle norme spirituali attraverso le quali un uomo può vivere senza litigare. Bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando qualcosa è sbagliato, di sentirsi colpevoli. Una persona che perde l’autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l’incontro. Infatti, bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire. Storiche furono le battaglie del Hwa Rang Do, un gruppo di nobili guerrieri che con le loro gesta consentirono al regno di Silla di prosperare per molti secoli.Il taekwondo nasce come nasce come disciplina filosofico comportamentale ed infatti troviamo codificate 11 norme che ne chiariscono molto bene tale natura: Fedeltà al tuo paese-Rispetto dei tuoi genitori-Fedeltà alla sposa-Rispetto dei tuoi fratelli-Lealtà verso gli amici-Rispetto degli anziani-Rispetto dei tuoi insegnanti-Non uccidere ingiustamente-Spirito indomabile-Fedeltà alla tua scuola-Termina ciò che inizi.
Gradi e Cintura
Come in tutte le arti marziali esiste una suddivisione di praticanti in cinture : bianca, bianca-gialla, gialla, gialla -verde , verde, verde-blu, blu, blu-rossa, , rossa, rossa-nera e nera ( che si ottengono sostenendo un esame ) e , a seconda del grado vengono insegnate e praticate diverse attività per giungere in modo armonioso alla comprensione del tkd.
Benefici del Taekwondo
La pratica del Taekwondo offre numerosi benefici sia per il corpo che per la mente. Innanzitutto è un allenamento perfetto per chi ha bisogno di tonificarsi e rimanere in forma, grazie a sessioni impegnative ma alla portata di tutti. Nonostante le tecniche di combattimento siano focalizzate soprattutto sui calci, anche il resto del corpo trae comunque benefici dagli allenamenti, grazie a salti e acrobazie che tengono in allenamento anche i muscoli del tronco, in particolare quelli addominali. Oltre a questi benefici fisici, il Taekwondo offre anche altri vantaggi, come quello di imparare a curare il proprio corpo, e avere lo spirito di gruppo. La pratica del Taekwondo è molto sviluppata anche tra i bambini più piccoli, con l’età di quattro anni che segna l’inizio del ciclo di allenamenti. All’inizio i più piccoli si cimentano in attività ludico-sportive allenanti, come percorsi ad ostacoli che mettono alla prova le loro abilità e le migliorano. La pratica dello sport garantisce ai più piccoli miglioramenti dal punto di vista fisico e mentale, oltre ad essere una valvola di sfogo in cui le energie vengono canalizzate per migliorarsi.
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