Taekwondo: L'arte marziale coreana che unisce corpo e mente

Il Taekwondo, un'arte marziale originaria della Corea, è rinomata per le sue spettacolari tecniche di calcio, frutto di un allenamento mirato all'elasticità e al potenziamento muscolare. Questa disciplina, come molte altre arti marziali, comprende calci frontali, laterali, circolari e all'indietro. Tuttavia, ciò che distingue il Taekwondo è l'enfasi su un training specifico che mira ad aumentare la flessibilità muscolare, permettendo agli atleti di eseguire calci ad altezze elevate e con la massima potenza.

L'uso delle braccia nel Taekwondo

Contrariamente alla percezione comune, il Taekwondo non si limita esclusivamente all'uso delle gambe. Sebbene i calci costituiscano circa il 90% del combattimento, il restante 10% è rappresentato dai pugni. Tuttavia, il regolamento prevede che i pugni siano portati solo al torace, e non al viso, per ridurre il rischio di infortuni.

Le competizioni di Taekwondo: combattimento e forme

Le competizioni di Taekwondo sono eventi spettacolari in cui gli atleti dimostrano la loro abilità e potenza. Esistono due tipologie principali di competizioni: il combattimento e le forme (poomse).

Combattimento (GHEORUGHI)

Nel combattimento, due atleti dello stesso grado e peso si affrontano in un quadrato di 12 metri. Indossano protezioni per il tronco (corpetto blu o rosso), la testa (caschetto), le tibie, gli avambracci e i genitali (conchiglia). L'obiettivo è colpire l'avversario con tecniche valide per totalizzare più punti. I punti vengono assegnati per i calci portati alla corazza o al volto e per i pugni portati al tronco. Tecniche scorrette o colpi in aree non consentite comportano penalità, fino alla squalifica.

Forme (POOMSE TAEGUK)

Le forme sono sequenze di movimenti prestabiliti eseguite contro avversari immaginari. In questa disciplina, l'atleta mette in mostra le proprie doti tecniche, la concentrazione e l'equilibrio. La pratica delle forme è utile anche per i combattenti, in quanto permette di affinare la tecnica e la precisione dei movimenti.

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Origini e filosofia del Taekwondo

Il Taekwondo, nella sua forma attuale, è stato codificato in Corea nel 1965, rendendola una delle arti marziali orientali più giovani. Le sue radici, tuttavia, risalgono a oltre 1400 anni fa, quando la Corea era divisa in tre regni e i guerrieri si addestravano nelle tecniche di lotta del Tae Kyon, del Tae Su e del Soo Bak. Un esempio storico è rappresentato dalle battaglie del Hwa Rang Do, un gruppo di nobili guerrieri che contribuirono alla prosperità del regno di Silla.

Il Taekwondo non è solo un'arte marziale, ma anche una disciplina filosofica e comportamentale. Lo testimoniano le 11 norme che ne definiscono la natura:

  1. Fedeltà al tuo paese
  2. Rispetto dei tuoi genitori
  3. Fedeltà alla sposa
  4. Rispetto dei tuoi fratelli
  5. Lealtà verso gli amici
  6. Rispetto degli anziani
  7. Rispetto dei tuoi insegnanti
  8. Non uccidere ingiustamente
  9. Spirito indomabile
  10. Fedeltà alla tua scuola
  11. Termina ciò che inizi

Nel corso dei secoli, il Taekwondo ha subito numerose trasformazioni, fino ad assumere la forma odierna, codificata dalla World Taekwondo Federation dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il Taekwondo nel mondo e in Italia

Il Taekwondo è una delle arti marziali più diffuse al mondo, con oltre 20 milioni di praticanti in 140 nazioni. Grazie alla sua popolarità, è stato incluso come sport dimostrativo alle Olimpiadi di Seul 1988 e Barcellona 1992, per poi diventare sport olimpico ufficiale a Sydney 2000.

In Italia, il Taekwondo ha iniziato a diffondersi nel 1965, grazie a una dimostrazione a Roma dei maestri Park Sun Jae, Park Young Ghil e Park Chun Ung. Da allora, il Taekwondo italiano ha fatto molta strada, con oltre 400 società sportive affiliate e circa 25.000 tesserati. La FITA (Federazione Italiana Taekwondo) è stata riconosciuta come federazione sportiva nazionale dal CONI.

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Influenze e caratteristiche del Taekwondo

Come molte arti marziali orientali, il Taekwondo ha subito l'influenza di altre discipline. Si possono riscontrare tecniche lineari tipiche degli stili giapponesi e tecniche circolari proprie degli stili cinesi. Tuttavia, sono quasi assenti le prese di lotta e le proiezioni.

Una caratteristica distintiva del Taekwondo è l'uso prevalente delle tecniche di gambe rispetto alle braccia. Questo deriva dalla convinzione che gli arti inferiori siano superiori in termini di potenza e lunghezza. L'abilità di un praticante esperto risiede nella rapidità con cui alterna l'uso delle gambe, sia per il movimento che per l'attacco.

L'allenamento nel Taekwondo

L'allenamento nel Taekwondo è intenso e completo, e comprende:

  • Stretching: esercizi per migliorare l'elasticità muscolare e la mobilità articolare.
  • Tecniche di base: calci da terra, calci in volo, pugni, parate.
  • Esercizi aerobici: per il potenziamento dell'apparato cardiovascolare.
  • Esercizi di preparazione alla rapidità, alla forza, alla resistenza e alla velocità.
  • Tecniche dinamiche: per la strategia del combattimento (mobilità sulle gambe, schivate e contrattacchi).

Un tipico allenamento è suddiviso in tre o quattro fasi:

  1. Fase preparatoria: riscaldamento muscolare, adattamento cardiocircolatorio, stretching, esercizi di forza e destrezza.
  2. Fase principale: preparazione tecnico-tattica.
  3. Fase finale: applicazione degli apprendimenti attraverso il combattimento o le forme.

Difesa personale e prove di potenza

Oltre al combattimento e alle forme, il Taekwondo comprende anche la difesa personale (HOSINSOOL) e le prove di potenza/rottura (KYUPA).

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Difesa personale (HOSINSOOL)

La difesa personale insegna a utilizzare tecniche di braccia e gambe per affrontare uno o più aggressori. In questo caso, si utilizza l'intero bagaglio tecnico del Taekwondo, comprese leve, proiezioni e colpi ai punti vitali. Sebbene il Taekwondo possa sembrare meno ricco di tecniche di difesa personale rispetto ad altre discipline, la sua semplicità ne aumenta l'efficacia.

Prove di potenza/rottura (KYUPA)

Nelle prove di potenza, gli atleti, prevalentemente cinture nere, dimostrano l'efficacia delle loro tecniche rompendo tavolette di legno. L'obiettivo non è solo dimostrare la forza bruta, ma anche la capacità di eseguire la tecnica correttamente, senza infortuni, e di colpire bersagli posti anche a due metri di altezza. I praticanti imparano a concentrare la forza in aree specifiche delle mani e dei piedi per massimizzare l'impatto.

Il sistema delle cinture

Come in molte arti marziali, nel Taekwondo esiste un sistema di cinture che indica il livello di esperienza e competenza del praticante: bianca, bianca-gialla, gialla, gialla-verde, verde, verde-blu, blu, blu-rossa, rossa, rossa-nera e nera. Ad ogni livello corrispondono tecniche e attività specifiche, che permettono al praticante diProgredire gradualmente nella comprensione del Taekwondo.

L'importanza della preparazione fisica

La preparazione fisica è fondamentale nel Taekwondo. Il corpo deve essere agile, flessibile e resistente. Attraverso gli esercizi di preparazione, il praticante impara a conoscere meglio il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità.

La storia del Taekwondo in Italia

La storia del Taekwondo in Italia è relativamente recente, ma ricca di eventi significativi.

1965: L'inizio

Nel 1965, il Dr. Park Sun Jae introduce il Taekwondo in Italia, formando i primi gruppi di praticanti. Il Taekwondo si diffonde lentamente, ma costantemente, nel centro-sud Italia.

La FITKD e l'affiliazione alla ITF

L'interesse crescente per questa disciplina porta alla creazione della FITKD (Federazione Italiana Taekwondo), affiliata alla ITF (International Taekwondo Federation). Nel 1974, l'Italia ottiene un sorprendente primo posto ai mondiali ITF di Montreal.

1975: Il passaggio alla WTF

Nel 1975, la FITKD compie una svolta significativa, aderendo alla WTF (World Taekwondo Federation), un'organizzazione che sembra rappresentare meglio il mondo del Taekwondo. La decisione, presa dal Dr. Park, è coraggiosa ma inevitabile, nonostante i legami con la ITF.

1980: Scioglimento della FITKD e adesione alla FIKDA

Nel 1980, il Taekwondo italiano vive un altro momento cruciale. La FITKD si scioglie e aderisce alla FIKDA (Federazione Italiana Karate e Discipline Associate), per allinearsi alle direttive del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che si sta interessando al Taekwondo.

1985: La nascita della FITA e della FITAK

Negli anni '80, la FIKDA si trasforma nella F…

Regole di comportamento nel Dojang

Il Dojang è un luogo di apprendimento e pratica, sia fisica che spirituale, dove si sviluppano corpi forti e sani. Per garantire un ambiente di rispetto e disciplina, è fondamentale seguire alcune regole di comportamento:

  1. Mostrare rispetto per il Dojang.
  2. Salutare il Maestro e gli altri studenti all'inizio e alla fine dell'allenamento.
  3. Rivolgersi al Maestro chiamandolo "Maestro" o "Sa-Beom-Nim".
  4. Mantenere l'uniforme pulita e in buone condizioni.
  5. Evitare comportamenti irrispettosi o rumorosi nel Dojang.
  6. Seguire le istruzioni del Maestro.
  7. Non interrompere o distrarsi durante l'allenamento.
  8. Essere puntuali e avvisare in caso di assenza.
  9. Mantenere un'igiene personale adeguata.
  10. Non indossare gioielli o oggetti preziosi durante l'allenamento.

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