Vincenzo Schiavone: una biografia tra Aikido, cinema e teatro

Vincenzo Schiavone è una figura poliedrica che spazia dalle arti marziali al cinema, fino al teatro. Un percorso artistico e personale che lo ha visto cimentarsi in diverse discipline, arricchendo il suo bagaglio di esperienze.

Gli inizi nel Taiji Quan e l'influenza orientale

La passione di Schiavone per le discipline orientali si manifesta con la pratica del Taiji Quan. Quest'arte marziale cinese, fondata su principi taoisti e tecniche meditative, lo avvicina a una filosofia di equilibrio e armonia tra corpo e mente. Il Taiji Quan, negli ultimi anni, ha suscitato un crescente interesse in Occidente, attratto dalla sua capacità di favorire un dialogo profondo con il proprio corpo e la propria interiorità.

Cristiano Vittorioso, un altro appassionato di Taiji Quan, iniziò la sua pratica nel 1978 a Roma con il Maestro Uehara Seiichiro, studiando le 24 forme e la forma lunga tradizionale dello stile Yang. In seguito, soggiornò per due anni in Giappone, dove approfondì lo stile Yang con la Maestra Nakano Harumi, studiando anche le 48 forme e la sequenza con la spada. Successivamente, si dedicò allo studio dello stile Chen con le forme Laojia, Xinjia e Laojia Paocui.

Il cinema: dagli esordi amatoriali alla regia con Cortesi

Parallelamente alla sua passione per le arti marziali, Schiavone coltiva un interesse per il cinema. Inizia come regista cinematografico a livello amatoriale, sperimentando le prime forme di espressione visiva. Questa esperienza lo porta a dirigere il maestro Cortesi in un cortometraggio, un'occasione per confrontarsi con un professionista del settore e affinare le proprie capacità registiche.

Davide Facconi, un altro regista, ballerino e attore, sa bene quanto sia importante l'esperienza sul campo. Facconi ha recitato in piccoli spettacoli teatrali con amici, divertendosi molto. Nonostante non si identifichi pienamente con i ruoli interpretati, trova stimolante impersonare personaggi diversi. Facconi si sta laureando in cinema e fin da bambino amava guardare film alla televisione.

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Nel suo cortometraggio, Facconi ha diretto anche Anna, un'amica che ha dimostrato una notevole crescita artistica negli ultimi mesi. Anna ha avuto l'opportunità di partecipare sia al cortometraggio di Facconi che a uno spettacolo teatrale di Davide Cortesi, esperienze che le hanno permesso di crescere professionalmente.

Il teatro: tra ironia e divertimento

Il percorso di Schiavone lo conduce anche al teatro, dove può esprimere la sua creatività e il suo talento interpretativo. Lavora con registi e attori di talento, tra cui Roberta, che definisce la più precisa e brava, e Davide, che descrive come ironico e divertente.

Luca Uslenghi, anima del teatro per bambini, propone spettacoli magici come "Le vere storie di Babbo Natale", un'occasione per far scoprire ai più piccoli il mondo incantato del teatro. Uslenghi immagina Babbo Natale come un personaggio che vive nel bosco, in una casetta di legno circondata da una foresta fantastica, un luogo dove regnano la tranquillità e la magia del Natale.

Lo spettacolo "Le vere storie di Babbo Natale" nasce nel 2001 a Roma e, grazie al successo e alla "carrambata" di Raffaella Carrà, ha avuto un grande consenso di pubblico e di critica, tanto da essere replicato per tre anni consecutivi.

Diego Longobardi, co-protagonista dello spettacolo, ha spinto per riproporlo, e la ripartenza di Raffaella Carrà con "Carramba che fortuna" è stata vista come una benedizione. Lo spettacolo ha riscosso successo a Milano e si è riproposto anche a Roma.

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Gli autori dello spettacolo hanno volutamente forzato alcuni aspetti per rivolgersi a un pubblico che potrebbe non essere preparato a comprendere i "ruoli" nella vita e nello spettacolo, utilizzando l'ironia per portare lo spettatore meno avvezzo a determinati meccanismi o linguaggi.

Altre esperienze teatrali

Tra le altre esperienze teatrali di Schiavone, si segnala la partecipazione a "Fiesta", uno spettacolo che, dopo una pausa di un paio di mesi, è ripartito dal Nuovo Colosseo di Roma.

Teo Teocoli, un altro grande artista, porta in scena lo spettacolo "Dal Derby al Nuovo", un'esibizione di bravura, comicità e musicalità, accompagnato dalla band Doctor Beat. Teocoli, noto per le sue imitazioni, osserva attentamente le persone per coglierne i dettagli che caratterizzano i personaggi, creando imitazioni che divertono anche gli stessi imitati.

Teocoli ha raccontato aneddoti della sua vita a "Che tempo che fa", un'esperienza che gli ha permesso di condividere la sua storia con il pubblico e che ha poi ripreso a teatro. Nonostante la fatica delle tournée, Teocoli continua a lavorare perché la televisione non gli propone nulla di attraente. Pur non sentendosi pienamente felice come un tempo, trova soddisfazione nel divertire il pubblico e nel far riflettere attraverso i suoi spettacoli.

Teocoli ricorda i suoi inizi come ballerino in "Hair", un'esperienza che lo ha portato a lavorare con Rocky Roberts. Successivamente, grazie alla Gialappa's, è diventato esperto di calcio e ha partecipato alla Domenica Sportiva.

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Teocoli descrive il suo spettacolo come un racconto delle sue vicissitudini artistiche e di vita, traendo ispirazione da personaggi come Caccamo, nato in un cratere del Vesuvio. Teocoli vorrebbe tornare in televisione, ma solo se trovasse un progetto che lo soddisfi. A teatro, non rinuncia mai alla musica, collaborando con Mario Lavezzi. Pur non ricordando i testi delle canzoni in inglese, ricorda tutto in italiano e vorrebbe trovare una situazione stabile a Milano e lavorare al nuovo Derby, tornando magari a fare cabaret nei bar o al Corriere, dove ha lavorato in passato.

"Michelina": un tuffo nel passato

Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia sono i protagonisti di "Michelina", una commedia musicale ambientata nel passato che racconta di amore e avventure. Monti interpreta una mondina che viene scoperta da un cantante da balera, un ruolo che le permette di uscire dal clichè della moglie di Gerry Scotti.

Monti spiega che il teatro le offre maggiore libertà espressiva rispetto alla televisione e che l'ambientazione nel '48 permette di guardare al passato come fonte di poesia. Monti ha iniziato la sua carriera a 18 anni con il teatro e ha studiato all'Accademia dei Filodrammatici diretto da Ernesto Calindri.

Monti si considera un'attrice adatta al genere comico e alle fiction e riconosce di avere i tempi comici, mentre altri colleghi hanno tempi drammatici. Monti cerca di inserire nei suoi personaggi anche sentimenti come la malinconia. Dopo "Michelina", Monti tornerà a lavorare con Gerry Scotti in alcuni telefilm tratti dalla sit-com "Finalmente soli".

"Hamm-Let": una rilettura grottesca di Amleto

La Piccola Compagnia della Magnolia ha debuttato nei teatri nel 2004 promuovendo un teatro antinaturalistico, dalle tinte forti e una recitazione "grottesca". Giorgia Cerruti, regista e attrice, e Davide Giglio, che interpreta Amleto, sono i fondatori della compagnia.

Il titolo "Hamm-Let" nasce da un gioco di parole e il sottotitolo "Studio sulla voracità" si riferisce al rapporto incestuoso tra Amleto, Gertrude e Ofelia, un'indagine sull'amore che oscilla tra i baci e i morsi.

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