Aikido: Allenamento, Preparazione e Esami

È vero, gli esami non finiscono mai, come ci ha ricordato Eduardo de Filippo. Nell'Aikikai d'Italia, le sessioni di esami dan, prima programmate solo durante i maggiori raduni nazionali, possono ora essere tenute autonomamente da giugno ad agosto dagli esaminatori con qualifica di jo-kyu shidoin, in concomitanza con un loro raduno.

La preparazione all'esame di Aikido

La preparazione all'esame di Aikido è un processo che va ben oltre la mera memorizzazione di tecniche. Richiede un impegno costante, una profonda comprensione dei principi dell'Aikido e una dedizione al miglioramento personale. L'Aikido è un'arte marziale che mira alla "corretta vittoria", ovvero alla conquista della "padronanza di se stessi", resa possibile da una profonda conoscenza della propria natura interiore.

Allenamento costante

L'allenamento costante è fondamentale per la preparazione all'esame. Questo implica la partecipazione regolare alle lezioni, la pratica individuale e lo studio dei principi dell'Aikido. Durante le lezioni, il praticante migliorerà resistenza, elasticità, controllo e coordinazione fisica. È importante notare che, a differenza degli sport di combattimento, l'Aikido può essere iniziato a qualsiasi età, poiché non prevede competizioni.

Comprensione dei principi

La comprensione dei principi dell'Aikido è altrettanto importante della pratica fisica. Questi principi includono l'armonia, l'energia e la via, che insieme formano il significato del nome Aikido. Comprendere come applicare questi principi alle tecniche è essenziale per eseguire movimenti fluidi, efficaci e non violenti.

Dedizione al miglioramento personale

La dedizione al miglioramento personale è un aspetto cruciale della preparazione all'esame. L'Aikido non è solo un'arte marziale, ma anche un percorso di crescita personale. Questo implica l'apertura mentale, la volontà di imparare dagli errori e la ricerca costante di miglioramento.

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La struttura dell'esame

L'esame di Aikido non consiste nella mera esecuzione di quanto richiesto dal programma, ma è per l’esaminando una messa in discussione della propria preparazione non solo dal lato tecnico. L'esame è un'opportunità per dimostrare la propria comprensione dell'Aikido e la propria capacità di applicare i principi in situazioni reali.

Collaborazione e non contrapposizione

Durante l'esame, i praticanti devono lavorare in spirito di collaborazione e non di contrapposizione. Chi ha il compito di "attaccare" deve semplicemente fare quello, permettendo all'esecutore della tecnica di difesa di turno, quello che sbrigativamente chiamiamo tori, di esprimersi al meglio delle proprie possibilità. È importante evitare eccessi di "collaborazione", che tanto si vedono fin da lontano e figuriamoci se non li vede l'esaminatore.

Imprevisti e capacità di adattamento

A volte, durante un esame, si preferisce mettere il candidato di fronte a un problema imprevisto, a condizione naturalmente che gli siano stati forniti nel periodo precedente gli strumenti e le abilità per risolverlo. Si cerca che il candidato scopra e da solo quanto non sa, quanto non sa non sapendo di saperlo, e quanto sa non sapendo di saperlo.

Valutazione della preparazione

La cosa essenziale è valutare la sicurezza psicologica, la tranquillità, la disponibilità nei confronti degli "avversari". Non solo il ‘quanto’ si sa, ma il ‘come’ si sa, la capacità di mantenere una mente aperta, la maniera nella quale si affrontano le difficoltà.

Gradi e cinture nell'Aikido

Essendo un’arte marziale tradizionale, senza scopi agonistici o sportivi, l’Aikido non prevede cinture colorate, ma solo la cintura bianca (per gli allievi) e successivamente l’hakama (dal 3° kyu). Gli esami seguono una numerazione lineare decrescente da 6° kyu a 1° kyu e poi dalla cintura nera 1° dan in poi si “sale” in maniera crescente. Le “cinture colorate” a cui siamo abituati sono un “invenzione” moderna che aiuta, soprattutto noi Occidentali, a capire come progredisce l’apprendimento. Ma, in realtà, tradizionalmente la cintura serviva solo a sostenere i pantaloni.

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L'importanza della storia e della tradizione

La storia e l'evoluzione dell'aikido non possono prescindere dalla vita del suo fondatore Morihei Ueshiba (O Sensei, Tanabe 1883 - Tokyo 1969). Come gli fu riconosciuto anche in vita egli è stato tra i più grandi Maestri di Arti Marziali della storia del Giappone; durante tutta la sua vita si dedicò allo studio e alla pratica di innumerevoli stili di arti marziali, sia armati che a mano nuda, che erano diffusamente insegnati e praticati in tutto il Giappone alla fine del diciannovesimo secolo.

Il Daito-Ryu

Fondamentale è stata l'influenza dello studio del Daito-Ryu, una antichissima arte tramandata di generazione in generazione trai membri del clan Aizu, originari del nord del Giappone. Durante uno dei suoi viaggi nel nord del paese, agli inizi degli anni '20 Morihei ebbe modo di incontrare e di divenire l'allievo principale di Sosaku Takeda, ultimo discendente del clan Aizu, e ultimo maestro di Dayto-Ryu. Era questa un'arte di combattimento particolarmente letale che aveva le sue radici nella classe dell'aristocrazia guerriera del Giappone feudale e nasceva dall'evoluzione di tecniche di spada che erano poi adattate anche all'azione a mano nuda, il cui intento principale era neutralizzare l'avversario, causando a questi danni gravi, spesso addirittura mortali. Da questa arte, che era tra le più importanti forme di aiki-jutsu, Morihei sviluppò le tecniche che oggi sono alla base della pratica dell'aikido.

La semplificazione di Morihei Ueshiba

Morihei operò una sistematica semplificazione del Daito-Ryu, scartando le tecniche più pericolose rendendole più fluide e veloci nell'esecuzione, in modo da ridurre al minimo l'uso della forza ed accentuando i movimenti circolari che sono propri dell'aikido così come lo conosciamo oggi.

Le armi dell'Aikido

Per quel che riguarda le armi dell'aikido, anche queste furono ridotte essenzialmente a due: la spada e il bastone medio. Nelle tecniche di jo sono confluite, con un'opportuna semplificazione, tutte quelle che si potevano effettuare con armi di "allungo": lancia, bastone lungo, e simili. L'influenza della spada è molto forte; si può dire che un praticante di aikido muove il proprio braccio come se fosse una spada. Il coltello (tanto) viene utilizzato solo per attacchi da neutralizzare a mano nuda.

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