L'Aikido come sistema educativo: benefici e approcci

Le arti marziali, come l'Aikido, e lo yoga sono due discipline che, pur differendo nella forma e nell'intento, condividono notevoli somiglianze, offrendo entrambe benefici che vanno oltre il semplice esercizio fisico, toccando aspetti della mente e dello spirito. L'Aikido, in particolare, si rivela un efficace sistema educativo con molteplici benefici per chi lo pratica, dai bambini agli adulti.

Radici culturali e trasformazioni nel tempo

Le arti marziali sono una collezione di pratiche e tradizioni che risalgono a migliaia di anni fa. Sebbene spesso associate alla Cina, le arti marziali hanno radici in diverse culture asiatiche. In Giappone, ad esempio, si sono sviluppati Judo, Karate e Aikido. Ogni arte marziale ha la sua filosofia, i suoi rituali e le sue tecniche, che spesso riflettono la cultura e la storia del luogo da cui provengono. Non erano considerate solo metodi di combattimento, ma erano anche vie per l’illuminazione spirituale e il miglioramento personale.

Dall’altra parte dello spettro culturale, troviamo lo yoga, una pratica antica con radici profonde nella cultura indiana. Originariamente lo yoga era strettamente legato alla spiritualità e alla ricerca dell’illuminazione. Le posture fisiche, o asana, erano solo una piccola parte di un sistema molto più ampio che includeva etica, meditazione e studio delle scritture.

Entrambe queste discipline, pur essendo nate in contesti culturali molto diversi, hanno subito notevoli cambiamenti nel corso del tempo, soprattutto con la loro diffusione nel mondo occidentale. Le arti marziali sono state spesso “sportivizzate”, perdendo parte della loro componente spirituale e filosofica originale. Allo stesso modo, lo yoga è stato spesso ridotto a una forma di esercizio fisico, perdendo gran parte del suo contesto spirituale e filosofico.

Tuttavia, sia le arti marziali sia lo yoga hanno visto un rinnovato interesse per le loro radici più profonde. Ad esempio, forme di arti marziali “miste” cercano di combinare elementi di diverse tradizioni, mentre alcune scuole di yoga stanno reintegrando pratiche di meditazione e studio delle scritture. Questo fenomeno è particolarmente interessante in un’epoca in cui la globalizzazione tende a omogeneizzare le culture, poiché rappresenta un tentativo di preservare e valorizzare la ricchezza e la diversità delle tradizioni originali.

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Arti marziali e yoga sono discipline antiche che hanno attraversato secoli e confini culturali adattandosi e trasformandosi in risposta ai cambiamenti sociali e culturali. E mentre continuano a evolvere, rimangono testimonianze viventi delle culture e delle filosofie da cui sono nate. Nelle arti marziali, il concetto di “mente vuota” è fondamentale per raggiungere un alto livello di maestria. Lo yoga, con la sua enfasi sulla meditazione, mira a raggiungere uno stato simile di “vuoto mentale”. Entrambe promuovono la disciplina mentale e l’autocontrollo, e sono state associate a benefici psicologici come la riduzione dello stress e l’aumento della concentrazione.

Benefici fisici e mentali

Dal punto di vista medico, le arti marziali e lo yoga offrono una gamma di benefici che vanno ben oltre il semplice miglioramento della forma fisica. Le arti marziali, ad esempio, sono state associate a una serie di vantaggi che includono non solo un aumento della forza muscolare, ma anche miglioramenti nella coordinazione e nell’agilità. Questi benefici possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana, migliorando l’equilibrio e riducendo il rischio di cadute, particolarmente importante per le popolazioni più anziane. Inoltre, la pratica regolare delle arti marziali può contribuire al miglioramento della salute cardiovascolare, grazie all’intenso esercizio aerobico spesso coinvolto.

Lo yoga, d’altro canto, è noto per i suoi benefici sulla flessibilità e il tono muscolare. Ma va oltre: la pratica regolare può avere un impatto positivo sul sistema respiratorio, migliorando la capacità polmonare e la qualità della respirazione. Questo è particolarmente utile per chi soffre di condizioni respiratorie come l’asma. Inoltre, alcune forme di yoga, come il “Pranayama,” si concentrano specificamente sul controllo del respiro, che può avere benefici sia psicologici sia fisiologici. Questi benefici possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita quotidiana.

Interessante è anche il crescente corpo di ricerche che esplora i benefici a lungo termine di queste discipline. Ad esempio, studi hanno mostrato che sia le arti marziali sia lo yoga possono contribuire alla riduzione del rischio di malattie croniche. La pratica regolare può aiutare nel controllo del peso, migliorare la sensibilità all’insulina e ridurre i livelli di stress ossidativo e infiammazione, fattori tutti associati a malattie come il diabete e malattie cardiovascolari. Inoltre, entrambe le discipline sono state associate a benefici psicologici che hanno un impatto diretto sulla salute fisica. Ad esempio, la riduzione dello stress e dell’ansia può portare a una diminuzione della pressione sanguigna e a un miglioramento del sistema immunitario. Questi benefici non sono solo immediati, ma possono anche avere un impatto a lungo termine sulla prevenzione di malattie croniche e sulla promozione di uno stile di vita più sano.

Le arti marziali e lo yoga possono essere viste come complementari in molti modi. Ad esempio, lo yoga può migliorare la flessibilità e la concentrazione nelle arti marziali. Tuttavia, esistono anche divergenze fondamentali: mentre le arti marziali spesso si concentrano sulla difesa personale, lo yoga è più focalizzato sul benessere interiore.

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Il ruolo del maestro e l'importanza dell'errore

Il ruolo del maestro nelle arti marziali e nel yoga va ben oltre la semplice istruzione tecnica, è profondamente pedagogico e spesso assume una dimensione quasi paterna o materna. In entrambi i contesti, il maestro non è solo un esperto nella disciplina, ma anche un mentore che guida lo studente nel suo percorso di crescita personale e spirituale. L’approccio pedagogico è fondamentale: mentre l’obiettivo può essere il perfezionamento di una tecnica o la realizzazione di una posa, il vero insegnamento riguarda il processo di apprendimento stesso.

L’errore, in questo contesto, non è un fallimento, ma un’opportunità. Il maestro incoraggia lo studente a vedere ogni errore come un passo verso la comprensione più profonda della disciplina e di se stessi. Questo è particolarmente evidente nelle arti marziali, dove un errore può essere un momento di vulnerabilità, ma anche un’opportunità per imparare e migliorare. Nello yoga, un errore in una posa o nella sequenza di respirazione può essere un segnale che lo studente deve prestare maggiore attenzione al proprio corpo o alla propria mente. Tuttavia, l’incoraggiamento non esclude la correzione. Un buon maestro sa quando è il momento di intervenire per correggere un errore, fornendo un riscontro costruttivo che aiuti lo studente a migliorare. La correzione è fatta in modo tale da non scoraggiare l’allievo, ma per fornire gli strumenti necessari ad affinare la propria pratica. In entrambe le discipline, il rapporto tra maestro e studente è basato su un equilibrio delicato di incoraggiamento e correzione, che insieme creano un ambiente in cui lo studente può prosperare sia tecnicamente sia personalmente.

L'Aikido come via introspettiva e di crescita personale

Un sistema introspettivo per osservare le proprie tensioni, i propri condizionamenti e le proprie limitazioni. Prendere coscienza di ciò che ostacola la funzionalità e la disponibilità al momento, sviluppando così nuove capacità di adattamento fisico e mentale facendo emergere una nuova presenza segnata da organicità e spontaneità. Se in un primo momento l’approccio all’aikido è diverso per ogni studente che va dallo studio di un’arte marziale come metodo educativo tradizionale alla ricerca della padronanza del corpo, alla ricerca del movimento e dell’agilità, e non per ultimo, di essere forniti di attitudini per la difesa personale, con il tempo e l’esperienza, si scopre anche il bisogno di relazionarsi con il proprio SE’, facendo diventare l’Aikido molto di più di un’arte marziale. Per cui l’Aikido diventa non solo tecnica, già nella traduzione della parola Aikido si intuisce che non si tratta solo di un sistema di combattimento. Il vero Budo è tutt’uno con L’Universo, è il lavoro fatto con l’Amore. Imparare ad attraversare la vita con la forza del nostro spirito, sforzandoci di dominare le negatività. Un sistema introspettivo per osservare le proprie tensioni, i propri condizionamenti e le proprie limitazioni.

L’apprendimento dell’aikido può cominciare verso i 6 anni, in modo ludico. L’Aikido è un sistema educativo e in base a questo i bambini imparano il rispetto verso gli altri (compagni ed insegnanti), il rispetto per il dojo, il materiale, ecc., imparano a condividere ed è un’attività fisica molto benefica, a condizione che si faccia attenzione a fare le cose nel modo giusto.

Esprimendo l’aikido un forte senso della disciplina mista al gioco, esso facilita la formazione di un naturale senso delle regole e della morale. Il clima di rispetto e di autorevolezza induce alla auto-motivazione, ed all'auto-disciplina, sviluppando facoltà cognitive, emotive e relazionali. La visione del giusto movimento prodotto dall'insegnante, sollecita le strutture intellettive del bambino inducendo una maggiore autonomia espressivo - creativa, padronanza delle abilità, fiducia di sé e negli altri, e maggiore autostima. Il ragazzo cerca, fuori casa, un modello in cui identificarsi, per cui l’atteggiamento esemplare dell’insegnante induce il ragazzo a evitare cadute in atteggiamenti auto- o etero -lesivi, quali alcool, fumo, droghe, sfide, etc…. Sbagliando metodo educativo si può inibire o limitare la spontaneità creativa ed immaginativa, come succede nei bambini iperattivi. Ecco perché è importante l’istanza passionale. Non bisogna mai spegnere la vitalità nel bambino, in quanto rappresenta una dimensione cognitiva. L’adulto invece, spesso senza volerlo, la attenua o l’inibisce, inducendo concetti astratti, deduttivi, che alimentano la frattura tra il cognitivo e l’emotivo.

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Un apprendimento non esplode per determinazione genetica, ma va sollecitato da un ambiente adatto e stimolante. La Neuroscienza Cognitiva sa che le connessioni cerebrali che vanno dalle aree emotive verso le cognitive sono maggiori di quelle che fanno il percorso inverso. Per questo motivo l'aikido è un valido sistema per potenziare le funzioni cognitive superiori, in quanto richiede controllo del comportamento e della flessibilità. Queste aree cerebrali opportunamente sollecitate nel tempo raggiungono complessità molto elevate, impegnando a fondo sistemi più complessi.

Mostrare una tecnica richiede attenzione, eseguirla richiede ripetizione, verifica, il che attiva importanti rielaborazioni mentali e recuperi di memoria. Attraverso le risorse "attentive" si migliorano quindi le memorie, la regolazione agli impulsi emotivi l'autostima, quindi: concentrazione e attenzione. L’allenamento all'attenzione comincia con esercizi che stimolano lo stato di allerta, inseriti all'inizio delle lezioni di aikido, il che stimola le funzioni di “Avvio” (sblocchi decisionali) e l'”allerta tonico” (attenzione sostenuta nel tempo), praticamente la stessa che viene richiesta a scuola. I bambini d’oggi non sono molto allenati a questo stato, e partecipano poco attivamente all'attività proposta, “staccando” spesso la mente soprattutto a scuola per ore, in balia del flusso di pensieri. Particolari emozioni, possono indurre ad allocare più risorse cognitive, altre invece possono reprimerle. Esercitandosi con gioia, spirito di amicizia, rende di più di chi si isola o deprime in un ambiente serioso, limitato e limitante, o peggio, da chi si lascia andare ad impulsi come la rabbia, lo sfogo, l'invidia e il senso di rivalsa.

L’aikido è un’arte marziale tradizionale giapponese creata dal maestro Morihei Ueshiba (1883-1969), nel secolo scorso. Iscriversi ad un corso di aikido significa, oltre che apprendere delle efficaci tecniche di difesa, puntare sui seguenti obiettivi: salute, stabilità emotiva, vitalità, pienezza, sensibilità ed incremento delle capacità personali. Questo risulta possibile perché nella pratica dell’aikido non studiamo solo l’aspetto marziale ma anche il rilassamento profondo, il controllo dell’energia vitale (pranayama) e la meditazione, cioè i principi e le leggi che regolano il sistema mente-corpo e le leggi spirituali. L’aikido è una via per la crescita fisica, psicologica e spirituale che il Fondatore ha messo a disposizione di tutti coloro che vogliono lavorare per la pace e l’armonia di tutto il genere umano. Questo ci permette di definire l’aikido come Via evolutiva, rivolta a tutti coloro che sono interessati a rendere la loro vita più piena e gioiosa. Oltre ad apportare i benefici tipici della meditazione, l’aikido è anche un’eccellente attività aerobica che crea forti legami di amicizia attraverso una pratica che insegna “lo stare insieme” in empatia e fratellanza.

Dal punto di vista storico l’Aikido si basa sull’esecuzione di antiche tecniche di derivazione marziale, finalizzate alla neutralizzazione, mediante bloccaggi, leve articolari e proiezioni, di uno o più aggressori disarmati o armati. “L’aikido può essere paragonato ad un uccello con due ali: una è la pratica esteriore delle tecniche e l’altra è l’allenamento interiore della respirazione e della meditazione.

Micheline Tissier: un'esperienza di Aikido al femminile

Micheline Tissier, detentrice del grado di 6° dan dell’Aikikai, è stata la prima donna europea ad essere insignita di questo grado dal Doshu Moriteru Ueshiba ed una delle rare donne ad occupare una posizione di responsabilità tecnica nella propria federazione.

Tissier ha cominciato a praticare Aikido presso lo Hombu Dojo dell’Aikikai a Tokyo, seguendo per due anni le lezioni obbligatorie per principianti. Al suo ritorno in Francia ha cominciato ad insegnare Aikido 11 anni dopo, a Vincennes nel 1989, con due corsi in simultanea: una lezione mista e una per i principianti, dove si rimaneva per 3 mesi, come in Giappone.

Secondo Tissier, l’Aikido che è insegnato in Giappone è lo stesso che si pratica in Francia. Non ha mai percepito particolari segni di ostilità in quanto donna in una società prettamente maschile.

Riguardo i gradi, ha sempre avuto completa fiducia in Christian Tissier; non ha mai preparato gli esami che ha dato. Quando lui riteneva che fosse il momento, andava a dare l’esame.

Tissier afferma che una donna può eseguire un movimento allo stesso modo di un uomo e che non è necessario alcun adattamento quando un maestro maschio spiega una tecnica.

Inoltre, è una delle poche donne ad occupare una carica tecnica all’interno di una delle due federazioni riconosciute dallo stato.

Tutti sono i benvenuti nel suo dojo, da qualunque federazione vengano, perché pensa che gli Aikidoka non debbano soffrire di problemi politici che non li riguardano assolutamente. Oggi vuole solo praticare per se stessa, non deve provare niente nessuno eccetto che a se stessa. Cerca solo di rendere fluida la sua pratica e di trovare sempre nuove applicazioni da condividere con i suoi studenti. La sua più grande preoccupazione attuale è di fare in modo che tutti stiano bene sul suo tatami e pensa di riuscirci.

Dopo più di 30 anni di pratica dell’Aikido, ciò che la spinge a calcare ancora il tatami è l’insegnamento, il risultato di tutti questi anni di pratica e ricerca. Le piace dare e condividere con altri quel che ha scoperto, quello di cui la gente è alla ricerca. Ricerca personale significa cercare continuamente nuove applicazioni o combinazioni, dicendo a se stessi che non si finirà mai.

Aikido per bambini: sviluppo armonico e benefici psico-motori

L'aikido si pone come interlocutore privilegiato durante lo sviluppo del bambino, in quanto stimola una crescita armonica di tutto il corpo, e non di singole catene muscolo-scheletriche. L’ aikido non è uno sport. Non ci sono gare, non si compete contro nessuno, per cui non produce nessuna sovraeccitazione nervosa. Ci si allena in un'atmosfera piacevole e rilassata in cui, a coppie o a gruppi, si sperimenta il miglioramento attraverso l’AIUTO RECIPROCO, il che infonde nel bambino la sicurezza di sé.

Molte ore di scuola, di Tv, play-station, etc…, creano tensioni nelle zone alte del corpo (testa, collo, spalle), creando strutture corporee scompensate sul piano psicoenergetico, quali: posture sbagliate, cervicalgie, tensioni al collo, stasi fisica, difficoltà a sopportare stress psicofisici e tensioni relazionali. Esso mette in rilievo un’istanza cognitiva ampiamente rivalutata dalle più recenti linee pedagogiche, quale potenzialità mentale del bambino per apprendere e adattarsi creativamente ai diversi contesti ambientali con cui egli interagisce.

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