Le Olimpiadi, vetrina mondiale dello sport, sono spesso teatro di emozioni, trionfi e, purtroppo, anche controversie legate alle decisioni arbitrali. A volte, le scelte degli arbitri, pur prese in buona fede, possono suscitare dubbi e contestazioni, alimentando polemiche che infiammano gli animi di atleti, allenatori e tifosi. Le Olimpiadi di Parigi 2024 non hanno fatto eccezione, con diversi casi che hanno visto protagonisti atleti italiani e verdetti arbitrali discutibili.
Scherma: La Finale di Fioretto Maschile e il Caso Macchi
Un episodio emblematico è quello che ha coinvolto Filippo Macchi nella finale di fioretto maschile contro il campione olimpico di Tokyo 2020, l'atleta di Hong Kong Ka Long Cheung. Sul punteggio di 14 pari, le ultime stoccate sono state interpretate dall'arbitro di Taipei, dopo la revisione delle immagini, come "pas des touches", ovvero annullate e da rifare. La situazione si è ripetuta per tre volte, fino a quando l'arbitro ha decretato la vittoria di Long Cheung.
La decisione ha scatenato l'ira dell'allenatore italiano Stefano Cerioni e della Federazione Italiana di Scherma, che ha annunciato un ricorso. Anche il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha espresso il suo disappunto sui social media.
Nonostante la delusione, Filippo Macchi ha dimostrato grande sportività, dichiarando: "Quello che è successo appartiene al passato, ormai è andata, quello che succederà in futuro dipenderà da me! Io sono una persona che ambisce sempre al massimo, che non si accontenta mai e proprio perché non mi accontento mai non sono stato in grado di gioire immediatamente della medaglia ottenuta. Tempo fa, una persona a me cara, nonché una grandissima campionessa mi disse:'' una medaglia si festeggia sempre!'' Ed effettivamente questa medaglia si merita gioia e felicità e quindi smaltiamo la delusione, che è tanta, e godiamoci ciò che è stato. Ci sarà tempo per tornarci sopra per capire gli errori che ho fatto e cercare di migliorare ancora di più. D'altronde la vita è fatta di ostacoli, a volte si superano, altre volte ci si inciampa e si cade ma la differenza la fa chi ha la forza di rialzarsi. Ora ci aspetta una gara a squadre importantissima e io con i miei compagni, nonché amici, abbiamo tantissima voglia di dare il massimo e superarci. Sosteneteci, abbiamo bisogno di voi. Forza Italia, sempre e comunque!"
Scherma: Le Lacrime di Arianna Errigo
Anche Arianna Errigo, fiorettista azzurra e portabandiera dell'Italia, ha subito una sconfitta controversa per 15-14 contro l'americana Lauren Scruggs. Il verdetto arbitrale è stato contestato dallo staff italiano, lasciando l'atleta visibilmente amareggiata.
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"La stoccata era mia. Perdere per un errore arbitrale dispiace, anche se fa parte del mio sport: però forse ho sbagliato io, prima, a farla arrivare fino al 14-14", ha dichiarato Errigo, trattenendo le lacrime. "Essere qui con la mia famiglia è una bella esperienza. Ma non posso nascondere che non era questo il risultato che volevo".
Judo: Il Caso Giuffrida e le Accuse all'Arbitro
Nel judo, la situazione più controversa ha riguardato Odette Giuffrida, campionessa del mondo nella categoria -52kg. L'atleta italiana ha perso sia la semifinale che la finalina per il bronzo a causa di sanzioni arbitrali che ha ritenuto ingiuste.
Giuffrida ha puntato il dito contro l'arbitro Ioana Babiuc, che ha diretto entrambe le sfide: "La decisione in semifinale e l'ultimo shido in finale sono stati dubbi. Tutti i miei incontri "difficili" li ho avuti con quest'arbitro rumeno. Un giorno le offrirò un caffè e le chiederò che problema ha con me. E' una cosa che va avanti da tanti anni. Ogni volta che sale lei sul tatami il ct Francesco Bruyere mi dice di rilassarmi, ma io so che devo fare qualcosa in più del dovuto e del necessario. Non credo che lo shido sia stata la decisione giusta, avrei preferito perdere in modo giusto. In questo momento mi sento vuota, meritavo di più. Non ho problemi a perdere se me lo merito. Avrei preferito prendere ippon, fare il saluto e dire brava. Ora proverò a metabolizzare e focalizzarmi sulla gara a squadre".
Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha commentato l'arbitraggio delle gare di Giuffrida definendolo "qualcosa che fa riflettere". "Ho visto la semifinale e finale per il bronzo col presidente Falcone e il segretario generale Benucci, persone competenti ed equilibrate. La cosa che ci ha sorpreso è che lo stesso arbitro della semifinale persa da Giuffrida lo hanno rimandato alla finalina: credo che questo si commenti da solo".
La Risposta della Federazione Internazionale di Judo
La Federazione Internazionale di Judo (IJF) ha respinto con fermezza le accuse di parzialità e manipolazione, definendole "completamente infondate". In una nota, l'IJF ha dichiarato: "Le accuse riportate dai media italiani e sottolineate dalla federazione italiana, che mettono in dubbio la regolarità dei risultati di alcune gare, suggerendo che ci fosse un desiderio di fare ingiustizia o di manipolazione, sono completamente infondate. Tutte le decisioni, qualunque esse siano, vengono prese sulla base di un'analisi chiara e precisa degli elementi fattuali di ogni gara, rigorosamente in base alle regole applicate, pubbliche e ben note a tutte le delegazioni. Le dichiarazioni rilasciate alla stampa dai membri della Federazione Italiana Judo non hanno alcun fondamento nella realtà. Le regole vengono seguite, verificate e applicate".
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L'IJF ha anche pubblicato le motivazioni delle decisioni prese negli incontri di Giuffrida e Lombardo, ribadendo che "nel judo, non c'è spazio per la manipolazione".
Pugilato: L'Eliminazione di Mouhiidine e lo Sfogo del Presidente Federale
Anche nel pugilato si sono verificate polemiche arbitrali. L'eliminazione con un verdetto non unanime del pugile azzurro Abbes Aziz Mouhiidine contro l'uzbeko Lazizbek Mullojonov ha scatenato la reazione indignata del presidente della Federazione Pugilistica Italiana, Flavio D'Ambrosi.
In un durissimo comunicato, D'Ambrosi ha espresso la sua amarezza per la scarsa tutela da parte del CIO: "Vergognatevi. Ancora una volta l'Italia è scippata. Pensavamo che il Cio tutelasse i pugili ed evitasse le nefandezze del passato. Niente. Siamo alle solite. L'incontro dominato da Abbes e perso con un verdetto sciagurato dimostra che niente è cambiato. Ciò mi induce a fare serie riflessioni sulla mia ulteriore permanenza in questo mondo che ho amato e che amo al di là delle misere posizioni di potere che qualcuno anela", sono state le parole che certificano la durezza dello sfogo. "Purtroppo gli sciacalli, anche quelli più anziani, approfitteranno di questa palese ingiustizia e fermeranno anche il cambiamento che a livello nazionale il pugilato lentamente stava subendo. Sono il Presidente e devo rispondere degli insuccessi anche quando non sono a me direttamente riconducibili. Non so, quindi, se mi ricandiderò. Non so se ne troverò la forza. Intanto spero che i pugili italiani ancora in gara non subiscano lo stesso oltraggio di Abbes. Con affetto per tutto il movimento pugilistico italiano", ha aggiunto D'Ambrosio.
Il Regolamento del Judo alle Olimpiadi: Un Quadro Generale
Per comprendere meglio le polemiche arbitrali nel judo, è utile avere una panoramica del regolamento in vigore durante le Olimpiadi. Il judo è uno sport di combattimento che si svolge su un'area chiamata tatami. L'obiettivo è quello di proiettare l'avversario a terra, immobilizzarlo, sottometterlo o costringerlo alla resa.
Punteggi:
- Ippon: È il punteggio più alto e determina la fine immediata dell'incontro. Si ottiene proiettando l'avversario a terra in modo controllato sulla schiena, immobilizzandolo per 20 secondi, sottomettendolo con una leva articolare o uno strangolamento, oppure costringendolo alla resa.
- Waza-ari: È un punteggio inferiore all'ippon. Si ottiene proiettando l'avversario a terra in modo non completamente controllato, immobilizzandolo per un tempo inferiore a 20 secondi, oppure eseguendo una tecnica di strangolamento o leva articolare non sufficiente a costringere l'avversario alla resa. Due waza-ari equivalgono a un ippon.
- Yuko: Era un punteggio inferiore al waza-ari, ma è stato abolito dalle regole attuali.
- Shido: È una penalità che viene assegnata per infrazioni minori al regolamento, come passività, false partenze o comportamenti scorretti. L'accumulo di shido può portare alla sconfitta.
Sanzioni:
- Shido: Come detto, è una penalità per infrazioni minori.
- Hansoku-make: È una squalifica diretta per infrazioni gravi al regolamento, come comportamenti pericolosi o antisportivi.
Arbitraggio:
L'incontro è diretto da un arbitro centrale, che si trova sul tatami, e da due arbitri laterali, che siedono ai bordi dell'area di combattimento. Gli arbitri sono responsabili di far rispettare il regolamento, assegnare i punteggi e le penalità, e garantire la sicurezza degli atleti. Le decisioni arbitrali possono essere contestate tramite il sistema di video review (VAR), che consente di rivedere le azioni dubbie al rallentatore.
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Criteri di Valutazione e Interpretazione:
Le decisioni arbitrali nel judo sono spesso soggettive e dipendono dall'interpretazione del regolamento da parte degli arbitri. Alcuni criteri di valutazione che possono influenzare le decisioni includono:
- Controllo: Il grado di controllo che l'atleta ha sull'avversario durante l'esecuzione di una tecnica.
- Intenzione: L'intenzione dell'atleta di attaccare o difendere.
- Sicurezza: La sicurezza degli atleti durante l'esecuzione delle tecniche.
- Spirito del Judo: Il rispetto dei valori fondamentali del judo, come la lealtà, il coraggio e il rispetto per l'avversario.
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