Fabio Basile, nato a Rivoli (Torino) il 7 ottobre 1994, è una figura di spicco nel panorama sportivo italiano. La sua storia è un intreccio di successi nel judo, un oro olimpico storico, partecipazioni a programmi televisivi e sfide personali che lo hanno forgiato come atleta e come uomo.
Gli Inizi e la Passione per il Judo
Fin da bambino, Fabio si sente diverso dagli altri, non per il talento, ma per il modo di condurre la sua vita. I suoi coetanei avevano abitudini, modi di pensare e obiettivi diversi dai suoi. La sua passione per il Judo nasce fin dal momento in cui, entrato in palestra su spinta dei suoi genitori, mise KO alcuni ragazzi nei primi incontri. A tutti i bambini piace vincere e ricorda ancora quando nel 2000, vedendo Pino Maddaloni trionfare alle Olimpiadi, si accese la scintilla.
Inizia la sua carriera al Club 2011 Avigliana per poi passare all’Akiyama Settimo Torinese sotto la guida di Pierangelo Toniolo. Il rapporto con Pierangelo e con la palestra è grandioso, per lui è più che un insegnante, è un amico. Come suo fratello Massimo, che lo ha allenato prima.
L'Oro Olimpico a Rio 2016
Il 2016 è l'anno della consacrazione per Fabio Basile. Ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, entra nella storia del Judo laureandosi Campione Olimpico nei 66Kg a spese del Coreano n.1 al mondo An Baul. Un sogno a cinque cerchi che Basile ha iniziato a cullare a 6 anni. «Già allora, quando sono entrato nella mia prima palestra, ho pensato: “Un giorno voglio vincere l’Olimpiade”. Eccomi qua».
Quando ripenso al 200° oro olimpico della storia italiana, conquistato nel judo da Fabio Basile, anche se è già passato più di un mese, provo ancora una grande emozione.
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Superando ogni ostacolo, la sua carriera è cresciuta dagli esordi al Club 2011 Avigliana, per poi passare all’Akiyama Settimo Torinese sotto la guida di Pierangelo Toniolo. Prima di partire per il Brasile, Basile ha partecipato proprio a casa sua a un’esibizione con tanti giovani che potrebbero avvicinarsi al judo. «Lo spero, perché non è solo uno sport ma anche uno stile di vita. Io sono sempre stato considerato una testa matta, uno che non sarebbe mai arrivato. Invece ho vinto l’Olimpiade. Questo sport mi ha anche aiutato a tenermi alla larga da vari problemi che invece hanno riguardato magari dei miei coetanei. Ecco perché spero che il judo si diffonda sempre di più, in Piemonte e in Italia».
«Questo è anche l’oro olimpico di Rivoli dove sono nato, di Rosta dove ho vissuto con la mia famiglia, di Settimo Torinese, dove sono andato a vivere da solo, cioè con la mia fidanzata Sofia». Fabio Basile, nuovo campione olimpico del judo, dal tetto del mondo ricorda da dove è partito. «Credo che si debba fare così. Io ho una grande rapporto con questi posti, che sono le mie origini e la vita attuale. Una medaglia che fa la storia, l’oro azzurro numero 200? Una grande emozione. Ma la prima dedica va comunque alla mia famiglia, ai miei genitori, ai miei nonni, a tutti.
Nel turbine delle interviste, Basile, ancora tra l’incredulo e il frastornato, ha detto: «A Tokyo, nel 2020, avrò qualcosa da perdere», ricordi? Il piacere di… soffrire Fabio Basile mi piace, lo confesso. Si racconta in modo spontaneo, mai banale. Ammette di essere «una testa matta», ma poi puntualizza subito che grazie al judo è diventato un uomo. Dice di aver sofferto tanto, per arrivare a Rio (e come dubitarne!), poi spiega, con un mezzo sorriso, di aver sofferto così tanto che la sofferenza ha iniziato a piacergli, «perché il trucco per diventare campioni - sono sue parole - è quello di soffrire e allenarsi tantissimo. In tanti mi dicevano di smettere, che non sarei mai diventato un campione: ecco, questa medaglia - è stata la conclusione piena d’orgoglio di Fabio mentre mostrava il trofeo - la dedico anche a loro».
Gareggia per vincere. Sempre Il secondo trucco di Fabio, che poi è il trucco per diventare campioni, è credere con tutte le proprie forze in un obiettivo ambizioso e nel contempo raggiungibile. «La prima volta che ho visto il nuovo direttore tecnico Kiyoshi Murakami - ha raccontato Basile -, mi ha stretto la mano e mi ha detto: “Tu vai a Tokyo 2020”. Io gli ho risposto: “No Tokyo, ma Rio 2016!”. Mi ha fissato, ha detto “va bene” e poi ha iniziato ad investire su di me. A un certo punto, rispondendo a una domanda riguardo a Tokyo 2020, Fabio si è lasciato sfuggire una umana debolezza.
Il Passaggio ai 73 kg e Nuove Sfide
Dopo una pausa, per impegni televisivi, torna a calcare i tatami internazionali e cambia categoria passando ai 73Kg e dichiarando di voler vincere due ori olimpici in due differenti categorie. Nonostante questo passaggio nel 2018 si aggiudica due medaglie di bronzo nel GS di Ekaterinburg e ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona, mentre nel 2019 sorprende tutti ancora una vota piazzandosi al terzo posto nel Grand Slam di Parigi, il torneo più importante e prestigioso del mondo. Successivamente decide di trasferirsi in Giappone, da solo, per allenarsi con i maestri dell'Oriente. Tornato alle competizioni, a partire dall'ottobre del 2017 Basile passa alla categoria -73 kg, in occasione del Gran Slam di Abu Dhabi.
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Fabio Basile sarà la punta di diamante dell’Italia ai Mondiali 2018 di judo che sono incominciati a Baku (Azerbaijan). Il Campione Olimpico dei 66 kg sarà protagonista nella nuova categoria di peso (73 kg) e va a caccia di un risultato di prestigio al termine di un’estate davvero tormentata in cui ha scelto di abbandonare l’Esercito e di accettare la proposta per partecipare al Grande Fratello Vip. Il 23enne ora è però estremamente concentrato sulla rassegna iridata come ha ribadito in un’intervista rilasciata a Tuttosport: Dunque l’azzurro è carico al massimo ed è desideroso di fare saltare il banco a Baku: “Ho sostenuto dei carichi devastanti per essere al top. Sono in forma ottimale. Gli avversari vedranno le stelle contro di me. La mia non è arroganza, ma è sicurezza in me stesso. Mettiamo le cose in chiaro: voglio diventare il più forte di tutti i tempi“.
Esperienze Televisive e Scelte Personali
Nel 2018 il judoka aveva preso parte alla terza edizione del Grande Fratello Vip, venendo eliminato nel corso della nona puntata del programma: "Il GF Vip è stata un'esperienza che mi ha dato tanto, non mi sono pentito di averla fatta. Basile parla così del suo imminente ingresso nella casa del GF: “Col mio allenatore avevamo già programmato che, dopo il Mondiale, mi sarei preso un mese e mezzo di vacanza. Quindi il Grande Fratello non andrà a interrompere la preparazione alle gare. Non ho mai negato che la tv mi piace e che vorrei fare un giorno carriera. All’inizio, però, la proposta del GF Vip non mi convinceva ma poi ho incontrato gli autori e mi sono sentito a mio agio, sarà una sfida eccitante perché è un reality che ti mette alla prova caratterialmente e mentalmente. Per vincerlo, e io voglio vincerlo, devi resistere in una casa assieme ad altre persone per due mesi, non è facile, ne uscirò rafforzato nello spirito. E poi non lo nego: salirà il mio conto in banca, salirà la mia popolarità e quella del judo perché nella casa continuerò ad allenarmi“.
Nel frattempo, però, il judoka ha deciso di lasciare l’Esercito: “Non mi pento di essermi congedato, è stata la scelta giusta. Ringrazio l’Esercito che mi ha sempre sostenuto anche se pure io ho fatto tanto per loro con le mie vittorie. C’è chi, al suo interno, era contrario alla mia partecipazione al Grande Fratello per il tipo di programma. I corpi militari hanno regole e regimi. Io, però, non li ritenevo più adatti a me. Ci stavo stretto. Ci siamo lasciati ma restiamo in buoni rapporti. Nessuna polemica“. Dagli esordi presso i giochi del Mediterraneo alla partecipazione in noti programmi televisivi come pure le interviste come quella rilasciata a Verissimo, Fabio Basile racconta della sua vita privata alla Toffanin.
Vita Privata e Momenti Difficili
Nella sua vita, anche dei drammi famigliari. L’adolescenza non va meglio, a causa dei duri allenamenti che non gli permettevano di vivere una vita come tutti i suoi compagni. Nel 2021 viene travolto da una tragica scomparsa, il fratello Michael muore improvvisamente a soli 31 anni. Anche lui era un judoka, sebbene avesse abbandonato lo sport da qualche anno a causa di un grave infortunio.
"Ciao Mike, sangue del mio sangue. Ti ho voluto bene. "Ti abbiamo voluto con tutto il cuore e quando sei arrivato hai riempito la nostra vita di gioia. Eri così piccolo e fragile, e anche da grande lo eri. "Buon compleanno fratello mio. Nessuno potrà mai dimenticarti, impossibile.
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La vita sentimentale dell’atele è stata molto movimentata. Ha avuto una storia importante con Sofia Petitto, anch’essa Judoka, terminata nel 2016. L’anno successivo inizia una storia d’amore a Ballando con le stelle, il gossip parla di una fidanzata di Fabio Basile, Anastasia Kuzmina, ma la storia termina dopo un paio di mesi. Nel 2018 ha una relazione con un’altra judoka italiana, Ludovica Lentini.
Il Ricordo dell'Infanzia e la Forza di Volontà
"Quando avevo 4 anni mi ammalai di pleuropolmonite da stafilococco e i dottori mi avevano dato tre giorni di vita. “Sembra impossibile essere qui a parlare con te. Il dottore che mi ha curato mi ha salvato la vita con un antibiotico degli anni '70. Sono stato 40 giorni in ospedale e mi ricordo che non respiravo, sentivo che stavo per morire. Ricordo anche i pianti di mia madre. "I medici erano molto pessimisti. La prima volta che ho colto le parole: Non possiamo sapere se ce la farà, mi sono spaventato. Poi ci ho ripensato, e ho deciso che ce l'avrei fatta. Dovevo farcela. Per forza. Morire a quattro anni non era nei miei piani, ma pareva proprio che sarebbe andata così. "Ero ricoverato da trenta lunghissimi giorni, quando il dottore decise di tentare l'unico antibiotico che non mi era stato ancora somministrato: Non lo usiamo più dagli anni Settanta perché è superato, ma tentar non nuoce, aveva spiegato il medico ai miei genitori. "Mia madre scese al piano terra per prendere un caffè e al bar incontrò una donna che aveva visto di sfuggita nell'ala del reparto dedicata alla fibrosi cistica e vollero raccontarsi le loro storie. Quella donna aveva già perso un figlio e stava per perdere il secondo. "Secondo mia madre a salvarmi è stato proprio l'arcangelo Michele, che, per combinazione, è il patrono di Rosta, il paese dove vive la mia famiglia. Secondo mia nonna Diamante, invece, a salvarmi è stato Padre Pio, che lei ha pregato per trenta giorni e trenta notti.
"I miei genitori quando ero piccolo hanno fatto molti sacrifici per farmi allenare, ma loro hanno sempre creduto in me. Nel 2000, a solo 6 anni, Fabio era rimasto affascinato dalle Olimpiadi di Sidney e aveva deciso che un giorno anche lui avrebbe partecipato ai Giochi Olimpici.
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