Il film "Tatami", presentato alla sezione Orizzonti del Festival di Venezia lo scorso settembre, ha suscitato un'ondata di emozioni, tra lacrime e applausi. Questa recensione esplora le ragioni per cui "Tatami" è considerato un'opera cinematografica potente e travolgente, analizzando la sua valenza politica, la storia di coraggio femminile che racconta e la sua importanza storica come prima co-regia tra un regista israeliano e uno iraniano.
Un film potente e coraggioso
"Tatami" è un film che colpisce per la sua forza e intensità. La pellicola narra una storia di coraggio femminile, ambientata nel mondo del taekwondo, dove le protagoniste si trovano ad affrontare scelte difficili e compromessi. La potenza del film risiede nella sua capacità di raccontare questa storia in modo asciutto e deciso, senza divagazioni o effetti speciali.
La valenza politica del racconto
Uno degli aspetti più significativi di "Tatami" è la sua valenza politica. Il film affronta temi delicati come il conflitto israelo-palestinese e la condizione delle donne in Iran. La co-regia tra un regista israeliano e una regista iraniana è un atto politico in sé, un segnale di apertura e dialogo in un contesto di divisione e conflitto. Il fatto che in Iran sia proibito persino pronunciare la parola "Israele", che viene sostituita con la perifrasi "il paese occupante", rende ancora più audace e significativo questo progetto cinematografico.
Una storia di coraggio femminile
Al centro di "Tatami" c'è una storia di coraggio femminile. Le protagoniste del film sono donne che lottano per affermare la propria identità e i propri diritti in un contesto sociale e politico difficile. Il film celebra la forza e la determinazione di queste donne, capaci di superare ostacoli e avversità per raggiungere i propri obiettivi.
L'importanza storica della co-regia
"Tatami" è un film che fa la storia, non solo per i temi che affronta, ma anche per la sua vicenda produttiva. Si tratta della prima co-regia tra un regista israeliano, Guy Nattiv, premio Oscar per il cortometraggio Skin, e una regista iraniana, Zar Amir Ebrahimi, che è anche coprotagonista del film. Questa collaborazione rappresenta un evento storico nel mondo del cinema, un esempio di come l'arte possa superare le barriere politiche e culturali.
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Scelte stilistiche significative
Il bianco e nero scelto per "Tatami" è una scelta stilistica significativa, che contribuisce a creare un'atmosfera cupa e intensa. L'assenza di colore accentua la drammaticità della storia e richiama certi film classici sul mondo della boxe, come Body and Soul, The Set-Up e Il grande campione. Anche la chiusura spaziale del film, che si svolge quasi interamente all'interno del campo sportivo, contribuisce a creare un senso di claustrofobia e oppressione. Il fuori campo è rappresentato dal salotto in Iran, dalla casa di una delle protagoniste, dove il marito e i vicini guardano la televisione. Queste scelte stilistiche non sono esercizi di stile, ma ricerca di essenzialità, per raccontare la storia in modo nitido e senza divagazioni.
Essenzialità narrativa
"Tatami" si distingue per la sua essenzialità narrativa. Il film si concentra sulla storia delle due protagoniste, senza perdersi in digressioni o sottotrame. La narrazione è asciutta e precisa, come se anche lo spettatore fosse chiuso all'interno dei confini di un tatami. Questa essenzialità contribuisce a rendere il film ancora più potente e coinvolgente.
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