La Cura e la Protezione dei Capelli nel Pugilato

Uno dei tratti paradossali degli studi sociali sui corpi è che raramente vi si incontrano corpi reali, viventi, fatti di carne e sangue. L’obiettivo di questo articolo è porre rimedio a questa lacuna attraverso una ricerca etnografica sulla strutturazione sociale del capitale e del lavoro corporale presso i pugili professionisti.

Il Corpo del Pugile: Mezzo di Produzione e Capitale Corporeo

Il corpo del pugile è simultaneamente il suo mezzo di produzione, la materia prima con la quale lui e i suoi collaboratori (allenatore e manager) devono lavorare, e il prodotto somatizzato del suo allenamento passato e del suo stile di vita attuale. Capitale e lavoro corporeo sono legati da una relazione ricorsiva, rendendoli intimamente dipendenti l’uno dall’altro.

I pugili sono detentori di un capitale corporeo specifico, e la sala da boxe è una macchina sociale che mira a convertire questo capitale corporeo astratto in capitale pugilistico. Il pugile utilizza le forze naturali del suo corpo per appropriarsi di quel particolare elemento della natura che è il suo stesso corpo, ottimizzando la crescita delle sue forze. Con una buona gestione, questo corpo può produrre un valore più alto di quello che è stato investito, ma è indispensabile che il pugile conosca i suoi limiti intrinseci, estenda le sue capacità senso-motorie e risocializzi la sua fisiologia in accordo con le esigenze specifiche del gioco.

Limiti e Trasformazioni del Corpo

Come ogni capitale fisso e organismo vivente, il corpo di un pugile ha dei limiti strutturali, a partire da un’aspettativa di vita limitata. I pugili hanno un acuto senso della loro dipendenza dal corpo e della sua finitezza temporale. Questo spiega perché i pugili devono gestire attentamente l’utilizzo del loro assetto fisico nel tempo, rimanendo nella categoria amatoriale abbastanza a lungo per fare esperienza, ma non troppo per non fossilizzarsi.

Dal momento in cui entra nella sala d’allenamento fino a quando non si ritira, il corpo del pugile è oggetto di un’attenzione continua. La prima cosa che un allenatore nota in una nuova recluta è il suo corpo: la sua taglia, il suo peso, il volume e la forma del suo corpo, la sua attitudine e la sua motilità, lo spessore del suo collo e dei suoi polsi, la forma del suo naso e dell’orbita dei suoi occhi.

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La dotazione somatica ereditata dal pugile è capitale, poiché predetermina in larga parte lo stile e la strategia da adottare sul ring, selezionando gli strumenti con i quali dovrà lavorare, sia all’attacco che alla difesa. I pugili filiformi e slanciati tendono a divenire “boxers”, combattendo da lontano utilizzando l’allungamento, la velocità e la tecnica per mantenere il loro avversario a distanza. I pugili più piccoli e tozzi saranno generalmente dei “fighters”, avanzando costantemente sul loro avversario per esaurirlo con una serie di attacchi ravvicinati e ripetuti.

Tuttavia, l’anatomia non è un destino. Il corpo differisce dalla maggior parte degli oggetti di produzione per il suo grado di flessibilità; nei limiti di certi parametri, può essere rinnovato, riequipaggiato e ristrutturato. Il corpo può essere profondamente rimodellato in termini di volume e di forma. La maggior parte dei nuovi pugili perde rapidamente un numero importante di chili, guadagnandone in massa muscolare.

L'Allenamento e la Trasformazione Fisica

Il fisico scolpito di un pugile è il prodotto di un lavoro di allenamento senza posa: corsa a piedi, boxe-simulata (shadow-boxing), colpire diversi tipi di sacco, salto alla corda, flessioni e sparring (assalti guidati in allenamento). Contrariamente al sentire comune, i pugili non fanno esercizi muscolari, poiché gli allenatori sono quasi tutti contrari all’alterofilia, ritenendo che generi una muscolatura eccessiva e diminuisca la resistenza, l’agilità e la velocità delle mani.

Il corpo del pugile è continuamente trasformato dal combattimento stesso, attraverso le ferite e l’usura normale conseguente al fatto di essere ripetutamente percossi. La maggior parte dei pugili ama lavorare con e sul proprio corpo e apprezza gli sforzi ardui richiesti dal proprio allenatore, nonostante il suo carattere monotono e ripetitivo.

La Sensibilità Corporea e l'Incarnazione della Pratica Pugilistica

Ottenere questa sensibilità corporale particolare, che rende un pugile compiuto, suppone un processo lento e prolungato. Non si ottiene nulla da un atto di volontà o da un cosciente trasferimento di informazioni; l’educazione del combattente richiede piuttosto un’incarnazione impercettibile degli schemi mentali e corporei immanenti alla pratica pugilistica, che non ammette né sistematizzazione né mediazione discorsiva. Questa autotrasformazione progressiva del corpo si apparenta così ad un processo di sedimentazione nel quale la padronanza pratica alle gestalt azionali costitutive della boxe s’infiltra impercettibilmente fino al fondo stesso dell’organismo.

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Serve del tempo perché il corpo di un pugile si formi e “maturi” per il gioco. Per esempio, quando un pugile lavora da solo in shadow-boxing, deve costantemente sorvegliare tutte le parti del suo corpo e sincronizzare un gran numero di movimenti tra i quali la posizione, l’orientamento e lo spostamento dei suoi piedi, il suo equilibrio e la sua tensione muscolare, la traiettoria, l’altezza, la velocità e la posizione delle sue mani, dei suoi gomiti e del suo mento, tutto ciò visualizzando un avversario che gli tira addosso una gragnola rapida di movimenti difensivi ed offensivi.

Cura e Protezione: Elementi Chiave per la Longevità nel Pugilato

La cura e la protezione del corpo sono essenziali per la longevità nel pugilato. I pugili devono gestire attentamente il loro assetto fisico, evitare infortuni e sfinimenti in allenamento, e saper decifrare i segnali del proprio corpo per valorizzarlo e proteggerlo.

La cura del corpo include una corretta alimentazione, un adeguato riposo e una preparazione fisica completa. I pugili devono seguire una dieta equilibrata, ricca di carboidrati e proteine, per fornire al corpo l’energia necessaria per l’allenamento e il combattimento. Il riposo è altrettanto importante, poiché permette al corpo di recuperare e riparare i tessuti danneggiati. La preparazione fisica deve essere completa, includendo esercizi di forza, resistenza, velocità e flessibilità.

La protezione del corpo include l’utilizzo di protezioni adeguate durante l’allenamento e il combattimento, come il paradenti, il casco e i guantoni. I pugili devono anche imparare a proteggersi dai colpi dell’avversario, utilizzando tecniche di difesa come la schivata, la parata e il blocco.

In sintesi, la cura e la protezione del corpo sono elementi chiave per la longevità e il successo nel pugilato. I pugili devono essere consapevoli dei propri limiti fisici, gestire attentamente il proprio assetto fisico e seguire un programma di allenamento completo e adeguato. Solo così potranno massimizzare il loro potenziale e raggiungere i loro obiettivi nel mondo del pugilato.

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