L'uniforme nel Karate: Il Karategi

Nel mondo del karate, l'abbigliamento riveste un ruolo importante, tanto da avere un nome specifico: karategi. Questo termine, spesso confuso con kimono, identifica l'uniforme indossata durante l'allenamento e la pratica di quest'arte marziale. Il karategi è molto più di un semplice indumento; è un simbolo di tradizione, disciplina e rispetto.

Composizione e significato del Karategi

Il karategi è composto da tre elementi principali:

  • Giacca (uwagi): Una giacca di cotone bianca, ampia e con maniche lunghe, che si incrocia sul davanti e si chiude con dei lacci sui fianchi. La giacca rimane generalmente aperta sul petto, garantendo maggiore comfort e libertà di movimento.
  • Pantaloni (zubon): Pantaloni lunghi e ampi, realizzati in cotone bianco, con un taglio cilindrico e una chiusura in vita tramite lacci o elastico.
  • Cintura (obi): Una cintura colorata, indossata sopra la giacca, che indica il grado di esperienza e abilità del praticante. I colori delle cinture variano dal bianco (principiante) al nero (esperto), passando per giallo, arancione, verde, blu e marrone.

Il colore bianco del karategi simboleggia la purezza, l'umiltà e la semplicità. Indossare il karategi aiuta ad annullare le distinzioni esteriori, creando un senso di uguaglianza e unità tra i praticanti.

La cintura, oltre a indicare il grado, ha una funzione più profonda: posizionata intorno alla vita, in corrispondenza del punto di circolazione del ki (energia), aiuta a concentrare la forza nella zona del ventre (hara).

Storia ed evoluzione del Karategi

Contrariamente a quanto si possa pensare, il karategi non ha origini antichissime. Prima del 1921, i praticanti di karate si allenavano con abiti di tutti i giorni, a torso nudo o in biancheria intima, a seconda del clima.

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La nascita del karategi moderno è attribuita al maestro Gichin Funakoshi, considerato il fondatore del karate moderno. In occasione della prima dimostrazione di karate al Budokan di Tokyo nel 1921, Funakoshi realizzò un'uniforme ispirata al judogi (l'uniforme del judo), ma utilizzando un tessuto più leggero e confortevole.

Funakoshi chiese consiglio all’amico Kano, più avanti nella codifica del metodo di lotta e nella definizione dei dettagli della nobile arte, cosa sarebbe stato giusto indossare per presentare l’arte marziale Karate. Kano prestò a Funakoshi e a Gima un’uniforme del Judo e lo stesso dicasi per la cintura.

Il karategi si è quindi evoluto nel tempo, adattandosi alle esigenze specifiche del karate. Rispetto al judogi, il karategi è generalmente più leggero e largo, per consentire una maggiore libertà di movimento durante i colpi e i calci.

Il karategi è in qualche modo simile al judogi in quanto ne condivide l'origine comune, tuttavia il materiale e il taglio del vestito sono generalmente più leggeri e cadono più larghi. A causa della natura dell'allenamento del Karate (che pone l'accento sul colpire, il calciare e un più limitato assortimento di proiezioni rispetto al Judo), il karategi si è evoluto in modo da massimizzare velocità e mobilità senza la necessità di un materiale ruvido e resistente come quello richiesto per le prese e le proiezioni nel judo.

Differenze tra Karategi e Kimono

È importante distinguere tra karategi e kimono. Il kimono è l'abito tradizionale giapponese, indossato in occasioni speciali e cerimonie. Il karategi, invece, è specificamente progettato per la pratica del karate.

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Il termine "kimono karate" è quindi improprio, anche se spesso utilizzato in modo colloquiale. Il termine corretto per indicare l'uniforme da karate è karategi.

Come scegliere il Karategi giusto

La scelta del karategi dipende da diversi fattori, tra cui lo stile di karate praticato, il livello di esperienza e le preferenze personali.

I karategi più economici sono spesso tagliati da un tessuto leggero simile ad una camicia estiva. Questi karategi si rompono facilmente e tendono ad aderire alla pelle di chi li indossa, causando fastidi a seguito di eccessiva sudorazione. La maggior parte dei karategi di qualità sono tagliati da un tessuto di cotone in grado di resistere ad un considerevole ammontare di maltrattamenti senza ridurre la mobilità del karateka. Tipicamente questi karategi usano tessuti di cotone di almeno 280 grammi, e possono resistere alle applicazioni più dure. I praticanti più avanzati sembrano favorire tessuti ancora più pesanti: tessuti di cotone da 340 o 390 grammi sono di solito la norma, alcuni produttori offrono materiali da 450 grammi, e alcuni produttori aggiungono un processo nella produzione per pettinare i tessuti di cotone e renderli più confortevoli. Nonostante il peso maggiore di questi capi, molti praticanti esperti li preferiscono per la maggiore durata e la maggiore resistenza al sudore. Non è raro che chi pratica arti marziali si senta più rinfrescato usando un karategi più pesante rispetto ai karategi più economici (a cui spesso ci si riferisce come "karategi dello spessore della carta").

Differenti stili di Karate hanno leggere differenze nelle uniformi anche se il design di base è lo stesso; differiscono solo per la lunghezza delle maniche, delle gambe e delle falde dell'uwagi (la giacca).

Esistono diverse tipologie di karategi, pensate per le diverse specialità del karate:

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  • Karategi da kumite: Leggeri e confortevoli, realizzati in cotone o materiali sintetici, per favorire la velocità e la mobilità durante il combattimento.
  • Karategi da kata: Più pesanti e rigidi, realizzati in cotone pesante, per enfatizzare la forma e la postura durante l'esecuzione dei kata (forme).
  • Karategi per bambini: Realizzati in cotone, con elastico in vita per facilitare l'indossamento.

Quando si sceglie un karategi, è importante considerare la taglia giusta. Il karategi deve essere morbido sul corpo, non aderente, per consentire la massima libertà di movimento. È consigliabile scegliere una taglia leggermente più grande, tenendo conto del fatto che il cotone tende a restringersi durante il lavaggio.

Come piegare il Karategi

Piegare correttamente il karategi è un segno di rispetto verso l'arte marziale e verso il proprio abbigliamento. Ecco una semplice guida:

  1. Posare la giacca in piano, sistemando all’interno di essa, ben disteso, il pantalone.
  2. Piegare il lato destro del karategi nel senso della lunghezza, e ripiegare la manica in basso in modo che la sua estremità giunga circa al centro.
  3. Eseguire la stessa operazione di cui al punto 2 per il lato sinistro.
  4. Piegare i due lati lungo la linea centrale.
  5. Piegare a metà il karategi, e legare verso l’estremità con la cintura.

Il Karategi: un simbolo di disciplina e rispetto

Il karategi è molto più di un semplice abito da allenamento. È un simbolo di tradizione, disciplina e rispetto. Indossare il karategi significa entrare a far parte di una comunità di praticanti che condividono gli stessi valori e la stessa passione per il karate.

Il colore bianco del karategi simboleggia la purezza e l'umiltà, qualità essenziali per chi pratica quest'arte marziale. La cintura, con il suo colore, indica il livello di esperienza e la dedizione del praticante.

Il karategi è un promemoria costante dei principi del karate: rispetto, disciplina, perseveranza e umiltà. Indossare il karategi significa incarnare questi valori e impegnarsi a seguirli nella pratica e nella vita di tutti i giorni.

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