Introduzione
L'articolo esplora il mondo del judo nel contesto del Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN), con un focus sul regolamento, sull'importanza dell'inclusione e sul ruolo cruciale della formazione. Verranno esaminati gli aspetti che riguardano la partecipazione a competizioni come quelle del circuito CSIT, le dinamiche interne allo CSEN, l'evoluzione delle competizioni e l'importanza di valori come la sportività e l'inclusione.
Lo Sport come Diritto per Tutte le Abilità
Il CSI Lombardia ha organizzato un convegno dal titolo "Lo sport come diritto per tutte le abilità" presso la Fiera di Bergamo. In questa occasione, è stata ribadita l'importanza dell'inclusione nelle attività sportive per le persone diversamente abili, un impegno che il Centro Sportivo Italiano (CSI) porta avanti da 80 anni. L'attenzione alla persona è sempre stata al centro delle attività del CSI fin dalla sua nascita. L'intervento di Davide Jacchetti, responsabile della Commissione Disabili della Lombardia e componente della Commissione Attività Paralimpica nazionale, è stato particolarmente apprezzato per la sua chiarezza e competenza, frutto dell'esperienza e dell'impegno diretto sul campo.
La Formazione nello CSEN: Un Pilastro Fondamentale
La formazione ha sempre avuto un ruolo centrale nella politica dello CSEN, sin dalla sua nascita. Il nucleo originario dell'Ente era composto da dirigenti, tutti insegnanti di educazione fisica collegati con le sedi I.S.E.F. (Roma, Bologna, Verona, L’Aquila e Perugia). Tutti i comitati periferici sono autorizzati a fare formazione, mentre i centri di formazione nazionale operano in uno spettro formativo più ampio.
Partecipazione ai Campionati CSIT: Evoluzione e Sfide
Dopo nove anni di assenza, lo CSEN è tornato a partecipare ai campionati CSIT. La decisione di non partecipare in precedenza era dovuta a un cambiamento nelle modalità degli eventi. In passato, le discipline come judo e karate soggiornavano nello stesso hotel, creando un'opportunità di socializzazione e scambio culturale per i partecipanti. Tuttavia, le "mini olimpiadi" si sono frammentate, diventando più costose e meno coese. La partecipazione del CSEN nel 2023 è stata motivata dall'urgenza di offrire uno sbocco agonistico ai ragazzi dopo la pandemia, sfruttando la convenienza di una struttura alberghiera in Italia per abbattere i costi. L'organizzazione degli eventi ha lasciato a desiderare, e la partecipazione delle organizzazioni straniere è stata limitata, soprattutto nel karate.
Successi Agonistici e Valori Umani
Nonostante le sfide organizzative, i partecipanti dello CSEN hanno ottenuto ottimi risultati agonistici. Il loro comportamento è stato esemplare, sia sul tatami che fuori. In particolare, i ragazzi si sono distinti per la loro generosità e stile, ballando con le signore anziane durante le serate danzanti organizzate all'Hotel Margareth di Riccione.
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La Rappresentativa Nazionale Do Uisp al CSIT di Riccione
Dopo Tallinn 2010, la Rappresentativa Nazionale Do Uisp è tornata sul tatami del circuito Internazionale CSIT a Riccione. La squadra e la commissione agonistica, accompagnate dalla Segretaria Nazionale Marialuisa Magoni, hanno partecipato alla parata a Cervia, insieme a nazioni e discipline provenienti da tutto il mondo. La cerimonia di apertura si è svolta in Piazza Garibaldi, con la partecipazione dei sindaci delle varie fazioni limitrofe. Nella competizione individuale, la Rappresentativa Nazionale ha conquistato cinque ori con Jacopo Conti (60 kg), Giacomo Lodi (66 kg), Christian Bonfili (81 kg), Gionata Benelli (100 kg) ed Emiliano Rossi (+ 100 kg), oltre a un bronzo con Simone Lucarini (90 kg). La squadra ha poi dominato la gara a squadre, superando Francia, Inghilterra e Belgio.
Riflessioni sul Karate al CSIT
La partecipazione al CSIT nel karate è stata limitata, con solo tre squadre italiane (UISP, AICS, ACSI), una rappresentativa austriaca e due atleti singoli (uno canadese e uno sloveno). Nonostante ciò, l'esperienza è stata interessante per l'alto livello degli atleti. La scelta di settembre non è stata ideale per la preparazione degli atleti. In passato, ogni Unione portava almeno un arbitro, garantendo una compagine arbitrale plurale e rappresentativa delle nazioni partecipanti. Il vincolo che gli arbitri fossero Internazionali riconosciuti dalla WKF ha impedito a molti di partecipare, portando la Federazione a inviare i propri arbitri. Andrea Senatori ha conquistato il bronzo, piazzandosi dietro a un atleta (AICS-FIJLKAM) in ascesa. I giudizi arbitrali sono stati criticati per la loro superficialità, concentrandosi su velocità, potenza ed equilibrio a scapito della grammatica fondamentale del karate. Nel kumite, Andrea Monti e Lorenza Trafficante hanno vinto il bronzo, Luca Marotta l'argento e Ivan Boni, Samuele Rebellato e Riccardo Monti l'oro.
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