Krabi Krabong: Storia e caratteristiche dell'arte marziale thailandese

Il Krabi Krabong è una disciplina thailandese che comprende sia armi corte che lunghe, nata per addestrare i guerrieri. Questa disciplina è rimasta sempre in secondo piano rispetto alla più popolare Muay Thai.

Le origini e lo sviluppo storico

Il Krabi Krabong è una disciplina thailandese rimasta sempre defilata rispetto alla "figlia" Muay Thai. La parte che studia il combattimento disarmato viene chiamata indifferentemente: "Mae Mai Muay Thai" o anche "Sillapà Pongkhantua" ovvero arte della difesa personale. Questa disciplina thailandese comprendente armi corte e armi lunghe nacque per addestrare i guerrieri.

Il problema principale del Krabi Krabong sta proprio nella frattura esistente tra l'addestramento, che è ancora imperniato sul concetto (se vogliamo, superato!) di guerra come si svolgeva qualche centinaio di anni fa e la necessità di trasformarsi in uno sport, mitigando e limitando tutta una gamma di tecniche e colpi potenzialmente mortali.

Le armi del Krabi Krabong

Nel Krabi Krabong si studiano diverse armi tradizionali thailandesi, tra cui:

  • Coltello: Può essere di tre tipi:
    • Kukri, identico a quello usato dai soldati Gurkha.
    • Kriss, a lama ondulata simile ad un raggio di sole.
    • Kabar, semplice coltello da campeggio con il manico in dischetti di cuoio.
  • Sciabola lunga Krabi: Identica alla classica sciabola europea da ufficiali o da cavalleria.
  • Doppie spade corte Dab Song Mue: Si impugnano in coppia.
  • Scudo Dan e spada corta.
  • Mai San: Simili ai Tonfa giapponesi, ma più grossi e con un laccio che li fissa saldamente al braccio.
  • Bastone lungo.
  • Lancia.
  • Alabarda.
  • Scudo sul braccio sinistro e lancia sul destro.

A queste armi se ne aggiungono anche altre come il falcetto, il nunchaku (Krabong Song Tong) ecc… che vengono comunque considerate del tutto secondarie.

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Il combattimento a mani nude

Comunque venga designata, la parte a mani nude è l'archetipo della Muay Thai sportiva, con la differenza che oltre ai consueti calci, pugni, ginocchia e gomiti, si usa percuotere anche con la testa, portare leve, proiezioni, strangolamenti, immobilizzazioni e lotta a terra. Essendo sostanzialmente nata per addestrare gli antichi guerrieri per il campo di battaglia, questa disciplina non disdegna anche calci ai genitali, dita negli occhi o morsi.

Era logico che volendo trasformarla in uno sport (per quanto innegabilmente duro!) dovesse essere sottoposta ad un processo di epurazione di tutte quelle tecniche "cattive" che diversamente ne avrebbero limitato lo sviluppo. A torto dunque molti ritengono il Krabi Krabong esclusivamente la versione armata della Boxe Thailandese.

Le competizioni e la diffusione

Il problema che ha impedito al Krabi Krabong di avere lo stesso sviluppo del Muay Thai, molto probabilmente è da imputarsi alla difficoltà di poterlo promuovere come un business con tanto di scommesse in campo agonistico. Per quanto riguarda infatti le competizioni il Krabi Krabong stà ancora annaspando alla ricerca di un regolamento definitivo che possa limitarne l'indubbia pericolosità.

Krabi Krabong viene comunemente tradotto come: "Duello con armi corte ed armi lunghe" dove nell'eccezione "armi corte" viene inteso anche il corpo umano come arma in sè.

A complicare la situazione c'è da dire che alcune scuole che hanno per target gli stranieri, come il Bhuddaysawan o quella del Maestro Vicit, si limitano ad insegnare duelli "prestabiliti" agli ignari studenti, affinchè possano fare simpatiche dimostrazioni di Krabi Krabong al loro rientro in Europa o in America. In realtà in Thailandia ci sono centinaia di scuole tradizionali dove si possono apprendere veramente i segreti del combattimento libero a contatto pieno, ma queste scuole non sono molto "turistiche"; spesso gli allenamenti sono duri fino all'inverosimile e alla fine di una pratica estenuante non c'è alcun rilascio di Diplomini di grande maestro. Non sono dunque molto appetibili per chi voglia intraprendere un business di questa disciplina. Tuttavia per fortuna ci sono ancora persone, anche se poche, che sono più interessate ad imparare l'arte vera rispetto a collezionare "carta igienica" da appendere al muro.

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In Italia il Krabi Krabong è promosso dall'International Krabi Krabong Association dei Maestri Valerio Zadra e Pimchanok Wongwisut. Il Maestro Valerio Zadra a tuttora è l'unico europeo ad essersi misurato vittorioso nei Campionati Mondiali di Krabi Krabong che si tengono ogni anno in Thailandia. L'I.K.K.A. è un emanazione della Thai Sport Association che non solo rappresenta il Governo Thailandese veramente, ma è anche sotto il patrocinio diretto del Re Bhumiphol Rama IX. L'I.K.K.A. promuovere l'arte del Krabi Krabong in tutta l'Italia.

Coltelli da combattimento: stili e tecniche

Oltre al Krabi Krabong, esistono diversi stili di combattimento con il coltello, ognuno con le sue peculiarità. Ecco alcuni dei più noti:

  • Paranza Corta: Stile italiano del 1400, costruito attorno alla lama dello stiletto, ideale per combattimenti furtivi in spazi ristretti.
  • Kali Eskrima: Arte marziale filippina che include l'uso di bastoni, coltelli e armi improvvisate, con tecniche che si traducono senza problemi nella mano vuota.
  • MCMAP (Marine Corps Martial Arts Program): Sistema di combattimento completo dei Marines statunitensi, che dedica una parte sostanziale dell'addestramento al combattimento con il coltello.
  • Pencak Silat: Termine collettivo per molte arti marziali indigene dell'arcipelago malese, con tecniche di metodica ferocia e l'uso del karambit.
  • Systema Spetsnaz: Sistema di combattimento completo utilizzato dalle forze speciali russe, basato sui tradizionali metodi di autodifesa.
  • Tantojutsu: Stile di combattimento con il coltello giapponese praticato dai guerrieri Samurai, che mira a colpire le parti più morbide e dolorose del corpo.

Il Krabi Krabong oggi

Oggi, il Krabi Krabong si trova di fronte a un bivio: da un lato, la necessità di preservare le sue radici e la sua efficacia come arte marziale; dall'altro, l'esigenza di adattarsi ai tempi moderni e di trasformarsi in uno sport accessibile e sicuro. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione, senza snaturare l'essenza di questa antica e affascinante disciplina.

L'importanza della conoscenza e della pratica

Indipendentemente dallo stile di combattimento scelto, è fondamentale acquisire una solida conoscenza delle tecniche e praticare regolarmente, con professionisti qualificati e in un ambiente sicuro. La volontà di sopravvivere e la capacità di adattarsi alle diverse situazioni sono elementi chiave per avere successo in un combattimento con il coltello.

Tuttavia, è importante ricordare che la prevenzione è sempre la migliore strategia. Evitare situazioni di pericolo e allontanarsi da persone aggressive sono le prime misure da adottare per proteggere la propria incolumità.

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