L'abbiocco postprandiale, o sonnolenza dopo i pasti, è un'esperienza comune a molte persone. Questo articolo esplora le cause di questa sensazione di stanchezza e offre rimedi pratici per prevenirla e migliorare la tua energia durante la giornata.
Introduzione
La sonnolenza postprandiale è un fenomeno che colpisce molte persone, ma anche diversi esseri viventi, tra cui insetti, serpenti, vermi e ratti. Questo suggerisce che possa avere un significato biologico importante. Comprendere le cause e adottare strategie adeguate può aiutarti a mantenere alta la tua produttività e il tuo benessere.
Cause dell'abbiocco postprandiale
Diversi fattori possono contribuire alla comparsa della sonnolenza dopo i pasti.
Segnali di vigilanza e necessità di cibo
Secondo alcuni esperti, gli esseri umani e gli animali hanno sviluppato segnali di vigilanza che li mantengono attivi e concentrati quando sono affamati, per favorire la ricerca di cibo. Una volta soddisfatta questa necessità, tali segnali si attenuano, lasciando spazio alla sensazione di stanchezza.
Cambiamenti nella circolazione sanguigna
Dopo un pasto, una quantità maggiore di sangue viene diretta verso l'intestino tenue per favorire l'assorbimento dei nutrienti, riducendo di conseguenza il flusso di sangue al cervello. Questa redistribuzione potrebbe contribuire alla sonnolenza.
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Ruolo della colazione
Alcuni studi hanno dimostrato che chi salta la colazione potrebbe essere più soggetto a sperimentare l’abbiocco. La mancanza di un pasto mattutino sembrerebbe influire sulla riduzione del flusso sanguigno al cervello dopo pranzo, aumentando la probabilità di sonnolenza.
Composizione dei nutrienti e pasti abbondanti
La quantità e la composizione del pasto giocano un ruolo cruciale. Una ricerca condotta sui moscerini della frutta ha evidenziato che pasti abbondanti, ricchi di sale o proteine, favoriscono la sonnolenza. Sebbene questi risultati siano stati osservati negli insetti, potrebbe esserci una correlazione anche per gli esseri umani. Un altro studio ha rivelato che una dieta equilibrata, ricca di verdure e grassi sani come l’olio d’oliva, tende a ridurre la sonnolenza rispetto a un’alimentazione ricca di fast food, insaccati e bevande zuccherate.
Infiammazione e sonnolenza
Pasti ricchi di grassi e carboidrati raffinati possono aumentare la sensazione di stanchezza e incrementare alcuni marker infiammatori, specialmente negli adulti obesi. Tuttavia, la relazione tra alimentazione e sonnolenza richiede ulteriori approfondimenti, poiché i risultati degli studi non sono sempre concordi.
Processo digestivo e afflusso di sangue
Dopo aver mangiato, il corpo inizia la digestione, che richiede una quantità significativa di energia. Per facilitare questo processo, una maggiore quantità di sangue viene indirizzata verso lo stomaco e l’intestino, a discapito di altri distretti, come il cervello. Questo fenomeno può generare una sensazione di stanchezza e calo della concentrazione.
Produzione di ormoni
Durante la digestione, l'organismo produce serotonina e melatonina, due neurotrasmettitori coinvolti nel ciclo del sonno e nella regolazione dell’umore. Questi ormoni, soprattutto in combinazione con un ambiente caldo o poco ventilato, possono favorire l’assopimento.
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Cattiva qualità del sonno notturno
Se la notte non si dorme bene o si accumula stanchezza, il corpo sarà più vulnerabile al cosiddetto “crollo post-prandiale”.
Altre cause mediche
In alcuni casi, la sonnolenza postprandiale eccessiva può essere sintomo di condizioni mediche sottostanti.
Resistenza insulinica o diabete
Una forte sonnolenza dopo i pasti, se si verifica regolarmente, può essere il sintomo di resistenza insulinica o diabete.
Disturbi digestivi
Problemi digestivi possono contribuire alla sonnolenza dopo i pasti.
Apnee notturne non diagnosticate
Le apnee notturne possono causare un sonno di scarsa qualità, portando a sonnolenza diurna.
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Anemia o carenze nutrizionali
Anemia e carenze nutrizionali possono causare stanchezza e sonnolenza.
Ipertiroidismo
Anche problemi alla tiroide possono manifestarsi con sonnolenza eccessiva.
Come prevenire l’abbiocco postprandiale
Per combattere l’abbiocco e migliorare la produttività dopo i pasti, ecco alcuni consigli pratici:
Segui una dieta equilibrata
Privilegia verdure, proteine magre e grassi sani. Una dieta ricca di verdure e grassi sani, come l’olio d’oliva, tende a ridurre la sonnolenza.
Evita pasti troppo abbondanti
Mangiare in modo moderato, soprattutto a pranzo, può fare la differenza. Un pasto troppo abbondante può sovraccaricare l’apparato digerente. È consigliabile suddividere l’apporto calorico della giornata in cinque piccoli pasti, così da mantenere costante il livello energetico ed evitare bruschi cali.
Fai una colazione completa
Iniziare la giornata con un pasto sano aiuta a mantenere stabili i livelli di energia.
Bevi acqua durante i pasti
Rimanere idratati supporta il metabolismo e la digestione. Bere acqua durante la giornata aiuta a prevenire la sonnolenza diurna.
Evita alimenti troppo ricchi di grassi e zuccheri
Possono causare picchi glicemici seguiti da cali energetici.
Scegli pasti bilanciati
Preferisci piatti completi ma leggeri, ricchi di fibre, verdure e proteine magre. Evita i picchi glicemici optando per cereali integrali, legumi e frutta a basso indice glicemico. Mangiare lentamente e masticare bene favorisce la digestione e riduce il senso di stanchezza.
Fai movimento leggero dopo pranzo
Una breve passeggiata di 10-15 minuti all’aria aperta stimola la circolazione e riattiva il metabolismo. Anche semplici esercizi di stretching o qualche minuto di attività leggera possono fare la differenza per combattere la sonnolenza. Tenersi in movimento, anche con una semplice passeggiata o un giro in bici, è di enorme aiuto nel prevenire l'attacco di sonno postprandiale, soprattutto dopo il pranzo.
Cura la qualità del riposo notturno
Spesso, dietro la sonnolenza post-prandiale, si nasconde un sonno notturno poco ristoratore. Dormire su un materasso di qualità, che sostenga correttamente la colonna vertebrale e favorisca il rilassamento muscolare, può migliorare significativamente il livello di energia durante il giorno.
Concediti, se necessario, un breve riposino pomeridiano
Un riposino pomeridiano di breve durata, lontano dal letto e in una posizione semi-sdraiata, può aiutarti a recuperare energia senza interferire con il sonno notturno. Fate attenzione, però, a non superare i tempi consigliati per evitare di sentirvi ancora più stanchi al risveglio.
Bere una tazza di caffè o di tè
È un ottimo rimedio contro la sonnolenza dopo il pranzo.
Mangiare lentamente
Mangiare lentamente, in modo da ridurre l’ingresso di aria nello stomaco.
Regolarizzare i tempi tra un pasto e l’altro
Evitando di saltare i pasti e di mangiare troppo poco a colazione. Si rischia, infatti, di arrivare all’ora di pranzo con lo stomaco vuoto, condizione che predispone a pasti più pesanti, ingurgitati troppo velocemente.
Preferire i piatti leggeri
Che vengono assimilati con più facilità, e ridurre l’uso di snack dolci e salati, come merendine e patatine in busta. Una bella spremuta di frutta fresca o una manciata di frutta secca è decisamente meglio!
Evitare gli alimenti che favoriscono la dispepsia
Come il caffè, l’alcool, le bevande zuccherate e gassate. Riguardo al caffè, è bene sapere che l’abuso reiterato di questa bevanda incrementa le secrezioni acide dello stomaco e determina un calo di energie, pertanto è decisamente da evitare se si hanno problemi di digestione e stanchezza. Gli alcolici, invece, rallentano l’attività del sistema nervoso centrale, producendo sonnolenza e lentezza nei movimenti. Limitare il consumo di alcol. L’assunzione di alcolici, infatti, affatica il fegato rallentando il processo digestivo e stancando completamente l’organismo.
Consumare porzioni corrette di frutta e verdura
Che assicurano all’organismo la giusta quantità di vitamine, sali minerali e acqua. Mantenere l’idratazione, infatti, è fondamentale per combattere stanchezza e sonnolenza. Vanno consumati con moderazione, invece, i cibi con un elevato contenuto di grassi, poichè possono rendere più laborioso il processo digestivo. È buona regola quindi, consumare il piatto principale accompagnato da verdure cotte o crude che, oltre a saziare, apportano sali minerali utili per sostenere l’organismo nei cambi di stagione. Altrettanto importante è cercare di evitare l’assunzione di cibi particolarmente ricchi di zuccheri. Questo perché il consumo di alimenti ricchi in zuccheri, riduce l’attività delle cellule del nostro cervello che sono deputate alla “gestione” dello stato di veglia e del dispendio energetico. Esse infatti producono un ormone cerebrale detto orexina, che se presente in bassi livelli, apporta all’organismo sonnolenza, stanchezza e debolezza muscolare.
Svolgere attività fisica in maniera regolare
Moderata e costante, per scaricare lo stress, aiutare il metabolismo e migliorare la circolazione dell’ossigeno.
Introdurre nelle proprie abitudini alimentari cibi e bevande che aiutano a depurare l’organismo
Come alcuni tè e tisane, lo zenzero, il finocchio, l’aloe, il mango.
Ridurre le fonti di ansia e stress
E mangiare sano sono i requisiti minimi indispensabili per combattere le difficoltà digestive e la stanchezza.
Avere un sonno regolare
Ciò significa non solo dormire un giusto quantitativo di ore, ma anche andare a letto sempre alla stessa ora. Il cervello ha bisogno di una certa regolarità notturna, per stare bene.
Non esagerare con il cosiddetto riposino pomeridiano
Molte persone anziane hanno l'abitudine di riposarsi al pomeriggio, per riprendere le forze.
Non avere televisione e/o computer in camera da letto
Questa stanza deve essere riservata esclusivamente al sonno notturno e alla vita coniugale.
Trovare un'attività rilassante che "faccia prendere sonno"
Si tratta di una sorta di rituale che facilita l'addormentamento. Se non si riesce a prendere sonno, alzarsi dal letto e dedicarsi ad altre attività per 20-30 minuti.
Approfondimenti sulle cause meno comuni
Esorfine e permeabilità intestinale
Una delle ipotesi più recenti chiama in causa le cosiddette esorfine, dei peptidi oppioidi che si formano durante la digestione del glutine. In soggetti con un'esagerata permeabilità intestinale, l'assorbimento di questi peptidi potrebbe perturbare l'attività cerebrale.
Congestione gastrointestinale
Per digerire un pasto particolarmente abbondante, gli organi digestivi richiedono grandi quantità di ossigeno, ottenuto riducendo il flusso di sangue in altri distretti a favore di quello digestivo. La stanchezza e la sonnolenza sarebbero quindi una conseguenza del ridotto apporto di sangue al cervello.
Ipoglicemia reattiva
Un'altra ipotesi riguarda lo stato di ipoglicemia reattiva conseguente alla massiccia secrezione insulinica.
Aumento del triptofano
Le ingenti quantità di carboidrati introdotte con la dieta favorirebbero l'aumento della concentrazione relativa di triptofano a livello ematico, favorendone l'ingresso a livello cerebrale.
Alte temperature ambientali
Il nostro organismo risponde alle alte temperature ambientali con diversi meccanismi difensivi, finalizzati al mantenimento di una temperatura interna relativamente costante. La vasodilatazione periferica in ambienti caldi porta con sé alcuni svantaggi, legati alla caduta della pressione arteriosa.
Sonno e ritmi circadiani
Il sonno è un meccanismo naturale che segue un ritmo circadiano. La privazione del riposo notturno può causare colpi di sonno.
Sindrome del turnista
La sindrome del turnista colpisce le persone che devono cambiare il turno di lavoro almeno 3-4 volte nel corso di un mese. Alcuni accorgimenti possono migliorare la situazione, come evitare troppi turni notturni di seguito, concedersi una breve pennichella pomeridiana e ottimizzare l'esposizione alla luce intensa negli orari di veglia.
Altri fattori che possono influenzare la sonnolenza
Ritmi circadiani
I ritmi circadiani sono quei meccanismi fisiologici che regolano l'alternanza sonno-veglia e tutti i vari cambiamenti fisici.
Spinta del sonno
È la necessità fisiologica di dormire, che aumenta con il passare delle ore di veglia.
Variazioni glicemiche
Condizioni come la glicemia alta (iperglicemia) e la glicemia bassa (ipoglicemia) possono alterare gli schemi del sonno e provocare risvegli notturni, con conseguente stanchezza e sonnolenza diurna.
Alitosi mattutina
L'alito cattivo al risveglio dipende generalmente dalla fisiologica diminuzione del flusso salivare nelle ore notturne.
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