Combattere le Differenze di Genere: Cause e Soluzioni

La disparità di genere è un problema sociale persistente che sembra esistere da tempo immemorabile. Tuttavia, cresce la consapevolezza dell'importanza di comprendere e studiare le sue diverse forme. La disuguaglianza di genere è un fenomeno complesso con molteplici cause sottostanti.

Le Radici della Disuguaglianza di Genere

Accesso all'Istruzione

Secondo uno studio del 2015 delle Nazioni Unite, circa due terzi dei 781 milioni di adulti analfabeti nel mondo sono donne, una proporzione rimasta stabile negli ultimi due decenni. La mancanza di accesso all'istruzione è una delle prime forme di discriminazione e limita il potenziale di sviluppo delle donne per raggiungere l'indipendenza economica. L'obiettivo numero quattro dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite si concentra sull'accesso a percorsi di istruzione scolastica di qualità. Secondo l'Unicef, circa 129 milioni di ragazze e giovani donne sono escluse da questo diritto. Questo divario di genere nell'istruzione e nella formazione professionale blocca un potenziale sviluppo e rappresenta una delle prime forme di violenza che le bambine e le ragazze subiscono.

Discriminazione Economica e Gender Pay Gap

Secondo i dati del 2028 del World Bank Group, in 104 paesi ci sono leggi che discriminano economicamente le donne e in 18 paesi, i mariti possono legalmente vietare alle mogli di lavorare. Quando le donne sono inserite nel mondo del lavoro, devono affrontare il problema del gender pay gap: in Europa, in media, le donne sono pagate il 22% in meno degli uomini che svolgono la stessa mansione (Eurostat, Gender pay gap statistics, 2022). Attualmente, le donne costituiscono il 75% della forza lavoro che fornisce servizi essenziali di assistenza sanitaria, eppure per una donna che lavora nella sanità o nel sociale ci vogliono 1.200 anni per guadagnare quanto in un anno percepisce, in media, l'Amministratore Delegato di una delle 100 imprese più grandi della lista Fortune.

Il "Tetto di Cristallo"

Si parla di "tetto di cristallo", un'espressione usata per indicare una barriera invisibile, ma solida e difficile da rompere, che blocca l'accesso delle donne alle posizioni apicali nelle organizzazioni economiche e nelle istituzioni. I dati provenienti da 141 paesi mostrano che le donne costituiscono solo 3 milioni (35,5%) dei membri eletti negli organi deliberativi locali.

Violenza di Genere

La violenza contro le donne e le ragazze assume molte forme diverse, tra cui violenza domestica, aggressioni sessuali e molestie, matrimoni precoci e forzati, tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, i cosiddetti "crimini d'onore" e la mutilazione genitale femminile. Le radici di questa violenza sono da ricercare in rapporti asimmetrici di potere tra uomini e donne, che donne, ragazze e bambine affrontano lungo tutto il corso della loro vita, dalla fanciullezza alla vecchiaia, e sono alimentate da stereotipi ben radicati nelle nostre società e da una predominante cultura patriarcale. Molti autori di tali violenze credono che agire in modo violento verso donne e ragazze sia un comportamento normale o appropriato. Di conseguenza, ritengono di poter commettere atti violenti senza incorrere in disapprovazione. Non sorprende quindi che, nel mondo, una donna e una ragazza su tre vivrà un episodio di violenza o un abuso nel corso della sua vita. Un fenomeno purtroppo ben presente anche in Italia, dove le azioni di contrasto alla violenza contro le donne mancano di risorse stabili e di un approccio sistemico da parte delle istituzioni: basti pensare agli ostacoli che tuttora persistono per le donne in situazioni di violenza nell'accesso alla giustizia, e alla mancanza di procedure trasparenti per garantire stanziamenti adeguati ai Centri antiviolenza (CAV).

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Matrimoni Precoci

Circa 650 milioni di donne, ancora oggi, sono state sposate quando erano ancora bambine.

Disparità di Genere nella Lingua

La lingua è un potente strumento per plasmare la realtà anche in termini di inclusione e discriminazione, uguaglianza e disuguaglianza tra generi. La disparità di genere nella lingua si manifesta quando mancano le parole giuste per accogliere tutte le persone, si rischia di continuare a diffondere stereotipi e il cambiamento fa più fatica a realizzarsi. Il lavoro di traduttori e traduttrici può essere influenzato da stereotipi di genere nel momento in cui bisogna tradurre parole, soprattutto professionali, che in lingua inglese sono neutre.

Impatto Economico

L'attuale sistema economico danneggia quotidianamente donne, ragazze e persone non binarie a favore di una piccola élite di persone, principalmente bianche e maschi. La privatizzazione dei servizi pubblici, la riduzione della protezione sociale e la diminuzione dei finanziamenti per le organizzazioni femministe e per i diritti delle donne sono solo alcuni esempi di scelte politiche che impattano fortemente sulla vita delle donne, delle ragazze e delle persone non binarie; la loro autonomia, i loro diritti, il loro benessere e persino la loro sicurezza di base. Questo succede già in situazioni di normalità e peggiora esponenzialmente in situazioni di conflitto. A Gaza, per esempio, il 70% delle vittime sono donne e bambini.

L'Uguaglianza di Genere nell'Agenda 2030

L'uguaglianza di genere è un obiettivo ancora da raggiungere. In alcune parti del mondo la strada da percorrere è molto lunga. Altrove, la disparità di genere è meno evidente ma comunque presente, talvolta in modo più sottile - ad esempio nel mercato del lavoro e nella sfera privata - e dunque più difficile da esacerbare. L'uguaglianza di genere è anche uno dei principali obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. Come vedremo, nonostante i passi avanti che sono stati compiuti, è necessario agire con decisione e urgenza per la promozione della parità e l'eliminazione della violenza contro le donne. L'uguaglianza di genere si traduce nell'accesso paritario ad ogni diritto umano. Alla salute, al benessere, all'istruzione, ad un lavoro dignitoso, senza divari di genere. Purtroppo, donne e bambine sono ancora vittime della disuguaglianza di genere in moltissimi Paesi di tutto il mondo. Il problema è che la cultura discriminatoria è talmente radicata nel pensiero di tante civiltà al punto da essere data per scontata. Poi, da adulte, le donne subiscono una frequente disparità nei salari, oltre che una scarsissima rappresentanza in politica e in alcuni settori del mondo del lavoro. Questo accade anche in Occidente, in Europa, in Italia. Nel mondo, sono 129 milioni le bambine e le ragazze che non frequentano la scuola. Sono 650 milioni le bambine sposate prima dei 18 anni. Ben 200 milioni di ragazze sono sottoposte a mutilazioni genitali femminili. Milioni di donne sono state vittime di stupro nel corso della vita. Nell'Africa del Nord, le donne ricoprono meno di un quinto dei posti di lavoro nei settori non agricoli. (Dati Unicef).

La Situazione in Italia

Nel nostro Paese, la norma cardine sull'uguaglianza di genere è contenuta nella Costituzione italiana, all'articolo 3, che recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Possiamo affermare che la parità di diritti tra uomo e donna in Italia è stata riconosciuta proprio con l'entrata in vigore della Costituzione, nel 1948. Uno dei più importanti è la legge 66/1963 sulla “ammissione della donna ai pubblici uffici e alle professioni”. Oggi sembra inconcepibile, eppure soltanto 60 anni fa non era considerato normale che una donna potesse diventare, ad esempio, Magistrato. D'altronde, non dimentichiamo che è solo con la legge 442 del 1981 che vengono cancellati matrimonio riparatore e delitto d'onore. Tornando alla Costituzione, un altro articolo fondamentale è il n.37: "La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione". Un articolo che ancora oggi, come vedremo subito dopo, non si riflette nella realtà dei fatti. Citiamo infine anche l'articolo 51 della Costituzione: "Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. (A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini)". Come ha ricordato la stessa Commissione europea in una informativa relativa alla strategia per la parità di genere 2020-2025, finora nessun Paese membro ha conseguito la parità tra donne e uomini. I miglioramenti sono molto lenti, i processi decisionali arrancano e i divari di genere perdurano nel mondo del lavoro, a livello salariale e nella rappresentanza politica. In Italia, secondo quanto riporta un focus della Camera dei Deputati, l'azione legislativa si è concentrata proprio sul mondo del lavoro, con interventi volti a equiparare i diritti e a offrire più tutele alle lavoratrici, in particolare per quanto riguarda la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro (es. bonus babysitting). Centrale e delicata la questione della violenza di genere. L'azione di contrasto si esplicita in tre direzioni: "prevenire i reati, punire i colpevoli e proteggere le vittime". I dati Istat riportano che il 31,5% delle donne ha subìto durante la propria vita una forma di violenza fisica o sessuale (33% la media europea). Le forme più gravi sono messe in atto da partner o ex partner, poi da amici o parenti. Nel 2023 sono stati commessi 120 omicidi con vittime di sesso femminile. La strategia dell'Unione europea per la parità di genere si articola in obiettivi specifici volti a ottenere riscontri concreti entro il 2025. Il 4 marzo 2022, tra le prime azioni concrete, la Commissione ha approvato misure vincolanti in ambito di trasparenza salariale. L'8 marzo 2022 è stata emessa una nuova proposta di direttiva europea per eliminare la violenza domestica e di genere.

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Azioni per Combattere la Discriminazione di Genere

Educazione e Cultura

Il cuore dell'uguaglianza di genere nasce però dall'educazione e quindi dalle scuole. Premesso che l'accesso all'educazione deve essere universale, fondamentale sarebbe attivare percorsi che includano il tema dell'uguaglianza e dei pari diritti nei programmi scolastici. Senza mai dimenticare che siamo noi adulti, con il nostro esempio, a trasmettere i concetti che i più piccoli porteranno con sé per tutta la loro vita. Più delle parole contano i comportamenti, e questo vale soprattutto in ambito familiare e sociale.

Azioni Quotidiane

Tutti i giorni nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per contribuire al raggiungimento dell'uguaglianza di genere: promuovere una divisione equa delle responsabilità, senza seguire ruoli tradizionali basati sul genere, intervenire in modo costruttivo quando si notano stereotipi o pregiudizi legati al genere, sostenere politiche e candidati che promuovono dichiaratamente e concretamente l'uguaglianza di genere.

Intervento Istituzionale e Legale

Per contrastare la discriminazione di genere, è essenziale cambiare il modo comune di pensare sulle differenze di genere nell'immaginario sociale collettivo. Secondo l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), per ridurre il divario di genere del 25% entro il 2025, è fondamentale avviare un'azione politica su scala globale. L'obiettivo non è solo ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro, ma anche promuovere cambiamenti negli atteggiamenti e nelle norme che regolano il ruolo delle donne nella società. La lotta contro la discriminazione di genere richiede un impegno collettivo a livello comunitario e istituzionale. I movimenti per i diritti delle donne e per la parità di genere, svolgono un ruolo importante nel sensibilizzare, mobilitare e promuovere il cambiamento sociale. Storicamente, movimenti come il femminismo e le iniziative per i diritti delle donne hanno guidato la lotta contro la discriminazione di genere, contribuendo a generare importanti cambiamenti culturali e istituzionali.

Supporto alle Vittime di Discriminazione

Se sei vittima di discriminazione di genere, hai diverse opzioni per difenderti e ottenere sostegno:

  • puoi rivolgerti al Centro regionale sulle discriminazioni, il quale offre consulenza, orientamento e sostegno per affrontare situazioni di disparità.
  • Gli sportelli territoriali della rete regionale contro le discriminazioni forniscono ascolto e orientamento su vari tipi di discriminazione, disparità di genere e discriminazione religiosa tra gli altri.
  • Inoltre, la legislazione italiana contiene norme contro la discriminazione di genere nel contesto lavorativo, come il D.lgs. 9 luglio 2003, n. 215 e il D.lgs. 9 luglio 2003, n. 216 che stabiliscono la parità di trattamento nel lavoro e in altri settori indipendentemente da caratteristiche come l'età, la religione o l'orientamento sessuale.
  • Se pensi di essere vittima di discriminazione, puoi intentare un'azione civile contro il comportamento discriminatorio, con il supporto di associazioni iscritte al registro presso il Dipartimento delle Pari Opportunità.
  • Inoltre, è possibile richiedere il gratuito patrocinio per ottenere assistenza legale senza dover sostenere spese.
  • Infine, è importante cercare sostegno e assistenza. Il supporto psicologico può essere prezioso per affrontare le esperienze traumatiche.

Ridurre il Gender Pay Gap in Azienda

Per ridurre il gender pay gap in azienda è possibile:

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  • Puntare alla trasparenza salariale: un aspetto che può essere supportato sia da politiche aziendali interne che dall'utilizzo di software specifici, come le soluzioni per le attività di compensation management.
  • Incentivare l'occupazione femminile: un traguardo da raggiungere non solo assumendo donne nelle imprese, ma lavorando su misure di welfare come offrire uguali permessi familiari e di paternità agli uomini.
  • Fornire soluzioni per bilanciare al meglio il lavoro e la vita privata: lo smart working e orari flessibili sono soluzioni ottimali per permettere alle donne di semplificare la loro routine e di trovare un equilibrio tra le attività lavorative e quelle legate alla famiglia e ai figli.
  • Creare nuove competenze: investire nella formazione specifica per accrescere le competenze digitali delle dipendenti porta a migliorìe nelle perfomance e alla possibilità di avanzamenti di carriera, così come organizzare percorsi di upskilling e reskilling per le lavoratrici.
  • Abbracciare una cultura inclusiva: politiche interne, formazione ai colleghi sui temi della gender equality, adozione di un linguaggio consapevole ed inclusivo rappresentano un ulteriore passo avanti nell'abbattimento degli stereotipi culturali legali alle donne al lavoro e, di conseguenza, a considerare un valore la parità salariale.

Trasparenza Salariale: Adeguarsi alla Nuova Legge

La direttiva europea che mira a eliminare le discriminazioni di genere sul posto di lavoro e che dovrà essere obbligatoriamente recepita dagli Stati membri entro giugno 2026, punta sulla trasparenza salariale. Infatti, sebbene la parità retributiva sia fissata in molte normative già da tempo, politiche retributive poco trasparenti ne minano la corretta applicazione.

Per adeguarsi alla legge sulla trasparenza salariale di recepimento della direttiva Ue 2023/970, le aziende dovranno:

  • introdurre sistemi retributivi neutri, che non discriminino lavoratori e lavoratrici,
  • gestire in modo trasparente i processi di assunzione e di avanzamento di carriera, per esempio con:
    • annunci di lavoro neutri e non discriminatori
    • parametri oggettivi nelle valutazioni delle perfomance
  • Comunicare obbligatoriamente quali sono i compensi medi dei lavoratori che hanno la stessa mansione o una mansione di pari valore
  • Rendicontazione obbligatoria sul divario salariale:
    • dal 7 giugno 2027 per le aziende con più di 250 dipendenti
    • dal 2031 per aziende con almeno cento dipendenti.

Evoluzione del Femminismo

La storia del femminismo si snoda attraverso tre "ondate" che rappresentano diverse generazioni di donne determinate a lottare per i propri diritti, ma le radici di questo movimento risalgono ancor più indietro nel tempo, come dimostra la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina del 1791 di Olympe de Gouges durante la Rivoluzione Francese.

  • Nella prima ondata, le suffragette britanniche sono al centro della scena, marciando e lottando per ottenere il diritto di voto delle donne nel Regno Unito. Questa battaglia per il riconoscimento politico richiede decenni di impegno prima di vedere il suffragio esteso, con la Finlandia che concede alle donne il diritto di voto nel 1906 e la Gran Bretagna solo nel 1918.
  • La seconda ondata, che si svolge negli anni '60 negli Stati Uniti, affronta temi più ampi come la sessualità, la violenza domestica, i diritti riproduttivi e la parità di genere sul lavoro. La commercializzazione della pillola contraccettiva nel 1961 segna un momento cruciale, permettendo alle donne di avere un controllo senza precedenti sulla propria fertilità.
  • Nella terza ondata degli anni '90, ci troviamo in un'epoca che sembra post-femminista, ma le discriminazioni persistono, soprattutto nel mondo del lavoro. Le femministe continuano a lottare contro il divario salariale, mobbing e molestie sul lavoro e a riconsiderare posizioni su temi come prostituzione e pornografia.

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