Completini Judo Estivi: Caratteristiche Tecniche e Filosofia

Il judo, che letteralmente significa "via della cedevolezza", è molto più di una semplice tecnica di combattimento. Rappresenta una disciplina formativa completa, adatta a persone di tutte le età, come riconosciuto dall'UNESCO. Questo articolo esplora le caratteristiche tecniche del judo, con un focus sulle competizioni estive, e ne analizza la filosofia sottostante.

Origini e Principi Fondamentali

Nella seconda metà dell’Ottocento, il Giappone fu investito da cambiamenti culturali significativi, con un'apertura verso le idee occidentali e un allontanamento dalla cultura guerriera del jujitsu. In questo contesto emerse la figura di Jigoro Kano, un professore universitario con un forte senso pedagogico. Kano comprese il potenziale dello sviluppo fisico e delle abilità di combattimento come strumenti per la crescita intellettuale dei giovani.

Kano eliminò dal jujitsu le tecniche pericolose, relegandole ai kata (forme prestabilite) per una pratica sicura. Formulò poi due principi cardine per la nuova disciplina:

  • Seiryoku zen'yo: il miglior impiego dell'energia fisica e mentale.
  • Jita kyo'ei: tutti insieme per progredire.

Mentre lo scopo del jujitsu era l'efficacia nel combattimento, nel judo l'abilità divenne un mezzo per raggiungere una condizione mentale di "miglior impiego dell'energia".

Diffusione e Censura

Il judo conobbe una rapida diffusione in Giappone e nel mondo, con numerosi dojo (palestre) in ogni città. Tuttavia, dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, la disciplina subì una pesante censura da parte delle forze di occupazione statunitensi. La pratica fu proibita e molti materiali didattici distrutti.

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Fortunatamente, il judo fu successivamente "riabilitato" grazie al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e trasformato in uno sport da combattimento. A partire dal dopoguerra, con l'organizzazione dei primi campionati internazionali e l'inclusione nelle Olimpiadi, il judo si è evoluto, mutuando caratteristiche agonistiche dalle discipline di lotta occidentali. Questo ha portato a privilegiare la ricerca del vantaggio minimo per vincere, a volte a scapito della spettacolarità e del rischio tecnico. Si è sviluppata una tendenza a favorire un insegnamento orientato alla competizione, trascurando l'aspetto educativo.

Caratteristiche Tecniche del Judo

Il judo è una tecnica di combattimento a mani nude che si basa su:

  • Cadute (ukemi): considerate poco pericolose perché chi proietta è tenuto a sostenere l'avversario durante la caduta e ad attutire l'impatto con la mano.

Secondo il metodo Kodokan, il judo si articola in:

  • Tecniche di proiezione (nage-waza):
    • In posizione eretta (tachi-waza): eseguite con mani, braccia, anca, piedi e gambe.
    • Direttamente a terra (sutemi-waza): sul dorso o sul fianco.
  • Tecniche di controllo (katame-waza):
    • Immobilizzazioni (osaekomi-waza)
    • Leve articolari (kansetsu-waza)
    • Strangolamenti (shime-waza)
  • Tecniche per colpire i punti vitali (atemi-waza): vietate nei combattimenti sportivi.

L'Incontro di Judo

Gli incontri di judo durano 5 minuti per gli uomini e 4 minuti per le donne. La vittoria si ottiene:

  • Schienando l'avversario (ippon).
  • Immobilizzandolo per 20 secondi (osaekomi-waza).
  • Per resa dell'avversario (sottomissione).

La Pedana di Gara

L'area di competizione varia da 14x14 m a 16x16 m. È divisa in:

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  • Area di combattimento: da 8x8 m a 10x10 m, delimitata da una zona rossa di pericolo larga 1 m.
  • Area di sicurezza: esterna alla zona di pericolo, larga 3 m.

La superficie è ricoperta da tatami verdi di dimensioni 1x2 m.

L'Abbigliamento (Judogi)

La tenuta da combattimento è il judogi, composto da giacca e pantaloni, generalmente in cotone.

Il Tatami: Fondamentale per la Pratica

Il tatami è l'elemento essenziale per la pratica del Judo, un tappeto specifico che garantisce sicurezza e comfort durante gli allenamenti e le competizioni.

  • Tatami Tradizionali: Originariamente, i tatami giapponesi erano costituiti da uno strato di paglia pressata, rivestito esternamente da una stuoia di paglia (igusa) o foderati con una tela chiara. Le dimensioni standard erano di circa 180(190) x 90(95) x 6(3) cm. La morbidezza del tatami attutisce il rumore e offre una superficie di allenamento adeguata.
  • Tatami Moderni: Oggi, i tatami moderni sono studiati appositamente per il Judo e realizzati con materiali sintetici come il PVC espanso o ancora di vinile. Le dimensioni standard sono di 1x2 metri con uno spessore di circa 4 cm. È importante che i tatami siano circondati da una cornice esterna.
  • Materiali e Assorbimento degli Urti: La composizione interna può variare, con materiali come il polietilene espanso (preferibile) o il caucciù. Un buon tatami deve mantenere una durezza uniforme nel tempo e offrire un assorbimento degli urti omogeneo, simile a un morbido cuscino. Se il tatami è troppo duro, le cadute diventano più impegnative e pericolose. Un buon tatami attenua lo shock di ritorno, proteggendo gli atleti.

L'Importanza del Saluto (Rei)

Nel Judo, il saluto (rei) è molto più di una semplice formalità. È una parte integrante dell'addestramento, che riflette una ritualità e una serie di regole di comportamento radicate nella cultura giapponese. Il saluto esprime rispetto per l'avversario, per il dojo (palestra), per il maestro e per se stessi.

Il saluto rappresenta un cambiamento di atteggiamento mentale, un modo per prepararsi alla lezione e per favorire uno stato interiore di attenzione. Esistono diverse forme di saluto:

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  • Ritsurei (saluto in piedi): Si esegue in posizione eretta, con le braccia lungo il corpo e i piedi uniti. Ci si inchina in avanti con calma, mantenendo il tronco diritto e lo sguardo in avanti. Questo saluto si usa quando si entra e si esce dal dojo, quando si sale e si scende dal tatami, quando si invita qualcuno ad allenarsi e al termine dell'allenamento.

  • Zarei (saluto in ginocchio): È il saluto più formale, eseguito in posizione inginocchiata. Si parte dalla posizione eretta, si indietreggia il piede sinistro e si posa il ginocchio a terra, quindi si scende con il ginocchio destro. Ci si siede sui talloni, mantenendo la schiena dritta. Si posano le mani a terra e ci si inchina in avanti, senza poggiare la fronte a terra. Questo saluto si usa all'inizio e alla fine di una lezione collettiva, nell'esecuzione dei kata e in occasioni speciali.

Quando si esegue un saluto di gruppo, la disposizione sul tatami segue un ordine preciso. Il maestro e le cinture nere si dispongono sul lato del dojo denominato Joseki, con il maestro (la cintura nera più alta in grado) come capofila. Gli allievi (kyu) si dispongono sul lato Shimoseki, di fronte alle cinture nere.

La Gerarchia Judoistica: Kyu e Dan

In origine, il Judo prevedeva 5 classi di allievi (kyu) e 10 gradi di esperti (dan). Il principiante era considerato non classificato e poi passava dalla 5a classe (kyu) alla 1a. Questa suddivisione aveva lo scopo di organizzare gli allievi in base a un programma gradi/età, ma si rivelò poco pratica.

In Europa, il Maestro Mikonosuke Kaiwashi introdusse un sistema di cinture colorate per ogni kyu (bianca, gialla, arancione, verde, blu e marrone), aumentando i kyu a 6. In Italia, per i più giovani, si utilizzano anche le "mezze-cinture", introdotte per gratificare l'allievo e accompagnarlo gradualmente verso il compimento del 14º anno di età.

Per gli adulti, il sistema delle mezze cinture è discutibile. La progressione di grado dovrebbe basarsi sull'assimilazione dei principi del Judo, sulla comprensione della massima efficacia e sull'affinamento tecnico (prima la forma "speciale", poi la ricerca della forma pura).

I gradi dan vengono riconosciuti per meriti agonistici, politici, arbitrali o onorari. Dal 6° dan, è prevista una cintura di cerimonia: bianca e rossa per 6°, 7° e 8° dan, rossa per i successivi. Questa cintura indica rispetto per chi la indossa.

Il fondatore, Jigoro Kano, non si attribuì mai un grado, ma mantenne il titolo di Shihan. Dopo la sua morte, gli fu conferito il 12° dan, mentre l'undicesimo rimase vacante per sottolineare la sua unicità.

Judo Estivo: Adattamento e Specificità

Il Judo estivo, pur mantenendo i principi fondamentali della disciplina, richiede alcuni adattamenti specifici.

  • Clima: Le alte temperature estive impongono un'attenzione particolare all'idratazione e alla gestione dello sforzo fisico. Gli allenamenti devono essere programmati in modo da evitare le ore più calde del giorno e prevedere pause frequenti per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione.
  • Equipaggiamento: Il judogi estivo può essere realizzato con tessuti più leggeri e traspiranti per favorire la termoregolazione.
  • Programmazione: La programmazione degli allenamenti estivi deve tenere conto della necessità di recupero e di evitare il sovrallenamento. È importante alternare sedute intense a sedute più leggere e dedicate alla tecnica.

Benefici del Judo per i Giovani

L'UNESCO ha riconosciuto il Judo come una delle migliori discipline sportive per la formazione dei ragazzi. La pratica del Judo favorisce:

  • Sviluppo dell'autostima.
  • Incremento della capacità di autocontrollo.
  • Acquisizione di maggiore sicurezza in se stessi.
  • Preparazione fisica completa.
  • Miglioramento dell'aspetto psicomotorio e sociale.
  • Rafforzamento del rapporto con le persone attraverso il gioco e la lotta.

Inoltre, il Judo può essere integrato in percorsi di studio, come quelli offerti dalle Scuole Militari, che prevedono corsi di Judo insieme ad altre discipline sportive e attività formative.

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