Kendo: L'Arte della Spada e il Bastone di Bambù

Il Kendo, letteralmente "via della spada", è un'arte marziale giapponese con radici profonde nella storia e nella filosofia del paese del Sol Levante. Derivante dalle antiche tecniche di scherma dei samurai, il Kendo incarna i principi di disciplina, rispetto e ricerca interiore.

Origini e Storia del Kendo

Le origini del Kendo risalgono al periodo Heian (794-1185 d.C.), quando le tecniche di combattimento con la spada, allora chiamate nohon-to, iniziarono a svilupparsi. La spada divenne un simbolo importante per il popolo giapponese, assumendo anche un significato nel buddismo Zen, dove venivano impartite lezioni di combattimento con questa arma.

Nel periodo Edo (1603-1867 d.C.), la classe guerriera prese il comando del paese, e la spada acquisì un valore ancora più simbolico. In questo periodo, si svilupparono nuovi metodi di insegnamento e di allenamento del Kendo, con il passaggio alla spada di bambù (shinai) e a un'armatura più leggera (bogu), gli antenati dell'attrezzatura moderna.

Agli inizi del Novecento, il Kendo divenne molto popolare in Giappone, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale fu proibito dal governo americano di occupazione, per poi essere reintrodotto ufficialmente nel 1952, con l'eliminazione di alcuni aspetti particolarmente marziali, mantenendo però i principi di autodisciplina e rispetto reciproco.

Oggi, il Kendo unisce gli aspetti tradizionali con quelli sportivi ed è guidato dalla Federazione Giapponese (All Japan Kendo Federation) e dalle federazioni di tutto il mondo.

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Lo Shinai: Il Bastone di Bambù

Nel Kendo, la katana è sostituita dallo shinai, un bastone formato da quattro canne di bambù. Lo shinai permette di praticare in sicurezza, mantenendo però viva l'essenza della spada e le sue tecniche.

Principi Fondamentali e Regole

I principi fondamentali del Kendo sono stati definiti dalla All Japan Kendo Federation (AJKF) nel 1975. La pratica si svolge in un dojo o in uno shiai-jo (campo da gara), dove due contendenti si affrontano con lo shinai, cercando di colpire quattro aree del corpo protette dal bogu:

  • Men: la testa
  • Kote: il polso
  • Do: il torace
  • Tsuki: la gola

Il combattimento si svolge in un'area quadrata di 9-11 metri, con una X al centro che indica il punto centrale della gara. Due strisce parallele (kaishi-sen) segnano il punto di partenza dei combattenti. Uscire dall'area di gara comporta un fallo (hansoku).

All'inizio della sfida, i combattenti ricevono un nastro identificativo (rosso o bianco) da attaccare alla schiena. Il combattente con il nastro rosso inizia il combattimento alla destra del giudice, mentre quello con il nastro bianco inizia alla sua sinistra.

Il combattimento è arbitrato da tre arbitri (shimpan) che valutano i colpi e assegnano i punti. Una sfida di Kendo si vince al meglio delle tre riprese, dove ciascuna ripresa dura dai tre ai cinque minuti. Il primo combattente che realizza due punti validi (ippon) o che ne ha realizzato almeno uno entro il tempo limite, è dichiarato vincitore.

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Benefici del Kendo

La pratica del Kendo offre numerosi benefici, sia fisici che mentali. Gli allenamenti aiutano a mantenersi in forma, ma è soprattutto l'aspetto caratteriale e spirituale che fa la differenza. Il Kendo rafforza lo spirito, migliora la coordinazione, la prontezza dei movimenti e l'agilità, allena la concentrazione e aiuta ad alleviare lo stress.

Il Kendo richiede un allenamento fisico intenso, ma anche una preparazione mentale e spirituale basata sul rispetto, sull'etichetta e sulla disciplina. Chi pratica Kendo deve sempre tenere conto dei principi della filosofia antica del combattimento: accettazione della vittoria e della sconfitta, giustizia, correttezza e saggezza.

Kendo e Bushido

Il Kendo è strettamente legato al Bushido, il codice d'onore dei samurai. Il Bushido enfatizza concetti come onore, lealtà, coraggio, giustizia e rispetto. La pratica del Kendo aiuta a sviluppare queste qualità, promuovendo una crescita personale e spirituale.

Il Rei: Il Saluto nel Kendo

La pratica del Kendo inizia e termina con il Rei, il saluto. Il Rei esprime il massimo rispetto per l'avversario, per il maestro e per tutto ciò che riguarda il Kendo. Il Rei non è solo un saluto formale, ma una testimonianza di rispetto e considerazione.

Il Dojo: Un Luogo Sacro

Il Dojo, il luogo dove si pratica il Kendo, è considerato un luogo sacro. Qui si impara l'arte della spada e la vita della spada. Il Dojo è un luogo di disciplina, rispetto e crescita personale.

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Il Bogu: L'Armatura

Il Bogu, l'armatura protettiva, è considerato qualcosa di più di una semplice protezione materiale. Indossare il Bogu significa cambiare, avvertire un cambiamento interiore. Ogni armatura è diversa e offre sensazioni diverse. Per questo, il Bogu viene trattato con rispetto e cura.

Lo Shinai: Una Katana

Lo Shinai, pur essendo un bastone di bambù, è sentito come una vera spada. Deriva dalla spada vera e propria, passando attraverso la spada senza taglio per l'allenamento (bokken). Per il praticante di Kendo, lo Shinai è sempre una katana, l'anima del samurai, simbolo di virilità, potenza e nobiltà.

L'Importanza della Pratica Costante

La pratica costante del Kendo è fondamentale per sviluppare la tecnica, la posizione e il "cuore". La pratica continua del combattimento sviluppa la sicurezza in sé stessi, la tranquillità dello spirito e l'equilibrio per affrontare le sfide della vita.

Bun Bu Ryo Do: Cultura e Arti Marziali

In giapponese, si dice Bun Bu Ryo Do, che significa "cultura e arti marziali, uguali nella vita". Per il Bushi, l'attività educativo-culturale era tanto importante quanto l'allenamento nelle arti marziali. Un samurai doveva essere colto e istruito, non solo abile nel combattimento.

A Cosa Serve il Kendo?

Il Kendo sviluppa il corpo, conferisce velocità di riflessi e controllo delle proprie azioni, correggendo il portamento. Allo stesso tempo, il praticante acquisisce decisione, capacità di concentrazione e personalità. Il Kendo è utile anche nella vita di tutti i giorni.

Altre Arti Marziali con il Bastone

Oltre al Kendo, esistono altre arti marziali che utilizzano il bastone come arma. Tra queste, il Jodo, l'arte del bastone giapponese, e il Kali filippino, che utilizza bastoni di diverse lunghezze. Lo studio del bastone è efficace per accrescere la sensibilità, la memoria muscolare, i riflessi, la coordinazione e la precisione.

Il Bo-Hi: La Scanalatura sulla Katana

Il Bo-Hi è una lunga scanalatura tagliata lungo la lama della katana, su un lato dello Shinogi-ji e sotto la Mune. Questa scanalatura ha lo scopo principale di ridurre il peso dell'arma mantenendone la resistenza. Rimuovendo una parte dell'acciaio, il fabbro sposta leggermente il punto di equilibrio della katana verso la Tsuba (guardia), rendendola più facile da maneggiare.

Vantaggi del Bo-Hi

  • Riduzione del peso: Il Bo-Hi rende la lama più leggera, pur mantenendo la sua integrità strutturale.
  • Migliore maneggevolezza: Riducendo il peso della lama, il punto di equilibrio viene avvicinato alla guardia. La maneggevolezza diventa più facile e la katana reagisce in modo più netto ai movimenti dello spadaccino.
  • Suono caratteristico (Tachi-Kaze): Il Bo-Hi produce un suono caratteristico quando la lama fende l'aria. Questo suono è prodotto dal flusso d'aria che attraversa la scanalatura mentre la katana si muove. Un Tachi-Kaze pulito e chiaro è spesso considerato un indicatore di una tecnica corretta e precisa.
  • Estetica: Il Bo-Hi è spesso considerato un'aggiunta estetica che abbellisce la lama.

Variazioni del Bo-Hi

  • Bo-Hi singolo: Una sola scanalatura.
  • Bo-Hi doppio: Due scanalature parallele.
  • Bo-Hi parziale: Si limita a una parte specifica della lama.

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