Il pugilato, con la sua intensa combinazione di forza, tecnica e strategia, ha prodotto alcune delle figure più iconiche dello sport. Nei pesi massimi, in particolare, si sono succeduti campioni che hanno lasciato un segno indelebile nella storia. Dai giorni di Jack Dempsey ai trionfi di Wladimir Klitschko, ogni campione ha lasciato un’eredità che continua a ispirare le generazioni future di pugili.
Le Origini e l'Evoluzione della Categoria dei Pesi Massimi
La storia dei pesi massimi è un racconto di evoluzione costante, dalle prime sfide a mani nude alle sofisticate competizioni odierne. Tradizionalmente, si considera John L. Sullivan il primo campione del mondo della storia dei pesi massimi (titolo attribuitogli per “pubblica acclamazione” nel 1885). Tuttavia, la boxe degli albori era profondamente diversa da quella attuale. Prima del 1922, anno della prima pubblicazione della rivista The Ring, non vi era alcuna istituzione deputata a stabilire l’identità del campione del mondo e a selezionare il più degno tra gli sfidanti. Inoltre, la stessa esistenza della “color line”, la barriera immaginaria che impediva ai pugili di colore di battersi per il titolo, rende impossibile una corretta classificazione dei migliori combattenti dell’antichità.
L'Unificazione delle Categorie di Peso
Per i professionisti, nel 1920 venne fissato il limite di 175 libbre (79,38 kg) per la categoria allora precedente, quella dei mediomassimi, limite tuttora in vigore. Nel corso degli anni, diverse organizzazioni hanno sancito le gare ufficiali, patrocina il campionato del mondo. Tra queste, le più importanti sono:
- WBA (World Boxing Association): Fondata nel 1921 come NBA (National Boxing Association), e così denominata dal 1962.
- WBC (World Boxing Council): Fondato nel 1963 da 11 paesi.
- IBF (International Boxing Federation): Fondata nel 1983.
- WBO (World Boxing Organization): Fondata nel 1988.
Dieci Campioni Indimenticabili
Questi dieci campioni hanno contribuito a plasmare la storia del pugilato, ciascuno con il proprio stile unico e le proprie imprese straordinarie:
- Muhammad Ali: Nato Cassius Clay, è probabilmente il pugile più famoso di tutti i tempi. Con il suo stile unico e la sua velocità eccezionale, Ali ha rivoluzionato il pugilato. Ali è stato il re indiscusso della boxe più volte di chiunque altro nella storia, contribuendo al suo fascino universale. Ali ha affrontato le avversità sul ring, ma è sempre tornato migliore e più forte di prima.
- Mike Tyson: Conosciuto per la sua potenza devastante e la sua aggressività sul ring, Mike Tyson è diventato il campione dei pesi massimi più giovane della storia a soli 20 anni.
- Joe Louis: Soprannominato “The Brown Bomber”, ha detenuto il titolo dei pesi massimi per 12 anni, il regno più lungo nella storia del pugilato.
- Rocky Marciano: L’unico campione dei pesi massimi a ritirarsi imbattuto, Rocky Marciano ha vinto tutti i suoi 49 incontri professionali, di cui 43 per KO. Se contiamo tutti i match vinti da Usyk con un titolo mondiale in palio, arriviamo a un totale di dodici, cifra superiore a quella di diversi “all time greats” (si pensi ad esempio che Rocky Marciano ne ha appena sette).
- George Foreman: Due volte campione del mondo dei pesi massimi, George Foreman è noto sia per il suo successo sul ring che per il suo ritorno epico. George Foreman vinse il suo primo titolo mondiale dei pesi massimi nel 1973 e si ritirò nel 1977.
- Jack Dempsey: Con il suo stile aggressivo e la sua potenza, Jack Dempsey ha dominato gli anni ’20. Il suo incontro con Georges Carpentier è stato il primo combattimento di boxe a generare un milione di dollari di incassi.
- Lennox Lewis: Lennox Lewis ha dominato la scena dei pesi massimi negli anni ’90, unificando i titoli mondiali e diventando il campione indiscusso.
- Evander Holyfield: Conosciuto come “The Real Deal”, Evander Holyfield è l’unico pugile a diventare campione indiscusso sia nei pesi cruiser che nei pesi massimi.
- Joe Frazier: Joe Frazier, con il suo iconico stile aggressivo e il suo devastante sinistro, è meglio conosciuto per la sua trilogia di incontri con Muhammad Ali.
- Wladimir Klitschko: Wladimir Klitschko ha dominato la categoria dei pesi massimi per oltre un decennio, con 23 difese del titolo mondiale.
Altri Campioni e Record Memorabili
Oltre ai dieci campioni citati, numerosi altri pugili hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei pesi massimi, stabilendo record che continuano a essere fonte di ispirazione e ammirazione.
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Campioni con Stili Unici e Record Eccezionali
- Floyd Mayweather: Non è il primo pugile a ritirarsi imbattuto, ma è quello che ha avuto più successo a farlo, non avendo mai perso un combattimento nella sua carriera. Mayweather ha sconfitto più campioni del mondo e del titolo di qualsiasi altro pugile, vincendo 23 incontri contro i campioni in carica, che rappresentano circa la metà dei suoi incontri. Questo record di 50-0 è eccezionale tra i pugili in pensione imbattuti. Mayweather ha vinto titoli in cinque diverse classi di peso durante la sua carriera.
- Manny Pacquiao: Pacquiao ha iniziato con un peso di 50 kg quando ha vinto il suo primo titolo mondiale e ha aumentato il suo peso fino a 67 kg nel corso della sua carriera, vincendo titoli in diverse classi di peso. Questo risultato lo colloca tra i migliori pugili della storia in termini di prestazioni libbra per libbra.
- Jimmy Wilde: Detiene il record per il maggior numero di vittorie nella storia della boxe, con un record ufficiale di 70-0 prima di ritirarsi, inclusi 50 knockout.
- Billy Bird: Detiene il record per il maggior numero di KO nella storia della boxe, con 139 in 356 incontri durante la sua carriera.
- Bernard Hopkins: A 46 anni, sconvolse i piani di pensionamento di molti pugili quando sconfisse Jean Pascal per vincere le cinture dei pesi massimi leggeri WBC e Ring.
- Tommy Burns: Era alto solo 5'7", ma riuscì a vincere il titolo dei pesi massimi. Inoltre, Burns è il primo campione dei pesi massimi nato in Canada nella storia della boxe.
- Len Wickwar: Si ritirò con un record di 342-86-43. Per darti un'idea, 94 delle sue vittorie sono state per KO.
Primo Carnera: Un Gigante Italiano nella Storia del Pugilato
Nato a Sequals, il paesino a quaranta chilometri da Udine, il 25 ottobre del 1906, Primo Carnera, il "gigante dai piedi d'argilla", come venne battezzato a causa della sua triste parabola discendente, Carnera è un personaggio estremamente importante nella storia dello sport nostrano. E' stato infatti il primo pugile italiano a conquistare il titolo mondiale dei massimi.
Le tappe della sua faticosa carriera si aprono con il dramma di Ernie Schaaf, morto dopo il match il 10 febbraio del 1933; seguono la sfida con Uzcudum a Roma (1933) nel momento di massimo trionfo del fascismo, per concludersi con l'exploit della sua vita, il successo per K.O. a New York su Jack Sharkey in sei riprese. Era il 26 giugno 1933 e Carnera diventava campione del mondo dei pesi massimi di pugilato; ed era dal 1914 che un incontro valido per il mondiale dei massimi non si disputava in Europa.
La propaganda mussoliniana lo trasformò in un grande evento di regime, con il Duce in tribuna e Piazza di Siena, il salotto dell'equitazione, trasformata in una grande arena, gremita da settantamila persone molte delle quali affluite fin dal mattino. All'apice della sua carriera, Carnera, "l'uomo più forte del mondo", presta il volto anche a diverse pubblicità: il Punt e mes, gli elettrodomestici Zanussi, la Necchi. Nonostante la fama, tuttavia, non perde mai la sua disarmante spontaneità.
Si profila all'orizzonte il triste declino. Perde in maniera rovinosa contro Max Baer, nonostante nel 1937 una sconfitta per KO a Budapest contro il rumeno Joseph Zupan venne trasformata dai giornali italiani in brillante vittoria. Carnera era un mito che non si poteva intaccare, un eroe da lustrare a maggiore gloria dell'Italia. Nella sua storia il gigante buono è stato infatti anche eroe dei fumetti e interprete di una ventina di pellicole cinematografiche tra cui "L'idolo delle donne" (1933) con Myrna Loy, Jack Dempsey e lo stesso Max Baer e "La corona di ferro" (1941), con Gino Cervi, Massimo Girotti, Luisa Ferida, Osvaldo Valenti e Paolo Stoppa. Nel 1956, il film "Il colosso d'argilla" con Humphrey Bogart, liberamente ispirato alla carriera del Carnera pugile, gettò pesanti ombre di discredito sui suoi incontri, ipotizzando ogni genere di combine dietro le quinte dei suoi match. Il pugile viene immortalato a Trieste con la moglie Pina e l'amico Duilio De Franceschi, commerciante triestino trasferitosi a Johannesburg.
Oleksandr Usyk: Un Nuovo Capitolo nella Storia dei Pesi Massimi?
Fin dalle ore successive al suo secondo trionfo conseguito ai danni del gigantesco Tyson Fury, l’attuale campione del mondo dei pesi massimi Oleksandr Usyk è diventato oggetto di una marea di discussioni sulla sua collocazione in una classifica dei migliori pesi massimi di sempre.
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Usyk tra i Più Grandi: Sì o No?
L’unica risposta onesta e oggettiva che si può dare alla domanda “Usyk merita di essere inserito nella top 10 dei migliori pesi massimi di sempre?” è “Dipende”. Non esistono infatti criteri prestabiliti e indiscutibili su come vada compilata una classifica di pugili protagonisti di epoche differenti, il che implica che ogni esperto e ogni appassionato, nel fare la sua, segue una propria logica, spesso diversa da quella degli altri.
I Criteri di Valutazione: Un Dilemma Complesso
Anche volendoli prendere in esame tutti, basta dare un peso leggermente diverso a un aspetto rispetto a un altro per ottenere una classifica stravolta. Cosa vuol dire “di sempre”? Chiunque si trovi a realizzare una classifica intergenerazionale di pugilato si scontra subito con un arduo dilemma: da quale anno in poi iniziare a prendere in esame i pugili dell’antico passato?
Ben più sensato è dunque focalizzarsi sui match validi per il titolo mondiale: la cosiddetta “durata del regno” ci dice infatti quanto a lungo un pugile è riuscito a restare al top assoluto prima di essere spodestato. Il primo motivo riguarda la duplicità del regno di Usyk: prima imperatore dei cruiser e poi dei massimi. L’istituzione della divisione dei pesi cruiser, con l’attuale limite di 200 libbre, è decisamente recente. I campioni della “categoria regina” di una volta, affrontavano alternativamente sfidanti di circa 90 chili e sfidanti assai più pesanti; Usyk, per via del cambiamento normativo, ha dovuto invece battere prima i primi e poi i secondi. Ignorare i suoi successi da peso cruiser, nel paragonarlo ai suoi predecessori, sarebbe dunque ingiusto. Un altro problema è dato dal frazionamento delle sigle mondiali. Se contiamo tutti i match vinti da Usyk con un titolo mondiale in palio, arriviamo a un totale di dodici, cifra superiore a quella di diversi “all time greats” (si pensi ad esempio che Rocky Marciano ne ha appena sette).
Mettere a paragone le qualità tecniche e fisiche di pugili di epoche diverse è un esercizio complesso che va approcciato con cautela. Se fosse semplice stabilire in modo esatto valori e capacità esaminando i filmati dei pugili, tutti gli esperti diventerebbero ricchi grazie alle scommesse, il che non sembra avvenire.
Le Qualità di Usyk: Tecnica, Stamina e Solidità Mentale
Nella consapevolezza che il mio giudizio sia soggettivo e certamente opinabile, ritengo che le doti tecniche, fisiche e mentali di Oleksandr Usyk siano di primissimo livello, assolutamente comparabili a quelle dei migliori pesi massimi della storia. Il footwork di Usyk è merce rarissima nelle categorie pesanti. La “stamina” di Usyk è altrettanto leggendaria. Da peso cruiser è stato in grado di portare talvolta più di 900 colpi in un singolo combattimento, cifra clamorosa a quel peso e a quei livelli. Molte altre sono le qualità di Usyk ben sopra la media, dalla mascella (mai atterrato da professionista pur avendo incassato alcuni colpi terrificanti), alla solidità mentale, alla difesa, all’intelligenza tattica.
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Usyk non ha effettivamente il pugno di Tyson, di Foreman o di Marciano, ma chi lo accusa di avere mani innocue si sbaglia. Pur vincendo quasi sempre ai punti negli ultimi anni, l’ucraino ha dimostrato in ogni match di sapersi far rispettare: ha fatto traballare Chisora e Joshua, ha messo KO Dubois ed è stato a un soffio dal mettere KO Fury. Pur adoperando principalmente i diretti, con un uso abbastanza sporadico dei ganci e quasi inesistente dei montanti, Usyk compensa l’apparente lacunosità del suo arsenale offensivo variando continuamente traiettorie, velocità a angolazione dei suoi colpi.
Il Valore degli Avversari di Usyk: Un Percorso Epico
Quanto validi e impegnativi sono stati gli avversari di Usyk nel corso della sua cavalcata trionfale verso la gloria? Anche qui è inevitabile ricorrere a un parere soggettivo e indimostrabile. Briedis ha evidenziato in carriera una velocità di braccia fulminea, riflessi da cobra, tempismo clamoroso e mascella a dir poco granitica. Fury non sarà aggraziato né bello da vedere, ma con la sua stazza mastodontica, le sue braccia sconfinate, la sua flessibilità di tronco e la sua velocità di piedi (sorprendente per un uomo della sua mole) avrebbe creato grattacapi a molti grandi campioni.
Al valore degli avversari di Usyk va poi aggiunto un bonus per via di un particolare che ha reso oltremodo “epico” il suo percorso sportivo: aver sostenuto molti dei suoi match più difficili in trasferta, davanti a folle ostili oceaniche.
La Classifica dei Migliori Pesi Massimi di Sempre: Un Giudizio Soggettivo
In definitiva dunque, dove piazzare il fuoriclasse ucraino nella classifica dei migliori pesi massimi di ogni tempo? A mio avviso l’ucraino ha già fatto abbastanza per superare Tyson, Holyfield, Frazier e Liston. Non ha invece regnato abbastanza a lungo né compiuto imprese sufficientemente straordinarie da insidiare le posizioni di Ali, Louis, Marciano, Foreman e Holmes.
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