Gli studiosi ci hanno insegnato che la “Storia” non procede linearmente ma piuttosto per brusche accelerazioni, strappi, momenti di stasi. Questo articolo esplora il percorso del Taekwondo ITF (International Taekwon-Do Federation) verso il riconoscimento olimpico, analizzando le sfide, le trasformazioni e le pietre miliari che hanno segnato la sua evoluzione, specialmente in Italia.
Le Origini e la Diffusione del Taekwondo in Italia
Nel 1966, il Maestro Sun Jae Park iniziò a diffondere il Taekwondo in Italia, formando i primi gruppi di praticanti. Il Taekwondo si espanse lentamente ma costantemente, specialmente nell’Italia centro-meridionale, e l’interesse che si creò intorno a questa nuova disciplina suggerì la creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo. La FITKD nacque come affiliata alla I.T.F., un’associazione internazionale di Maestri che aveva iniziato la diffusione del Taekwondo in Europa e negli USA. Pur tra mille difficoltà, il Taekwondo cominciò a farsi conoscere in Italia e l’Italia, a sua volta, si fece conoscere in campo internazionale.
Un risultato sorprendente fu ottenuto ai mondiali I.T.F. a Montreal, Canada, nel 1974: gli azzurri conquistarono un prestigioso 1° posto dopo le tre prove di forma, combattimento e rotture.
La Transizione alla WTF e l'Avvicinamento alle Olimpiadi
Dopo circa dieci anni, nel panorama internazionale accanto alla I.T.F. lavorava un’altra federazione, la W.T.F. (World Taekwondo Federation), che sembrava rappresentare nel modo migliore, sia sul piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del Taekwondo. La decisione di entrare nella W.T.F. fu sofferta, coraggiosa ma al tempo stesso inevitabile. Quindi, nonostante i legami di amicizia e la buona posizione dell’Italia nella nicchia dell’I.T.F., il Maestro Park decise di far entrare la FITKD nella W.T.F., un’organizzazione sostenuta tra l’altro dal governo coreano e che in poco tempo riuscì a farsi valere nell’ambito sportivo mondiale ufficiale.
Nel 1975, l'Italia partecipò al 2° Campionato Mondiale WTF in Corea, lasciando per sempre molti regolamenti rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport. L’uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombrò il campo da vecchie e nuove ipocrisie e la trasformazione e il passaggio alla W.T.F. si rivelò per tutti una salutare doccia fredda. Qualcuno non condivise e preferì scendere dal carro, ma la FITKD andò avanti e i risultati sportivi seguirono. Al 2° Campionato Europeo nel 1978 a Monaco, gli azzurri salirono per due volte sul podio, conquistando una medaglia d’oro e una d’argento.
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L’importanza che il Taekwondo stava assumendo a livello mondiale fece sì che anche il movimento olimpico si interessasse da vicino a questo sport. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF (General Association of International Sport Federations), si apprestava ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In questo modo, la WTF poté negli anni seguenti avere accesso al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo motivo, le singole Federazioni dovettero trovare un ambito ufficiale nei rispettivi paesi. Anche l’Italia dovette sottostare a questa regola e così la FITKD si vide costretta nel 1980 a sciogliere la sua solida ma piccola e privata organizzazione ed entrò nella FIKDA che, tramite la Federazione del Judo, risultava essere in quel particolare momento l’unica struttura per le discipline di combattimento ad avere un qualche riconoscimento ufficiale in Italia. Per tutti i praticanti fu un momento molto delicato, con la sensazione di passare da una “famiglia” ad una organizzazione certamente più importante e organizzata ma, al tempo stesso, più fredda e informale.
La Formazione della FITA e il Riconoscimento Olimpico
Nel 1982 la FIKDA si trasformò nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed è associata alla FILPJ. Al Congresso di Berlino del 1985 il CIO votò a favore dell’introduzione del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissò il debutto proprio in Corea, dove nel 1988 erano in programma i Giochi di Seoul. Era un colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parlasse di sport dimostrativo e non ufficiale. Il Presidente della FILPJ decise di dare un “segnale” ed appoggiò la candidatura del Maestro Park a Presidente della FIKTEDA.
Dopo un breve periodo di contrasti ed alterne vicende, risultò indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decise di aderire persino una corrente modernista del Karate. Dalla nuova unione nacque la FITAK, di cui il Maestro Park rimase Presidente. I due settori nel corso degli anni crebbero notevolmente, sia sul piano della qualità che sul quello della quantità.
In campo internazionale il Taekwondo venne considerato l’astro nascente degli sport moderni e in pochi anni conquistò una posizione non più marginale. Il Taekwondo partecipò anche alle XXV Olimpiadi di Barcellona ’92 ancora nel programma dimostrativo. Ma la crescita a livello internazionale si fece sempre più rapida e importante tanto da arrivare alla definitiva promozione del 1994: al Congresso di Parigi il CIO votò il Taekwondo come sport ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000.
Per l’Italia, così come per altre nazioni, fu una grossa occasione, sia sul piano sportivo che su quello strutturale. Fu evidente a questo punto la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il Taekwondo. D’altra parte, in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici Nazionali avevano formato delle Federazioni indipendenti di Taekwondo. Quando il settore Karate decise di entrare nella FILPJ e di formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo chiese ed ottenne dal CONI di rimanere da solo e di formare una Federazione Associata direttamente al Comitato Olimpico Nazionale.
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Gli Ultimi Avvenimenti e la Crescita del Taekwondo
A dicembre 2000 il CIO confermò il Taekwondo nei Giochi Olimpici di Atene e sempre a dicembre 2000 il CONI riconobbe la FITA ai fini sportivi come Federazione Sportiva Nazionale. Nel mese di luglio 2001 arrivò l’inserimento della FITA nel registro delle persone giuridiche e ad agosto 2001 il Maestro Park partecipò per la prima volta con diritto di voto al Consiglio Nazionale del CONI.
Oggi il Taekwondo è in grande crescita organizzativa e numerica. In pochi anni i tesserati sono quasi raddoppiati, superando il traguardo dei 23.000 nella stagione appena conclusa, con più di 500 tra Società Affiliate e Distacchi. Gli Insegnanti Tecnici e gli Ufficiali di Gara sfiorano il migliaio, i risultati agonistici premiano il lavoro di tutto il movimento, dallo Staff Tecnico Federale all’ultima piccola palestra in qualche zona solitaria del Paese.
Il Taekwondo: Arte Marziale e Sport Olimpico
Il Taekwondo (pron.: Tecondò) è un metodo di combattimento di antica origine coreana, praticato sin dal I secolo a.C. come arte marziale, e si è affermato come disciplina sportiva di combattimento nella seconda metà del XX secolo. Diffuso in tutti i continenti, il Taekwondo è stato ammesso inizialmente come sport dimostrativo ai Giochi Olimpici di Seoul '88 e Barcellona '92, per poi essere inserito come sport olimpico ufficiale dalle Olimpiadi di Sidney 2000.
Il termine Taekwondo deriva dall’unione di tre sillabe della lingua coreana: tae (“colpire/spezzare con i piedi”), kwon (“colpire con il pugno”) e do (“arte”, “disciplina”, “metodo”, “cammino” o “via”). Può essere tradotto con “l’arte dei calci e dei pugni”.
Negli anni Sessanta, il Taekwondo era ancora un’arte marziale poco conosciuta al di fuori della Corea del Sud. Fu in questo contesto che il Maestro Park Sun Jae decise di portare in Italia non solo una disciplina, ma una visione, un’educazione e uno stile di vita. Nel 1966, i fratelli Park iniziarono a insegnare il Taekwondo nelle regioni meridionali, contribuendo alla nascita dei primi nuclei di praticanti e gettando le fondamenta per una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale.
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La World Taekwondo Federation (WTF)
La World Taekwondo è stata fondata nel 1973 a Seoul, in Corea del Sud, con il nome di World Taekwondo Federation (WTF). Nel 1974 ha ottenuto il riconoscimento del GAISF (ora SportAccord), nel 1976 del CISM (Consiglio Internazionale dello Sport Militare), e nel 1980 è stata ufficialmente riconosciuta anche dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO).
Il debutto olimpico del Taekwondo è avvenuto come sport dimostrativo ai Giochi di Seoul 1988 e Barcellona 1992. Dal 2020, il Taekwondo è incluso anche nel programma paralimpico, con gare di Para Taekwondo - Kyorugi.
La Filosofia e i Benefici del Taekwondo
La filosofia alla base del Taekwondo fonda le sue radici nell’etica, nella morale, e nelle norme spirituali attraverso le quali un uomo può vivere senza litigare. Bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando qualcosa è sbagliato, di sentirsi colpevoli. Una persona che perde l’autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l’incontro. Infatti, bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire.
Il Taekwondo, come altre arti marziali, porta molti benefici al corpo e alla mente dell’atleta che lo pratica. Innanzitutto è un allenamento perfetto per chi ha bisogno di tonificarsi e rimanere in forma, grazie a sessioni impegnative ma alla portata di tutti. Nonostante le tecniche di combattimento siano focalizzate soprattutto sui calci, anche il resto del corpo trae comunque benefici dagli allenamenti, grazie a salti e acrobazie che tengono in allenamento anche i muscoli del tronco, in particolare quelli addominali. Oltre a questi benefici fisici, il Taekwondo offre anche altri vantaggi, come quello di imparare a curare il proprio corpo, e avere lo spirito di gruppo.
Le Diverse Discipline del Taekwondo
Nella versione moderna di questa arte marziale, si possono identificare 3 attività, che pur integrandosi tra di loro armoniosamente, danno luogo a diversi modi di intendere il Taekwondo:
- Il Combattimento (GHIORUGHI): caratterizza il Taekwondo rispetto a buona parte delle altre discipline marziali. Si affrontano due atleti del medesimo grado e del medesimo peso. Gli atleti che portano le tecniche sull’avversario a contatto pieno, sono salvaguardati da un regolamento severo e da protezioni che limitano i traumi dovuti al combattimento. Al termine dell’incontro, viene giudicato vincente l’atleta che ha totalizzato più punti validi o che ha inflitto un KO all’avversario.
- Le Forme (POOMSE TAEGUK): sono l’esecuzione di sequenze di movimenti prestabiliti di fronte ad avversari immaginari. Con questo esercizio l’atleta affina le sue capacità tecniche e di concentrazione ed anche un combattente trae vantaggio dalla pratica delle forme.
- Le Difese Personali (HOSINSOOL) e le Prove di Potenza/Rottura (KYUPA): Nel primo caso si imparano ad utilizzare le tecniche di braccia e di gamba, al fine di fronteggiare uno o più avversari durante un’ ipotetica aggressione. Con le prove di POTENZA gli atleti, prevalentemente cinture nere, dimostrano l’efficacia delle tecniche su tavolette di legno.
Il Sistema delle Cinture
Come in tutte le arti marziali, esiste una suddivisione di praticanti in cinture: bianca, bianca-gialla, gialla, gialla -verde, verde, verde-blu, blu, blu-rossa,, rossa, rossa-nera e nera (che si ottengono sostenendo un esame) e, a seconda del grado vengono insegnate e praticate diverse attività per giungere in modo armonioso alla comprensione del Taekwondo.
Il Futuro del Taekwondo ITF
Nonostante il Taekwondo WTF sia diventato sport olimpico ufficiale, il Taekwondo ITF continua a perseguire il suo cammino, preservando i principi originali dell’arte marziale e promuovendo la sua diffusione a livello globale. Il sogno del riconoscimento olimpico rimane vivo, alimentato dalla passione di milioni di praticanti e dalla dedizione dei maestri che continuano a tramandare l’eredità del Generale Choi Hong Hi.
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